LHC, il bosone della discordia

La cosiddetta "particella di Dio" fa capolino in un memorandum a uso interno per gli scienziati del CERN. Il memo finisce in Rete e scoppia la bomba mediatica. Priva di fondamento, avvisano da Ginevra
La cosiddetta "particella di Dio" fa capolino in un memorandum a uso interno per gli scienziati del CERN. Il memo finisce in Rete e scoppia la bomba mediatica. Priva di fondamento, avvisano da Ginevra

Il team di ricerca che lavora sui dati del Large Hadron Collider di Ginevra sarebbe molto vicino a una scoperta scientifica sensazionale, di quelle in grado di cambiare radicalmente le fondamenta della fisica e ridisegnare la visione dell’uomo sull’universo, la natura e tutto quanto. Forse ma anche no, perché i rumor che hanno scatenato le speculazioni sono da prendere con le molle.

Le speculazioni sulla presunta scoperta del bosone di Higgs al CERN nascono da un memoriale a uso interno, sgattaiolato fuori dalla cerchia ristretta degli scienziati e finito inevitabilmente nel calderone ribollente della Internet pubblica.

In quel memoriale si nota la possibile scoperta di “nuovi emozionanti fenomeni fisici, incluse nuove particelle” in un “futuro molto prossimo”. La nota dei redattori – intesa, come il memoriale, per circolare fra i 3mila scienziati partecipanti ai lavori dell’LHC – specula sulle potenzialità delle analisi statistiche degli esperimenti condotti all’interno del gigantesco acceleratore di particelle europeo.

Facile dunque leggere in quel memoriale la possibilità che ben presto il CERN potrebbe annunciare al mondo di aver finalmente scovato il bosone di Higgs , la particella che da sola darebbe un senso al Modello Standard spiegando la natura della massa e riempiendo un vuoto fondamentale all’interno del puzzle complicatissimo della fisica subatomica.

Facile e assolutamente sbagliato, avverte il portavoce dell’LHC James Gillies: “È davvero troppo presto per dire se c’è qualcosa di concreto o meno”, dice Gillies, spiegando che “la vasta maggioranza di queste note viene abbattuta prima ancora di venire a galla”. “Non si tratta di un risultato ufficiale della collaborazione” aggiunge un ricercatore dell’Università di Sydney, e prima di parlare di bosone di Higgs occorrerà valutare con attenzione i risultati contenuti nella nota incriminata.

Alfonso Maruccia

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27 04 2011
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