Little Italy, Wide World

Saggio di Marco Farinelli, con introduzione di Massimo Mantellini, sulla necessità di restituire alla tecnologia e ad internet il senso di strumenti capaci di unire, di avvicinare e non discriminare. Un imperativo irrinunciabile


Introduzione di Massimo Mantellini

Quando qualche mese fa ho letto questo saggio che Marco Farinelli ha scritto e pubblicato nel 1996 su Computer-Mediated Communication (CMC) Magazine, una rivista storica del panorama digitale in rete statunitense, la prima impressione che ho avuto è stata che non mostrasse per nulla il segno degli anni e che molte delle considerazioni che vi sono esposte restassero oggi assolutamente attuali. Di più: dopo gli ultimi avvenimenti che hanno visto protagonista il nostro paese – alludo al G8 di Genova – e il mondo – penso agli attentati terroristici in USA e alle loro preoccupanti conseguenze – mi è parso ancora più importante riproporre sulle pagine di Stand By questo saggio, che ha come oggetto la comunicazione globale mediata dal computer vista e valutata nella sua accezione più vera: quella della possibilità di interscambio culturale e del confronto positivo delle varie identità locali, nell’attuale contesto della globalizzazione.

La strada di un uso della tecnologia, Internet prima di tutto, che unisca e non divida, che avvicini e non distingua è oggi un imperativo irrinunciabile. “L’appartenenza globale al mondo, oltre il retaggio di ogni singola barriera culturale” – per citare Farinelli – sembra, anche alla luce degli ultimi avvenimenti, davvero un percorso senza alternative. Quello che Marco scriveva nel 1996, periodo che potremmo considerare per l’Italia il medioevo della Internet attuale, sembra invece scritto e pensato per il mondo di oggi, quasi che gli anni passati, la grandissima diffusione della rete e lo sviluppo tecnologico in generale, nonostante tutto debbano ancora incamminarsi sulla strada della consapevolezza delle proprie intrinseche possibilità: ancora oggi come nel 1996.

“Little Italy, Wide World” – dal Provincialismo al Globalismo?

di Marco Farinelli

“Laureati del 1992: per favore alzatevi” fece eco una voce al megafono elettronico. Lunedì 18 Maggio, stando ritto, ascoltavo fiero l’Inno Nazionale Americano “The Star Spangled Banner” al Franklin Field del Campus della Università della Pennsylvania, a Filadelfia. Era il giorno della mia cerimonia di laurea. Mesi dopo, nell’Esercito Italiano, vivevo un’analoga dedizione prendendo parte all’alzabandiera sulle note di “Fratelli d’Italia”. Durante la mia vita accademica ho sempre cercato di pensare in maniera globale, e di nutrire questa prospettiva internazionale. Ciononostante, subito dopo la laurea, ho capito quanto fosse importante per me ritornare alle mie radici italiane. Oggigiorno, quando smisto la corrispondenza elettronica da un attico solitario qui a Roma, mi ritrovo a pensare in Inglese.

Alte muraglia culturali ostacolano lo sviluppo di un ambiente di comunicazione effettivamente su scala globale, e per culturale mi riferisco a ben più di barriere prettamente linguistiche: “La cultura consiste di tutte le caratteristiche e tratti distintivi, spirituali e materiali, intellettuali ed emozionali, che contraddistinguono una società o un gruppo sociale.” (UNESCO, 1982).

In un libro recente, Global Networks: Computers and International Communication , Jan Walls ed Hiroshi Ishii introducono la questione culturale nella globalizzazione delle reti di comunicazione. Ammessa per ipotesi la condivisione di un linguaggio di lavoro comune, Jan Walls definisce gli ostacoli culturali alla Comunicazione Mediata da Computer (CMC), da parte di individui facenti parte di distinti sistemi linguistici-culturali come, “(?) diverse vedute o aspettative su come gli elementi dovrebbero essere posti in relazione l’uno all’altro.” (Walls, 1993). Analogamente, Hiroshi Ishii dichiara che, “La maggior parte delle difficoltà di comunicazione interpersonale derivano da gap culturali tra le persone.” Sebbene la moderna tecnologia delle telecomunicazioni renda estremamente agevole lo scambio di messaggi digitali attraverso confini nazionali e culturali senza contatto fisico (comunicazione culturale trasversale, o trans-culturale ), la metodologia di elaborazione di un messaggio prodotto da una cultura in un’altra (comunicazione inter-culturale ) non è affatto facile (Ishii, 1993). Come disse la mia amica virtuale Karen-Carla: “Dannazione?questa comunicazione elettronica, transoceanica, multiculturale è complicata !” (Burgess Yakemovic, 1996). Citando la mia esperienza personale come esempio, ed attingendo alla letteratura disponibile, questo lavoro tenterà di illustrare l’interazione tra la comunicazione mediata da computer e le relazioni internazionali.


Barriere alla Globalizzazione della Comunicazione

Ho vissuto e studiato in America per circa cinque anni (1987-1992), alla Università della Pennsylvania, a Filadelfia. Non è un caso che, durante il mio soggiorno di studio, io abbia socializzato con un gruppo di studenti internazionali, piuttosto che con scolari Americani (seppur con eccezioni degne di nota). Ora, è ragionevole ipotizzare che l’effetto che le tradizioni storiche hanno sugli Eurasiatici sia un fattore che influenza il nostro modo di pensare, e di conseguenza, il nostro comportamento sociale (da notare che, nel nostro esempio, la “variabile della lingua inglese” può essere quasi totalmente esclusa). Nei miei viaggi nel ciberspazio, le relazioni internazionali sono stata la norma, e non l’eccezione. L’esperienza come unico italiano natio nella comunità virtuale della lista di discussione INFJ, mi ha fatto capire che, in realtà, sono stato capace di tessere relazioni con persone da tutte le parti del mondo, soprattutto Americani (essendo la maggioranza degli utenti), ad un profondo livello di comprensione e conoscenza reciproca-sin quando ho accettato di buon grado l’Inglese come linguaggio comune, e la cultura Americana come quella prevalente.

Si ipotizza dunque che la CMC possa promuovere una modalità innovativa della comunicazione internazionale, personale e collettiva, che non sarebbe possibile altrimenti. Se questo è il caso, allora la domanda è se ci troviamo di fronte ad una trasformazione sociologica positiva o negativa.

Continuando con la mia esperienza universitaria, ciò che forse è ancor più sorprendente è che non ho mai avuto una relazione intima con una donna Americana. Nel mio caso, non c’è stata semplicemente attrazione reciproca. Inoltre, l’idea dell’appuntamento “al buio”, la cosiddetta date è profondamente diversa dal mio stile di corteggiamento. Ho quasi sempre avvertito queste barriere culturali, soprattutto con le Americane. Così come le mie amicizie in terra Americana, i miei rapporti con l’altro sesso hanno teso naturalmente verso un pool europeo. Tuttavia, nella sociosfera del ciberspazio, stabilendo un contatto con le persone in base a valori ed interessi comuni, e non in base alla vicinanza geografica, sono riuscito a condividere pensieri e sentimenti con le cybergrrls , in tal modo sormontando reciproche barriere. In breve, nella mia esperienza, la presenza fisica si è dimostrata essere di fatto irrilevante (se non addirittura controproducente) nel comunicare emozionalmente con gli Americani; un rapporto che, entro certi limiti, mi è stato restituito attraverso la comunicazione mediata.

Professionalmente, la mia ricerca di internazionalismo ha trovato espressione nella “Rough Guide to the Internet: Italy”, che ho scritto per la nota rivista Britannica .net/ (Farinelli, 1995). Con un clic del mouse ho avuto l’incarico, e con un altro clic ho consegnato il pezzo, completato tramite messaggistica elettronica personale con il direttore della rivista. Non fosse stato per la comunicazione mediata, sarebbe stato per me alquanto improbabile poter scribacchiare quell’articolo girovagando per Roma, sapendo che sarebbe stato distribuito nelle edicole inglesi. Nel mio caso specifico, la text-based CMC mi permette di mantenere un contatto con il lato acquisito della mia personalità, vivendo in Italia. Per un periodo, la comunicazione mediata da computer ha integrato ed in parte anche sostituito talune delle mie relazioni locali. Nel tempo, ciò ha portato ad un lieve sentimento di indifferenza per le persone vicine, così come ad un senso di frustrazione simile a quello descritto ne, “Il Villaggio Inconseguibile” del filosofo polacco Leszek Kolakowski, dove l’impossibilità del singolo di agire a livello globale può portare a cercare rifugio nella tradizione, nella religione, nella madrepatria (Kolakowski, 1990). Nel mio caso, ciò può essere interpretato come un effetto collaterale reversibile della Internet-based CMC, il più efficace mezzo di comunicazione globale attualmente disponibile.

Complessivamente, il potenziale per la creazione di un sistema di comunicazione effettivamente globale e multiculturale dovrebbe essere accolto come un’opportunità positiva, laddove le persone rispettino le rispettive identità socioculturali. In particolare, l’impegno dei non anglosassoni nel padroneggiare una comunicazione mediata basata prevalentemente sulla cultura Americana e sulla lingua inglese dovrebbe essere riconosciuto, ed il loro contributo di diversità culturale percepito come un arricchimento per la collettività. La comunità Internet dovrebbe rendersi conto che l’acquisizione, da parte delle minoranze linguistiche-culturali dei mezzi per comunicare globalmente è nell’interesse comune, e che ciò non debba portare ad uno stemperamento delle loro identità nazionali ed etniche. In conclusione, per porre le fondamenta per un ambiente di comunicazione effettivamente globale e multiculturale, gli utenti Internet dovrebbero tener presente che il ciberspazio non è sotto la giurisdizione di alcuno Stato-seppure, oggigiorno, la maggioranza dei Netizen esibiscono un passaporto Americano.


Disunione Europea

Vista dagli Stati Uniti, l’Europa potrebbe sembrare unita. Tuttavia, circoscritte identità nazionali mantengono divisi gli europei, persino a livello regionale, e tradizioni culturali di stampo dialettale, etnico e religioso gli impediscono di essere gli Stati Uniti d’Europa. Nonostante l’ultimo appello di François Mitterrand sulla necessità di uno “spirito comune europeo”, l’Unione rimane una debole confederazione di Stati sovrani, i quali tendono la loro sovranità nazionale a questa o quella particolare questione (Unione Monetaria ed Economica, sicurezza, etc.). Questo progetto selettivo di integrazione ha poco a che fare con un senso comune di identità, ma piuttosto con la convenienza. Di fatto, non esiste un profondo sistema di valori “linguistico-culturale europeo”, così come i miei vicini di casa non mi capirebbero se gli parlassi in Esperanto, mentre potrei tranquillamente parlarci in romanaccio. L’ironia è che più l’Unione Europea tenta di risucchiare della sovranità nazionale dai suoi Stati Membri, più lo spettro del nazionalismo rischia di resuscitare. Proiettando tale questione in uno scenario futuristico di comunicazione integrata a livello globale, tal meccanismo disintegrativo potrebbe ben essere innescato.

Globalizzazione della Comunicazione: Rischi ed Opportunità

Si potrebbe affermare che un serio rischio di una malgestita globalizzazione della Società dell’Informazione, lasciata alla mano invisibile del mercato neoliberista, è nella perdita di tradizioni ed identità locali a favore del “bene comune”. La natura transnazionale di Internet, l’adozione dell’Inglese come lingua franca, il relativo predominio dell’industria multimediale Americana, nonché la penetrazione del mercato mondiale delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione da parte delle multinazionali hanno persuaso le nazioni europee del pericolo di essere denudate del loro patrimonio culturale. Analogamente a ciò che potrebbe succedere tra gli Stati Membri dell’Unione Europea, restrizioni delle autorità locali sarebbero collegate ad un senso di impotenza nazionale, che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe portare ad un tumulto di patriottismo degenere.

Le recenti ” guerre culturali ” Franco-Americane ne sono un esempio lampante (Andrews, 1995). Nel mettere in guardia le nazioni europee per il loro eccessivo controllo governativo sulla cultura, in ” Why Europe Is So Unwired “, Nicholas Negroponte dichiara: “Svariati movimenti artistici, industriali ed intellettuali sono contraddistinti da impeti nazionali ed etnici. La rivoluzione digitale non è uno di questi. Il proprio etos è generazionale e di natura giovanile.” (Negroponte, 1994).

Se la diversità culturale possa coesistere all’interno di una Società dell’Informazione effettivamente di natura globale e multiculturale è tutt’altro che una questione esclusivamente europea. Su Internet, l’America gode di un vantaggio competitivo, mentre radicate tradizioni storiche limitano gli europei dal viaggiare liberi sulle cosiddette autostrade dell’informazione.

Per ipotesi, se gli europei dovessero crescere i propri figli unicamente su film e musica Americana, nutriti da Coca-Cola e hamburger, quali nuove idee avrebbero le future generazioni continentali da offrire ai loro coetanei d’oltremare? Chi potrebbe tramandare ai giovani europei come vivevano i loro progenitori, e chi gli insegnerebbe le loro madrelingue? Sul preservare le diversità culturali i Francesi hanno un argomentazione ragionevole, anche se il modo in cui la esprimono è quasi controproducente.

Nell’era digitale, un approccio Eurocratico alla salvaguardia della diversità culturale è destinato a fallire. Tuttavia, la mano invisibile del cosiddetto libero mercato non tutelerà assolutamente il patrimonio culturale mondiale.


Potremmo iniziare dal basso, riconoscendo le distinte identità locali come arricchimento culturale, per coltivare un dialogo tra noi tutti, che potrebbe porre le basi per la risoluzione di conflitti internazionali che i nostri genitori non sono stati capaci di risolvere. La comunicazione mediata da computer è un potente medium attraverso il quale il Villaggio Globale potrebbe riunirsi. Ciò nondimeno, potremmo aver sperimentato tutti come andare all’estero rafforzi emotivamente i legami con il proprio paese, seppur in assenza di un’esperienza fisica. La tentazione di dar sfogo ai nostri istinti di patriottismo degenere potrebbe essere latente in ognuno di noi, nel varcare più di frequente i domini multiculturali del ciberspazio. L’opportunità per un sistema di comunicazione realmente globale e multiculturale è enorme, seppur mediato dai computer. Se le Nazioni Unite non sono attualmente in condizione di farci sentire tutti cittadini dello stesso mondo, forse abbiamo un’altra possibilità qui nel ciberspazio-oppure la nostra opera di community-building rispecchierà in negativo l’esperienza della vita reale? Senza attendere che i progetti pilota dei G7 ci sconvolgano la vita, né che i tecnocrati convengano sui protocolli Internet di ultima generazione, ogni Netizen ha ora l’opportunità di dar vita e condividere la propria rete di contatti internazionali.

Sarebbe eccessivamente idealistico chiedere che le giovani generazioni prendano coscienza del fatto che la sostenibilità del mondo in cui viviamo è nell’interesse comune? È utopistico augurarsi che le nuove generazioni della società civile riconoscano il contributo che possono offrire alla risoluzione delle questioni globali? Cruciale a questa presa di coscienza globale è la comprensione reciproca delle proprie necessità e capacità – una realtà che, di fatto, ben si percepisce tramite la comunicazione mediata da computer. La mia aspettativa di lungo-periodo è che, nel processo di globalizzazione della comunicazione, ciascuno di noi arrivi a percepire un senso di appartenenza globale, che vada oltre qualsiasi retaggio di barriere culturali.

Dedicato a Valeria

Copyright © 2001 di Marco Farinelli . Tutti i Diritti Riservati.

Note Bibliografiche
Fredrick, H. H. (1993) Global Communication & International Relations. Belmont, CA: Wadsworth Publishing Co.
Harasim, L. M. (1993). Global Networks: Computers and International Communication. Cambridge, MA: MIT Press.

Marco Farinelli è nato a Roma nel 1967. Formatosi accademicamente alla Università della Pennsylvania, a Filadelfia, dove nel 1992 ha ricevuto il Master in Politica Internazionale, specializzazione in Relazioni Internazionali. Dopo aver prestato servizio militare presso il Ministero della Difesa, ha ottenuto il riconoscimento del suo titolo di studio americano con Laurea in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Internazionale, dall?Università degli Studi di Bologna. Consulente Internet dal 1994, è Membro del Comitato Tecnico del Pirelli Internetional Award . Vincitore nel 1989 del Premio Letterario Vittorini della ?America-Italy Society of Philadelphia?, Marco scrive poesia.

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  • Anonimo scrive:
    Ma INFORMATEVI!!!!!
    Kazaa e Morpheus sono esattamente la stessa cosa,tanto più che se uno dei due è in esecuzione l' altro non parte perchè si riconoscono!!! (in più kazaa ha anche gli spyware).Quindi caro giudice vedi di informarti meglio!!!MMHHH che vittoria su napster, peccato che c'è in giro un certo audiogalaxy che è dieci volte meglio.CHIUDETE QUELLO CHE VI PARE TANTO SE VOGLIO SCARICARMI QUALCOSA DA INTERNET ME LO SCARICO COME E QUANDO VOGLIO. IL COPYRIGHT E' MORTO!!!!!!!!!!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Se la nave affonda...
    .. e voi ci foste sopra come vi comportereste?Esattamente come la Riaa, cercando di tappare tutte le falle. E smettiamola di parlare di condivisione dei files come se fosse una cosa santa, è l'equivalente informatico della ricettazione, se ci sono delle ingiustizie al mondo il modo giusto per cambiarle sarebbe quello di votare dei rappresentanti onesti che facessero delle leggi giuste. QUNDI LA PROSSIMA VOLTA STACCATTE GLI OCCHIETTI DAL PC, INFORMATEVI UN PO' E ANDATE A VOTARE!!!Che poi non pagare la musica sia comodo... ;-)...
    • Anonimo scrive:
      Re: Se la nave affonda...
      - Scritto da: AntiAstensionista
      .. e voi ci foste sopra come vi
      comportereste?si fa presto a dire"la nave affonda";le stime sulle perditesono molto ma molto ma moltopiu`grosse del vero; se secondo te io non trovando una particolare canzone in formato mp3mi vada a comprare l'album hai voglia tu di sbattere le corna sul muro...
      Esattamente come la Riaa, cercando di
      tappare tutte le falle. E smettiamola di
      parlare di condivisione dei files come se
      fosse una cosa santa, è l'equivalente
      informatico della ricettazione, se ci sono
      delle ingiustizie al mondo il modo giusto
      per cambiarle sarebbe quello di votare dei
      rappresentanti onesti che facessero delle
      leggi giuste. Semplicemente non e`onestosu di un album da 25.000 pagare 3000 per il cantante/autore e tutta la parterestante a distinti gentiluomini cheprendono soldi dallo stato senza esserestati eletti democraticamente ma messi li`da un'oligarchia di corrotti
      QUNDI LA PROSSIMA VOLTA
      STACCATTE GLI OCCHIETTI DAL PC, INFORMATEVI
      UN PO' E ANDATE A VOTARE!!!con chi ce l'hai?quello che parla con il prosciuttto davanti agli occhi riguardo la situazioneattuale della SIAE in Italia nonsono certo IO...
      Che poi non pagare la musica sia comodo...
      ;-)...Sai cosa vuol dire prezzo equo,monopolioetc.etc.etc.?Pino Silvestre
  • Anonimo scrive:
    TUTTI UNITI!
    Certe volte in alcune chat come in irc o anche su alcuni siti noto come il file sharing sia sempre più diventando una scusa di guerreggiare...Non è da fare così, perchè più servizi ci sono meglio è!E poi io non credo sia giusto attaccare uno perché scambia con BearShare piuttosto che con Morpheus o WinMX..Non siamo divisi!Siamo tutti uniti!E POI PERo' VORREI ANCHE MANDARE UN SINCERO VAFFAN***O A TUTTI I FREELOADERS, ossia quelli che scaricando "a sbafo" senza condividere o interrompendo gli uploads.Ricordatevi che il file sharing si basa sulla condivisione, non sull'egoismo.Altrimenti non lamentatevi quando cercate un file e non lo trovate neanke e crepare oppure ne trovate 1 solo e il possesseore vi interrompe. E c'è di più: vi rendete conto che in Gnutella solo 10% (statistiche ufficiali) condivide files???Se tutti scambiassero altro che Napster! Sguazzeremmo nel mare libero pieno di grandi pescie e sicuri da quelle arpie delle major.E qui chiudo. Pro domo mia...Ciaoooo
    • Anonimo scrive:
      Re: TUTTI UNITI!
      Il mondo e' bello perche' e' vario.Detto cio' metti sempre in preventivo su 100 persone almeno 20 sono delle emerite teste di cazzo.Pazienza!!!
  • Anonimo scrive:
    Era prevedibilissimo....
    Io non ho studiato ing. informatica, nè tantomeno sono un analista di mercato, ma immaginavo benissimo questa fra le possibili conseguenze della crociata anti-Napster... la rete è, appunto, una RETE... è inutile cercare di tappare tutti i buchi. CHi ha un MINIMO di conoscenza riguardo ad internet ed al "clima" che la permea, poteva fcilmente immaginare l'effetto "bomba" che si sarebbe prodotto mettendo in croce il File sharing.... Io non sono nessuno ma a quanto pare, come molti altri qui, ho un futuro come analista di mercato.... Cara RIAA, almeno i soldi che spendete per le previsioni e l'analisi dei TREND, dateli a gente consapevole, oppure FATE BENEFICIENZA!Stipendiare somari non poorta lontano.... appunto.Grazie.
  • Anonimo scrive:
    PRESTO ANCHE DIVX ITALIANI SPARSI X TUTTO IL MONDO
    ASPETTATE ALMENO FINO ALLA META DEL 2002 QUANDO MEZZA ITALIA AVRA' FASTWEB E ADSL VEDRETE COME CIRCOLERANNO BENE DVD ITALIANI , E GIGA DI GIGA DI MP3 IN POKE ORE ... LE LORO MENTI VECCHIE E MALATE NON FERMERANNO IL NOSTRO CERVELLO FRESCHO E IN PIENA ESPANSIONE, INTERNET SI E' SVILUPPATO GRAZIE AL WAREZ ILLEGALE E SI SVILUPPERA SEMPRE DI + THE SHOW MUST GO ON
  • Anonimo scrive:
    2 PAROLE SOLO
    Gli sta BENE !!! (anzi 3) rido alla faccia vostra Riaa!!!!!!!! ihi ih iihihi bye
  • Anonimo scrive:
    NON ABBASSERANNO MAI I PREZZI!!!
    Non ci sperate!Non ci crediate!NON ABBASSERANNO MAI PREZZI DEI CD!!!!Inventeranno trucchetti, protezioni, e una sacco di stupidate, qualsiasi cosa, anche la più subdola, per far credere che loro CE LA HANNO MESSA TUTTA PER SCONFIGGERE LA PIRATERIA!!E GIA' PERCHE' E' LA PIRATERIA CHE HA FATTO SALIRE IL COSTO DEI CD!!!!! (Hi! Hi! Hi!)E se lo dicono loro DOBBIAMO (?!?!?!?!?!?) FIDARCI!Quanto la pirateria scomparira del tutto VEDRETE CHE I CD QUASI CE LI REGALERANNO! (He! He! He!)CIao! Baci! Baci!
  • Anonimo scrive:
    La net-guerriglia
    Leggo e godo, questa e' vera e propria net-guerriglia, e chi la sta vincendo siamo noi, non quei bastardi della RIAA, noi, che continuiamo a shararci musica mentre quei ladri cercano cavilli legali su cavilli legali per cercare di fregarci.10 FILE SHARING DIVERSI PER OGNUNO CHE NE CHIUDE!E' la nostra vendetta, CHE ABBIANO MILIARDI DI DOLLARI IN PERDITE PER OGNI SINGOLO CENT CHE CI HANNO RUBATO NEGLI ANNI PASSATI!
  • Anonimo scrive:
    Leech E Ftp
    Hey people!!!!Un buon Flash FXP e un po' di pazienza... e ci sono dei tizi che hanno SEMPRE il server acceso ... non si staccano, non interrompono ... hanno dei generi precisi ...si tratta di un baratto ... tu gli dai N Bytes di Mp3 e loro ti lasciano scaricare N bytes (secondo certe proporzioni, oppure pari-pari) dei loro Mp3.UNA FIGATA!!!!E' il sistema più vecchio, da quanto mi dicono, ma è stupendo!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Leech E Ftp
      - Scritto da: Immo
      E' il sistema più vecchio, da quanto mi
      dicono, ma è stupendo!!!!Si usava gia' in BBS, e si', e' stupendo
    • Anonimo scrive:
      Re: Leech E Ftp
      - Scritto da: Immo

      Hey people!!!!

      Un buon Flash FXP e un po' di pazienza... e
      ci sono dei tizi che hanno SEMPRE il server
      acceso ... non si staccano, non interrompono
      ... hanno dei generi precisi ...
      si tratta di un baratto ... tu gli dai N
      Bytes di Mp3 e loro ti lasciano scaricare N
      bytes (secondo certe proporzioni, oppure
      pari-pari) dei loro Mp3.

      UNA FIGATA!!!!

      E' il sistema più vecchio, da quanto mi
      dicono, ma è stupendo!!!!URL?grazie
  • Anonimo scrive:
    per napster...
    che..cosa inutile!! e gli altri programmi dove si può scaricare allora??e poi si faceva anche nuove amicizie ...parlando di musica...PECCATO!!!
  • Anonimo scrive:
    .. mo so azzi sua
    l'ha dichiarata la RIAA sta guerra e mo so azzi sua, mesi addietro quando si iniziò a parlare del problema in PI qualche scritto chiedeva se intendessero imbarcarsi in una crociata o se facevano sul serio.Cha faranno ora, assumeranno migliaia di persone per snifare il movimento internet?, inizieranno cause lagali avverso ogni pseudonapster che apparirà?Ho l'impressione che la lista sarà ben lunga ed ogni nuova napster nascerà correggendo errori e falle della precedente, al punto che sarà sempre più difficile spuntarla nei tribunali.Non costava meno abbassare a prezzi accettabili i prodotti distribuiti? e poi, è vero che napster ha fatto diminuire le vendite dei CD? sembra proprio di no!Immagino che che la RIAA abbia al suo seguito gente intelligente, dottorata e di buonsenso.Sono ottimista ?Forse la procedura intentata dalla RIAA serviva per convincere il mercato del suo dominio incontrastato? Problemi di concorrenza o di autori che non vogliono assoggettare i diritti delle proprie opere? Errore di valutazione sulle capacità di reazione ed adattamento del mercato?Non ci volevano menti eccelse per capire che la strada intrapresa era irta di problemi e lunga come le crociate, meglio era aggirare l'ostacolo perchè... una figuraccia.. potrebbe essere molto più bruciante e costosa in termini di mercato. Un distributore indipendente che offrisse il prodotto ad un prezzo più accettabile garantendo nel contempo un compenso equo agli autori conquisterebbe in breve ampie fasce di mercato tra gli artisti. Se realizzissi un opera e la cedessi ad una struttura aderente alla RIAA che, a causa dei suoi prezzi d'uscita esosi e dei costi che sostiene per combattere inutilmente la pirateria (costi che saranno poi scaricati sul mio compenso), mi emunerasse con scarsi "risultati" sarei propenso a prendere in considerazione alternative.Meglio qualcosa in meno ma più costante e più sicuro tanto più se questa alternativa mi portasse anche su internet, sarei disposto anche a sorvolare sull'entità perchè .. internet è un mercato in esponeziale crescita di centinaia di milioni di possibili utenti, e se anche uno solo su venti, ascoltata la mia opera, decidesse di comprarsi il CD, visto che non costa le trauffaldine 20 euro, hai la voglia di fare i conti.Perdonate la mia deformazione professionale di cercare sempre ragioni commerciali dietro alle cose
  • Anonimo scrive:
    Morpheus Rulez!
    Ragazzi Morpheus è una potenza!Mi ha dato tantissime soddisfazioni!snif!
    • Anonimo scrive:
      Re: Morpheus Rulez!
      - Scritto da: Melomane

      Ragazzi Morpheus è una potenza!
      Mi ha dato tantissime soddisfazioni!

      snif!
      è vero... è il migliore... seguito solo da Kazaa, di cui dopotutto Morpheus è 1 clone.WinMX invece nn mi piace, preparatevi ai filtri....
  • Anonimo scrive:
    **QUALCUNO AVEVA DEI DUBBI?**
    A me questi discografici mi fanno ridere, ..e anche tutti quelli che pensavano di fermare il file sharing chiudendo Napster...Ce ne sono 6.000 di programmi di file sharing... nessuno li ha informati!!!!?????AHAHAHA BABBI!!Trunks
  • Anonimo scrive:
    Vi siete mai chiesti perchè...
    ...nonostante le pressioni i prezzi di CD e DVD non calano mai? perchè un lettore DVD ormai costa anche 400k ed invece "Il Gladiatore" da solo ne costa 65k? Semplice, alle major del disco e del cinema i guadagni attuali bastano e avanzano, prova ne sia il fatto che il fenomeno Napster non ha fatto registrare perdite rilevanti come invece hanno sostenuto diversi giornalisti male informati. La crociata contro il P2P quindi è solo una prevenzione in vista di quello che potrebbe accadere domani, quando la banda larga sarà per tutti; nel momento in cui un mp3 si scaricherà in 3 sec. ed un film in DivX in 10 min. allora sarà legittimo chiedersi: ma chi li va più a comprare in negozio?
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi siete mai chiesti perchè...
      il fatto è che quando calcolano le "perdite" ipotizzano che ogni album scaricato in mp3 equivalga a un cd non venduto. Cosi è facile far credere alla stampa che le perdite risalgono a miliardi..Ma io se non trovo l'mp3 di una canzone che cerco.. ne faccio a meno! non vado di certo a comprare il cd originale per farmi truffare.Le vendite dei Cd sono sicuramente inferiori risp. ad una situazione senza mp3, ma in misura moolto minore di quello che dicono le major.
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi siete mai chiesti perchè...
      Maciste, sono daccordo con te, ma ti dico anche un'alta cosa. Che se ne fa uno della banda larga se non può scaricare mp3,divx e programmi vari da siti warez???? E' tutto un "magna magna" !!! Non potrebbe essere che sono i provider e i produttori di masterizzatori che "creano " questo mercato clandestino per aumentare le loro vendite? Pensa a quanti avevano il masterizzatore prima di Napster, e quanti adesso.....stessa cosa per connessioni adsl...... Ciao a tutti,
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi siete mai chiesti perchè...
      ...scusa, ma il tuo ragionamento non quadra! Anzi.Teoricamente alle case discografiche & C. converebbe implementare questo sistema. Pensiamoci un attimo:un CD/DVD "originale" consta di vari costi.... produzione, stampa, confezionamento, distribuzione ecc.... per cui ha un costo X.Lo stesso prodotto "on-line" potrebbe avere un prezzo tipo X -20%, no ??Per quanto riguarda gli mp3 , poi, andrebbe calcolata anche la qualità inferiore (non so voi, ma un mp3 su un buon impianto suona in modo MOOOOLTO diverso da un originale) per cui il prezzo potrebbe anche più basso, diciamo X -30%.Perché non intraprendere questa strada ???
  • Anonimo scrive:
    info S.I.A.E.
    Il 9% del prezzo di un Cd va alla SIAE.I cantanti piu' famosi sono praticamente gli unici a beneficiare di questa tassa.Inoltre con i diritti d'autore ricavati (rubati)dalla musica da discoteca si sovvenziona il liscio!!! (20 MILIARDI).Per ulteriori info leggete l'articolo di REPORT trasmesso il 4 ottobre (da paura!): http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82Se prima avevo qualche rimorso nello scaricare musica mp3, ora...P.S.
    Se un BUON CD costasse 10 euro, preferirei acquistare l'originale: sarebbe anche piu' comodo!
    • Anonimo scrive:
      Re: info S.I.A.E.
      - Scritto da: Raul
      Il 9% del prezzo di un Cd va alla SIAE.
      I cantanti piu' famosi sono praticamente gli
      unici a beneficiare di questa tassa.

      Inoltre con i diritti d'autore ricavati
      (rubati)dalla musica da discoteca si
      sovvenziona il liscio!!! (20 MILIARDI).
      Sai come funziona, vero?tizio (tastierista di pianobar oppure orchestrina di liscio) registra alla siae qualche pezzo "fittizzio" che caio e sempronio (altri soggetti simili a tizio) mettono nel modulo siae durante la serata. A forza di scambiarsi reciprocamente le esecuzioni, da 4 accordi finti inventati sul momento e mai suonati si spreme un discreto gruzzoletto.Almeno sono soldi che non vanno a gino paoli e caterina caselli. (non sono assolutamente 2 nomi a caso)
  • Anonimo scrive:
    ci avevano preso per dei babbei?
    le varie major discografiche & affini pensavano che dopo la chiusura di napster tutti gli utenti fossero li a pregarli di sviluppare un sistema a pagamento per la musica online????????Fessi, reprimendo Napster hanno incentivato lo sviluppo di più sistemi flessibili e meno rintracciabili.
  • Anonimo scrive:
    ci avevano preso per dei babbei?
    le varie major discografiche & affini pensavano che dopo la chiusura di napster tutti gli utenti fossero li a pregarli di sviluppare un sistema a pagamento per la musica online????????Fessi, reprimendo Napster hanno incentivato lo sviluppo di più sistemi flessibili e meno rintracciabili.
  • Anonimo scrive:
    Proprio ieri...
    Proprio ieri pomeriggio sono entrato in un noto negozio di musica milanese....Mi sono attentamente tenuto alla larga dalle novità a prezzi da paura e mi sono diretto tosto verso la sezione "Nice Price" cioè i CD scontati.Ho trovato due CD di Carmen Consoli, artista che apprezzo, a lire 16.000 cadauno.Non me li sono fatti sfuggire!!Se fossero stati a prezzo pieno, MAI E POI MAI li avrei acquistati... neanche uno alla volta, e nemmeno li avrei cercati in copia pirata, semplicemente mi sarei accontentato di ascoltare saltuariamente le canzoni per radio...Capita l'antifona??Ma tanto è inutile...
    • Anonimo scrive:
      Re: Proprio ieri...
      - Scritto da: Ingenuo 2001
      Proprio ieri pomeriggio sono entrato in un
      noto negozio di musica milanese....
      Mi sono attentamente tenuto alla larga dalle
      novità a prezzi da paura e mi sono diretto
      tosto verso la sezione "Nice Price" cioè i
      CD scontati.
      Ho trovato due CD di Carmen Consoli, artista
      che apprezzo, a lire 16.000 cadauno.
      Non me li sono fatti sfuggire!!Sono daccordo, anche io se trovo un CD che mi interessa a 15-20 mila lo compro di sicuro xchè mi sembra un prezzo equo.
      Se fossero stati a prezzo pieno, MAI E POI
      MAI li avrei acquistati... neanche uno alla
      volta, e nemmeno li avrei cercati in copia
      pirata, semplicemente mi sarei accontentato
      di ascoltare saltuariamente le canzoni per
      radio...
      Capita l'antifona??Ecco su questo invece non condivido il rassegnarsi, visto che considero ingiusto e una truffa tale prezzo ben gli sta se mi ascolto lo stesso il brano, inoltre spesso in alcuni album ci sono poche canzoni che interessano e nessuno le vende singolarmente.
  • Anonimo scrive:
    Non c'e' da meravigliarsi
    Che cosa credevano i nostri cari giudici antinapster??? Che chiudendo quello si chiudeva ilfile-sharing su Internet???? AHAHAHAHAHAHA...sequesti giudici fossero un po' piu' esperti nelcampo dell'informatica e di Internet in particolare,capirebbero subito che Internet e' un mondo diverso, totalmente anarchico....dove nessuno puo' comandare. Ed e' giusto che sia cosi':
  • Anonimo scrive:
    Chi di spada ferisce di spada perisce
    Cari... discografici avete voluto sollevare il polverone con Napster, adesso pigliatevela nel culo! Non so proprio come possiate abboccare ai cazzoni che vi promettono sicurezza con i sistemi anticopia, abboccate a tutte le cazzate che vi raccontano, immettete sul mercato CD malfunzionanti e fors'anche qualitativamente inferiori e dopo 27 secondi! che sono sullo scaffale sono già craccati... ma voi continuate ad abboccare!!! O siete stupidi o de coccio!!!!
  • Anonimo scrive:
    Chi ci perde e' la qualità
    Lo schifo che mi attanaglia per il comportamento delle multinazionali dell'entarteinment e' davvero tanto. 40mila un cd con una canzone bella , una carina e il resto fuffa non mi va giu. Allora ben vengano WinMx et similia se posso boicottare la mercificazione dell'arte. D'altro canto pero' i cd li devo comprare originali , perche' voglio supportare le bands e i solisti che mi piacciono. Lo scandalo e' che i miei soldi non finiscono non solo nelle loro tasche , ma anche nelle casse di generi musicali che non mi sognerei di appoggiare! Altrimenti sari autorizzato ad entrare nel negozio di Armani e dire: questo vestito costa troppo per quello che vale , me lo prendo rubato dal ricettatore! Secondo me , bisogna tener conto del fatto che ogni qual volta ci scarichiamo un mp3 protetto da copyright , facciamo un furto. E' davvero l'unica maniera per convincere chi di dovere ad abbassare i prezzi , ma sopratutto a non vedere musica (ma anche cinema) solo come un veicolo commerciale? Io sono perplesso , anche perche' questo stato di cose va avanti da un bel pezzo , e non mi sembra che i discografici abbiano cambiato posizione, anzi. L'utopia sarebbe che fosse lo stato a sovvenzionare l'arte , svincolandola dal bisogno di lucro. Un saluto. SadPetronius
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi ci perde e' la qualità, [320kbps]
      Basta avere tutti i file encodati a 320kbps, un buon ampli con casse, e il problema qualità è ampiamente risolto.saluti,Ballard.
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi ci perde e' la qualità, [320kbps]
        Naturalmente! Pero' mi riferivo alla qualità *artistica* del materiale che ci vendono a caro prezzo , non tanto alla perdita di suono con l'encoding mp3!Un saluto, SadPetronius- Scritto da: Ballard
        Basta avere tutti i file encodati a 320kbps,
        un buon ampli con casse, e il problema
        qualità è ampiamente risolto.

        saluti,

        Ballard.
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi ci perde e' la qualità, [320kbps]
        Il problema e' LEGGERMENTE risolto oppure c'e' ancora: dipende dalla qualita' della musica che ascolti o che richiedi al tuo impianto.Personalmente utilizzo il formato MP3 sul mio palmare e cio' mi gratifica abbastanza...SUL MIO PALMARE. In casa hai mai provato ad ascoltare gli MP3, anke se a 320Kb/s?Ben vengano quindi l'MP3 ed il WMA x aumentare e diffondere la cultura musicale e le ultime novita' (in pratica per "testare" le canzoni), ma per favore lasciatemi stare i CD e gli LP! Niente paragoni, x ora, sul campo qualitativo.Grazie
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi ci perde e' la qualità
      Anche se in linea di principio mi trovo d'accordo con tutto quello che hai detto ,non mi sembra appropriato il paragone che hai fatto. Se io non posso/voglio spendere un milione per un vestito con sopra scritto Armani posso sempre andare in un altro posto dove trovare un capo della stessa qualità (nel senso di stoffa e lavorazione) per metà prezzo.Il libero mercato permette tutto ciò. Se voglio acquistare invece un CD/DVD originale spendo sempre e comunque le solite 40.000/60.000 £. Questo non è libero mercato,è monopolio.E' lo stesso monopolio di una Microsoft che ti fa' spendere 700.000 £ per l'aggiornamento all' ultima release di Word assolutamente uguale alla precedente o che fa il bello e il cattivo tempo nell' ambito della gestione delle licenze aziendali (vedi Office Xp...è non mi venire a dire che tanto c'è Linux e StarOffice perchè non coprono il 94% del mercato software mondiale ...)E' lo stesso monopolio (tanto per rimanere a casa nostra) del cartello assicurativo che ci fa pagare le polizze auto più alte d'Europa con buona pace di un Antitrust supino e assolutamente inutile.Mi dispiace che un nuovo autore o un gruppo emergente perdano soldi con la pirateria però non possono neanche guadagnarne (pochi, visto che si beccano il 5% dei diritti) e indirettamante farne guadagnare alle case discografiche e alla Siae sulla nostra pelle...E' vero : infrangere una legge è reato,ma lo è anche quando questa legge e/o stato di cose sono palesemente iniqui? Ai posteri...Cordiali saluti
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi ci perde e' la qualità
        - Scritto da: Beppe Larosa
        Anche se in linea di principio mi trovo
        d'accordo con tutto quello che hai detto
        ,non mi sembra appropriato il paragone che
        hai fatto. Se io non posso/voglio spendere
        un milione per un vestito con sopra scritto
        Armani posso sempre andare in un altro posto
        dove trovare un capo della stessa qualità
        (nel senso di stoffa e lavorazione) per metà
        prezzo.Il libero mercato permette tutto ciò.
        Se voglio acquistare invece un CD/DVD
        originale spendo sempre e comunque le
        solite 40.000/60.000 £. Questo non è libero
        mercato,è monopolio.Sono d'accordo con quanto affermi , effettivamente il paragone puo' essere un po' "tirato" . Pero' dobbiamo riflettere che una song e' a tutti gli effetti "proprietà" e "frutto di sudore di fronte" dell'artista che l'ha fatta. In linea del tutto teorica , quindi , noi stiamo andando contro il principio di "proprietà" perche' non ci fa comodo, mentre lo difendiamo a spada tratta nella maggior parte degli altri casi. Il discorso poi dell'utilizzo monopolistico che si fa della "proprieta'" e del "lavoro" dell'artista , e' semplicemente scandaloso ed e' un insulto al libero mercato!
        Mi dispiace che un nuovo autore o un gruppo
        emergente perdano soldi con la pirateria
        però non possono neanche guadagnarne (pochi,
        visto che si beccano il 5% dei diritti) e
        indirettamante farne guadagnare alle case
        discografiche e alla Siae sulla nostra
        pelle...
        E' vero : infrangere una legge è reato,ma lo
        è anche quando questa legge e/o stato di
        cose sono palesemente iniqui?Beh si , solo che stabilire i limiti di quel "palesemente iniqui" puo' essere complicato. Allora la mia personale tattica di compromesso e':sentirmi le song scaricate , e nel caso che l'album davvero valga acquisirlo originale. In attesa che si trovi un modo per cambiare sta storia dei diritti d'autore!Un cordiale saluto anche a te. SadPetronius
        Ai posteri...
        Cordiali saluti
  • Anonimo scrive:
    Non comperate CD...
    ... finchè costano così cari.Finore, tutti hanno conocrdato che i CD costano troppo. E allora, perchè non abbassano i prezzi?Semplice, perchè, evidentemente, comunque conviene tenerli alti.Ma allora, perchè non fare una campagna di boicottaggio CD?Basta non comperarli, ma duplicarseli, tanto non è reato se non lo si fa per fini di lucro.Poi, se abbassano i prezzi, allora si, comperiamoli. Qualche genietto, lassù ai piani alti vedrà che a tenere i prezzi alti si guadagna di meno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non comperate CD...
      mah...giusto ieri notte mi sono masterizzato 4 cd con ca. 500 mp3...non mi ricordo neanche quale era l'ultimo cd che ho comprato...cmq se un cd costasse 10, 15 carte ne comprerei almeno un paio al mese.saluti e buon Nero a tutti
    • Anonimo scrive:
      Re: Non comperate CD...
      ATTENZIONE, aggiornati sulla legge: E' REATO anke se non per fini di lucro!
      • Anonimo scrive:
        Re: Non comperate CD...
        aggiungo: esistono anche i CD a 20.000 Lire o meno. Non sono le ultime novita', certo, ma si trova musica eccezionale.- Scritto da: Fabrizio Balestrieri
        ATTENZIONE, aggiornati sulla legge: E' REATO
        anke se non per fini di lucro!
  • Anonimo scrive:
    E bisogna essere studiati per capirlo???
    Ovvio! La riia come ancora peggio la Siae e il presidente della warner bros, saranno li' che bevono per dimenticare. Spero vadano in coma etilico con tutto il cuore.Vedete voi della siae che volete tenere i prezzi a 40.000 a cd? adesso ve la pigliate nel culo tutta quanta!!!
  • Anonimo scrive:
    dai ragazzi, di che vi lamentate
    E' il nostro momento di gloria, è il potere di molti contro pochi, vivetevelo in barba alle multinazionali della filosofia "ho tutto io e prendo dalla gente quanto mi pare".Una volta tanto...(delirio di felicità)
  • Anonimo scrive:
    MACCHEEE'!!! VIVA LA LIBERTA'!!! VIVA GNUTELLA!
    VIVA LINUX!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: MACCHEEE'!!! VIVA LA LIBERTA'!!! VIVA GNUTELLA!
      - Scritto da: Alien
      VIVA LINUX!!!!LOL! Al solito. ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: MACCHEEE'!!! VIVA LA LIBERTA'!!! VIVA GNUTELLA!
      - Scritto da: Alien
      VIVA LINUX!!!!E viva anche GNUCLEUS.Provate un po' a chiuderlo, se vi riesce...
      • Anonimo scrive:
        Re: MACCHEEE'!!! VIVA LA LIBERTA'!!! VIVA GNUTELLA!
        S.I.A.E. = MAFIA!!!Dopo decenni finalmente CREPA insiemea quei cantautori che fatto un BRANOvogliono campare a VITA!!!...va bene il giusto GUADAGNO, maNON L'INGIUSTO SCROCCAGGIO!...NB: La S.I.A.E. Prende il 10% degliincassi delle discoteche (DANCE) per finanziarequelle bettole delle BALERE dove si suonanolisci e vecchiumerie VARIE!!!Per le DISCOTECHE non da ,na lira xchèchi DECIDE ALLA S.I.A.E. è il presidentedelle BALERE in ITALIA.S.I.A.E., l'ora di pagare è arrivata!=)kiko di Potenza©´¯`·.¸¸.·´¯`·.¸¸.·´¯`·-
  • Anonimo scrive:
    Se risolvessero veramente il problema...
    Ma alla fine qual'è il problema?Io adoro comprare e spendere 40.000 lire per un CD che voglio a tutti i costi... i soldi mi escono dalle tasche come niente perchè è diverso avere un Cd di mp3 ( ne ho forse troppi ) e uno oiginale è più bello c'è più soddisfazione per chi come me ci tiene alla qualità... ma alloraPERCHE' ***** NON ABBASSATE STI DANNATI PREZZI DEI CD CHE LI COMPRIAMO TUTTI PIU' VOLENTIERI E NON DITEMI CHE FATE LA FAME PERCHE HO VISTO UNO SPECIALE SULLA SIAE E... ***** VI PRENDETE UNA MAREA DI SOLDI... RICORDO CHE ORMAI STAMPARE UN CD NON COSTA PIU' UN ...
    • Anonimo scrive:
      Re: Se risolvessero veramente il problema...
      - Scritto da: Un aScOltAtoRE un PO ArrAbbIaTo!
      Ma alla fine qual'è il problema?
      Io adoro comprare e spendere 40.000 lire per
      un CD che voglio a tutti i costi... i soldi
      mi escono dalle tasche come niente perchè è
      diverso avere un Cd di mp3 ( ne ho forse
      troppi ) e uno oiginale è più bello c'è più
      soddisfazione per chi come me ci tiene alla
      qualità... ma allora
      PERCHE' ***** NON ABBASSATE STI DANNATI
      PREZZI DEI CD CHE LI COMPRIAMO TUTTI PIU'
      VOLENTIERI E NON DITEMI CHE FATE LA FAME
      PERCHE HO VISTO UNO SPECIALE SULLA SIAE E...
      ***** VI PRENDETE UNA MAREA DI SOLDI...
      RICORDO CHE ORMAI STAMPARE UN CD NON COSTA
      PIU' UN ...Eri partito male ma hai concluso bene! SOno d'accordo! Quelli si farebbero pagare i diritti d'autore anche sull'uso del loro ***** da parte delle loro mogli!! O_o
      • Anonimo scrive:
        Re: Se risolvessero veramente il problema...
        ha anche cominciato bene!Ha ragione per qualcosa che ti piace veramente e' bello avere l'originale (per me + che per la musica e' per i dvd)hai i contributi speciali, hai il film in alta qualita'... c'e' piu' soddisfazione!..se poi costassero meno e sai che i soldi finiscono agli autori sarebbe anche meglio!!
        • Anonimo scrive:
          Re: Se risolvessero veramente il problema...
          - Scritto da: DvdXP
          ha anche cominciato bene!No, ha cominciato benino...Siamo d'accordo sul discorso dell'originale, ma non se l'originale lo paghi più del suo valore. I dvd sono un esempio anche peggiore, visti i salti di prezzi assolutamente incongruenti con la qualità (artistica e soprattutto tecnica) che ci sta dentro...Io 40'000 per un cd che voglio, se posso, le evito. Piuttosto aspetto qualche mese o lo prendo in Svizzera, che nel loro Mediaworld (si chiama MediaMarkt) pure i dischi italiani costano meno (molto meno di 30'000 col cambio, pure le novità e le cose "non commerciali")...Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Se risolvessero veramente il problema...
            Grandeee sei stato al mediamarkt di Grancia!!! :))
  • Anonimo scrive:
    Napster: campana a morto per un altro speculatore
    La recente storia della cosiddetta"new economy" e`piena di aziende chetentando di far credere ai miracoli,all'avvento imminente di nuovi media al postodi quelli vecchi. all'aumento vertiginoso dicapitali hanno speculato sui risparmi di chipretendeva di diventare miliardario in poco tempo; e`la storia anche del furbetto che ha creato Napster nella speranza di poteravere il monopolio del filesharing, senzaaver messo in conto che pestava i calliad animali molto molto ma molto piu`grossidi lui; beh, ben gli sta...Pino Silvestre
    • Anonimo scrive:
      Re: Napster: campana a morto per un altro speculatore
      beh, a me non è mai sembrato che napster cercasse di guadagnare qualcosa, anzi, i veri avvoltoi sono i vari kazaa & co. che cercano di infilarti spyware everywere sfruttano la loro enorme diffusione per caricare miliardi pubblicitariamente. Finchè dura, è vero, e questa non è speculazione del momento? Per di più utilizzando un mezzo diciamo "illegale" come il file-sharing di materiale protetto da copyright. Napster un anno fa era la vera incarnazione della liberta, ora non si hanno che prodotti industriali per diffondere pubblicità e "rubare" dati preziosi dagli utilizzatori a loro insaputa.E' morto Napster, viva Napster!
      • Anonimo scrive:
        Re: Napster: campana a morto per un altro speculatore
        invece di masturbarti la mente con pensieri insani, tirati su le maniche, xke a napster bisognerebbe costruirgli un monumento!
        • Anonimo scrive:
          Re: Napster: campana a morto per un altro speculatore
          - Scritto da: WireleZZ
          invece di masturbarti la mente con pensieri
          insani, tirati su le maniche, xke a napster
          bisognerebbe costruirgli un monumento!Ah si?A te chiedo, a te e a quelfesso di Alien,per quale motivo Napster e`statopensato con *UN* unico enorme servercentralizzato?Perche`?E'il capitalismo, e`gente che tentava di fare il colpaccio trasformando Napstera pagamento tutto d'un botto, e le majordiscografiche lo hanno acchiappato perl'orecchio prima che lo potesse fare;altrimenti avrebbe potuto creare direttamenteun softwar di peer to peer;quello che ha creato Napster stava pertentare di dragare le saccoccie mie, tue, le sue...Quasi quasi e`stato un bene che lo abbianofermato, cosi`la gente si rende contodell'importanza del P2P per condividerefile ed informazioniPino Silvestre
    • Anonimo scrive:
      Re: Napster: campana a morto per un altro speculatore
      BEN GLI STA??? E TU LO TROVI GIUSTO STO MODO DI PENSARE???MALEDETTO TU SIA, COME TUTTI I PROTETTORI PRETORIANI DELLA PROPRIETA' PRIVATA, SPECIE NEL CAMPO DELL'ARTE! PER VOI DRAGASACCOCCE TUTTO ANCHE L'ARTE RAPPRESENTA DENARO, E PENSATE AD ESSA SOLO SOTTO QUEL PUNTO DI VISTA!
    • Anonimo scrive:
      Re: Napster: campana a morto per un altro speculatore
      hiiiiii tu sei quello che voleva denunciare i suoi "contatti" perchè gli avevano inviato un virus. ha ha ha haVedo che anche qui hai capito tutto, leggiti bene la storia del "furbetto" e studia in profondità le ragioni del suo successo, su quale leva ha giocato e quale voragine è rimasta aperta dopo il suo blitz. Averla un'idea così e stai certo che( se non te ne sei ancora reso conto) la partita è appena iniziata.Purtroppo non ricordo più barzellette sugli avvocati
      • Anonimo scrive:
        Re: Napster: campana a morto per un altro speculatore
        - Scritto da: eibi
        hiiiiii tu sei quello che voleva denunciare
        i suoi "contatti" perchè gli avevano inviato
        un virus. ha ha ha hae`OffTopic... cmq denunciare chi timanda virus risolverebbe molti problemi
        Vedo che anche qui hai capito tutto, leggiti
        bene la storia del "furbetto" e studia in
        profondità le ragioni del suo successo, su
        quale leva ha giocato e quale voragine è
        rimasta aperta dopo il suo blitz. Ha tentato di fare il colpaccio e diventaremilionario in poco tempo, come tantispeculatori; se avesse fatto un prodottoopensource senza server centralizzatole case discografiche si sarebbero attaccateal tram invece di affossarlo...
        Averla
        un'idea così e stai certo che( se non te ne
        sei ancora reso conto) la partita è appena
        iniziata.manca il soggetto, mi fai un disegninodi quello che hai detto
        Purtroppo non ricordo più barzellette sugli
        avvocatie stica?http://members.it.tripod.de/DrZap/avvocati.htmPino Silvestre
  • Anonimo scrive:
    vorrei far presente che....
    con Audiognome si arriva a 120 terabyte di musica, altro che napster nel periodo di massimo splendore....Il mondo cambia... sincronizatevi!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    GODO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Finalmente se ne sono accorti....è inutile, che trovino altri sistemi per diffondere (vendere) musica.Il mondo cambia....
  • Anonimo scrive:
    il giorno che...
    ...sarà possibile svuotare il mare con un secchiello avvisatemi. Mi è sempre stato antipatico il mar Nero... :)E avvisate anche la RIAA, che sta da un sacco di tempo sulle rive del mar Morto con un secchiello in mano a svuotare: mi fanno una pena, poverini!;)
    • Anonimo scrive:
      Re: il giorno che...
      ti fanno pena? io invece ci provo gusto. Sono talmente allucinati dai soldi (ancora peggio la siae) che ormai sono dei pazzi... e andranno in rovina.
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