Linux entra nelle scuole del Kosovo

Portare un pezzetto d'informatica in una regione disastrata. Questo l'obiettivo di un laboratorio che SuSE Linux Italia ha contribuito a mettere in piedi. Dentro c'è un Pinguino con alcuni amici suoi
Portare un pezzetto d'informatica in una regione disastrata. Questo l'obiettivo di un laboratorio che SuSE Linux Italia ha contribuito a mettere in piedi. Dentro c'è un Pinguino con alcuni amici suoi


Roma – Si è concluso un progetto pilota avviato da SuSE Linux Italia insieme a Ingegneria Senza Frontiere (ISF) per l’allestimento e la gestione di un laboratorio informatico per l’Istituto Tecnico Anton Cetta di Skenderaj in Kosovo.

ISF patrocina, con l’aiuto di alcune grandi aziende, istituti scolastici di ogni ordine e grado con l’obiettivo di colmare il divario culturale nell’ambito informatico tra i paesi industrializzati e quelli definiti in via di sviluppo. Attraverso il nuovo progetto, che si colloca all’interno di un’iniziativa internazionale promossa da SuSE nel settore della scuola, le due partner, con la collaborazione di PlanetNoProfit e di Gruppo Sprofondo, contano di offrire agli studenti del Kosovo “la possibilità di apprendere con facilità l’utilizzo delle maggiori tecnologie informatiche” utilizzando come piattaforma standard la distribuzione Linux di SuSE.

“Gli eventi storici del decennio scorso – si legge in un comunicato congiunto di SuSE Linux Italia e ISF – hanno lasciato nel Kosovo profonde ferite, nonché un’allarmante situazione di sottosviluppo industriale. La rinascita di questa nazione, poco più grande dell’Umbria ma con una popolazione che si attesta intorno ai due milioni di abitanti, valutata tra le più giovani del mondo (la media è di 20 anni), passa anche attraverso una cultura dell’innovazione che attualmente non è acquistabile”.

Il laboratorio, costruito anche grazie all’interessamento di Trenitalia, che ha offerto 12 postazioni informatizzate, si avvale di un gruppo elettrogeno in grado di alimentare i computer anche in caso di discontinuità nella fornitura dell’alimentazione elettrica.

“Nel contesto internazionale di attività legate al volontariato – ha spiegato SuSE Italia – la scelta di un sistema Open Source dimostra la propria validità: la compatibilità estesa verso piattaforme hardware anche non eccessivamente perforanti e la disponibilità di una licenza aperta ad installazioni multiple rendono Linux la scelta unica ed irrinunciabile in realtà disagiate”.

SuSE sostiene che il progetto Kosovo, non unico nel suo genere, evolverà nei prossimi mesi con altre numerose iniziative. Il distributore tedesco ha offerto la propria disponibilità nel continuare la collaborazione sul fronte umanitario con la promessa di coinvolgere il più possibile la propria rete di partner tecnologici e strategici.

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07 07 2003
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