L'impatto dei cellulari sulla mente

Una prolungata esposizione ai campi elettromagnetici, come quelli generati dai cellulari, porta ad una riduzione dei tempi di reazione a stimoli acustici. Che bello
Una prolungata esposizione ai campi elettromagnetici, come quelli generati dai cellulari, porta ad una riduzione dei tempi di reazione a stimoli acustici. Che bello


Roma – Un impatto ce l’hanno ed è stato misurato, ed è un impatto diretto sulle reazioni neurologiche umane. Questo l’esito dell’esperimento condotto a Roma, all’Università “La Sapienza”, che dimostra come l’esposizione ai campi elettromagnetici generati dai cellulari riduca i tempi di reazione agli stimoli acustici.

Può sembrare poca cosa ma quel 10 per cento di rapidità in più che viene concessa dall’esposizione ai campi generati dai telefonini è di importanza capitale. È infatti una dimostrazione lampante che certe emissioni hanno effetti diretti sulle prestazioni cognitive. Il fatto che siano effetti temporanei è evidentemente altrettanto importante.

Gli autori dello studio pubblicato su NeuroReport , un team di professori e studenti del Dipartimento di Psicologia dell’ateneo romano, hanno infatti spiegato che la presenza del campo riduce il tempo di reazione da 35 millesimi di secondo a 30 millesimi, sottolineando che l’effetto diventa molto più evidente con il prolungarsi dell’esposizione. Dopo un “bagno di emissioni”, a venti minuti dallo spegnimento del telefonino, viene registrato il “picco” dell’impatto prestazionale. Dopo 40-45 minuti, invece, tutto torna come prima .

Chi temesse che questo significhi qualcosa per la salute si deve ricredere.

Giuseppe Curcio, uno dei ricercatori, ha infatti tenuto a sottolineare che “da questo esperimento non possono essere tratte conclusioni salienti per la salute umana, poiché la ricerca non riguarda ancora gli effetti riscontrabili a lungo termine ma dimostra, comunque, come brevi esposizioni ai campi elettromagnetici possano influenzare i processi psichici in maniera sostanziale ma assolutamente reversibile”.

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21 07 2004
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