L'ICANN ora rischia per i nuovi domini

Giovedì il Congresso USA inizierà a indagare su come furono scelti solo sette nuovi domini internazionali e perché furono scelti proprio quelli. In molti contestano le decisioni dell'ICANN
Giovedì il Congresso USA inizierà a indagare su come furono scelti solo sette nuovi domini internazionali e perché furono scelti proprio quelli. In molti contestano le decisioni dell'ICANN


Washington (USA) – Quando l’ICANN annunciò le sette nuove estensioni di dominio internazionali le critiche si sprecarono. Critiche e proteste che ora hanno prodotto un’inchiesta ufficiale che giovedì prenderà corpo in Commissione commercio alla Camera dei Deputati americana.

In quella sede si vaglierà l’operato dell’ICANN per verificare se non vi sia stato il tentativo di turbare la competizione sul mercato della registrazione dei domini e dunque se l’approvazione di quei domini non si sia tradotta in un danno per operatori, aziende, utenti.

La speranza di coloro che criticano l’ICANN, e tra questi anche gli italiani Register.it e DADA (che avevano proposto l’estensione.pid), è di riuscire a riaprire il processo di selezione delle nuove estensioni.

Oltre alle critiche dagli operatori che si sono visti bocciare le proprie proposte, altre proteste arrivano dalle associazioni per i diritti civili. La ACLU – secondo cui le irregolarità formali del procedimento decisionale sono gravi – il mese scorso in una lettera al Ministero del Commercio (da cui dipende formalmente l’ICANN) aveva chiesto un intervento diretto per bloccare tutto non approvando formalmente la scelta dell’ICANN.

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04 02 2001
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