L'Italia non è sul treno della banda larga

I dati parlano chiaro: la diffusione del broad band nel nostro paese ha raggiunto un livello pari solo alla metà delle medie europee. Altroconsumo incalza: 6 milioni di utenti tagliati fuori, inevitabile ricorrere al modello One Network

Roma – Sono davvero sconfortanti i dati pubblicati dalla Commissione Europea circa la diffusione della banda larga sul territorio italiano: stando a quanto riportato dal rapporto dell’ Eurobarometro , il tasso di penetrazione italiano si attesta sul 14%, mentre la media dell’Europa dei 27 arriva al doppio, il 28%.

Fra gli stati con la crescita più “interessante” e progressiva, rispetto al 2005, spicca la Gran Bretagna (+9%), ma anche Francia e Germania toccano valori non trascurabili (+6%). La crescita italiana non supera invece il 3%. La situazione italiana non è una novità e Altroconsumo avverte: “Oggi l’ADSL non è fruibile da 6 milioni di utenti in Italia, pur considerando l’accesso alla Rete un bene universale. Una connessione lenta pone il cittadino in una condizione di serie B: scarsa possibilità di scelta, problemi di sicurezza, con più elevate possibilità di imbattersi in dialer, e tariffe più alte, per chi utilizza intensamente internet, fino a 7 volte in più con l’UMTS e 8 volte e mezzo in più con il satellite”.

“La velocità di connessione – sostiene l’associazione – è un crinale che separa chi è dentro la società da chi è fuori. La rete appartiene a Telecom Italia, che da ex-monopolista offre come provider servizi di telefonia e di internet veloce e contemporaneamente fissa le tariffe per i suoi concorrenti per l’utilizzo della rete. Altroconsumo attende dall’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni interventi incisivi, affinché non ci siano più utenti di serie B, laddove Telecom non ritiene e non ha ritenuto fruttuoso investire. Perché la rete diventi finalmente una risorsa per tutti, per Altroconsumo è necessario un salto di qualità negli investimenti nel comparto tecnologico del nostro Paese, che già soffre di un gap nelle strutture. La rete, separata da Telecom, dovrà essere gestita in modo efficiente”.

“Per ottenere ciò – conclude l’associazione – il modello che Altroconsumo propone di adottare è One Network , che prevede la compartecipazione di vari operatori nella gestione della rete sotto il controllo dell’AGCOM. Sarebbero garantiti investimenti di ammodernamento sulla rete, con benefici diretti per tutti i gestori, nell’interesse dello sviluppo del Paese”.

I problemi del mercato TLC italiano sembrano non esistere in paesi come l’India: The Economic Times riferisce infatti che il governo locale intende offrire a tutta la cittadinanza, entro il 2009, un servizio gratuito di connettività broad band attraverso le compagnie telefoniche statali BSNL e MTNL, basato sul contributo (anche finanziario) di tutte le telco operanti nello Stato, allo scopo di fornire forza tecnologica propulsiva a tutte le attività economiche.

D.B.

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  • dpluca scrive:
    Non cambierà nulla
    Purtroppo nella società ci sono banche ed assicurazioni, per cui non cambierà nulla per i consumatori. Questo tipo di società cerca solo di massimizzare i profitti, tagliando i rami secchi, faccendo il minor numero di investimenti, non ammordenando la rete e truffando i cittadini.Purtroppo il più grosso sbaglio al tempo della privatizzazione Telecom, è stata quella di non separare la rete dal business... A quel tempo doveva nascere una società a capitale misto statale-privato, che si occupasse solo dell'infrastruttura della rete, in modo da garantire gli investimenti necessari per mantenere una rete efficiente e moderna...Purtroppo siamo diventati il paese dei balocchi :(Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Non cambierà nulla
      saremo fortunati allora se le cose resteranno così !!perché mi sa che potrebbero andare ancora peggio !!!
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