Linux entra nei cartoni di Disney

Dopo aver conquistato vari bastioni della cinematografia hollywoodiana, Linux fa il suo ingresso nel grande castello di Disney. Su server HP


Hollywood (USA) – Dopo aver fatto già fatto la sua entrata trionfale in Hollywood passando per studios cinematografici del calibro di DreamWorks, Pixar e Industrial Light and Magic, il Pinguino prosegue la sua corsa fin dentro le porte di quell’impero dei film d’animazione che è Disney Corporation .

La mamma di Topolino ha infatti appena commissionato ad HP, che già gestisce i suoi siti Web, un numero imprecisato di server e workstation basati su Linux che saranno integrati nel processo di produzione dei futuri film d’animazione digitali.

“A Hollywood, uno dei centri guida del computing, Linux può mostrare di cosa sia capace”, ha affermato Martin Fink, general manager della divisione Linux di HP.

Alla Disney, come in altri studios, Linux va a rimpiazzare gli Unix proprietari, come Irix di SGI. HP ha spiegato che il grande vantaggio di Linux, in termini economici, non è data soltanto dal fatto di essere free, ma anche dalla sua capacità di girare su computer basati sulle economiche architetture di Intel o AMD.

“Per noi – ha dichiarato John Carey, vice presidente della Walt Disney Feature Animation – l’adozione di Linux rappresenta un’ottima mossa per muoverci verso sistemi più economici e basati su architetture standard”.

Linux, che ha inizialmente fatto capolino in Hollywood sui cluster di server utilizzati nelle cosiddette “rendering farm”, è oggi sempre più spesso impiegato anche per far girare gli applicativi di disegno e modellazione impiegati sulle workstation grafiche: un trend che ha avuto una forte spinta dopo che, all’inizio dello scorso anno, Alias-Wavefront ha portato su Linux il suo noto programma Maya.

Secondo alcuni analisti, questo è l’ennesimo esempio di come Linux stia fortemente erodendo il mercato degli Unix commerciali, e questo anche in nicchie di mercato assai conservative come quella cinematografica.

Questa non è la prima volta che Disney adotta software open source. Negli anni passati il colosso si era già servito del linguaggio Python per lo sviluppo di alcuni applicativi ad uso interno.

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