L'imperturbabile Passigli urta Assoprovider

Passigli dice di volere un decreto urgente per regolare i domini ma non per equiparare i provider ai grandi operatori. Parole pesantissime a cui seguono nuovi strali da Assoprovider, da tempo in prima linea
Passigli dice di volere un decreto urgente per regolare i domini ma non per equiparare i provider ai grandi operatori. Parole pesantissime a cui seguono nuovi strali da Assoprovider, da tempo in prima linea


Roma – Stefano Passigli in una imperdibile intervista su laRepubblica continua a far parlare di sé sostenendo che, anche se le Camere sono state sciolte, “il Governo potrebbe intervenire con un decreto”.

L’inossidabile sottosegretario, autore della prima proposta sulla regolamentazione della questione domini Internet che ha ispirato il DDL caduto con la fine della legislatura, ritiene che ci siano ancora i margini per operare con un “provvedimento d’urgenza”. Nel decreto, ha spiegato Passigli, troverebbero posto solo alcune delle misure previste dal DDL, tra cui la possibilità per la Registration Authority di agire in via amministrativa per la cancellazione di domini registrati “illegittimamente”. Senza che alcuno abbia chiaro quali siano i domini che debbano essere considerati legittimi, dubbi che si trascinano fin dalla prima proposta Passigli.

Non contento, nell’intervista Passigli ha tirato nuovamente fuori l’accusa a chi lo critica: “Soggetti interessati a lasciare più o meno le cose come stanno”. Soggetti che identifica nei registrars italiani, che “hanno tutto l’interesse a mantenere in vita migliaia di domini, magari fasulli, purché qualcuno paghi”. Le sparate più dure Passigli le ha però riservate alla Naming Authority, “organismo composto da 300 persone che si cooptano a vicenda, come una sorta di assemblea studentesca”.

Passigli ha anche dichiarato di non ritenere abbastanza urgente la questione provider, quella legata al DDL affondato assieme a quello sui domini, che avrebbe consentito ai piccoli operatori dei margini per ristrutturarsi nel quadro del nuovo mercato dell’accesso. Ritiene Passigli che “possano sopravvivere ancora qualche mese”.

Queste dichiarazioni hanno “urtato” Assoprovider, associazione che da lunghi mesi si batte per il passaggio del DDL sui provider in Parlamento. In un comunicato, il presidente Matteo Fici ha spiegato: “Mi dà fastidio da Palermo, dove scrivo e dove notoriamente c’è un problema disoccupazione, sapere che gli ISP, aziende fatte da giovani per inventarsi un posto di lavoro, sono autorizzate a rimanere in difficoltà e a chiudere, fino alla prossima legislatura”.

“Ovviamente – si legge nella nota di Fici – noi chiediamo un decreto legge immediato salvaprovider che riproduca il testo approvato dalla Camera (ddl C 7208), invece che quello sul cybersquatting. Sarebbe logico che un uomo di sinistra come il sottosegretario chieda la stessa cosa. Mi viene in mente un film famoso in cui il regista-attore dice: Passigli, dì qualcosa di sinistra!”

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11 03 2001
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