L'incidente del coccodrillo

Prima della morte del Pontefice molti hanno avuto modo di leggere in rete la notizia della sua morte. Errore veniale?


Roma – Era il 22 aprile del 2002 quando un celebre servizio di informazione americano, lo Scripps Howard News Service, rese accessibile online una pagina con la notizia della morte dell’ex presidente americano Ronald Reagan, deceduto invece due anni più tardi. Ieri un errore simile è toccato ad AdnKronos : la pubblicazione online di una notizia ferale come l’annuncio della morte del Pontefice è stata data prima che ciò accadesse davvero.

A darne notizia sono numerosi lettori di Punto Informatico che hanno scritto in redazione raccontando l’accaduto e la sorpresa. In pratica, accedendo al sito di Google News , e inserendo “Papa” come keyword di ricerca, veniva restituita come prima notizia l’annuncio “Il Papa è morto”. Ma a quell’ora, parliamo del pomeriggio, il Pontefice era ancora vivo.

“Sono le 18.45 circa, torno a casa dal lavoro – scrive F. – mi connetto a internet e cerco informazioni sullo stato di salute del Papa.. apro il fido Google, digito Papa, do invio e leggo la triste notizia, ma non vedo riferimenti precisi all’ora.. penso di andare sulla pagina principale, digito www.adnkronos.com e con stupore vedo che sulla homepage non viene citata la notizia, soltanto che Navarro ne comunica la gravità della situazione..”

Inutile dire che a qualche ora dalla sua pubblicazione l’articolo è stato rimosso dalla stessa AdnKronos, un errore veniale dovuto a qualche clic di troppo che ha già tradito più volte importanti agenzie di mezzo mondo. Da segnalare, invece, che il decesso di Giovanni Paolo II è stato comunicato ai reporter via SMS ed e-mail, due tecnologie che hanno consentito di diffondere immediatamente la triste ma attesa notizia.

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  • Anonimo scrive:
    Allora io compio un sacco di reati...
    perche' piu' volte ho acquistato ed acquistero' in rete NON da privati, ma da ditte con vetrina su ebay.Queste DITTE, NEGOZI CHE RILASCIANO SCONTRINO O FATTURA vendono tramite asta ed io acquisto tramite asta.Quindi il signore che ha scritto questo articolo e' parecchio male informato di come funziona ebay e credo a questo punto di tutto il mondo di internet. Svegliategli il dinosauro, lo ha parcheggiato in seconda fila.
  • Anonimo scrive:
    Le aste on line SONO E-commerce!
    Questa è bella!Poichè un decreto legislativo definisce un determinato tipo di vendita "asta", allora questa non sarebbe Commercio Elettronico...e che fine fanno le altre normative, tra le quali il D.Lgs. n. 70/2003??E' troppo lungo e ovvio smascherare un concetto elementare e rimando alle definizioni giuridiche di commercio elettronico e ai vari volumi pubblicati in materia...Tra i tanti volumi pubblicati in materia in materia consiglio di soffermarsi sulle varie opinioni dottrinali secondo le quali difficilmente un'asta on line può essere ricompresa nei rigidi schemi dell'asta come contemplati nel D.Lgs 114/98.Buona lettura all'autore dell'articolo che probabilemnte poco ha letto in materia.Andrea LisiPS Quindi quando si parla ovunque di e-commerce C2C o P2P si sta dicendo una fesseria???? :-)PS2 La verità è che quel decreto legge è un'assurdità che tende - come al solito . a far ricadere sui privati o su chi non ne ha competenza i mali della contraffazione....a tutto van5taggio degli interessi del "più forte"....ma questa è una'ltra storia...troppo lunga....(www.scint.it)PS3 Bello poi il sito di questa ASSECOM (che si cerca di pubblicizzare con questo articolo)!:-)" Il sito web è in fase di costruzione e contiamo di renderlo operativo al più presto per farlo diventare un utile strumento di contatto e di scambio di informazioni ed opinioni nonchè il fulcro dell'attività associativa"... ;-)PS4 Sulla domanda di iscrizione alla pagina http://www.assecom.it/modulo_iscrizione.pdf non c'è alcun riferimento alla normativa sul trattamento dei dati personali (che prevede l'informativa obbligatoria)...prima di insegnare il commercio elettronico, si dovrebbero leggere con attenzione tutte le norme di riferimento (non solo un Decreto legislativo!!!)PS5 Per non parlare poi delle vilolazioni relative alle informazioni obbligatorie previste dal D.Lgs. n. 70/2003...mah...
    • Anonimo scrive:
      Re: Le aste on line SONO E-commerce!
      Ho scritto in fretta la prima risposta all'articolo e me ne scuso con i lettori...ma il dubbio rimane...prima di scrivere articoli bisognerebbe conoscere tutta la normativa sul commercio elettronico e guardare prima di tutto in "casa propria"!:-sE soprattutto sarebbe bene che le leggi venissero scritte e interpretate da giuristi realmente del settore, al fine di evitare interpretazioni semplicistiche...La norma del D.L. dice "salvo che il fatto costituisca reato, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l'acquisto o l'accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza". Dove si parla nella norma del D.L. di commercio elettronico in senso stretto??????Dove sarebbe il collegamento con il Decreto 114 sulla Riforma del Commercio?Si parla nella norma non solo di "acquisto", ma anche di semplice "accettazione"...come si fa ad effettuare la verifica on line della violazione delle norme sul diritto d'autore in alcuni siti web doi commercio elettronico in senso lato? (stiamo parlando di una sanzione di 10.000 euro...non sono patatine fritte!!!)...prima di scrivere articoli di questo tipo e di pubblicarli occorrerebbe fare più attenzione, a mio modesto avviso...Avv. Andrea Lisi (www.scint.it)
  • Anonimo scrive:
    Una legge non chiara e inutile
    Io una cosa non capisco : perchè tutto questo?!?Come dice "Stefano Scardovi", Presidente Assecom, "Se poi al momento del ricevimento della merce questa non corrisponde alle caratteristiche promesse è sempre possibile rivolgersi alle autorità e denunciare l'accaduto dimostrando facilmente che si è vittima dell'illecito e non coautore come segnala la legge"Ma questa cosa non esisteva già?!?Se io compro un prodotto che pago e penso non sia originale, basta fare una segnalazione ... .alora che bisogno c'è di fare una legge, come al solito non affatto chiara ma aperta a diecimila interpretazioni, che non garantisce nulla al cittadino ma garantisce tanto ai soliti pochi privilegiati?!?Si parla di diritti d'autore, di cose che un semplice cittadino deve rispettare ... ma dove le grandi Major, le grandi ditte rispettano il citadino?!?Prendiamo solo il cinema.Uno paga 7 euro di biglietti, e si deve sorbire prima dell'inizio del film 20 minuti e passa di pubblicità e il film che come al solito inizia in ritardo.Piu' la solita pubblicità falsa che avvisa che duplicare è reato etc etc .... reato penale in piu', malgrado le assicurazioni di tanti nostri ministri che non è piu' reato penale ......In pratica la solita bufala, tassa sui cd vergini, tassa sui cd normali .... ma quante volte paghiamo le tasse?!?Prendiamo poi un esempio conceti di un telefilm Stargate.In Italia è in vendita una stagione di quel telefilm in 6 dvd per un prezzo complessivo che supera i 110 euro e passa.All'estero, Francia, Germania tanto per citare, l'intera stagione in cofanetto con tracia italiana 70 euro.E' illegale allora?!?No perchè proprio originale.Allora perchè in Italia si paga 40 e passa euro un piu'?!?Perchè siamo italiani.La legge dice una cosa, questa legge.Poi plausibile o non plausibile tocca a decidere al magistrao.Come al solito, come il Patto di Sanremo e tanti decreti realizzati, una legge ionutile con un'urgenza che nessuno capisce.Ma si sa, quando si tratta di rendere complicate le cose ai cittadini, eccoci qua.Una rticolo della Costituzione afferma che sono i cittadini a fare lo Stato, che lo Stato deve proteggerli e assisterli.Sarò un abbaglio, ma qua sembra proprio il contrario.ma tant'è, siamo solo Italiani, equindi ... evvia L'Italia.A quando il prox decreto che nessuno ritiene utile ma che verrà approvato lo stesso?!?
    • Anonimo scrive:
      Re: Una legge non chiara e inutile

      Prendiamo poi un esempio conceti di un telefilm
      Stargate.
      In Italia è in vendita una stagione di quel
      telefilm in 6 dvd per un prezzo complessivo che
      supera i 110 euro e passa.
      All'estero, Francia, Germania tanto per citare,
      l'intera stagione in cofanetto con tracia
      italiana 70 euro.
      E' illegale allora?!?
      No perchè proprio originale.
      Allora perchè in Italia si paga 40 e passa euro
      un piu'?!?
      Perchè siamo italiani.Se nonriesci a trovarlo da NESSUNA parte in italia allo stesos prezzo di quelli ch evendono in Francia (do per scontato che in entrambi i casi sia originale) non ti viene dapensare che magari quello che ci mangai sopra non e' forse il negoziante ma lo stato e la SIAE?Ovvio che a te non te ne frega nulla di lui.....ma a lui puo' allor anon fregargliene niente se tu poi protestii perche' l'adsl in italia costa 3 volet quella che la stessa Telecom da in Francia.C?e pero' una differenza: Telecom in Italia non ha reali concorrenti e tu ti devi rivolgere ead essa volente o nolente.... il venditore di DVD ..... invece ha 2000 cocncorrenti stranieri e quindi sara' per forza costretto a chiudere.Attilio
  • grassman scrive:
    Paura del libero mercato?
    Pare che la preccupazione principale di questo governo è di privileggiare i privileggiati.Viene tolta la possibilità a noi poveri comuni mortali di (s)vendere qualcosa che non ci serve più per la paura che i commercianti non possano incrementare i propri utili.Uso ebay con attenzione e soddisfazione. Ho acquistato, tra le tante cose, un deumidificatore usato da 24l/day a 100 euro, quando avrei dovuto spenderne almeno 300 per uno nuovo.Chi l'ha venduto l'ha fatto perchè non gli serviva più (si è fatto il condizionatore) e ci ha guadagnato un bel centone.Del resto pure io mi sono sbarazzato di alcuni libri letti e di alcuni dvd originali visti e rivisti per pochi euro. Ma anche altra roba più seria.Che hanno paura che il mercato possa diventare globale e il prezzo più adeguato al bene che si acquista?Hanno paura che io compri i dvd vergini a 30 centesimi da un sito tedesco perchè la siae non ci specula sopra?Hanno paura che il mercato diventi libero, e che siano non i cartelli, ma gli acquirenti a fare il prezzo?Per fortuna che si spacciano per liberisti e liberali.Ci hanno vietato il p2p, ci vietano ebay... ci vieteranno pure la possibilità di discutere sui forum?
    • Anonimo scrive:
      Re: Paura del libero mercato?
      Dove leggi nel testo del decreto che non puoi comprare a buon prezzo prodotti usati?Anche io ho acquistato il lettore DVD su ebay, e quando mi e' arrivato c'era lo scontrino di acquisto.In questo caso, come nel tuo, il nuovo decreto non ha nulla da dire. Ha da dire invece se compri qualcosa di illegale avendo gli estremi per identificarlo come illegale. In questo caso il "libero mercato" che alcuni vorrebbero senza alcuna regola toglierebbe certamente forza a chi ne ha troppa ma anche tutti i diritti che oggi i consumatori hanno.Se compri merce illecita da un "privato" su ebay e non funziona non pensare al diritto di recesso o ai 2 anni di garanzia.Saluti.Stefano ScardoviPresidente ASSECOM
      • Anonimo scrive:
        Re: Paura del libero mercato?
        - Scritto da: Anonimo
        Anche io ho acquistato il lettore DVD su ebay, e
        quando mi e' arrivato c'era lo scontrino di
        acquisto.Ma come... ma le aste non sono solo tra privati?ahi ahi ahi ahi...Hai infranto l'articolo 18 comma 5 (di che codice poi?).Secondo: chi stabiliva il prezzo pieno del lettore che hai preso convinto certo di fare un buon affare?Terzo: chi ti dice che quel lettore comunque sia non sia stato rubato e rivenduto?
      • The FoX scrive:
        Re: Paura del libero mercato?
        Si rilegga il proprio post e poi si rilegga la sua lettera a PI.Poi si vada a denunciare e a denunciare il negozio.Altrimenti Lei e la sua coerenza andatevene a chiedere asilo politico ad Arcore!!!
        • Anonimo scrive:
          Re: Paura del libero mercato?
          Da quando in qua un commerciante non può acquistare per uso privato come un qualsiasi cittadino?non capisco tutto questo accanimento... non è che ci sia da parte vostra l'intenzione di capire come vi comoda?Le aste sono ammesse tra privati, ma non se ad attivarle è un commerciante... mi spiace ma questa è la legge italiana.Forse non sarebbe più giusto permettere anche ai commercianti di usare le aste per vendere? forse non farebbe comodo anche a loro potersi liberare in questo modo delle giacenze?ciaoaria
          • The FoX scrive:
            Re: Paura del libero mercato?
            Da quanto scrivi capisco che o non hai letto bene la "notizia" ed il mio post, o li hai letti ma non li hai capiti.
  • Anonimo scrive:
    la verità è che hanno paura di E-Bay
    non a caso la lettera è del presidente dell:Associazione italiana operatori del Commercio Elettronico
    • Anonimo scrive:
      Re: la verità è che hanno paura di E-Bay
      Non credo ci sia nessuna paura, ma neppure la voglia di sentirsi dire che il commercio elettronico è morto!Credo che nessuno sano di mente possa pensare che se una legge crea fastidi a Ebay questo significhi che *tutto* il commercio elettronico debba tirare le cuoia.Paura di Ebay per cosa poi?I commercianti non possono vendere attraverso le aste, possono farlo solo i privati.Quindi in teoria sono cose talmente diverse che non dovrebbero neppure toccarsi...Se poi di fatto c'è qualcuno che fa il 'furbo' vendendo tanto quanto un negozio, ma aggirando tutta la normativa e perciò non pagando le debite tasse...Beh, questa persona sta infrangendo la legge...e, sinceramente, io sono stufa di pagare le tasse anche per lui!ciaoaria
    • Anonimo scrive:
      Re: la verità è che hanno paura di E-Bay
      C'è chi sobbalza sulla sedia, io ci faccio le capriole con la sedia quando sento certe cose :-)E-bay non credo possa dar fastidio a nessun commerciante che fa correttamente il suo lavoroQuello che dà fastidio è che qualcuno usi questa piattaforma per lucrare ed arricchirsi in modo indebito e disonesto? Chi? 1) tutti quei privati che vendono più di un commerciante o un grossista e si intascano il 100% della differenza costi - ricavi (non c'è solo l'iva come sostiene qualcuno, ci sono tante altre tasse ed adempimenti che chi vuol fare il lavoro in regola deve pagare ed osservare; giusti o non giusti ci sono e bisogna rispettarli... o mi sbaglio?)2) e pure quei commercianti che fingendosi privati vendono container di merce bypassando le tasse. Buon lavoroFilippo
  • ryoga scrive:
    Era il caso di pubblicarla?
    [QUOTE]Inizio col dire che le vendite fra privati non sono contemplate nell'ordinamento giuridico italiano ed europeo come commercio elettronico.[/QUOTE]Se non erro, non si diceva che quello era il "commercio elettronico", ma che un utente truffato da un acquisto fatto in rete ( da privato o da negozio, poco importa ), non ci riprova +. Specie se gli prosciugano la carta di credito! ( ok che oggi non dovrebbero esistere polli che danno a chiunque il num di carta di credito. )[QUOTE]Dunque è senza dubbio sviante dichiarare che questo decreto possa "cozzare con le speranze del commercio elettronico"[/QUOTE]Es. : l'ultima volta che ho acquistato online, da un'entita'(persona o negozio), dovevo spendere 100 euro con carta di credito, e me ne sono stati addebitati 300.Non comprero' + su internet...perche' non so dove sono finiti i miei soldi!(Sia chiaro....non e' il mio caso...era per far capire il perche' cio' poteva influire sul commercio elettronico )[QUOTE]L'Art. 1 Comma 7 del decreto legge tanto bistrattato è abbastanza chiaro. Non tutti quelli che comprano prodotti illeciti (contraffatti, rubati, ecc.) incorrono nelle sanzioni, è necessario che siano prodotti che "per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà intellettuale".[/QUOTE]Legge tanto vana quanto inutile.Se compro ad un prezzo troppo basso, potrei avere problemi.Peccato che al mercato o online, il 90% delle "persone" ti rilascia un documento di vendita.Molte volte addirittura, persone si spacciano per grandi aziende. Inoltre, ci sono prodotti (su alcune aste) a prezzi estremamente interessanti.Es. : Lettori Mp3 da 1 Gb, in Italia costano intorno ai 150? se non erro....su queste aste sugli 80?.E' materiale rubato? Penso proprio di no.E' contraffatto? No...non ci sono marche sopra...[QUOTE]È un po' come acquistare un CD musicale a 5 euro al mercato da un venditore con una coperta stesa in terra: si puo' essere ragionevolmente certi che si tratti di un prodotto contraffatto e quindi di una vendita illegale.[/QUOTE]Questa e' diffamazione allo stato puro!Ci sono persone che vendono dischi e cd di molti anni fa di artisti "poco" noti a 5?. Eppure sono cd Originali.(Ricordiamoci che 5? dovrebbe essere il prezzo "normale", mentre quello da "furto" dovrebbe essere qualsiasi prezzo superiore agli 8?...tanto per restare nella legalità)[QUOTE]Continuando con l'esempio: è' altrettanto plausibile pensare che sia una vendita autorizzata se, nello stesso mercato, andiamo ad acquistare lo stesso CD - venduto al suo prezzo regolare e con tanto di bollino SIAE - presso un venditore con un furgone attrezzato.[/QUOTE]Quindi un Cd con bollino SIAE e ad un prezzo inferiore a quello del negozio non e' originale? Ma stiamo scherzando o abbiamo alzato il gomito ieri sera?[QUOTE]Qualora anche questo CD fosse in realtà contraffatto l'acquirente non potrebbe in alcun modo essere ritenuto colpevole della violazione.[/QUOTE]E chi lo spiega alla GdF? Tu? Chi gli garantisce che hai speso 10? e non 5?? Non penserai mica di conservare gli scontrini ( che diventano illeggibili dopo 6 mesi ) per tutto il tempo di un cd...vero?[QUOTE]I siti di commercio elettronico professionali devono rispettare determinate leggi e, soprattutto, debbono fornire dei riferimenti certi ai propri acquirenti (ragione sociale, partita iva, recapiti fisici e telefoni, etc.).[/QUOTE]Che potrebbero esser falsi. Che potrebbero cambiare dopo 3 mesi che uno ha acquistato un prodotto... [QUOTE] Qualora il consumatore ricevesse un prodotto su cui nutre dei dubbi, le forze dell'ordine potrebbero facilmente effettuare le debite verifiche.[/QUOTE]Il cittadino deve essere tutelato a priori e FUORI da qualsiasi problema legale. Invece con questa legge il cittadino e' TENUTO a controllare l'originalità del prodotto PENA dover pagare multe salatissime. ( Il truffato che viene punito anche dallo stato! )[QUOTE](Acquisto su aste et simila)Di fatto già la descrizione dichiarata e il prezzo di vendita possono a volte far nascere dei sospetti. Se poi al momento del ricevimento della merce questa non corrisponde alle caratteristiche promesse è sempre possibile rivolgersi alle autorità e denunciare l'accaduto dimostrando facilmente che si è vittima dell'illecito e non coautore come segnala la legge.[/QUOTE]Una volta ci si limitava "all'incauto acquisto". Oggi invece il cittadino oltre a subire un danno, rischia anche di finire nel penale.Ma per cortesia!!!!Usciamo un'attimo dal campo musicale ( che onestamente e' l'unico dove non ho mai avuto intenzione ne di scaricare ne di acquistare alcunche' ), ma pensiamo un attimo agli abiti.Come si fa a riconoscere che un prodotto e' originale?Come si fa a riconoscere che una borsa e' originale?Dobbiamo fare tutti dei corsi da ispettori presso le aziende di moda?[QUOTE]Quindi, online, come nella vita di tutti i giorni, chi agisce rispettando le leggi (che peraltro già c'erano, ad esempio quelle che regolano l'incauto acquisto e la ricettazione) non ha nulla da temere. Nel caso si trovi ad essere vittima puo'con fiducia rivolgersi alle autorità competenti. E, come nella vita reale, è bene prestare particolare attenzione nei confronti di coloro che ci offrono a condizioni assolutamente fuori mercato prodotti di cui non possiamo verificare qualità, origine e provenienza.[/QUOTE]L'incauto acquisto, non aveva alcuna conseguenza sull'acquirente "truffato", e la ricettazione e' un discorso totalmente diverso da quello di questo articolo.Insomma...l'autore dell'articolo, potrebbe togliersi l'armatura di Don Chisciotte dato che ricopre un ruolo abbastanza importante.( Anche la toga dell'azzeccagarbugli.... non gli sta bene )
  • Anonimo scrive:
    Anch'io ero scettico...
    fino a due anni fa' non mi sarei mai azzardato a comperare nulla in internet.Mi sono dovuto ricredere. Tutti gli acquisti sono andati a buon fine tranne uno (per colpa delle poste e non per il mittente). Dai CD in bulk, ai cellulari.consigli: poste-pay, trasporto assicurato, e fiducia nel prox.OssequiTrent.
    • grassman scrive:
      Re: Anch'io ero scettico...
      Come si fa a consigliare postepay?!?Per l'acquirente non ci sono problemi, ma voglio vedere che faccia fa il venditore quando scopre che qualcuno ha usato il codice che ha inviato per farci caricare i soldi.Sapete che non è sempre richiesto il ccv2?Non ci credete? provate sul sito ryanair!Il sistema migliore è paypal. Sia per il venditore che per chi compra, che può bloccare il pagamento in caso di problemi.Tra l'altro chi vende con il paypal non ha diritto a chiedere ulteriori spese dovute ai costi di paypal stesso.
      • Anonimo scrive:
        Re: Anch'io ero scettico...
        Ha parlato di usare postepay come carta di "debito" prepagata, siamo a livelli di intuito zero eh!?- Scritto da: grassman
        Come si fa a consigliare postepay?!?
        Per l'acquirente non ci sono problemi, ma voglio
        vedere che faccia fa il venditore quando scopre
        che qualcuno ha usato il codice che ha inviato
        per farci caricare i soldi.
        Sapete che non è sempre richiesto il ccv2?
        Non ci credete? provate sul sito ryanair!

        Il sistema migliore è paypal. Sia per il
        venditore che per chi compra, che può bloccare il
        pagamento in caso di problemi.

        Tra l'altro chi vende con il paypal non ha
        diritto a chiedere ulteriori spese dovute ai
        costi di paypal stesso.
      • Anonimo scrive:
        Re: Anch'io ero scettico...
        Chi vende con il paypal non ha
        diritto a chiedere ulteriori spese dovute ai
        costi di paypal stesso.APPUNTO
      • Anonimo scrive:
        Re: Anch'io ero scettico...

        Tra l'altro chi vende con il paypal non ha
        diritto a chiedere ulteriori spese dovute ai
        costi di paypal stesso.E chi glielo dice ai venditori di e-bay?
  • Anonimo scrive:
    E come sempre...
    ...chi scrive o non ha mai visto un' asta su Ebay o è in malafede.Se io ho un cd originale di cui mi voglio disfare e che mi è costato, mettiamo, 15 euro, che faccio... lo metto all' asta su Ebay a 15 euro? Ma neppure a 12 euro, ma neppure a 10.Metterò un prezzo di partenza di 1 euro (anche per tenere basse le commissioni) e poi vedrò come agisce il mercato.Se poi il cd non interessa praticamente a nesuno e finisco per venderlo a 3 euro mi viene in casa la GdF perchè il prezzo rispetto al mercato è sroporzionato di 5 a 1?Mi viene da ridere al solo pensiero...Non è certo la mancanza di proporzione fra il prezzo di mercato di un oggetto e il prezzo di offerta o di vendita a determinare la sua provenienza illecita o il fatto che sia una contraffazione... su queste basi è assurdo invocare l' incauto acquisto; si oppone a ciò il principio del buon senso che si va su Ebay per realizzare, se possibile, degli affari.
    • Anonimo scrive:
      Re: E come sempre...
      Il commento mi pare un po' fuori luogo: è chiaro che tu citi il tipico caso di scambio tra privati che, come riportato nella premessa, esula dalla definizione di "commercio" ed è quindi escluso dall'ambito applicativo del decreto.
      • Anonimo scrive:
        Re: E come sempre...
        Da quel che posso vedere in e-bay non ci sono solo privati ma veri negozi virtuali gestiti con tutta evidenza da professionisti. In questo caso si tratta di commercio o no? Vista la impossibilità concreta di verificare la provenienza della merce questi sarebbero da evitare....Mi sembra poi impossibile definire una soglia oltre la quale un prezzo diventa "troppo basso per essere vero".Il 50% in meno ? il 35%? il 61,57%?Inutile nasconderlo: è il solito maldestro tentativo di infilare in una giusta causa (difendersi dalla contraffazione) gli interessi di qualche gruppetto o gruppone (difendersi dalle nuove tecnologie) a tutto svantaggio di noi consumatori.
    • Anonimo scrive:
      Re: E come sempre...
      Se tu vendi un CD usato e di fatto lo e' puoi venderlo tranquillamente ad 1 euro.Ma se tu vendi in vendita l'ultima novita' pubblicata dichiarando che e' nuova ad 1 euro e lo fai con 2000 feedback positivi appare evidente che:1) Un privato non puo' vendere cosi' tanto e soprattutto tanti prodotti nuovi;2) Posso facilmente immaginare che quel CD non abbia provenienza legittima e quindi in caso non lo fosse potrei essere colpevole proprio per quanto scritto nel DL 35.Il Decreto non vuole limitare gli scambi, vuole limitare la pirateria.Saluti.Stefano ScardoviPresidente ASSECOM
      • ryoga scrive:
        Re: E come sempre...
        - Scritto da: Anonimo
        Se tu vendi un CD usato e di fatto lo e' puoi
        venderlo tranquillamente ad 1 euro.Esempio : Festa di compleanno. Ricevi in dono 2 cd uguali. Ne metti 1 su Ebay. Le commissioni sono di 0.10? per un prezzo inferiore ai 2 ? ( altrimenti sono di 0.30? se non erro per un prezzo sui 9? ).Inoltre hai piu' probabilità di vendita se lo poni a 1? piuttosto che a 9?Che fai? non lo vendi a 1? per non rischiare? ( cioe' non ho libertà di vendere al prezzo che dico io? )
        Ma se tu vendi in vendita l'ultima novita'
        pubblicata dichiarando che e' nuova ad 1 euro e
        lo fai con 2000 feedback positivi appare evidente
        che:

        1) Un privato non puo' vendere cosi' tanto e
        soprattutto tanti prodotti nuovi;Sai quanti vendono prodotti acquistati in Cina in Italia?Sai quanti di loro sono "negozi"? Un privato puo' vendere 2000 prodotti facilmente se vuole. Non vedo perche' questa dovrebbe essere una limitazione.
        2) Posso facilmente immaginare che quel CD non
        abbia provenienza legittima e quindi in caso non
        lo fosse potrei essere colpevole proprio per
        quanto scritto nel DL 35.Una volta ( non troppi anni fa ) si diceva "innocente fino a prova contraria". Oggi invece verrebbe da dire " si è colpevole preventivamente "
        Il Decreto non vuole limitare gli scambi, vuole
        limitare la pirateria.E lo si fa nel peggiore dei modi possibili
        • Anonimo scrive:
          Re: E come sempre...

          Esempio :
          Festa di compleanno. Ricevi in dono 2 cd uguali.
          Ne metti 1 su Ebay. Le commissioni sono di 0.10?
          per un prezzo inferiore ai 2 ? ( altrimenti sono
          di 0.30? se non erro per un prezzo sui 9? ).
          Inoltre hai piu' probabilità di vendita se lo
          poni a 1? piuttosto che a 9?E ti capita 2000 volte di ricevere dei doppi regali?
          Sai quanti vendono prodotti acquistati in Cina in
          Italia?
          Sai quanti di loro sono "negozi"? Se sono negozi non possono vendere all'asta legalmente. Se non sono negozi (non hanno partita IVA) non possono comprare per rivendere legalmente.
          Un privato puo' vendere 2000 prodotti facilmente
          se vuole. Non vedo perche' questa dovrebbe essere
          una limitazione.Non puo' vendere 2000 prodotti nuovi.
          Una volta ( non troppi anni fa ) si diceva
          "innocente fino a prova contraria".
          Oggi invece verrebbe da dire " si è colpevole
          preventivamente "Assolutamente no.
          E lo si fa nel peggiore dei modi possibiliPotrebbe farlo meglio, ma da qui a dire che questo decreto uccidera' l'e-comemrce legittimo mi pare eccessivo. Questo ho segnalato.Saluti.Stefano ScardoviPresidente ASSECOM
          • Anonimo scrive:
            Re: E come sempre...
            Insomma dai hanno ragione loro, cosa ribattete...- Scritto da: Anonimo

            Esempio :

            Festa di compleanno. Ricevi in dono 2 cd uguali.

            Ne metti 1 su Ebay. Le commissioni sono di 0.10?

            per un prezzo inferiore ai 2 ? ( altrimenti sono

            di 0.30? se non erro per un prezzo sui 9? ).

            Inoltre hai piu' probabilità di vendita se lo

            poni a 1? piuttosto che a 9?

            E ti capita 2000 volte di ricevere dei doppi
            regali?


            Sai quanti vendono prodotti acquistati in Cina
            in

            Italia?

            Sai quanti di loro sono "negozi"?

            Se sono negozi non possono vendere all'asta
            legalmente. Se non sono negozi (non hanno partita
            IVA) non possono comprare per rivendere
            legalmente.


            Un privato puo' vendere 2000 prodotti facilmente

            se vuole. Non vedo perche' questa dovrebbe
            essere

            una limitazione.

            Non puo' vendere 2000 prodotti nuovi.


            Una volta ( non troppi anni fa ) si diceva

            "innocente fino a prova contraria".

            Oggi invece verrebbe da dire " si è colpevole

            preventivamente "

            Assolutamente no.


            E lo si fa nel peggiore dei modi possibili

            Potrebbe farlo meglio, ma da qui a dire che
            questo decreto uccidera' l'e-comemrce legittimo
            mi pare eccessivo. Questo ho segnalato.

            Saluti.

            Stefano Scardovi
            Presidente ASSECOM
          • Anonimo scrive:
            Re: E come sempre...
            - Scritto da: Anonimo
            Insomma dai hanno ragione loro, cosa ribattete...Beh no, ha torto su molte cose,a cominciare dal fatto che nel decreto non si parla affatto di commercio (ergo tutto il ragionamento e' fallato).
          • ryoga scrive:
            Re: E come sempre...
            - Scritto da: Anonimo

            Inoltre hai piu' probabilità di vendita se lo

            poni a 1? piuttosto che a 9?

            E ti capita 2000 volte di ricevere dei doppi
            regali?No, ma ad esempio come sta capitando in questo periodo, ci sono utenti che hanno delle liste di fabbriche che risiedono in Cina.Queste aziende cinesi, sono disponibili a vendere all'estero ( chi non lo e'? ) e ti dicono i prezzi di un prodotto.Tu prendi e valuti il mercato italiano.Vedi che il prezzo del prodotto cinese + le spese di trasporto non arrivano alla metà del prezzo del prodotto italiano.Metti l'oggetto su ebay ( tu non tieni il prodotto, verrà spedito all'acquirente dalla Cina ) e aspetti che termina l'asta.Il pagamento lo fai al tipo (italiano), il quale toglie dalla cifra una sua percentuale ( variabile dato che il prezzo finale dell'asta varia sempre ) e compra il prodotto dall'industria cinese la quale spedisce all'acquirente italiano su ebay.E' legale? Non lo e'? Non lo so....non mi interessa perche' non sono io che metto queste aste ( anzi....vorrei esserlo ), ma il tipo "privato" e' riuscito a "vendere" 2000 oggetti nuovi in meno di 1 anno.Magari non e' neanche il suo lavoro...magari lo fa come hobby...non vende materiale contraffatto, non vende materiale coperto da diritto d'autore....insomma..."pulito".... giusto?
            Se sono negozi non possono vendere all'asta
            legalmente. Se non sono negozi (non hanno partita
            IVA) non possono comprare per rivendere
            legalmente.Oh bella.... mettiamo il caso che sono "privati".Mettiamo il caso che vendano penne.Compro una penna in cina, la pago 2 cents.Con la spedizione la pago 1 euro.In Italia quella penna costa 5 euro.Ne compro 1 alla volta e spedisco 1 alla volta.In linea teorica potrei farlo ( compro, magari uso, vendo) da privato. Non penso che sia vietato o almeno...non fino a oggi.
            Non puo' vendere 2000 prodotti nuovi.In che senso? Da cosa viene stabilito se un prodotto e' nuovo o meno? ( mi sto preoccupando sul significato della parola "nuovo" )

            Una volta ( non troppi anni fa ) si diceva

            "innocente fino a prova contraria".

            Oggi invece verrebbe da dire " si è colpevole

            preventivamente "
            Assolutamente no.:) Spiegami allora il perche' l'utente verrebbe punito se non si accorge di avere un prodotto "contraffatto" e il perche' sono stati messi i balzelli sui cd.Nota bene.... io parlo sempre di prodotti "generici" e non "musica" o "video".
            Potrebbe farlo meglio, ma da qui a dire che
            questo decreto uccidera' l'e-comemrce legittimo
            mi pare eccessivo. Questo ho segnalato.Ma e' qui che sbagli ( scusa se cmq ti do il "tu" ).Se io so che potrei correre rischi a comprare online (non e' importante da chi ), io non compro online e basta!Ci sono vari esempi....- Vuoi la musica? Ebbene... posso comprarla su allofmp3.com a pochi cents... i Russi dicono che sono legali, le major dicono di no, ma non possono chiuderli perche' in Russia sono legali ( o almeno non ci sono leggi per farle chiudere ). Risultato? Non compro musica online perche' non so chi ha il permesso e chi no.- Vuoi i jeans? Non so riconoscere un Levi's originale da uno falso. Non acquisto online perche' non so se chi si sta spacciando per fornitore ufficiale lo sia realmente o meno. Vado in negozio dove c'e' tanto di marchio su tutto (porta, cassa, busta ) e acquisto li.Risultato? Non compro online.Ecco...capito in che senso "si uccide l'ecommerce"?
          • Anonimo scrive:
            Re: E come sempre...
            - Scritto da: Anonimo
            Se sono negozi non possono vendere all'asta
            legalmente.
            Stefano Scardovi
            Presidente ASSECOMnon so cosa sia la tua associazione, ma tu non hai mai visto ebay.Ho comperato un sacco di cose con regolare fattura da aste online da negozi sia stranieri che italiani.
        • Anonimo scrive:
          Re: E come sempre...
          - Scritto da: ryoga
          Un privato puo' vendere 2000 prodotti facilmente
          se vuole. Non vedo perche' questa dovrebbe essere
          una limitazione.Il problema sta proprio qui.Se vendi qualche decina di pezzi l'anno via ebay.... e' molto probabile che tu sia un privato.Se vendi 2000 pezzi in un anno.... la cosa puzza un bel po' perche' suona MOLTO strano che tu abbia 2000 pezzi nuovi cosi' per caso.Ora fai due conti.....Consideriamo che ogni pezzo venga venduto a 1 euro....Tu ricavi 2000 euro e mettiamo li hai pagati 50 centesimi.Hai un guadagno netto (perche' non ci paghi sopra ne' tasse ne' iva) di 1000 euro.Uno che lo fa di professione..... per tenere il tuo stesso prezzo di 1 euro praticamente lo fa gratis.Se gli va proprio grassa su quelal cifra avra' un guadagno netto di 2-300 euro.E' vero liberalizzare il mercato ma devi mettere i vari soggetti a partire dallo stesso punto senno' il mercato e' drogato e non c'e' possibilita' di concorrenza.O non fai pagare le tasse all'azienda..... oppure fai pagare le tasse al "privato".Un esempio tipico sono i CD/DVD vergini.CHi opera in italia e' costretto a chiudere perche' oltre ad esserci una marea di siti all'estero che possono permettersi dei rpezzi piu' bassi dei concorrenti italiani (il prezzo finale e' piu' basso del solo obolo SIAE che un operatore italiano e' costretto a pagare)..... c'e anche tutto quel gruppo di persone ch ecompera scatoloni di cd/DVD all'estero e li vende poi all'asta.IN entrambi i casi l'azienda che opera in italia.... sara' costretta a chiudere perche' per essere concorrenziale (e dessere legale al 100%) lavorara' gratis.Ora, io capisco che alla gente non gliene frega niente...e basta risparmiare.... pero' poi non dica che stiamo andando semrpe peggio.Mi viene in mente la lotta dei piccoli commercianti controi grandi centri commerciali....di qualche anno fa.Li' pero' si partiva dal presupposto che sia il centro commerciale sia il bottegaio sottocasa pagassero le tasse.Se il centro commerciale avesse avuto una sorta di "lasciapassare" per non pagare le tasse non redo che avremmo visto molto centri commerciali alprire.Ripeto: concorrenza va benone....e' il polmone del commercio... ma cerchiamo di mettere tutti i concorrenti sullo stesso piano...altrimenti di concorrenza non c'e' proprio niente.Mauro
          • ryoga scrive:
            Re: E come sempre...
            - Scritto da: Anonimo
            Il problema sta proprio qui.
            Se vendi qualche decina di pezzi l'anno via
            ebay.... e' molto probabile che tu sia un
            privato.
            Se vendi 2000 pezzi in un anno.... la cosa puzza
            un bel po' perche' suona MOLTO strano che tu
            abbia 2000 pezzi nuovi cosi' per caso.Magari vendi 1000 francobolli , 400 "monete" e 500 "cartoline", 50 album di figurine, 45 cd vecchi e 5 cd nuovi....Non e' che ora uno che vuole acquistare un prodotto, deve guardare tutta la cronostoria dei venditori!
            Ora fai due conti.....
            Consideriamo che ogni pezzo venga venduto a 1
            euro....
            Tu ricavi 2000 euro e mettiamo li hai pagati 50
            centesimi.
            Hai un guadagno netto (perche' non ci paghi sopra
            ne' tasse ne' iva) di 1000 euro.sono privato, vendo le mie cose, non vedo dove e' il problema.
            Uno che lo fa di professione..... per tenere il
            tuo stesso prezzo di 1 euro praticamente lo fa
            gratis.
            Se gli va proprio grassa su quelal cifra avra' un
            guadagno netto di 2-300 euro.Ripeto....sono cose mie, regolarmente acquistate e quindi mi e' possibile venderle. Non vedo dove sia il problema.
            E' vero liberalizzare il mercato ma devi mettere
            i vari soggetti a partire dallo stesso punto
            senno' il mercato e' drogato e non c'e'
            possibilita' di concorrenza.La concorrenza la si fa tra privato e privato o tra negozio e negozio, non tra privato e negozio.Se compro dei jeans in Cina e li pago 2 ? e con le spese di trasporto arrivano a 10?, sono libero ( non penso ci siano leggi che vietano di vendere ad un privato ) di vendere il jeans anche a 50? se in Italia ne costa 80?.O sbaglio?
            O non fai pagare le tasse all'azienda..... oppure
            fai pagare le tasse al "privato".?_? Ah...gia'....dimenticavo.... il privato deve pagare l'iva.Peccato che non la scarichi a fine anno o per l'acquisto per l'auto o per l'acquisto dei computer etc.etc.Su non diciamo "eresie"... gia non si arriva a fine mese.Se ora uno per vendere la collezione di "Topolino" si deve mettere a pagare anche l'iva....A questo punto pero' voglio scaricarmi l'iva allo stesso modo di un negoziante.
            Un esempio tipico sono i CD/DVD vergini.

            CHi opera in italia e' costretto a chiudere
            perche' oltre ad esserci una marea di siti
            all'estero che possono permettersi dei rpezzi
            piu' bassi dei concorrenti italiani (il prezzo
            finale e' piu' basso del solo obolo SIAE che un
            operatore italiano e' costretto a pagare).....Lamentati con la SIAE e la URBANI che ci ritengono "colpevoli preventivamente".Questo e' l'andazzo... piu' leggi mettono in tal senso, prima la gente comincerà a comprare tutto all'estero, prima l'Italia andra' in pezzi.Sembra una ca**ata, ma e' cosi che si inizia....Vedi...non sapevo ad esempio che su Ebay si trovavano vestiti a pochi prezzi.... ebbene il mio negoziante di fiducia, puo' ora far la fame perche' acquistero' all'estero....Il problema e' appunto questo. Vuoi che mi "allineo" agli altri paesi? Ebbene...acquisto dagli altri paesi se mi conviene.
            c'e anche tutto quel gruppo di persone ch
            ecompera scatoloni di cd/DVD all'estero e li
            vende poi all'asta.Cioe'? Loro acquistano da un paese, pagano prodotto + spese di spedizione, rivendono quei prodotti e chi li acquista paga il prodotto maggiorato + le spese di spedizione e il prezzo e' ancora "minore" rispetto a quello del negozio?E la colpa di chi e'?a) Dello Stato che ha imposto un bollo che non esiste in altri paesib) Del negozio che vuole guadagnare troppoc) Del rivenditore/importatore nazionale (non parlo del privato) che non da lo stesso prodotto allo stesso prezzo che lo da ad un negozio estero ( es. TDK fa pagare meno un cd ad un negozio tedesco piuttosto che ad un negozio italiano )a, b o c?
            IN entrambi i casi l'azienda che opera in
            italia.... sara' costretta a chiudere perche' per
            essere concorrenziale (e dessere legale al 100%)
            lavorara' gratis.Ripeto :Se spedizione ( germania-italia ) + spedizione ( italia-italia ) + profitto minimo e' inferiore al guadagno che vuol effettuare un negoziante italiano, e' normale che il negoziante chiuda. Dopotutto "cca' nisciun e' fess" :)
            Ora, io capisco che alla gente non gliene frega
            niente...e basta risparmiare.... pero' poi non
            dica che stiamo andando semrpe peggio.Ah...guarda....io son 4 anni che lo dico :)Onestamente, tutti questi balzelli, diritti d'autore, garanzie su chi acquista, informazioni preventive, non fanno altro che mettermi nella condizione di "scandagliare" l'intero pianeta alla ricerca del prodotto al prezzo + basso. Poco importa se ammazzo i negozi italiani, ma la legge vuole cosi.
            Mi viene in mente la lotta dei piccoli
            commercianti controi grandi centri
            commerciali....di qualche anno fa.
            Li' pero' si partiva dal presupposto che sia il
            centro commerciale sia il bottegaio sottocasa
            pagassero le tasse.:) Tu paghi le tasse, io pago le tasse.... non puoi dire che c'e' uno dei due che non paga le tasse.Io posso rivendere quello che ho acquistato e non devo pagare l'iva, perche' non c'e' nessun valore aggiunto.Se vuoi farmi pagare l'iva, devi permettermi anche di scaricarla cosi come lo fa un negoziante.Il discorso e' semplicissimo.
            Ripeto: concorrenza va benone....e' il polmone
            del commercio... ma cerchiamo di mettere tutti i
            concorrenti sullo stesso piano...altrimenti di
            concorrenza non c'e' proprio niente.Ma concorrenza in che? Oggi i negozi italiani si mantengono ancora in piedi. Ma secondo te quanto passerà prima che il mercato cinese o indiano non si presenti anche qui da noi?L'abbiamo subìta noi prima come programmatori questa fine ( la svendita del 3x2 ) dovendoci accontentare a paghe bassissime ( gli operai guadagnano di piu' ) e ad orari peggiori ( ci tocca fare anche le ore piccole se e' il caso ), proprio per competere con gli indiani che costavano 1/3.Ora anche noi "utenti" (programmatori) possiamo risparmiare acquistando prodotti dall'estremo oriente.Che c'e' di male? Ci stiamo solo "adeguando" allo stile di vita di un cinese :)
          • Anonimo scrive:
            Re: E come sempre...
            - Scritto da: ryoga

            - Scritto da: Anonimo

            Il problema sta proprio qui.

            Se vendi qualche decina di pezzi l'anno via

            ebay.... e' molto probabile che tu sia un

            privato.

            Se vendi 2000 pezzi in un anno.... la cosa puzza

            un bel po' perche' suona MOLTO strano che tu

            abbia 2000 pezzi nuovi cosi' per caso.

            Magari vendi 1000 francobolli , 400 "monete" e
            500 "cartoline", 50 album di figurine, 45 cd
            vecchi e 5 cd nuovi....

            Non e' che ora uno che vuole acquistare un
            prodotto, deve guardare tutta la cronostoria dei
            venditori!


            Ora fai due conti.....

            Consideriamo che ogni pezzo venga venduto a 1

            euro....

            Tu ricavi 2000 euro e mettiamo li hai pagati 50

            centesimi.

            Hai un guadagno netto (perche' non ci paghi
            sopra

            ne' tasse ne' iva) di 1000 euro.

            sono privato, vendo le mie cose, non vedo dove e'
            il problema.


            Uno che lo fa di professione..... per tenere il

            tuo stesso prezzo di 1 euro praticamente lo fa

            gratis.

            Se gli va proprio grassa su quelal cifra avra'
            un

            guadagno netto di 2-300 euro.

            Ripeto....sono cose mie, regolarmente acquistate
            e quindi mi e' possibile venderle. Non vedo dove
            sia il problema.



            E' vero liberalizzare il mercato ma devi mettere

            i vari soggetti a partire dallo stesso punto

            senno' il mercato e' drogato e non c'e'

            possibilita' di concorrenza.

            La concorrenza la si fa tra privato e privato o
            tra negozio e negozio, non tra privato e negozio.
            Se compro dei jeans in Cina e li pago 2 ? e con
            le spese di trasporto arrivano a 10?, sono libero
            ( non penso ci siano leggi che vietano di vendere
            ad un privato ) di vendere il jeans anche a 50?
            se in Italia ne costa 80?.
            O sbaglio?


            O non fai pagare le tasse all'azienda.....
            oppure

            fai pagare le tasse al "privato".

            ?_? Ah...gia'....dimenticavo.... il privato deve
            pagare l'iva.
            Peccato che non la scarichi a fine anno o per
            l'acquisto per l'auto o per l'acquisto dei
            computer etc.etc.
            Su non diciamo "eresie"... gia non si arriva a
            fine mese.
            Se ora uno per vendere la collezione di
            "Topolino" si deve mettere a pagare anche
            l'iva....
            A questo punto pero' voglio scaricarmi l'iva allo
            stesso modo di un negoziante.


            Un esempio tipico sono i CD/DVD vergini.



            CHi opera in italia e' costretto a chiudere

            perche' oltre ad esserci una marea di siti

            all'estero che possono permettersi dei rpezzi

            piu' bassi dei concorrenti italiani (il prezzo

            finale e' piu' basso del solo obolo SIAE che un

            operatore italiano e' costretto a pagare).....

            Lamentati con la SIAE e la URBANI che ci
            ritengono "colpevoli preventivamente".
            Questo e' l'andazzo... piu' leggi mettono in tal
            senso, prima la gente comincerà a comprare tutto
            all'estero, prima l'Italia andra' in pezzi.
            Sembra una ca**ata, ma e' cosi che si inizia....
            Vedi...non sapevo ad esempio che su Ebay si
            trovavano vestiti a pochi prezzi.... ebbene il
            mio negoziante di fiducia, puo' ora far la fame
            perche' acquistero' all'estero....
            Il problema e' appunto questo. Vuoi che mi
            "allineo" agli altri paesi? Ebbene...acquisto
            dagli altri paesi se mi conviene.



            c'e anche tutto quel gruppo di persone ch

            ecompera scatoloni di cd/DVD all'estero e li

            vende poi all'asta.

            Cioe'? Loro acquistano da un paese, pagano
            prodotto + spese di spedizione, rivendono quei
            prodotti e chi li acquista paga il prodotto
            maggiorato + le spese di spedizione e il prezzo
            e' ancora "minore" rispetto a quello del negozio?
            E la colpa di chi e'?

            a) Dello Stato che ha imposto un bollo che non
            esiste in altri paesi
            b) Del negozio che vuole guadagnare troppo
            c) Del rivenditore/importatore nazionale (non
            parlo del privato) che non da lo stesso prodotto
            allo stesso prezzo che lo da ad un negozio estero
            ( es. TDK fa pagare meno un cd ad un negozio
            tedesco piuttosto che ad un negozio italiano )

            a, b o c?



            IN entrambi i casi l'azienda che opera in

            italia.... sara' costretta a chiudere perche'
            per

            essere concorrenziale (e dessere legale al 100%)

            lavorara' gratis.

            Ripeto :
            Se spedizione ( germania-italia ) + spedizione (
            italia-italia ) + profitto minimo e' inferiore
            al guadagno che vuol effettuare un negoziante
            italiano, e' normale che il negoziante chiuda.
            Dopotutto "cca' nisciun e' fess" :)



            Ora, io capisco che alla gente non gliene frega

            niente...e basta risparmiare.... pero' poi non

            dica che stiamo andando semrpe peggio.

            Ah...guarda....io son 4 anni che lo dico :)
            Onestamente, tutti questi balzelli, diritti
            d'autore, garanzie su chi acquista, informazioni
            preventive, non fanno altro che mettermi nella
            condizione di "scandagliare" l'intero pianeta
            alla ricerca del prodotto al prezzo + basso. Poco
            importa se ammazzo i negozi italiani, ma la legge
            vuole cosi.



            Mi viene in mente la lotta dei piccoli

            commercianti controi grandi centri

            commerciali....di qualche anno fa.

            Li' pero' si partiva dal presupposto che sia il

            centro commerciale sia il bottegaio sottocasa

            pagassero le tasse.

            :) Tu paghi le tasse, io pago le tasse.... non
            puoi dire che c'e' uno dei due che non paga le
            tasse.
            Io posso rivendere quello che ho acquistato e non
            devo pagare l'iva, perche' non c'e' nessun valore
            aggiunto.
            Se vuoi farmi pagare l'iva, devi permettermi
            anche di scaricarla cosi come lo fa un
            negoziante.
            Il discorso e' semplicissimo.



            Ripeto: concorrenza va benone....e' il polmone

            del commercio... ma cerchiamo di mettere tutti i

            concorrenti sullo stesso piano...altrimenti di

            concorrenza non c'e' proprio niente.

            Ma concorrenza in che? Oggi i negozi italiani si
            mantengono ancora in piedi. Ma secondo te quanto
            passerà prima che il mercato cinese o indiano non
            si presenti anche qui da noi?

            L'abbiamo subìta noi prima come programmatori
            questa fine ( la svendita del 3x2 ) dovendoci
            accontentare a paghe bassissime ( gli operai
            guadagnano di piu' ) e ad orari peggiori ( ci
            tocca fare anche le ore piccole se e' il caso ),
            proprio per competere con gli indiani che
            costavano 1/3.

            Ora anche noi "utenti" (programmatori) possiamo
            risparmiare acquistando prodotti dall'estremo
            oriente.
            Che c'e' di male? Ci stiamo solo "adeguando" allo
            stile di vita di un cinese :)Concordo su tutto
      • Anonimo scrive:
        per il Sig. Presidente

        .........
        Il Decreto non vuole limitare gli scambi, vuole
        limitare la pirateria.
        lasciamo che siano le Fiamme Gialle a controllare su ebay quelli che spacciano, come nuova, merce piratata ed evitiamo di legiferare caç°ç°ate, che come unico risultato, penalizzano gli utenti internet.Concorda ?salutiTrent
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