Livestand, l'edicola di Yahoo!

Tra l'aggregatore di notizie e la rivista digitale, punta a essere un canale unico di distribuzione editoriale. La sfida a Google, Apple, News Corp e AOL

Roma – Esordirà nella prima metà del 2011 Livestand di Yahoo!, l’edicola digitale del motore di ricerca in viola.

Si tratta di una sorta di rivisitazione dei già popolari news reader come Google News, Flipboard e Pulse, ma con l’aspetto di un magazine digitale. Di cui spera di riuscire ad offrire la medesima esperienza di lettura.

Pensato per l’interazione touch, il progetto, originariamente chiamato Deadey , sarà disponibile sui tablet sotto forma di applicazioni per iPad e Android, successivamente seguiranno le versioni per cellulari e browser.

Indirizzato a editori e inserzionisti, vuole essere un mezzo integrato di distribuzione. Al suo interno trovano spazio contenuti aggiornati, a partire dalla libreria di contenuti digitali di Yahoo!, come Sports, News, Finance, Flickr e Yahoo! Contributor Network , a cui si uniranno riviste e altri tipi di contenuti. La piattaforma è aperta a tutti gli editori , alcuni dei quali (non meglio specificati) avrebbero già aderito. I termini di ripartizione dei profitti non sono stati ancora divulgati.

Altro fattore rilevante è che i contenuti possono essere programmabili in base agli interessi degli utenti grazie ad un layout personalizzabile, e alla possibilità di selezionare le fonti e le notizie in base agli interessi, l’ora del giorno e l’ubicazione dei consumatori. Livestand dispone, inoltre, di integrazioni con funzioni social di condivisione.

“L’adozione di tablet e cellulari è in rapida crescita, ma i contenuti multimediali digitali non stanno tenendo il passo. Gli utenti non riescono a trovare le pubblicazioni che acquistano in edicola ed editori e inserzionisti non riescono a entrare in contatto con il pubblico a cui si rivolgono”, ha commentato Blake Irving,  Chief Product Officer di Yahoo!, spiegando che la sua azienda tramite Livestand intende rispondere esattamente a queste esigenze.

Sulla stessa strada, d’altronde, si vocifera stia pensando di allestire un progetto Google su Android, ed altrettanto dovrebbe fare prossimamente AOL con l’app Editions per i suoi contenuti.

Per quanto riguarda l’advertising, Livestand utilizzerà formati di pubblicità che nelle intenzioni “evocheranno l’emozione degli spot televisivi, integrando al contempo l’esperienza visiva di un magazine” e la personalizzazione consentita dalla geolocalizzazione e dalla raccolta dati possibile online.

Claudio Tamburrino

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  • gips scrive:
    Contenere i costi
    evidentemente, per 172 siti, bbc spendeva un enormità, sul mantenimento di questi ci marciavano e mangiavano a sbafo un sacco di individui.4 dollari invece sono bastati a stoccarli tutti insieme, e presumibilmente per sempre.
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