Lo scontro TLC si allarga alla fibra

Non c'è solo la flat: a dividere operatori e Telecom è ora la delicatissima questione delle fibre ottiche. Entro due settimane i rilievi dell'Antitrust. Fastweb, partita davanti, si lamenta. Chiesta una Commissione Tecnica


Roma – Giorni critici, questi, per la connettività italiana, i servizi agli utenti e relative tariffe: tutti elementi fortemente dipendenti dalla capacità del nostro paese di garantire una vera concorrenza tra operatori nel settore. Eh già, perché dopo lo scontro sulla flat-rate, ancora ben lontano dal risolversi, a dividere Telecom Italia e una parte degli operatori è un’altra spinosa e importante questione: la fibra ottica.

In particolare, KpnQwest, ePlanet ed eVia hanno chiesto in una lettera l’istituzione di una “Commissione Tecnica” che possa dirimere le questioni centrali relative all’accesso alle infrastrutture civili di Telecom Italia e al loro utilizzo. Una problematica “chiave” dalla quale dipende la possibilità per numerosi soggetti di proporsi sul mercato.

Quando l’Antitrust diede il via libera all’operazione Seat-TMC da parte di Telecom Italia la questione dell’accesso alla rete era considerato centrale, perché è uno degli elementi che consente ai competitor di Telecom di effettuare la posa dei cavi e dunque di realizzare infrastrutture in più libera competizione con quelle dell’ex monopolista.

Già lo scorso ottobre, però, la stessa Autorità garante del mercato aveva contestato a Telecom Italia di non aver ottemperato a quel dispositivo, una contestazione nata sulla scorta di una forte presa di posizione degli operatori concorrenti. E ora tre di questi hanno chiesto a Telecom la convocazione al più presto di un incontro di lavoro che consenta di adempiere a quanto richiesto dall’Antitrust e sbloccare quelle risorse. “La soluzione dei problemi tecnici – hanno spiegato eVia, ePlanet e KnpQwest – è prioritaria e necessaria perché possa essere adottato un criterio logico, trasparente e non discriminatorio di condivisione delle infrastrutture tra tutti i richiedenti”.

Entro le prossime due settimane l’Antitrust dovrebbe aver concluso il suo processo di valutazione sul dossier presentato dai competitor, un dossier completato dalle audizioni degli operatori da parte dell’organismo di garanzia.

Audizioni che a quanto pare avrebbero evidenziato diversi punti di scontro. Tra questi anche il fatto che le richieste dei competitor non verrebbero attivate da Telecom Italia finché Fastweb, il primo a firmare il contratto di servizio con l’ex monopolista, non abbia finito i propri lavori nei tratti interessati. Secondo gli operatori si è di fronte a 15-36 mesi di vantaggio da parte di Fastweb ai danni di tutti gli altri. Ma la stessa Fastweb sarebbe insoddisfatta della situazione e lamenterebbe ritardi nell’applicazione del contratto con Telecom Italia.

Situazione confusa, dunque. Tra due settimane, forse, un primo “verdetto” chiarificatore…

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