L'iPhone prossimo venturo

di D. Galimberti - Quale sarà il corpo e l'anima del prossimo e ormai imminente melafonino? Ecco alcune ipotesi basate sull'evoluzione del mercato, le richieste degli utenti, la concorrenza e ciò che si conosce del nuovo firmware
di D. Galimberti - Quale sarà il corpo e l'anima del prossimo e ormai imminente melafonino? Ecco alcune ipotesi basate sull'evoluzione del mercato, le richieste degli utenti, la concorrenza e ciò che si conosce del nuovo firmware

Roma – Sono molte le voci e le indiscrezioni che circolano in queste settimane sul futuro aggiornamento di iPhone. Se sul nuovo firmware si conoscono già molte informazioni ufficiali, e questo grazie ad una recente presentazione pubblica, per le informazioni sull’hardware del nuovo iPhone ci si deve al momento affidare a indiscrezioni e ipotesi più o meno attendibili.

Mettendo da parte i rumors, che lasciano sempre il tempo che trovano (soprattutto quando mancano ancora almeno tre mesi dal lancio), può essere interessante fare qualche ipotesi basandoci sull’evoluzione del mercato, le richieste degli utenti, le contromosse della concorrenza e quello che si conosce del nuovo firmware.

Partiamo dal “guscio” esterno. Apple ha azzeccato fin dal principio il design del proprio telefono, e non ha fatto grosse variazioni dal primo modello alla seconda versione, anche perché, volendo fare un dispositivo completamente touch, le alternative non sono molte. Possiamo immaginare che anche la terza versione del melafonino non si discosti da questo canone, e se Apple dovesse ascoltare i pareri degli utenti probabilmente tornerebbe a fare la parte posteriore in alluminio piuttosto che in policarbonato (scelta che sarebbe anche più allineata con il design di tutti gli altri prodotti).

La seconda cosa che risulta evidente a chi guarda il telefono è il display. Non sembra esserci alcuna indicazione riguardo un eventuale incremento della risoluzione (situazione che potrebbe creare qualche problema sull’AppStore, anche se prima o poi dovrà essere affrontata), mentre potrebbero esserci novità sul fronte tecnologico: l’adozione di schermi OLED consentirebbe di avere schermi ancora più luminosi, ma soprattutto un minor consumo energetico e quindi una maggior durata della batteria.

Parlando di specifiche tecniche, una delle critiche mosse più di frequente riguarda la bassa qualità della fotocamera, sia in termine di risoluzione (2 megapixel) sia in termine di opzioni hardware e software: mancanza del flash, impossibilità di zoom, nessun controllo sull’esposizione o sul bilanciamento del bianco ecc. È facile immaginare che Apple si dimostri sensibile a queste critiche, anche perché gli analoghi prodotti della concorrenza montano fotocamere ben più potenti, anche da 5 megapixel (al di là del fatto che poi i megapixel, da soli, non bastino a fare la qualità di una foto). Sul prossimo modello di iPhone potremmo quindi trovare una fotocamera di maggiore qualità, almeno da 3,2 megapixel, magari dotata di flash e di un firmware che permetta di realizzare brevi filmati, come per altro pare emergere dai meandri della nuova beta. Nessuna traccia invece sull’eventuale integrazione di una seconda camera per effettuare videotelefonate (esigenza questa, forse, meno sentita dal grande pubblico).

Altra previsione quasi scontata è quella che vede l’uscita di un modello da 32 GB: se così fosse, potrebbe comunque restare in commercio un modello da 8 GB ad un prezzo inferiore, una sorta di modello entry-level che accontenterebbe chi vuole un iPhone nano, oggetto che altrimenti vedo molto improbabile. La riduzione di dimensioni implicherebbe una ridistribuzione dei componenti interni, eventualmente eliminando qualcosa, ma un iPhone nano dovrebbe avere lo schermo con la stessa risoluzione, quindi non sarebbe molto più piccolo: in fin dei conti si andrebbe a sacrificare usabilità e funzionalità per guadagnare poco o nulla in termini di dimensioni e peso.

Entrando in dettagli più tecnici, è difficile dire se Apple sia già in grado di proporre un processore customizzato realizzato sulle tecnologie di PA Semi (acquisita lo scorso anno), mentre è più probabile che utilizzi un chip “standard” sebbene di nuova, o nuovissima, concezione. Senza fare nomi (che potrebbero facilmente essere smentiti), in linea generale si potrebbe trattare di un processore sensibilmente più potente dell’attuale e con spiccata propensione per il comparto video, sia come riproduzione, sia come registrazione ed eventualmente elaborazione, anche se servirà il supporto del software per mettere il pratica quest’ultima feature.

Resta poi da chiedersi se tutta questa potenza resterà “confinata” all’iPhone o se Apple deciderà di renderla disponibile anche su altri dispositivi, a partire dall’iPod Touch: se integrasse una fotocamera potrebbe diventare il gadget “definitivo” per chi vuole tenere il telefono separato dal resto delle funzioni.

Domenico Galimberti
Blog Puce72

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08 04 2009
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