Linux conquista Obi Wan

I mitici studios della Industrial Light and Magic, dove sono nati gli effetti speciali per film leggenda come Guerre Stellari, adottano sistemi Intel-based con Linux come rimpiazzo delle costose workstation di SGI
I mitici studios della Industrial Light and Magic, dove sono nati gli effetti speciali per film leggenda come Guerre Stellari, adottano sistemi Intel-based con Linux come rimpiazzo delle costose workstation di SGI


Hollywood (USA) – Linux, già entrato più o meno di soppiatto in tutti i più importanti studios cinematografici – da DreamWorks a Pixar passando per Disney Corporation – ha ora conquistato un traguardo che, solo fino a poco tempo fa, sembrava irraggiungibile: divenire il sistema operativo ufficiale della celeberrima Industrial Light and Magic (ILM), la divisione della Lucas Digital in cui sono nati gli effetti speciali di film di grande successo, come Guerre Stellari.

ILM ha deciso di sbarazzarsi delle costosissime workstation Unix/RISC di SGI a favore di sistemi Intel-based forniti da Dell ed equipaggiati con Linux. Questa scelta, che ha portato al primo drastico divorzio fra uno studios di Hollywood e SGI, è stata giustificata da Cliff Plumer, CTO di ILM, con il fatto che “le workstation Intel che abbiamo installato costano probabilmente il 20% del prezzo di una workstation SGI acquistata pochi anni fa”.

È questo l’ultimo colpo al business di un’azienda, SGI, che ha storicamente fatto delle proprie workstation grafiche il suo fiore all’occhiello. Certamente non dev’essere facile, per SGI, apprendere dai suoi più fedeli clienti che un computer basato sull’architettura di un PC e su di un sistema operativo free possa ormai tranquillamente competere, anche sul piano delle prestazioni, con una costosissima workstation grafica basata su hardware ad hoc e software affinato in anni e anni di esperienza.

I sistemi che Dell fornirà a ILM sono costituiti da 600 workstation basate su Pentium 4 che avranno il compito di calcolare animazioni ed effetti speciali per i film in produzione. Accanto a queste macchine, ILM ha già installato un supercomputer basato su 1.000 processori Athlon di AMD e un cluster di server di Compaq basato su processori Alpha.

Linux, che ha inizialmente fatto capolino a Hollywood sui cluster di server utilizzati nelle cosiddette “rendering farm”, è oggi sempre più spesso impiegato anche per far girare gli applicativi di disegno e modellazione impiegati sulle workstation grafiche: un trend che ha avuto una forte spinta dopo che, all’inizio dello scorso anno, Alias-Wavefront ha portato su Linux il suo noto programma Maya.

Secondo alcuni analisti, questo è l’ennesimo esempio di come Linux stia fortemente erodendo il mercato degli Unix commerciali, e questo anche in nicchie di mercato assai conservative come quella cinematografica.

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22 07 2002
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