Linux 2.5, la grande opera ha inizio

La macchina open source è pronta a rimettersi al lavoro sul prossimo kernel 2.5 di Linux, una rotta nuova e rivoluzionaria che punta dritto verso il mondo enterprise e rinnova la sfida a Unix e Windows


Internet – A quasi 11 mesi di distanza dal rilascio della sofferta versione 2.4, il kernel di Linux riparte per una nuova rotta evolutiva. Pochi giorni fa sul sito kernel.org è infatti stato rilasciata in sordina la versione 2.5 del kernel, un nuovo ramo di sviluppo di Linux che, stando alle dichiarazioni di alcuni sviluppatori, entro 18 mesi dovrebbe portare al rilascio di una nuova versione stabile del kernel che rimpiazzi l’attuale famiglia 2.4.x.

Come viene dichiarato sul file README che accompagna la nuova distribuzione del kernel 2.5, “Linux-2.5.0 è esattamente la stessa cosa del 2.4.15, ad eccezione della modifica nel numero di versione. Le release successive divergeranno: Marcelo Tosatti curerà i kernel stabili 2.4.x, mentre i kernel 2.5.x saranno per il lavoro di sviluppo”.

Dunque al momento la versione 2.5 è solo una mera copia della versione stabile 2.4.15, quest’ultima scelta come punto d’inizio per lo sviluppo della nuova evoluzione del kernel Linux. Come tradizione, infatti, la seconda cifra che contraddistingue il numero di versione del kernel se pari (come in 2.2 e 2.4) indica versioni stabili, se dispari (come in 2.3 e 2.5) indica versioni di sviluppo e/o di testing.

Del futuro del nuovo kernel se ne parlò durante il Linux Kernel Development Summit che si tenne la scorsa primavera e a cui parteciparono, oltre ai massimi esponenti della comunità Linux, anche aziende come IBM, AMD ed Oracle. Da questo confronto emerse come obiettivo prioritario quello di continuare la strada intrapresa con il kernel 2.4: puntare con decisione al mondo enterprise e pressare sempre più da vicino Unix e le versioni server di Windows.

“Non ci sono molte migliorie per quel che riguarda il lato desktop: gli sforzi della comunità sono ora maggiormente focalizzati nel campo server”, ha sostenuto Ted Ts’o, capo ingegnere di VA Linux Systems.

Quell’intenso lavoro, già iniziato con il kernel 2.4, per portare Linux nel settore enterprise e dotarlo di tutte le funzionalità di alto livello dei suoi “colleghi” commerciali, avrà parte integrante nello sviluppo del prossimo kernel 2.5.


Fra le principali migliorie e novità vi sarà un’interfaccia ed uno stack di rete ancora più prestanti, capaci di richiedere meno tempo di CPU per ogni pacchetto in arrivo; un vero supporto all’I/O asincrono, anelato soprattutto da Oracle perché in grado di incrementare le prestazioni con i database aziendali; un sistema più efficiente per la gestione della memoria virtuale; nuove funzionalità di hot plugging per la sostituzione “a caldo” di periferiche (una tecnologia molto importante nel campo del clustering ccNUMA e SMP); supporto alle memorie di massa oltre i 2 Terabyte.

Il nuovo kernel integrerà il nuovo file system Ext3, diretta evoluzione di quello attuale e in grado, grazie alle sue funzionalità di “journaling”, di tenere traccia di tutti i cambiamenti per consentire un più efficace recupero dei dati in caso di errori o improvvisi crash del sistema. Sono già diverse le distribuzioni che includono questo file system, ma questa è la prima volta che verrà integrato nel kernel ufficiale.

Con il nuovo file system arriverà anche un più completo supporto ai “volumi logici”, una tecnica con cui è possibile combinare, in modo flessibile, la capacità di più dischi fisici.

Ext3 sarà accompagnato nel nuovo kernel da InterMezzo, un file system di rete distribuito che renderà più facile la gestione di file archiviati su più host, introdurrà il supporto alla navigazione delle cartelle di rete in modalità off-line e renderà più facile la sincronizzazione dei dati fra portatili e computer desktop.

IBM sta poi lavorando a MOSIX, un progetto per rendere il clustering sotto Linux ancora più potente e flessibile, capace di gestire il bilanciamento del carico e ottimizzare la condivisione della memoria e dell’I/O su file fra più nodi.

Altri elementi di grande interesse per i sistemi portatili e desktop c’è invece il supporto avanzato dello standard Advanced Configuration and Power Management (ACPI) di Intel, un’implementazione funzionante che permetterà, fra le altre cose, di “ibernare” il sistema (salvandone lo stato e il contenuto della memoria su disco) o “addormentarlo” (sleep mode).

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  • Anonimo scrive:
    Come al solito si mescola tutto
    Nessun problema complesso può essere risolto senza scomporlo.Il computer è uno strumento e tale resta, è necessario è molto utile ma resta uno strumento per l'intelletto.Non è più importante ne la penna ne la mente sono due cose che lavorano insieme, la penna a sfera ha facilitato la scrittura ma non ha migliorato i contenuti.L'adozione di internet nelle scuole (me ne occupo a vario titolo da 5 anni) assomiglia molto alla diffusione delle biblioteche nei due secoli passati, si credeva che fosse uno strumento di cultura, ma sbagliavano non lo è in sè se non viene creato l'interesse.Se non insegni ad un bambino ad avere curiosità e un gusto approccio al sapere è come mettere un ragazzo senza interessi nella più bella e fornita biblioteca del mondo, se non trova effetti speciali cerca l'uscita.La scuola deve inseganre tutte e due le cose ad avere interessi e come soddisfarli in un mondo in cui la formazione non ha più fine.Servirebbe un trattato, ci sono molti paralleli, ho assistito all'esperienze di decine di scuole e molte decine di insegnanti e credo che i problemi delle scuole siano in misura minore negli strumenti o comunque non solo.ciao,andrea
  • Anonimo scrive:
    a cosa servono i computer?
    Pensiamoci bene, a cosa servono i computer? vediamo un po`:a scrivere, a disegnare, a far di conto, ad impaginare, a progettare, a fare modelli matematici, a programmare.saper usare un computer non implica:che si sappia scrivere, (un articolo un saggio un sunto etc,)che si sappia disegnare (un paesaggio, un nudo, un`automobile)che si sappia far di conto (algebra, integrali derivate eq. differenziali)che si sappia impaginare (titolo sottotitolo corpo immagini etc.)che si sappia progettare (un missile, un treno etc.)idem come sopra per modelli e programmazione.Queste sono le cose che dovrebbe insegnare la scuola indipendentemente dai computer, (si` si puo` imparare a programmare senza avere un computer) i computer vengono dopo, quando si sa scrivere in buon italiano in modo corretto (senza correttori automatici) e in modo interessante allora usero` un computer per fare prima e per poter spedire piu` facilmente le informazioni, ma prima deve venire sempre la formazione altrimenti si diventa tutti smanettoni senza una solida base alle spalle.
    • Anonimo scrive:
      Re: a cosa servono i computer?
      Sacrosanto: come fai a studiarti il manuale di un PC se non sai leggere? Come fai a Impostare un algoritmo (se sei un programmatore), se non sei in grado di fare ordine nei tuoi pensieri e di scriverli in modo coerente? Come fai a lavorare con comandi 'strani' tipo ls -alF o DSPLIB, o dir /P, se non hai esercitato un pò la tua memoria?E potrei continuare per un pezzo.
      • Anonimo scrive:
        Re: a cosa servono i computer?
        La realtà, è che c'è in giro tanta gente che cerca un lavoro e non lo trova perchè è totalmente avulsa dalla tecnologia. In un colloquio di lavoro la maggior parte delle domande sono tecniche, moltissime sulle capacità dell'uso del pc (spessissimo anche con piccole prove pratiche). Non mi ricordo di colloqui fatti in cui si è chiesto qualcosa su Catullo o della conoscenza del "5 Maggio". E RIPETO PER L'ULTIMA VOLTA. Non dico di togliere lo studio del latino o della letteratura, dico di rivedere in ribasso le materie "anacronistiche" e introdurre un realismo applicato al mondo del lavoro.Altrimenti si avrà sempre più uno scadimento dei titoli di studio.Bye
        • Anonimo scrive:
          Re: a cosa servono i computer?
          - Scritto da: Daniele
          La realtà, è che c'è in giro tanta gente che
          cerca un lavoro e non lo trova perchè è
          totalmente avulsa dalla tecnologia. In un
          colloquio di lavoro la maggior parte delle
          domande sono tecniche, moltissime sulle
          capacità dell'uso del pc (spessissimo anche
          con piccole prove pratiche).Dove accde questo? Io ho cambiato 4 aziende in 10 anni (me ne sono andato io, non mi hanno buttato fuori... :) ) e la cosa che più mi ha lasciato sorèpreso è stata la totale mancanza di domande tecniche. Si sono sempre fisdati di quello che scrivevo nel curriculum... e mi hanno sempre assunto.
          Non mi ricordo
          di colloqui fatti in cui si è chiesto
          qualcosa su Catullo o della conoscenza del
          "5 Maggio". E RIPETO PER L'ULTIMA VOLTA. Non
          dico di togliere lo studio del latino o
          della letteratura, dico di rivedere in
          ribasso le materie "anacronistiche" e
          introdurre un realismo applicato al mondo
          del lavoro.
          Altrimenti si avrà sempre più uno scadimento
          dei titoli di studio.

          ByeVero: ma la scuola dovrebbe dare anche una certa cultura, che non serve magari a programmare ma ti abitua a pensare ed ad avere un approccio più aperto col mondo. Non ha solo lo scopo di addestrare lavoratori, ma di educare cittadini (che poi non ci riesca è un'altra storia); in quest'ottica il "rivedere in ribasso" è qualcosa di piuttosto delicato.Ciao.
          • Anonimo scrive:
            Re: a cosa servono i computer?
            Certo, ma quello che intendevo fin dall'inizio è questo:Oggi la acculturazione rappresenta il 95% della formazione scolastica a fronte del 5% di preparazione al mondo del lavoro. Se introdurre "l'uso del pc" a scuola permetterebbe di portare questa forbice anche a un 80-20, secondo me, ben venga.
          • Anonimo scrive:
            Re: a cosa servono i computer?
            Se
            introdurre "l'uso del pc" a scuola
            permetterebbe di portare questa forbice
            anche a un 80-20, secondo me, ben venga.certo come negli Stati Uniti, non sanno dove stanno Roma o Berlino ma sanno tutto sull`ultimo processore di Intel.La preparazione tecnica specifica spetta alle imprese con corsi interni, ogni impresa ha esigenze differenti la scuola non puo` correre dietro a ogni richiesta, il lavoro che la scuola italiana ha fatto finora e` buono, provate a parlare con gli italiani che sono andati a lavorare all`estero, io per esempio sto a Boston e vi assicuro che non siamo secondi a nessuno.
          • Anonimo scrive:
            Re: a cosa servono i computer?
            Concordo. Mai lavorato a Boston, ma conosco gente che vive e lavora negli US, e mi dicono tutti le stesse cose.E comunque, non sarebbe male se la scuola italiana migliorasse alcune cosette...
          • Anonimo scrive:
            opinione di un 20enne anomalo
            bene ragazzi, io sono uscito da poco dal liceo e vi diro` che ho sempre pensato che e` stato utile e probabilmente lo rifarei se tornassi indietro a 13 annisotto *molti* aspetti e` stata una gran palla (matematica...), e zero utilita` per lavorare, verissimo, pero` l'infarinatura generale in fondo mi e` piaciuta e l'interesse per la storia e alcuni argomenti di filosofia mi e` rimasto impresso davverodi sicuro questi insegnamenti contribuiscono a rendere una persona "migliore", in qualche modo, sempre che i professori siano in gamba ovviamentenon lo vedo bene un mondo dove e` comune l'ignoranza per le basi culturali della propria civilta`... ...ma la situazione negli USA e` proprio cosi` drammatica?? grandi nella tecnologia e nel militare ma poveri nella cultura? beh, si puo` dire che e` il loro destino di `nuovo mondo' eheheh, essere nuovo ha i suoi alti e bassi ;-))cmq e` importante poter seguire le proprie inclinazioni, e in italia c'e` davvero carenza grossa riguardo alla preparazione al lavoro. Il lato informatica poi e` proprio drammatico, quelli che pensano "i ragazzi di oggi..." si sbagliano di grosso, io non ne conosco mica molti che sanno almeno maneggiare decentemente un PC con Windoze... la stragrande maggioranza e` ad un miserrimo livello di "elettrodomestico", o neanche (ma cmq anni luce dal 50enne medio, che ha ancora problemi anche col VCR ;-D)
  • Anonimo scrive:
    Imporre è sbagliato ?
    Non so se riesco a comprendere bene. Si parla di imporre l'uso del pc nella scuola ?Bene, ma allora perchè impongono di stare in classe quando fuori c'è bel tempo ? Perchè impongono lo studio della preistoria tre volte nein clici scolastici ? Perchè impongono le matierie su base nozionistica ?Molti si chiedono ancora a che serve studiare inglese !!Orbene, ci interessa aprire le menti dei giovani e oltrepassare i confini della cultura locale ? Allora ben vengano inglese e PC.In fin dei conti anche il fenomeno Internet è ottimo. Pensiamo ai bambini la cui famiglie non possono permettersi in pc. Pensiamos sempre agli stessi che attraversi Internet possono entrare in contatto con altri bambini del mondo.Il tutto va ovviamente controllato e i bambini vanno educati, mica gli si dice di andare a vedere siti porno o a giocare tutto il giorno.Penso piuttosto che la scuola abbia un problema molto grave da risolvere: educare invece di impartire.
  • Anonimo scrive:
    Ma perchè usare il telefono?
    Io non capisco quelli che insegnano i bambini ad usare il telefono. Ma cosa avranno poi da dirsi tra loro al telefono. Non è meglio che giochino in cortile invece di telefonarsi? Il telefono spersonalizza, non è una vera comunicazione, è un rapporto virtuale.Io vieterei ai bambini l'uso di qualsiasi tecnologia, hai visto mai che non diventino dei subumani. Altro chè CD e CD-ROM, i buoni vecchi atlanti di 10 chili, questa sì che è cultura!Ironie a parte, ritengo che un bambino nel futuro avrà a che fare con i computer un'infinità di volte al giorno. Per relazionarsi con il mondo attorno a lui dovrà cambiare in continuazione interfacce e metodologie di interazione, da un acquisto via internet ai sistemi informativi che ormai sono in tutte le città del mondo. Da una biglietteria automatica alla riconfigurazione del proprio set-top-box per la tv digitale.Insegnare quindi ai bambini l'utilizzo di computer, di strumenti informatici e di come relazionarsi emotivamente con le macchine, è un passo che ritengo fondamentale per creare persone equilibrate domani; persone in grado di sopravvivere in un mondo sempre più tecnologico. Addirittura è importante che gli esseri umani sappiano interagire con naturalezza con le macchine e comprenderne i limiti ed i rischi.Spero che a livello di massa i computer non verranno più considerati come macchine difficili e aliene ma come elettrodomestici multifunzionali, poco più intelligenti di una lavatrice o di una centralina di riscaldamento.Non vorrei che la conoscenza della tecnologia telematica e informatica restasse limitata ad un mondo di "guru" informatici, ma sia diffusa a livello di massa.Credo quindi che sia assolutamente giusto, per le società che se lo possono permettere, fornire ai propri figli tutti gli strumenti per vivere al meglio nel futuro.Anche la scrittura è una tecnologia, non dimentichiamolo. E ha significato tantissimo per l'umanità. Pensate se le scuole dell'epoca avessero continuato l'insegnamento orale considerando la scrittura, sulle tavolette di argilla o di cera, una tecnologia troppo complessa e difficile da usare.CiaoLuca
  • Anonimo scrive:
    New Age e Tecnologia
    Sapete darmi maggiori informazioni su questi gruppi New Age che predicano il ritorno alla natura?Loro come vedono l'Informatica?Grazie mille
  • Anonimo scrive:
    Opinionisti e Filosofi frustrati...
    Se Galimberti non sa usare il PC, non vedo perchè nessuno lo debba saper usare.Questo è il discorso di frustrati, inetti e incapaci a usare bene un PC.La settimana scorsa, quale responsabile del reparto tecnico, facevo parte della commissione che doveva giudicare 3 ragazzi, nel colloquio per una assunzione. Una laureata in Matematica, una in Economia e un ragazzotto con la maturità, classico smanettone hardwareista. Il posto era per programmatore PHP. Ma siccome sono coscente che di programmatori veri e propri praticamente non ne esistono, gli faremo una formazione interna, prima di vederlo all'opera... (chi abbiamo assunto? Indovinate.. e non dite che è un preconcetto sessista. Magari se quelle ragazze, in proiezione avessero fatto piu' "uso del PC" e meno filosofia, Latino o storia dell'arte ora avrebbero un lavoro)CiauzPs. Quella sul fatto che la posta elettronica sia più lenta della posta tradizionale, è la più grossa castroneria del mese... ho riso 10 minuti.PPs Ho detto Meno Filosofia, Latino e Storia dell'arte, non Nulla! :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Opinionisti e Filosofi frustrati...
      E' desolante sapere che persone comeDaniele prima o poi avranno un figlioe lo educheranno secondo i principiben deducibili da questa sua risposta.Purtroppo è la piega che sta prendendo tuttala società ... così ansiosa di ripercorrere(in ritardo di qualche anno) le "ormeamericane" ... e tutti ben accodatidietro il carro del Dio denaro ... dimenticando quali sono le coseche contano nella vita. Marzio - un filosofo frustrato- Scritto da: Daniele
      Se Galimberti non sa usare il PC, non vedo
      perchè nessuno lo debba saper usare.
      Questo è il discorso di frustrati, inetti e
      incapaci a usare bene un PC.
      La settimana scorsa, quale responsabile del
      reparto tecnico, facevo parte della
      commissione che doveva giudicare 3 ragazzi,
      nel colloquio per una assunzione. Una
      laureata in Matematica, una in Economia e un
      ragazzotto con la maturità, classico
      smanettone hardwareista. Il posto era per
      programmatore PHP. Ma siccome sono coscente
      che di programmatori veri e propri
      praticamente non ne esistono, gli faremo una
      formazione interna, prima di vederlo
      all'opera... (chi abbiamo assunto?
      Indovinate.. e non dite che è un preconcetto
      sessista. Magari se quelle ragazze, in
      proiezione avessero fatto piu' "uso del PC"
      e meno filosofia, Latino o storia dell'arte
      ora avrebbero un lavoro)

      Ciauz
      Ps. Quella sul fatto che la posta
      elettronica sia più lenta della posta
      tradizionale, è la più grossa castroneria
      del mese... ho riso 10 minuti.

      PPs Ho detto Meno Filosofia, Latino e Storia
      dell'arte, non Nulla! :)
      • Anonimo scrive:
        Re: Opinionisti e Filosofi frustrati...
        Gia',E invece sono contento di sapere che quando tuo figlio ti chiedera': "papa' sono contento che mi hai educato bene, secondo i principi dell'umanesimo oltransista. Ma io poi che mangio a fine mese?"Tu, fiero, risponderai: "Solidarietà e Cultura, figliolo":)Cerchiamo di essere più realisti e meno figli di una subcultura da stato assistenzialista.
        • Anonimo scrive:
          Re: Opinionisti e Filosofi frustrati...
          Per aiutarvi nella discussione aggiungo la mia opinione.Non tutti devono diventare dei maghi della tecnologia. Così come non tutti quelli che sanno scrivere sono saggisti o romanzieri.Conoscere le possibilità ed i limiti delle tecnologie informatiche e sapere usare 4 programmi (sist operativo, editor, email e browser) non richiede né capacità intellettuali elevatissime né un tempo enorme. Però può semplificare la vita di molte persone in futuro in quanto sarà richiesto di sapere usare questi strumenti ad ogni livello lavorativo così come quello (oggi ovviamente scontato) di sapere leggere e scrivere in modo accettabile.C'è un libro che potrebbe interessare entrambi, il titolo è "Apocalittici e integrati", scritto una ventina di anni fa da Umberto Eco ed ancora oggi attualissimo. Gli apocalittici sono coloro che ritengono ogni nuova tecnologia una sciagura. Gli integrati sono quelli che ritengono ogni nuova tecnologia una manna dal cielo.CiaoLuca
        • Anonimo scrive:
          Re: Opinionisti e Filosofi frustrati...
          Credo che tu non abbia inteso la questione,o forse non la ho compresa io.Io pensavo che il problema fosse l'introduzionedel pc a livello *formativo* (come strumento)a tutti i livelli dell'educazione.Non certo il fatto che un qualsiasi ragazzo/adebba imparare ad usare un PC (la qual cosami sembra francamente scontata).Sono due cose diverse.Esistono delle basi fondamentali dell'educazione,come il linguaggio, la logica, ecc...francamente non credo che l'uso del pc a questolivello base (di importanza capitale) sia utile.Sto parlando di una fascia di eta' che va' dai 3ai 10-11 anni.Delle robuste basi di grammatica, di matematicao di logica si imparano in questa fascia di eta'.Date queste, l'uso del PC e' una questione diqualche mese di apprendimento.Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: Opinionisti e Filosofi frustrati...
          Appunto: cerchiamo di essere realistici. Le basi della cultura, quelle vere, sono 4: leggere, scrivere, far di conto, esprimersi oralmente. Se non sai fare _bene_ queste 4 cose, non sarai mai in grado di fare altro, ne' di imparare altro. Disgraziatamente, essendo abilità di base, richiedeno impegno, applicazione ed esercizio... in una parola fatica. Te lo dice il marito di una insegnante, che vede bambini di 5a elemntare non saper scrivere il proprio nome e non saper fare 2+2=4. Tutto cio' perche', nella scuola di oggi, i bambini alle elelementari devono cimentarsi con cose come ll brainstorming, l'apprendimento intuitivo e i codici esadecimali. E se questo non ti basta, ti cito un altro fatto: quando ero all'università (sono laureato in informatica, guarda caso...) nel mio corso di laurea quelli che se la cavavano meglio erano gli studenti usciti dal liceo scientifico (e fin qui è normale...) _e_ quelli usciti dal liceo _classico_. TUTTI gli altri erano a diverse lunghezze di distanza, compresi i periti informatici. Non sono opinioni: ti sto citando statistiche ufficiali dell' Universita' degli Studi di Pisa. Chiaro? coloro che meglio riuscivano erano coloro che avevano studiato matematica _teorica_, latino, italiano e greco. Pensaci su...P.S.: Altro fatto: Il sottoscritto è da 10 anni professionista del settore, e si muove agevolmente su tre architetture diverse; tutto ciò senza aver mai toccato una tastiera prima dei 21 anni.Meditate, gente, meditate...Ciao.
          • Anonimo scrive:
            Re: Opinionisti e Filosofi frustrati...
            Anche io (i casi della vita) ero a informatica a Pisa (il mitico Professor Modica di analisi (e preside della facoltà) che concepiva solo il liceo classico "queste cose che sto spiegando le avete fatte al ginnasio"; e che quella volta mi disse: "bravo, lei ha fatto veramente un bell'esame lei merita 25, e allora pensai che per prendere 30 uno doveva avere le ali e l'aureola) io sono uscito dallo scientifico e ho riscontrato che i primi 2 anni chi non aveva fatti il liceo faticava e non poco.Non fraintendetemi.Io trovo francamente anacronistico fare 10 ore di Greco e latino (o 6 ore di latino allo sci) e 0 di "uso del PC".Tutto qua.Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Opinionisti e Filosofi frustrati...
            Io ho preso 27 con Modica... certo, ho tentato l'esame 12 volte ... (quel cazzo di prima prova scritta... sbagliavo semptre i conti).:-)Ma per essere seri, non sono contrario all'uso del PC a scuola, ma solo al suo inseganmento come "materia"; per me deve essere solo uno strumento, non un fine. E comunque _dopo_ che gli alunni abbiano assorbito bene le abilità fondamentali: leggere, scrivere, contare, parlare.Trovo sinceramaente assurdo che un bimbo delle elementari debba imparare a contare in multibase: non so farlo neppure io, quasi... certe nozioni vanno ben oltre la capacità dell'uso del PC.Bye.
          • Anonimo scrive:
            Re: Opinionisti e Filosofi frustrati...


            Non fraintendetemi.

            Io trovo francamente anacronistico fare 10 ore di Greco e latino (o 6 ore di latino allo sci) e 0 di "uso del PC".

            Tutto qua.NOn e' che ti fraintendiamo. E neanche che la tua affermazione non abbia un fondo di ragionevolezza. Solo che non si stava parlando di Licei, ma di scuole elementari. E non si parlava di 'uso del PC' (che , troppo spesso, o facilmente, coicide solo con "Sai cliccare il bottone giusto del programma MS") ma se valga la pena che *un bambino di 6 anni* debba imparare ad usare il PC .Sarebbe forse il caso che, prima di imparare a correre, si impari a camminare: e che prima di imparare ad usare il PC si impari a fare i conti a mano o a scrivere, possibilmente in un italiano accettabile. Per imparare ad usare il computer hai molto tempo, dopo...Come hanno detto altri, e che diamine, io uso il computer tutti i giorni (Sono responsabile IT) e non solo non ho fatto le scuole 'coi computer' ma per i primi 20 anni della mia vita i computer, semplicemente, non esistevano....
      • Anonimo scrive:
        Re: Opinionisti e Filosofi frustrati...
        Ma che filosofi frustrati!Io credo di poter essere considerato un appassionato di PC: ho 5 computer in casae gran parte del mio tempo libero lo passodavanti al PC o a studiare manuali di informatica.Pero' non ho alcuna esitazione a direche l'uso del PC a scuola sotto i 13-14 annie' estremamente deleterio a livello formativo.Chiunque sappia un ABC di pedagogia questecose le sa benissimo!In realta' si vuole diffondere i PC nelle scuole a tutti i livelli solo perche' si e' in disperataricerca di un nuovo volano dell'economia, un modo per gonfiare il consumo delle famiglie(e degli enti pubblici, in questo caso) dopoche il mercato dell'auto ha cominciato asegnare il passo...solo questione di soldi.Avete dubbi su quello che dico?Parlate con degli insegnanti di scuola maternao elementare.Al limite, se si ha a cuore la formazioneinformatica dei ragazzi, gli si insegni innanzi tutto la logica ed i diagrammi diflusso (e la matematica).Il resto si impara in pochi mesi quando l'eta' e' giusta.SalutiProspero
  • Anonimo scrive:
    ce ne fosse di più di gente come te
    amo internet, ho apprezzato l'uso del cellulare e degli sms, mi piace la musica e internet mi ha aiutato in questa passione.ma questo non mi impedisce di ricordare una vecchia prof di scienze che si ASPETTAVA (nel '90) che scrivessimo le relazioni col computer. Io ero l'unico a poterlo fare perché mio padre ce l'aveva in ufficio e a saperlo fare perché mi piaceva, per conto mio.Ma che grande schifo!E pretendere che gli studenti di architettura imparino da sé ad usare un Cad? e chi glie lo da?e chi gli da il PC?e i ragazzi alle elementari?ok, non abbasserò il livello ulteriormente ... ma pur essendo PRO tecnologia, non sono assolutamente per l'idea di "al posto di".
    • Anonimo scrive:
      Re: ce ne fosse di più di gente come te

      E pretendere che gli studenti di
      architettura imparino da sé ad usare un Cad?
      e chi glie lo da?
      e chi gli da il PC?Se lo comprano...E non venitemi a dire "E i soldi glieli dai tu!", perchè non vedo tutti voi elargire i soldi per gli affitti agli studenti fuorisede. Lo si deve considerare un costo, come l'affitto o la penna per scrivere.Altrimenti poi non lamentatevi se non trovate lavoro."...Ho fatto un corso, ora so usare Word, il 97 pero' non il 2000, che ho visto, ma non ci ho capito nulla..."Ciauz
      • Anonimo scrive:
        Re: ce ne fosse di più di gente come te
        - Scritto da: Daniele

        E pretendere che gli studenti di

        architettura imparino da sé ad usare un
        Cad?

        e chi glie lo da?

        e chi gli da il PC?

        Se lo comprano...
        E non venitemi a dire "E i soldi glieli dai
        tu!", perchè non vedo tutti voi elargire i
        soldi per gli affitti agli studenti
        fuorisede. Lo si deve considerare un costo,
        come l'affitto o la penna per scrivere.
        Altrimenti poi non lamentatevi se non
        trovate lavoro.
        Ok: Ma si potrebbe anche dire che una struttura che pretende di insegnare architettura dovrebbe avere i mezzi per formare gli studenti: se il fatto di saper usare un CAD fa parte ormai del bagaglio di abilità di un futuro architetto, allora deve essere insegnato. Altrimenti, perchè non pretendere che imparino tutto da soli senza frequentare l'universita'?
        • Anonimo scrive:
          Re: ce ne fosse di più di gente come te
          - Scritto da: PanzerFaust


          - Scritto da: Daniele


          E pretendere che gli studenti di


          architettura imparino da sé ad usare un

          Cad?


          e chi glie lo da?


          e chi gli da il PC?

          Me lo sono comprato

          Se lo comprano...

          E non venitemi a dire "E i soldi glieli
          dai

          tu!", perchè non vedo tutti voi elargire i

          soldi per gli affitti agli studenti

          fuorisede. Lo si deve considerare un
          costo,

          come l'affitto o la penna per scrivere.

          Altrimenti poi non lamentatevi se non

          trovate lavoro.



          Ok: Ma si potrebbe anche dire che una
          struttura che pretende di insegnare
          architettura dovrebbe avere i mezzi per
          formare gli studenti: Lasciamo stare la "struttura": fa letteralmente piangere!!!Altrimenti, perchè non
          pretendere che imparino tutto da soli senza
          frequentare l'universita'?Ci sei andato molto vicino, sai?
          • Anonimo scrive:
            Re: ce ne fosse di più di gente come te

            Altrimenti, perchè non

            pretendere che imparino tutto da soli
            senza

            frequentare l'universita'?



            Ci sei andato molto vicino, sai?Ci sono andato e basta. All'università.
          • Anonimo scrive:
            Re: ce ne fosse di più di gente come te
            - Scritto da: PanzerFaust


            Altrimenti, perchè non


            pretendere che imparino tutto da soli

            senza


            frequentare l'universita'?







            Ci sei andato molto vicino, sai?

            Ci sono andato e basta. All'università.Dolcezza anch'io ;))))
      • Anonimo scrive:
        Re: ce ne fosse di più di gente come te
        - Scritto da: Daniele

        E pretendere che gli studenti di

        architettura imparino da sé ad usare un
        Cad?

        e chi glie lo da?

        e chi gli da il PC?

        Se lo comprano...
        E non venitemi a dire "E i soldi glieli dai
        tu!", perchè non vedo tutti voi elargire i
        soldi per gli affitti agli studenti
        fuorisede. Lo si deve considerare un costo,
        come l'affitto o la penna per scrivere.
        Altrimenti poi non lamentatevi se non
        trovate lavoro.


        "...Ho fatto un corso, ora so usare Word, il
        97 pero' non il 2000, che ho visto, ma non
        ci ho capito nulla..."

        CiauzIo non ho fatto nessun corso per imparare ad usare i sw che girano sul mio pc!!!!
  • Anonimo scrive:
    politici somari informatici
    sono perfettamente daccordo con l'autore dell'articolo, la mia opinione è che imporrenelle scuole a dei ragazzini l'utilizzo dei PCsia assolutamente dannoso, mi sembra che sia come costruire una casa partendo dal tetto putroppo chi prende certe iniziative sono i politici che si riempiono la bocca parlando di nuove tecnologie ma che nella maggioranza dei casi sono dei veri (asini informatici) io ad esempio ho cominciato ad usare un elaboratore una decina di anni fa (avevo trentanni) la cosa mi stimolava ho imparato a programmare in pascal poi sono passato al C, utilizzavo windowsmi andava stretto sono passato a linux, perònessuno mi ha imposto niente l'ho fatto perchèmi andava di farlo
    • Anonimo scrive:
      Re: politici somari informatici
      non sono d'accordo con te quando reputi sbagliato che un bambino possa usare un PC a scuola. Spesso per molte famiglie i costi di un PC sono troppo elevati (prova a dover mantenere uno o due figli con i due stipendi medi dei genitori - quando per fortuna sono due) e il risultato e' che a casa di molta gente il pc non e' mai entrato e questi, una volta arrivati all' "eta' da lavoro" si sono resi conto di quanto fossero indietro rispetto agli altri, che magari erano semplici smanettoni del pc (vedi intervento di Daniele). Tu dici di aver iniziato a usare il computer a 30 anni e dunque sei autodidatta, ma proprio per questo sarai conscio di quanto l'apprendimento sia stato costoso in termini di tempo e fatica. Tempo che non tutti hanno, specie da adulti. Permettere alle nuove generazioni di ottenere un "accesso privilegiato" alle nuove tecnologie e' una specie di investimento.E se il ruolo della scuola e' quello di far si che TUTTI abbiano un'istruzione che li porti un giorno ad essere ALMENO IN GRADO di lavorare, occorre COME MINIMO dare a TUTTI la possibilita' di avvicinarsi ad un PC. Possibilmente, partendo dai piu' piccoli. Perche' a mio avviso sono gli adulti ad "avere paura" dell'informatica, non certo i bambini.
      • Anonimo scrive:
        Re: politici somari informatici
        Credo che l'articolo puntasse più sul fatto di mettere insieme il PC e la vita reale, ovvero il virtuale e la "carne". Il fatto che usare un PC sia una cosa ESTREMAMENTE utile, in alcuni casi NECESSARIA, è un dato di fatto (basti pensare a molti luoghi di lavoro), ma occorre domandarsi a che età proporre l'apprioccio a questo media e con che modalità. Ho due figli piccoli (4 e 6 anni) e mi pongo spesso l'interrogativo circa il loro approccio al PC: per ora penso sia più importante per loro stare con i coetanei e giocare con le costruzioni o disegnare con i colori a cera, piuttosto che guardare la TV o disegnare con il PC. Lo stesso dicasi per la scuola: meglio il rapporto "caldo" con gli insegnanti che davanti al più bello dei giochi educational. E' un tema enorme da discutere, l'importante e cominciare a farlo SERIAMENTE, non prendere modelli altrui e calarli pari pari.Ancora una volta complimenti a Mantellini, mi ritrovo sempre più sulle sue posizioni (se passi di qua sei invitato a cena, Massimo).Saluti.
      • Anonimo scrive:
        Re: politici somari informatici

        E se il ruolo della scuola e'
        quello di far si che TUTTI abbiano
        un'istruzione che li porti un giorno ad
        essere ALMENO IN GRADO di lavorareSbagliato: il ruolo della scuola non è solo questo. Il ruolo della scuola è (dovrebbe essere) anche di fornire i mezzi per interpretare la realtà che ci circonda, di insegnare a riflettere etc...Per questo sono importanti materie come filosofia,letteratura: fanno riflettere (se insegnate nel modo giusto naturalmente, cioè senza cedere al nozionismo), formano la mente di una persona. Senza nulla togliere alle materie scientifiche, anche quelle importanti per altri versi.Per quanto riguarda il pc a scuola, sono abbastanza d'accordo. A patto che però anche questo non venga usato solo per fare un corso di formazione su Word per un futuro lavoratore. Non è il posto giusto.
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