LG: il nostro cellulare non ha ucciso

Scagionato il telefonino accusato di aver ucciso un operaio coreano. Il colpevole è un collega, l'omicidio è un incidente

Roma – La notizia della morte di un operaio coreano, avvenuta in una cava la scorsa settimana, ha fatto il giro del mondo : fra le possibili cause dell’incidente, era stata considerata anche l’esplosione del suo cellulare, avvalorata da alcune dichiarazioni del medico legale. Ma a quanto pare, l’apparecchio non ha responsabilità.

A darne notizia è LG Electronics , produttore del telefonino inizialmente incriminato, che smentisce categoricamente che l’incidente sia stato causato dall’apparecchio o dalla batteria. La causa sarebbe emersa durante un interrogatorio della polizia a Kwon Young-Sup, collega della vittima: questi avrebbe infatti confessato di aver accidentalmente colpito il collega, per un errore di manovra, con una trivella idraulica da 15 tonnellate.

L’ipotesi dell’esplosione del telefonino era stata diffusa dallo stesso operaio, ora accusato di omicidio colposo. Non è stato ancora spiegato il motivo per cui il cellulare sia stato rinvenuto incendiato: la causa potrebbe essere riconducibile alla pressione subita dall’apparecchio nell’incidente, o ad un’idea dello stesso Kwon Young-Sup per depistare gli inquirenti. LG, quinto produttore mondiale di telefoni cellulari, nel diffondere la notizia che “scagiona” un proprio modello, ha dichiarato di condurre test rigorosi su tutti i propri prodotti, tanto sulla funzionalità quanto sulla sicurezza, e di non aver mai ritenuto possibile che un suo telefonino potesse essere il killer.

Dario Bonacina

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  • ida gerosa scrive:
    computer art
    Questo è un tema al quale ho contribuito per oltre 24 anni. Ho contribuito alla creazione del primo programma grafico a colori del mondo, nel 1983. Ho parlato in molte università italiane. Ho tenuto conferenze dovunque su questo tema. Ho fatto lezioni di computer art a scuole dalle elementari alle università. Ho scritto articoli su tanti giornali web e cartacei. Ho tenuto una rubrica "arte informatica" per la rivista MCmicrocomputer.Come mai sono invitati artisti "da tutto il mondo" e ci si dimentica degli italiani?Inoltre al Museo Pecci ci sono, premanenti, due mie opere, "pozzo di cristallo" che ha sul fondo un'immagine in duratrans che si specchia su tutte le pareti che la circondano e un'altra immagine stampata già esposta alla Biennale di San Paolo, Brasile.Mi farebbe piacere essere considerata.L'ultima mia mostra è stata fatta al Museo Nazionale degli Strumenti Musiali, a Roma dal 9 al 29 novembre 2007. Mostra che ha ottenuto un grandissimo successo di stampa e di pubblico. Si può vedere qualcosa cercando in google "ida gerosa".Grazie per l'attenzione. Ida Gerosa
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