Lo spam unisce l'Europa

Vietato ridere. Oggi viene lanciata la proposta per trasformare il Vecchio Continente in una zona no-spam, una de-nuclearizzazione attesa da molti, che coinvolgerà anche i provider. Ma senza gli USA l'Unione è un ventre molle


Roma – No, no e no. Non ne possono più gli europei dello spam e la Commissione ha recentemente bollato il fenomeno come “intollerabile”. Ed è proprio l’invasione democratica della posta spazzatura, che spadroneggia nelle caselle dei sudditi e dei potenti in egual misura, a portare unità di vedute nel rissoso contesto dell’Unione Europea.

Salvo cataclismi, oggi verrà ufficialmente presentata la visione di un’Europa che non produce spam, una proposta di normativa che si applicherà ai soggetti UE e che si incardina su due elementi fondamentali. Il primo è che non possano essere inviati messaggi promozionali ai cittadini europei che non li abbiano richiesti. Il secondo è che chi spedisce un messaggio promozionale debba essere chiaramente riconoscibile. Il tutto riferito naturalmente non solo all’email ma anche agli altri new media della comunicazione tecnoderivata.

Sono norme ampiamente condivise quelle che oggi proporrà il commissario alla Società dell’informazione, Erkki Liikanen, che approfitterà anche della presenza del presidente dei garanti della privacy europei, Stefano Rodotà, più spesso abituato a non essere ascoltato e ora invece circondato dall’interesse generale.

Se da un lato alcuni alti funzionari si ritirano soffocati dalle statistiche che parlano di posta spazzatura ormai maggioritaria su quella legittima, dall’altro alcuni provider si dicono preoccupati per il ruolo che verranno chiamati a svolgere. Nella proposta infatti si chiederà loro di attivare sistemi antispam per proteggere gli utenti, misura che se diventa una imposizione rischia di aumentare gli oneri già elevatissimi che i provider si trovano a dover affrontare per lo spam che, loro malgrado, transita sulle proprie reti.

Tutto questo, comunque, si tradurrà in Europa in breve tempo in una serie di linee guida soggette alle consuete manipolazioni dei singoli stati ma, insomma, la speranza dei più ingenui è che effettivamente la UE diventi una spam-free zone , adesivo nuovo che si vuole ora appiccicare sul continente vecchio.

Ma tutto questo non ha senso se a reggere tale patacca non saranno anche gli Stati Uniti, paese dal quale giunge proprio agli europei la maggioranza dello spam. Un discorso ci sarebbe da fare anche sui paesi asiatici e sudamericani ma sono senz’altro gli USA il referente obbligato del provvedimento europeo. A Washington, tra lobby contrapposte che sparano un giorno sì e l’altro pure cannonate di esperti l’una contro l’altra, il dibattito non è ancora uscito dal guano in cui si agita da un certo tempo. Da una parte quelli che vorrebbero lasciare alle imprese il diritto di tutelare la propria posta, anche quella pubblicitaria, magari scrivendoci davanti “ADV” per contrassegnarla; dall’altra utenti e provider che vorrebbero risparmiarsi l’onere di conoscere la produzione industriale o artigianale dell’universo mondo.
Chi vivrà vedrà anche se, con questo sole accecante, ci vogliono lenti spesse.

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  • Anonimo scrive:
    devono ancora onorare impegni GIA'presi!
    Come quella famosa legge sul prestito ai giovani disoccupati che volevano creare una propria impresa: prima gli hanno promesso i soldi, i malcapitati hanno speso di tasca propria decine di milioni e adesso non glieli ridaranno, con la scusa che son finiti... peccato che li abbiano vergognosamente rastrellati per copèrire i loro enormi buchi di bilancio...E' tristemente la solita aria fritta, non è davvero il caso di crederci... e se proprio volgiono far qualcosa per le imprese italiane, che onorino i patti già stabiliti con chi si è indebitato fino al collo a causa loro... e spero che la prossima volta capiscano dove mettere la crocetta...
    • Anonimo scrive:
      Re: devono ancora onorare impegni GIA'presi!
      - Scritto da: Anonimo
      Come quella famosa legge sul prestito ai
      giovani disoccupati che volevano creare una
      propria impresa:Giovani disoccupati che vogliono creare una propria impresa...prima non sarebbe meglio fare un po' d'esperianza alle dipendenze di qualcuno (parere mio)?
      prima gli hanno promesso i
      soldi, i malcapitati hanno speso di tasca
      propria decine di milioni e adesso non
      glieli ridaranno, con la scusa che son
      finiti...
      peccato che li abbiano
      vergognosamente rastrellati per copèrire i
      loro enormi buchi di bilancio...Non è che li abbiano rastrellati invece proprio i disoccupati per creare ditte fantasma che poi dovevano scomparire intascando i contributi, ma che ora si trovano come dire... inc.....? (mi dispiace per quelli onesti che ci rimettono sempre)
      E' tristemente la solita aria fritta, non è
      davvero il caso di crederci... e se proprio
      volgiono far qualcosa per le imprese
      italiane, che onorino i patti già stabiliti
      con chi si è indebitato fino al collo a
      causa loro... e spero che la prossima volta
      capiscano dove mettere la crocetta......o capiscano che è uguale se la metti da una parte o dall'altra, ci sarà sempre qualcosa che non va.
      • Anonimo scrive:
        Re: devono ancora onorare impegni GIA'pr

        Giovani disoccupati che vogliono creare una
        propria impresa...prima non sarebbe meglio
        fare un po' d'esperianza alle dipendenze di
        qualcuno (parere mio)?Caxxo. Non ci avevamo pensato.Hai risolto il problema dei giovani disoccupati: andare alle dipendenze di qualcuno.Ti dovresti candidare a ministro. Sotto Fini, ma va bene anche Berlusconi.
  • Anonimo scrive:
    Ecco il mio piano: NO al pinguino...!
    ...si agli standardIl modello economico open non può sostenere il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la società moderna.Il mondo open è instabile, pertanto bisogna trovare un'alternativa valida a lungo termine fatta di poche regole e standard basilari ai quali attenersi.Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli dell'innovazione che ritengo opportuno, almeno per un regolare sviluppo informatico./*no al monopolio, no alla GPL*/
    • enzogupi scrive:
      Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...

      /*no al monopolio, no alla GPL*/Perchè ti contraddici?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
        - Scritto da: enzogupi


        /*no al monopolio, no alla GPL*/

        Perchè ti contraddici?
        pensi che ci sia il monopolio nella vendita dei televisori?? Eppure i televisori non sono gratis...Quindi non credo di essermi contraddetto, ho soltanto affermato qualcosa che molti di voi non riescono e non vogliono comprendere
        • Goul_duKat scrive:
          Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: enzogupi




          /*no al monopolio, no alla GPL*/



          Perchè ti contraddici?



          pensi che ci sia il monopolio nella vendita
          dei televisori?? Eppure i televisori non
          sono gratis...

          Quindi non credo di essermi contraddetto, ho
          soltanto affermato qualcosa che molti di voi
          non riescono e non vogliono comprendereun televisore e' un concetto grande ... cmq se vuoi i ricevitori devi comprarli da una societa' che ha pagato i diritti per il ricevitorese vuoi un monitor trinitron devi comprarlo da una societa' che ha pagato la licenza a sonyse vuoi l'audio spaziale devi pagare la licenza ad un'altra e cosi' via e via ancora ...lo sai quante rotaliti girano sui televisori ??? ed ecco perche' un apparecchio elettronico abbastanza semplice come una tv costa un occhio poi ...pensaci e guarda che anche le cannuccie da bibita sono sotto licenza !!!
    • Mechano scrive:
      Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
      - Scritto da: Anonimo
      ...si agli standard

      Il modello economico open non può sostenere
      il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la
      società moderna.

      Il mondo open è instabile, pertanto bisogna
      trovare un'alternativa valida a lungo
      termine fatta di poche regole e standard
      basilari ai quali attenersi.

      Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli
      dell'innovazione che ritengo opportuno,
      almeno per un regolare sviluppo informatico.

      /*no al monopolio, no alla GPL*/Lo sviluppo informatico proprio grazie alla GPL oggi sta andando come un treno e sta dando innovazione come non mai.Basta guardare a come stia spingendo la M$ a rilasciare versioni dopo versioni di Win sempre migliori, proprio perche' se la sta facendo sotto e nonostante tutti i suoi miliardi non riesce a tenere testa a milioni di sviluppatori "liberi".Che vuoi regolamentare? La struttura gerarchica GPL con un'etica interna e rispetto per il programmatore anziano e i capi dei vari progetti e' perfetta per lo sviluppo del software e del progresso dell'umanita' nel computing in genere.Daltronde e' la trasposizione della tendenza umana assimilable alla tendenza animale ad unirsi in branco, eleggere o accettare dei capi de facto e lasciarsi gudiare da questi imparando fino al raggiungimento della maturita' per unirsi ad altri "branchi" o fondarne uno nuovo.Ovviamente parlo di "branco" in senso figurato come gruppi di sviluppatori che seguono un progetto nato dall'idea del "capo branco" iniziale, il programmatore piu' anziano e/o esperto. E che poi dopo la gavetta ed un'evoluzione cominciano a inventare loro nuove cose e seguire altri progetti.La forma di organizzazione dell'azienda multinazionale del software e' invece la forma tipica dell'organismo virale che assorbe le risorse economiche del mondo in cui attecchisce accrescendosi sempre piu' ma apportando poche o nulle innovazioni e/o benefici se ha raggiunto una condizione di monopolio. Fino a collassare dopo averne assorbito tutte le risorse economiche insieme con tutto l'organismo su cui e' attecchita ed e' riuscita a raggiungere la situazione di monopolio.Gli esempi e le analogie col mondo biologico e animale non sono per nulla campati in aria. In tutta la struttura sociale e politica dell'uomo vigono le identiche regole del mondo animale come per il discorso fatto da me qualche tempo fa sul comprotamento avuto in Italia riguardo a quei 2 siti chiusi dalla Polizia Postale (uno che istigava all'odio razziale e uno che spiegava come costruire esplosivi)...http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=397709--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
        - Scritto da: Mechano
        - Scritto da: Anonimo
        Lo sviluppo informatico proprio grazie alla
        GPL oggi sta andando come un treno e sta
        dando innovazione come non mai.
        Basta guardare a come stia spingendo la M$ a
        rilasciare versioni dopo versioni di Win
        sempre migliori, proprio perche' se la sta
        facendo sotto e nonostante tutti i suoi
        miliardi non riesce a tenere testa a milioni
        di sviluppatori "liberi".
        Che vuoi regolamentare? La struttura
        gerarchica GPL con un'etica interna e
        rispetto per il programmatore anziano e i
        capi dei vari progetti e' perfetta per lo
        sviluppo del software e del progresso
        dell'umanita' nel computing in genere.
        Daltronde e' la trasposizione della tendenza
        umana assimilable alla tendenza animale ad
        unirsi in branco, eleggere o accettare dei
        capi de facto e lasciarsi gudiare da questi
        imparando fino al raggiungimento della
        maturita' per unirsi ad altri "branchi" o
        fondarne uno nuovo.
        Ovviamente parlo di "branco" in senso
        figurato come gruppi di sviluppatori che
        seguono un progetto nato dall'idea del "capo
        branco" iniziale, il programmatore piu'
        anziano e/o esperto. E che poi dopo la
        gavetta ed un'evoluzione cominciano a
        inventare loro nuove cose e seguire altri
        progetti.

        La forma di organizzazione dell'azienda
        multinazionale del software e' invece la
        forma tipica dell'organismo virale che
        assorbe le risorse economiche del mondo in
        cui attecchisce accrescendosi sempre piu' ma
        apportando poche o nulle innovazioni e/o
        benefici se ha raggiunto una condizione di
        monopolio. Fino a collassare dopo averne
        assorbito tutte le risorse economiche
        insieme con tutto l'organismo su cui e'
        attecchita ed e' riuscita a raggiungere la
        situazione di monopolio.

        Gli esempi e le analogie col mondo biologico
        e animale non sono per nulla campati in
        aria. In tutta la struttura sociale e
        politica dell'uomo vigono le identiche
        regole del mondo animale come per il
        discorso fatto da me qualche tempo fa sul
        comprotamento avuto in Italia riguardo a
        quei 2 siti chiusi dalla Polizia Postale
        (uno che istigava all'odio razziale e uno
        che spiegava come costruire esplosivi)...
        http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid

        --
        Ciao.
        Mr. Mechano
        mechano@punto-informatico.itripeto che è il modello economico del freesoftware che non funge, e oggi sopravvive grazie ai proventi del closed (vedi Sun, Corel, ecc..)la politica del tutto gratis "sputtanerà" il mondo dell'informatica proprio come è successo sul web con internet "free"...
        • Mechano scrive:
          Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
          - Scritto da: Anonimo
          ripeto che è il modello economico del
          freesoftware che non funge, e oggi
          sopravvive grazie ai proventi del closed
          (vedi Sun, Corel, ecc..)

          la politica del tutto gratis "sputtanerà" il
          mondo dell'informatica proprio come è
          successo sul web con internet "free"...Fino al 1998 e' cresciuto spontaneamente ed a discreti livello senza nessuna azienda commerciale che apportava capitali. Le aziende hanno SOLO accelerato la cosa tramite l'apporto di capitali. Avrebbe funzionato comunque ma sarebbe stato piu' lento.Poiche' per come e' la struttura economica e sociale moderna, anche i piu' volenterosi e bravi programmatori devono pur vivere e dedicare molto tempo ad altre cose magari che non piacciono molto ma che apportano denaro, anche col free software si vive, per esempio coi servizi e le personalizzazioni.Se invece vengono pagati e quindi gli si da di che vivere per fare qualcosa che piace, questi dedicheranno tutto il loro tempo a tale cosa e quindi lo sviluppo sara' piu' rapido.Ed e' quello che sta succedendo.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...!
      premetto, non ti sto dando contro. voglio solo capire....- Scritto da: Anonimo
      ...si agli standard

      Il modello economico open non può sostenere
      il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la
      società moderna.di cosa ha bisogno la societa' moderna?

      Il mondo open è instabile, pertanto bisogna
      trovare un'alternativa valida a lungo
      termine fatta di poche regole e standard
      basilari ai quali attenersi.in che senso instabile?

      Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli
      dell'innovazione che ritengo opportuno,
      almeno per un regolare sviluppo informatico.
      non pensi che la standardizzazione possa in parte frenare l'innovazione?
      /*no al monopolio, no alla GPL*/questo non lo capisco.....FleshForge
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...!
        - Scritto da: Anonimo
        premetto, non ti sto dando contro. voglio
        solo capire....

        - Scritto da: Anonimo

        ...si agli standard



        Il modello economico open non può
        sostenere

        il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la

        società moderna.

        di cosa ha bisogno la societa' moderna?immagina suse con il numero di clienti microsoft diviso 10 (saranno almeno 20 milioni)... immagina che suse non guadagna un solo centesimo al giorno (solo qualche sporadica donazione).



        Il mondo open è instabile, pertanto
        bisogna

        trovare un'alternativa valida a lungo

        termine fatta di poche regole e standard

        basilari ai quali attenersi.

        in che senso instabile?prodotti e distribuzioni linux compaiono e scompaiono come miraggi ogni giorno... e non mi dire di portarti qualche esempio perchè se sei un vero opensorcino, lo dovresti sapere meglio di me...

        Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli

        dell'innovazione che ritengo opportuno,

        almeno per un regolare sviluppo
        informatico.



        non pensi che la standardizzazione possa in
        parte frenare l'innovazione?standardizzare l'informatica come succede con le auto... basterebbe creare dei formati e farli accettare da tutti i produttori hw e sw...

        /*no al monopolio, no alla GPL*/
        questo non lo capisco.....allora con te ho perso tempo

        FleshForge
        • Anonimo scrive:
          Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...!
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          premetto, non ti sto dando contro. voglio

          solo capire....



          - Scritto da: Anonimo


          ...si agli standard





          Il modello economico open non può

          sostenere


          il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno
          la


          società moderna.



          di cosa ha bisogno la societa' moderna?

          immagina suse con il numero di clienti
          microsoft diviso 10 (saranno almeno 20
          milioni)... immagina che suse non guadagna
          un solo centesimo al giorno (solo qualche
          sporadica donazione).ho immaginato. ma penso che anche quelli di suse l'abbiano fatto.






          Il mondo open è instabile, pertanto

          bisogna


          trovare un'alternativa valida a lungo


          termine fatta di poche regole e
          standard


          basilari ai quali attenersi.



          in che senso instabile?

          prodotti e distribuzioni linux compaiono e
          scompaiono come miraggi ogni giorno... e non
          mi dire di portarti qualche esempio perchè
          se sei un vero opensorcino, lo dovresti
          sapere meglio di me...
          che sono 'opensorcino' l'hai dedotto tu, non l'ho affermato io.


          Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli


          dell'innovazione che ritengo opportuno,


          almeno per un regolare sviluppo

          informatico.






          non pensi che la standardizzazione possa
          in

          parte frenare l'innovazione?

          standardizzare l'informatica come succede
          con le auto... basterebbe creare dei formati
          e farli accettare da tutti i produttori hw e
          sw...
          qualcosa del tipo 'io ho bisogno di un server-utilitaria per la mia piccola asienda e tu di un server-cabrioextralusso per la tua multinazionale'? ora puoi darmi dell' 'opensorcino'.



          /*no al monopolio, no alla GPL*/

          questo non lo capisco.....

          allora con te ho perso tempo
          qui ti meriteresti una sfilza di insulti, per la fottuta aria da dottorino saccente.siccome non sono standardizzato, attendo pazientementele risposte che non hai voluto dare.



          FleshForgeFleshForge
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...!
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo
            qui ti meriteresti una sfilza di insulti,
            per la fottuta aria da dottorino saccente.

            siccome non sono standardizzato, attendo
            pazientemente
            le risposte che non hai voluto dare.
            ho l'impressione che le risposte te le abbia già date... evidentemente non ti sono piaciute perchè ti ho toccato il pinguinello.../*si al closed, no al freesoftware, si agli standard legali*/
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...!
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: Anonimo


            qui ti meriteresti una sfilza di insulti,

            per la fottuta aria da dottorino saccente.



            siccome non sono standardizzato, attendo

            pazientemente

            le risposte che non hai voluto dare.



            ho l'impressione che le risposte te le abbia
            già date... evidentemente non ti sono
            piaciute perchè ti ho toccato il
            pinguinello...

            /*si al closed, no al freesoftware, si agli
            standard legali*/ribadisco e termino: di linux, opensource ed affini ne so poco e un cacchio, visto che e' da poco che mi ci sono dedicato.dammi del linuxaro quanto vuoi ma il tuo modo di fare fa schifo. la standardizzazione a cui aspiri, si chiama lobotomia.FleshForge
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...!

            la standardizzazione
            a cui aspiri, si chiama lobotomia.è l'unico modo per lui di sentirsi finalmente all'altezza :-D
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
            - Scritto da: Anonimo
            /*si al closed, no al freesoftware, si agli
            standard legali*/gesù ma la vuoi piantare con questi commentini in stile C?
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...


            /*si al closed, no al freesoftware, si
            agli standard legali*/mah io di aziende/comunita' open source che creano standard e non li divulgano non ne conosco, invece quasi tutte le aziende tradizionali quando riescono ad imporre il proprio standard de facto col cavolo che lo aprono e se lo fanno avviene a cifre inaccessibili
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...!

            /*si al closed, no al freesoftware, si agli
            standard legali*/dico ma ti rendi conto che NON si può "assoggettare uno stato" ad una società di software (Microzzoz) privata..... in questo modo con il passare del tempo, e della dipendenza degli stati a questa società aumenterebbe a dismisura il suo potere a livello mondiale diventanto "de facto" un superstato in gradi di comandare la nostra vita "on-line" e dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato......io ho letto Orwell, e non vorrei dover aggiornare il titolo del libro da 1984 a 2004.... fa un po tu...
    • Jabbawack scrive:
      Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
      - Scritto da: Anonimo
      ...si agli standardPer il Si agli standard (reali, non ".doc") ci siamo.
      Il modello economico open non può sostenere
      il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la
      società moderna.Semmai e' il contrario, stiamo parlando degli OS, giusto?Chi si trova in posizione di monopolio (arrivandoci in maniera fraudolenta, non dimentichiamo che sono statigiudicati colpevoli) tendenzialmente riduce l'innovazioneperche' cerca di "capitalizzare" la sua posizione, a menoche non sia un sovrano illuminato.. ma visto che nel 2003siamo ancora al paradigma della scrivania e alleDLL non ne sono cosi' sicuro.
      Il mondo open è instabile, pertanto bisogna
      trovare un'alternativa valida a lungo
      termine fatta di poche regole e standard
      basilari ai quali attenersi.Il mondo Open DEVE essere instabile; l'evoluzione nascedal CAOS e dalla competizione.Concordo sul dover impostare alcuni standard e regolebase, ma per il resto maggiore e' il fermento maggioree' la possibilita' che nascano tecnologie o idee innovative.(A questo proposito... il W3C ha codificato l'HTML, ma e'stato qualcuno esterno al modello Open a creare un browser che visualizza la pagina anche se i "TD" non sonotutti chiusi)
      Questo sarebbe uno tra i tanti tasselli
      dell'innovazione che ritengo opportuno,
      almeno per un regolare sviluppo informatico.Si, fissiamo degli standard (pochi) e lasciamo che l'evoluzione del sistema ne decida il futuro.. casomai si possono "fissare" nel tempo gli stati con standard successivi.. ma questo viene gia' fatto.
      /*no al monopolio, no alla GPL*/La GPL ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma non puoi negare che, obbligando la fornitura dei sorgenti, serva a spingerel'innovazione.. ti consiglio di leggere "La cattedrale e il Bazar".Che il monopolio sia deleterio (anche se fosse un monopolio GPL) e' un dato di fatto.Saluti, Ryo Takatsuki
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
        - Scritto da: Jabbawack
        (A questo proposito... il W3C ha codificato
        l'HTML, ma e'
        stato qualcuno esterno al modello Open a
        creare un
        browser che visualizza la pagina anche se i
        "TD" non sono
        tutti chiusi)
        non per difendere IE... ma la "tolleranza" ha origine nel w3c. Leggi:http://www.w3.org/TR/REC-html40/struct/tables.html
        • Jabbawack scrive:
          Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
          - Scritto da: Anonimo

          non per difendere IE... ma la "tolleranza"
          ha origine nel w3c. Leggi:
          http://www.w3.org/TR/REC-html40/struct/tablesTouche', non avevo mai letto quel pezzo di specifica ed eroconvinto che i TD andassero chiusi tutti.(Fa male lavorare troppo tempo con l'XML, cominci a ragionare solo per "well-formed").Mi scuso per la superficialita' del riferimento, allora.Saluto, Ryo Takatsuki
          • Goul_duKat scrive:
            Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
            - Scritto da: Jabbawack

            - Scritto da: Anonimo



            non per difendere IE... ma la "tolleranza"

            ha origine nel w3c. Leggi:


            http://www.w3.org/TR/REC-html40/struct/tables

            Touche', non avevo mai letto quel pezzo di
            specifica ed ero
            convinto che i TD andassero chiusi tutti.
            (Fa male lavorare troppo tempo con l'XML,
            cominci a
            ragionare solo per "well-formed").
            Mi scuso per la superficialita' del
            riferimento, allora.

            Saluto,
            Ryo Takatsukile correzioni al w3c sono avvenute in succwssione qundo ormai o ci si adattava ad ie o non si riusciva a fare piu' nulla ... infatti il progetto mozzilla che seguiva le linee perfette del w3c all'adozione delle correzioni dovute per compatibilita con ie il team ha dovuto fare i salti mortali per sopperire a tutti gli errori in html
          • Anonimo scrive:
            Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
            - Scritto da: Goul_duKat

            - Scritto da: Jabbawack



            - Scritto da: Anonimo





            non per difendere IE... ma la
            "tolleranza"


            ha origine nel w3c. Leggi:





            http://www.w3.org/TR/REC-html40/struct/tables



            Touche', non avevo mai letto quel pezzo di

            specifica ed ero

            convinto che i TD andassero chiusi tutti.

            (Fa male lavorare troppo tempo con l'XML,

            cominci a

            ragionare solo per "well-formed").

            Mi scuso per la superficialita' del

            riferimento, allora.



            Saluto,

            Ryo Takatsuki

            le correzioni al w3c sono avvenute in
            succwssione qundo ormai o ci si adattava ad
            ie o non si riusciva a fare piu' nulla ...
            infatti il progetto mozzilla che seguiva le
            linee perfette del w3c all'adozione delle
            correzioni dovute per compatibilita con ie
            il team ha dovuto fare i salti mortali per
            sopperire a tutti gli errori in htmle io dovrei credere a questa favola? Portami un documento attendibile di ciò che hai sparato
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...

      ...si agli standardUna cosa sono gli standard, un'altra cosa i brevetti.
      Il modello economico open non può sostenere
      il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la
      società moderna.Perchè? Solo perchè è diverso dal modello economico che ti hanno inculcato?
      Il mondo open è instabile, pertanto bisogna
      trovare un'alternativa valida a lungo
      termine fatta di poche regole e standard
      basilari ai quali attenersi.Il mondo closed non è instabile? Solo perchè vedi la MSoft operare da una ventina d'anni? Quante swhouse sono scomparse o inglobate da pesci più grossi?
      /*no al monopolio, no alla GPL*/Viva l'anarchia?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...
        - Scritto da: Anonimo


        ...si agli standard

        Una cosa sono gli standard, un'altra cosa i
        brevetti.



        Il modello economico open non può
        sostenere

        il ritmo di sviluppo di cui ha bisogno la

        società moderna.

        Perchè? Solo perchè è diverso dal modello
        economico che ti hanno inculcato?


        Il mondo open è instabile, pertanto
        bisogna

        trovare un'alternativa valida a lungo

        termine fatta di poche regole e standard

        basilari ai quali attenersi.

        Il mondo closed non è instabile? Solo perchè
        vedi la MSoft operare da una ventina d'anni?
        Quante swhouse sono scomparse o inglobate da
        pesci più grossi?


        /*no al monopolio, no alla GPL*/

        Viva l'anarchia?guarda, lascia stare.... ho provato a chiedergli informazionima ho ricevuto solo un laconico 'opensorcino'....bah.....FleshForge
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco il mio piano: NO AI LAMER
      come sopra...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco il mio piano: NO al pinguino...!
      MA BACIAMELO....MICROCEFALO....
  • Anonimo scrive:
    I brevetti servono
    Non mi viene altro titolo adatto. Io ho recentemente brevettato una tecnologia "per Internet" e se all'inizio credevo di diventare milionario, col tempo mi sono reso conto che fosse comunque necessario brevettarlo, sia per rivendicare la paternalità dell'idea, e secondo perchè il mio sforzo creativo circa un anno, e ultimamente 2 mesi di lavoro molto intenso e stress, più quello che mi attende, siano in qualche modo ricompensato se non altro per lo sforzo creativo che deve essere premiato.Io credo che non ci sarebbe innovazione senza la brevettabilità di un invenzione..... perchè per quanto ognuno di noi può avere un idea, solo il crederci e vederla concretizzata su un pezzo di carta può stimolare il processo creativo...... e qui c'è la differenza tra chi crea e chi inventa!!! Altrimenti son tutte idee buone per stare nel cassettto....E la mia non si tratta di un brevetto sul software ma un brevetto di invenzione.... quanto al software, seppur non conosco bene la normativa, vorrei precisare che essere titolare di un brevetto seppur si rivendica il monopolio su tale invenzione, ciò significa mettere a disposizione del pubblico la propria invenzione e chiunque pagando delle royalty (che di solito si aggirano tra l'1 e il 2% del venduto) può utilizzarlo. Io credo che nei prossimi anni si assisterà ad un forte trend di innovazione caratterizzato da un massiccio ricorso al brevetto, e coinvolgerà oltre che le multinazionali anche piccole e piccolissime imprese, che seppur innovative non hanno mai fatto ricorso al brevetto. Lo scenario che si potrebbe configurare anche grazie alle nuove tecnologie, è un mercato B2B di scambio di licenze e brevetto, che oltre a ripagare gli inventori, potrebbe dare un massiccio sviluppo all'innovazione e al progresso umano. Non ci dimentichiamo che la risorsa del futuro saranno le idee.... e sopratutto sarà una risorsa illimitata alla quale ognuno di noi può accedere - basta accedere al proprio cervello :-) Piuttosto andrebbero introdotte delle norme, che da una parte dovrebbero riclassificare gli archivi dei brevetti - cosa che attualmente è un vero labirinto - dall'altra favorire l'inventore nel rendere pubblica subito la propria invenzione, e punire atteggiamenti di cui le litigation companies - citate inq aulche thread precedente - prosperano: come stà accadendo nel campo delle tecnologie internet, un'azienda non può uscirsene dopo anni dicendo rivendicando la paternalità di un metodo o un idea..... e finora che hai fatto??? Dov'è è stata?? Perchè ha aspettato tanto tempo prima di rivendicare l'idea....... e questo è un atteggiamento sbagliato e fortemente speculativo e itimidatorio per il progresso stesso.... Del resto se un invenzione viene brevettata e questa viene messa a disposizione del pubblico, affinchè diventi un prodotto o una tencologia o un metodo industraile, è dovere morale dell'inventore attivarsi per realizzarla, o cercare un licenziatario, e non creare un monopolio fine a se stesso...... anche perchè - ripeto - ricercare un brevetto nelle varie banche dati, è un operazione ardua - nonostante i motori di ricerca - e anche alla genericità e di astrazione di certi brevetti.....ByeMG
    • Anonimo scrive:
      Re: I brevetti servono
      - Scritto da: Anonimo[...]
      quanto al software, seppur non conosco bene
      la normativa, vorrei precisare che essere
      titolare di un brevetto seppur si rivendica
      il monopolio su tale invenzione, ciò
      significa mettere a disposizione del
      pubblico la propria invenzione e chiunque
      pagando delle royalty (che di solito si
      aggirano tra l'1 e il 2% del venduto) può
      utilizzarlo. Di solito? E se uno chiede che so, il 40%?[...]
      Lo scenario che
      si potrebbe configurare anche grazie alle
      nuove tecnologie, è un mercato B2B di
      scambio di licenze e brevetto, che oltre a
      ripagare gli inventori, potrebbe dare un
      massiccio sviluppo all'innovazione e al
      progresso umano.Speranze tutte da dimostrare.Una cosa che appare relativamente sicura, in compenso, e' che le ditte americane usano brevettare qualsiasi cosa, anche a 'scopo difensivo'!!! Cioe' il fatto di avere un portafoglio di brevetti viene considerato utile per difendersi in tribunale dalle pretese di terze parti...Il che assicura, e l'esempio americano conferma, un aumento delle cause relative.Tra parentesi, come fa la piccola ditta il cui brevetto e' stato violato da una 'big company' a farlo rispettare, quando quest'ultima la accusa di aver violato 100 dei suoi 100.000 brevetti? Ci sono ottime prospettive che la piccola fallisca prima che la causa sia definita...
      Piuttosto andrebbero introdotte delle norme,
      che da una parte dovrebbero riclassificare
      gli archivi dei brevetti - cosa che
      attualmente è un vero labirinto - dall'altra
      favorire l'inventore nel rendere pubblica
      subito la propria invenzione, e punire
      atteggiamenti di cui le litigation companiesQui sono d'accordo con te.
      anche perchè - ripeto
      - ricercare un brevetto nelle varie banche
      dati, è un operazione ardua - nonostante i
      motori di ricerca - e anche alla genericità
      e di astrazione di certi brevetti.....Eh eh eh, e gia'.Mi chiedo se dal punto di vista dell'incremento dell'innovazione la totale abolizione dei brevetti sia meglio o peggio? Probabilmente peggio, perche' sono d'accordo che la brevettabilita' e lo sfruttamento dell'idea sono comunque uno stimolo alla creazione, ma forse non tanto peggio rispetto alla situazione attuale...
    • Marlenus scrive:
      Re: I brevetti servono
      Nessuno lo nega. Però ci sono utilizzi perversi di questi brevetti. E questi andrebbero scoraggiati normativamente.Lo scopo del brevetto è, appunto, aumentare l'innovazione dando un ritorno economico alle nuove idee e agli sforzi che le sottendono.NON creare barriere all'ingresso nei mercati, NON fare da paletti per i concorrenti, NON tagliare le gambe ad altre innovazioni basate su idee derivate.Forse un regime normativo diverso tra inventori e multinazionali sarebbe auspicabile, visto che l'utilizzo dello stesso strumento è diverso.Gli inventori hanno lo stimolo ad usare le loro idee, per trarne un ritorno economico che non avrebbero se non lo facessero.La grande azienda con decine di migliaia di brevetti, con investimenti miliardari (in dollari) in impianti, in expertise (non si riaddestra un ufficio progetto con due euro, se l'invenzione è davvero importante), in mercato (se non sono certo dei risultati, se c'è la "pace" con i concorrenti, perchè rischiare?) non ha lo stesso stimolo. Giocano molto le dinamiche interne, che non è difficile descrivere in due righe, ma chi conosce le grandi aziende sa.In fin dei conti, un mercato fatto da milioni di produttori è ben diverso da un mercato fatto da 10-20 produttori mondiali. E il processo di consolidamento in molti settori ha portato a concentrazioni superiori.E' un po' ottimista pensare che lo stesso strumento normativo abbia pari efficacia, ottenga gli stessi risultati (incentivare l'innovazione) in contesti tanto diversi.Ma nelle discussioni, tutte quelle che sento, da una parte (più brevetti, più tutela, brevetti sul software, sul DNA (scoperto, non inventato) e così via) e dall'altra (no a estensioni, vincolo al mercato, strumento di monopolio, ecc. ecc.) nessuno parla mai di differenziare.Una legge deve essere uguale per tutti? Mettiamo lo stesso limite di velocità a pedoni, ciclisti, automobili ed aerei?Qualche commento?Marlenus
      • Anonimo scrive:
        Re: I brevetti servono
        - Scritto da: Marlenus
        Nessuno lo nega. Però ci sono utilizzi
        perversi di questi brevetti. E questi
        andrebbero scoraggiati normativamente.CUT
        Una legge deve essere uguale per tutti?
        Mettiamo lo stesso limite di velocità a
        pedoni, ciclisti, automobili ed aerei?
        Qualche commento?
        Marlenusottime considerazioni, sia dal punto di vista tecnico-giuridico che da quello di politica economica.d'accordo in tutto.ciaocosta
    • ACD scrive:
      Re: I brevetti servono
      - Scritto da: Anonimo
      Non mi viene altro titolo adatto. Io ho
      recentemente brevettato una tecnologia "per
      Internet" e se all'inizio credevo di
      diventare milionario, col tempo mi sono reso
      conto che fosse comunque necessario
      brevettarlo, sia per rivendicare la
      paternalità dell'idea, e secondo perchè il
      mio sforzo creativo circa un anno, e
      ultimamente 2 mesi di lavoro molto intenso e
      stress, più quello che mi attende, siano in
      qualche modo ricompensato se non altro per
      lo sforzo creativo che deve essere premiato.Hai quasi ragione.Il problema e' che molto probabilmente per poter fare qualcosa di utile con il tuo brevetto, devi utilizzare tante altre idee, magari brevettate gia' da altri...Che fai allora? Devi chiedere la licenza di utilizzare gli altri brevetti. Il detentore di ogni brevetto vorra' qualcosa in cambio, no? Magari vuole, come dici tu, l'1 o il 2% sul venduto. In questo caso ti va bene... se hai bisogno di meno di 20 o 30 brevetti...Ma cosa succede se vuole il 50%? Ti va ancora bene? Oppure ti puo' chiedere di fare uno scambio di brevetto. Ma allora a cosa e' servito il brevetto? Non sarebbe stato lo stesso se aveste potuto utilizzare liberamente le idee dell'altro?Inoltre, non conosco la durata attuale dei brevetti. Presumo si aggiri intorno ai 10 anni (correggetemi se sbaglio). Ebbene, lo scopo del brevetto e' fare in modo che la comunita' acquisti nuove idee. Per incentivare gli inventori, viene loro concesso l'utilizzo esclusivo della loro idea *per un periodo di tempo limitato*. Eppure nel software 10 anni sono qualcosa di piu' di un periodo di tempo *limitato*. Questi sono alcuni dei problemi che fanno si' che il concetto di brevetto, cosi' come inteso per gli altri settori, non va bene per il software...Spero di essere stato convincente...
    • Mechano scrive:
      I brevetti affamano il mondo
      - Scritto da: Anonimo
      Non mi viene altro titolo adatto. Io ho
      recentemente brevettato una tecnologia "per
      Internet" e se all'inizio credevo di
      diventare milionario, col tempo mi sono reso
      conto che fosse comunque necessario
      brevettarlo, sia per rivendicare la
      paternalità dell'idea, e secondo perchè il
      mio sforzo creativo circa un anno, e
      ultimamente 2 mesi di lavoro molto intenso e
      stress, più quello che mi attende, siano in
      qualche modo ricompensato se non altro per
      lo sforzo creativo che deve essere premiato.
      Io credo che non ci sarebbe innovazione
      senza la brevettabilità di un
      invenzione..... perchè per quanto ognuno di
      noi può avere un idea, solo il crederci e
      vederla concretizzata su un pezzo di carta
      può stimolare il processo creativo...... e
      qui c'è la differenza tra chi crea e chi
      inventa!!! Altrimenti son tutte idee buone
      per stare nel cassettto....Tutte boiate!I brevetti non dovrebebro esistere, e qualsiasi opera dell'ingegno dovrebbe essere un bene comune dell'umanita'.Nessun inventore di qualcosa dovrebbe farlo per denaro, ma per il semplice piacere che prova dall'atto creativo. Chiunque vuole specularci lo fa solo per invidia di altri che prima di lui hanno preferito farsi attrarre dal "lato oscuro" e vendere l'anima a qualsiasi multinazionale.Qualsiasi opera dell'ingegno dovrebbe essere libera e protetta solo da licenze come la GPL che garantiscano il riconoscimento morale al vero autore.Poi l'invenzione viene presa da tutti e modificata e migliorata per crearne progresso.Se io invento qualcosa e la lascio libera ma protetta da una licenza che impedisce a qualcun altro di brevettarla e nasconderla, tutti la potranno migliorare e tutti la possiamo riprendere per riutilizzarla con l'apporto che nel tempo altri con la nostra stessa filosofia gli hanno lasciato.Un esempio?Azienda 1 di un certo paese investe 20 per tirar fuori qualcosa di utile. Potrebbe anche investire 100 se volesse qualcosa di remunerativo subito, ma si puo' permettere solo 20.Azienda 2 di altro paese ancora, trova il lavoro fatto da Azienda 1 lo migliora in base alle sue abilita' e possibilita' economiche per i propri scopi ma ne rispetta la filosofia rilasciando a sua volta il risultato del suo lavoro.Azienda 3 trova qualcosa sulla quale ha investito sia Azienda 1 che Azienda 2 quindi questa necessita di sempre meno investimenti per migliorare ulteriormente l'invenzione iniziale di Azienda 1.Azienda 1 a sua volta non avra' perso inutilmente il suo investimento iniziale di 20 perche' nel frattempo Azienda 2 e 3 avrano apportato altre migliorie e quindi tutte le altre aziende del mondo 1, 2, 3 avrano avuto qualcosa di usabile e valido. E questo avra' costituito progresso per tutta l'umanita'.Se ci fossero i brevetti tutto questo processo costerebbe caro e ci sarebbe un minore progresso e sperperi di denaro in cause e tribunali coi litigi. Non solo, chi non puo' permettersi di acquistare un brevetto e' obbligato a reinventare di sana pianta tutto il processo senza infrangere altri brevetti, ma se fosse brevettato gia' un alfabeto (DNA e processo produttivo) di base come si fa a reinventarlo?Non hai idea del male che faccia all'umanita' il brevetto e di come rallenti la crescita e lo sviluppo. Il desiderio di brevettare viene solo dall'avarizia e dalle invidie, tutti sentimenti umani e deprecabili! --Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
      • Anonimo scrive:
        Hanno riaperto i manicomi?
        - Scritto da: Mechano
        Tutte boiate!Se lo dici tu... Metterci ALMENO un IMHO no, eh?
        I brevetti non dovrebebro esistere, e
        qualsiasi opera dell'ingegno dovrebbe essere
        un bene comune dell'umanita'.Vai! Miriamo sempre più in alto!
        Nessun inventore di qualcosa dovrebbe farlo
        per denaro, ma per il semplice piacere che
        prova dall'atto creativo. Chiunque vuoleSì, come no... In quanti preferibbero starsene sulla spiaggia?E po, l'inevnzione non è solo il frutto di un genio isolato che ci mette passione: alle sue spalle c'è lavoro routinarioe noioso di una equipe.
        specularci lo fa solo per invidia di altri
        che prima di lui hanno preferito farsi
        attrarre dal "lato oscuro" e vendere l'anima
        a qualsiasi multinazionale.Questa è una tua idea. Non permetterti di dare del venduto a gente che ha fatto invenzioni utili a tutti.
        Qualsiasi opera dell'ingegno dovrebbe essere
        libera e protetta solo da licenze come la
        GPL che garantiscano il riconoscimento
        morale al vero autore.Che bell'ossimoro: tutto DEVE essere libero e deve (obbligatoriamente) essere sotto GPL
        Poi l'invenzione viene presa da tutti e
        modificata e migliorata per crearne
        progresso.
        Se io invento qualcosa e la lascio libera ma
        protetta da una licenza che impedisce a
        qualcun altro di brevettarla e nasconderla,
        tutti la potranno migliorare e tutti la
        possiamo riprendere per riutilizzarla con
        l'apporto che nel tempo altri con la nostra
        stessa filosofia gli hanno lasciato.Questa è una tua opinione. Quanto possa funzionare (soprattutto nei brevetti industriali) e quanto sia fattibile è un altro paio di maniche.L'esempio l'ho tagliato, ma rileggetelo perchè è esilarante!
        Se ci fossero i brevetti tutto questoGuarda chei brevetti già ci SONO.
        processo costerebbe caro e ci sarebbe un
        minore progresso e sperperi di denaro in
        cause e tribunali coi litigi. Non solo, chiE invece il sistema dei brevetti permette che questo processo sia più economico, evitando di disperdere forze.
        non puo' permettersi di acquistare un
        brevetto e' obbligato a reinventare di sana
        pianta tutto il processo senza infrangere
        altri brevetti, ma se fosse brevettato gia'
        un alfabeto (DNA e processo produttivo) di
        base come si fa a reinventarlo?Non lo reineventa perchè già esiset.
        Non hai idea del male che faccia
        all'umanita' il brevetto e di come rallenti
        la crescita e lo sviluppo. Il desiderio di
        brevettare viene solo dall'avarizia e dalle
        invidie, tutti sentimenti umani e
        deprecabili! Ma fuma meno!
        • Mechano scrive:
          Re: Hanno riaperto i manicomi?
          - Scritto da: Anonimo
          Vai! Miriamo sempre più in alto!


          Nessun inventore di qualcosa dovrebbe
          farlo

          per denaro, ma per il semplice piacere che

          prova dall'atto creativo. Chiunque vuole

          Sì, come no... In quanti preferibbero
          starsene sulla spiaggia?
          E po, l'inevnzione non è solo il frutto di
          un genio isolato che ci mette passione: alle
          sue spalle c'è lavoro routinarioe noioso di
          una equipe.
          ...
          Questa è una tua idea. Non permetterti di
          dare del venduto a gente che ha fatto
          invenzioni utili a tutti.Nessuno ha pagato Galilei, Newton e tanti altri inizialmente. E nessuno immaginava l'utilita' del loro lavoro. Lo hanno fatto per uno strano mistero, il piacere che si prova nell'inventare e scoprire. L'inventore e' prima di tutto curioso, e poi anche smanettone. La cretivita' e' una prerogativa di Dio.

          libera e protetta solo da licenze come la

          GPL che garantiscano il riconoscimento

          morale al vero autore.

          Che bell'ossimoro: tutto DEVE essere libero
          e deve (obbligatoriamente) essere sotto GPLLa GPL non avrebbe motivo d'esistere se si rispettasse un'etica. Se nessuno rubasse e facesse suo quanto inventato da altri. Il pericolo non e' il fatto che lo possa fare suo. Perche' e' gia' suo in quanto bene dell'umanita'. Il pericolo e' che non lo rilasci libero come lo ha trovato, ossia non continui il lavoro di miglioramento e rilasci a sua volta ad altri questo lavoro.Prova far entrare pluralismo e fratellanza per un attimo nella tua mente, e immaginare un'etica nel mondo del business e seguimi...Cominciamo dalla creazione.Dio creo' l'uomo perche'? Se lo poteva risparmiare no? E lo creo' per ultimo, perche'? Perche' prima creo' il mondo, e lo creo' perche' Dio e' un creativo, e deve essere davvero inebriante. Ma una crezione fine a se stessa che senso ha? Che senso ha creare e non avere nessuno a cui mostrare la propria creazione?Ecco a cosa serve l'uomo! Avere qualcuno da stupire e a cui mostrare la propria creazione.L'uomo ha molto di Dio nel suo modo di essere e quindi tende ad assomigliargli. L'atto creativo, l'hacking, la semplice curiosita' sono stati i motori di tutte le imvenzioni e sono tuttora i motori dello sviluppo dell'umanita' software e hardware compresi.Quindi non si inventa per il denaro e per vedere riconosciuti i propri diritti e la paternita' dell'opera, anche se puo' rodere il vedersi rubare qualcosa e vedere altri arrogarsi il diritto di proprieta' di un'opera (ma questa e' un'altra storia) chi dice che non ha senso inventare e non inventerebbe niente nessuno se non ci fossero i brevetti, mente spudoratamente. Oppure specula sull'atto creativo.Ok, abbiamo appurato che inventare e' bello e che lo si fa spontaneamente. Anche una cosa si fa spontaneamente, rendere partecipi altri dell'atto creativo, cioe' mostrare la propria idea o invenzione a qualcun'altro che la possa ammirare ma anche criticare e o migliorarla. E questa e' la condivisione delle idee, ma soprattutto questo spontaneo desiderio di condivisione della conoscenza ha come suo precursore Platone e l'invenzione dell'Academia come luogo di condivisione delle idee politiche e non.Il resto della storia lo conosciamo, con tutti i suoi personaggi fino ai giorni nostri.Ora veniamo al brevetto.Qualcuno dice che serve per difendere i diritti di chi ha inventato qualcosa ecc. Potrei accettarlo se non fosse per il fatto che gli uomini hanno un sacco di difetti tra cui la bramosia di potere e l'egoismo, tutti sentimenti che hanno origine nella sfera sessuale.Il brevetto nelle grandi aziende e' un simbolo di potere, un accumulo di brevetti e sfruttamento di questi porta all'arricchimento, per cui il progresso si blocca nel momento esatto in cui un'azienda raggiunge una massa economica ed una condizione di mopolio tali da potersi arrogare il diritto di sfruttare, corrompere politici e magistrati, farsi fare leggi a proprio favore e soprattutto raggiungere una condizione di simile a quella di un virus che assorbe tutte le risorse dell'organismo che lo ospita. Non si tutelano gli interessi degli inventori coi brevetti, si tutelano gli interessi economici di un ristretto gruppo di inventori, i dipendenti dell'azienda che detiene questi brevetti. L'azienda smette di innovare quando ha raggiunto la condizione di monopolio e accumula soltanto capitali, non ne viene fuori un bene per tutti ma solo per pochi, pochi individui a capo di poche aziende che si trovano nel mondo occidentale, il 25% degli umani che vivono in paesi che detengono brevetti chiave e importanti e che fagocitano le risorse del restante 75% del mondo.Eppure senza brevetti il mondo potrebbe funzionare meglio. Vuoi sapere come e perche'? Basta chiedermelo perche' qui c'e' un limite di caratteri per messaggio ed e' necessario scriverne un altro.
          Questa è una tua opinione. Quanto possa
          funzionare (soprattutto nei brevetti
          industriali) e quanto sia fattibile è un
          altro paio di maniche.
          L'esempio l'ho tagliato, ma rileggetelo
          perchè è esilarante!
          Guarda chei brevetti già ci SONO.Ogni tanto mi piace sognare che non esistano e vedere come sarebbe il mondo...
          Ma fuma meno!Non fumo e non bevo. Le mie parole vengono fuori dopo analisi di Platone, S. Agostino, Ford, Weber e altri tizi che hanno fatto tante cose senza capire inizialmente il perche', e che prendono senso se messe insieme e guardate con un ottica diversa, piu' larga.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
          • Marlenus scrive:
            Re: Hanno riaperto i manicomi?
            - Scritto da: Mechano
            Nessuno ha pagato Galilei, Newton e tanti
            altri inizialmente. E nessuno immaginava
            l'utilita' del loro lavoro. Lo hanno fatto
            per uno strano mistero, il piacere che si
            prova nell'inventare e scoprire. L'inventore
            e' prima di tutto curioso, e poi anche
            smanettone. Non si vive di sola aria. Sarà un caso che quando tutta l'innovazione si doveva a persone benestanti (come quelle che tu citi o i "mecenati") il progresso fosse più lento?
            La GPL non avrebbe motivo d'esistere se si
            rispettasse un'etica. Se nessuno rubasse e
            facesse suo quanto inventato da altri.
            pericolo non e' il fatto che lo possa fare
            suo. Perche' e' gia' suo in quanto bene
            dell'umanita'. Il pericolo e' che non lo
            rilasci libero come lo ha trovato, ossia non
            continui il lavoro di miglioramento e
            rilasci a sua volta ad altri questo lavoro.

            Prova far entrare pluralismo e fratellanza
            per un attimo nella tua mente, e immaginare
            un'etica nel mondo del business e seguimi...

            Cominciamo dalla creazione.
            Dio creo' l'uomo perche'? Se lo poteva
            risparmiare no? E lo creo' per ultimo,
            perche'? Perche' prima creo' il mondo, e lo
            creo' perche' Dio e' un creativo, e deve
            essere davvero inebriante. Ma una crezione
            fine a se stessa che senso ha? Che senso ha
            creare e non avere nessuno a cui mostrare la
            propria creazione?
            Ecco a cosa serve l'uomo! Avere qualcuno da
            stupire e a cui mostrare la propria
            creazione.E se io credessi nell'evoluzione?

            L'uomo ha molto di Dio nel suo modo di
            essere e quindi tende ad assomigliargli.
            L'atto creativo, l'hacking, la semplice
            curiosita' sono stati i motori di tutte le
            imvenzioni e sono tuttora i motori dello
            sviluppo dell'umanita' software e hardware
            compresi.
            Quindi non si inventa per il denaro e per
            vedere riconosciuti i propri diritti e la
            paternita' dell'opera, anche se puo' rodere
            il vedersi rubare qualcosa e vedere altri
            arrogarsi il diritto di proprieta' di
            un'opera (ma questa e' un'altra storia) chi
            dice che non ha senso inventare e non
            inventerebbe niente nessuno se non ci
            fossero i brevetti, mente spudoratamente.C'è anche chi dice che non tutte le persone sono aspiranti santi. Se lasciamo tutta l'innovazione nelle loro mani, forse GLOBALMENTE l'innovazione è minore che includendo nel sistema quelle persone, tante o poche che siano, che lavorano per denaro, non solo per la gloria. Più sono le persone a lavorare, meglio è per tutti.Perchè i due sistemi (brevetti e GPL) non possono coesistere? Resta da capire come, e a mio parere un legislatore accorto può riuscirci.Possibili strade: licenza obbligatoria in caso di innovazioni derivate, limite diversificato alla durata del brevetto tra piccole e grandi realtà, licenza obbligatoria in caso di brevetto non sfruttato per tot anni, e per ora non mi viene in mente niente di meglio, ma sono certo che c'è.
            Oppure specula sull'atto creativo.

            Ok, abbiamo appurato che inventare e' bello
            e che lo si fa spontaneamente.Un esempio non dimostra un teorema.Vedi sopra il mio ragionamento sull'inclusione dei gruppi nel sistema per una confutazione laterale. Il fatto che si inventi spontaneamente (non dimostrato) non implica che il maggior numero possibile di innovazioni si ottenga lasciando che la gente inventi nel tempo libero.C'è chi preferisce uscire con la ragazza dopo una giornata di duro lavoro.
            CUT
            Ora veniamo al brevetto.
            Qualcuno dice che serve per difendere i
            diritti di chi ha inventato qualcosa ecc.
            Potrei accettarlo se non fosse per il fatto
            che gli uomini hanno un sacco di difetti tra
            cui la bramosia di potere e l'egoismo, tutti
            sentimenti che hanno origine nella sfera
            sessuale.
            Il brevetto nelle grandi aziende e' un
            simbolo di potere, un accumulo di brevetti e
            sfruttamento di questi porta
            all'arricchimento, per cui il progresso si
            blocca nel momento esatto in cui un'azienda
            raggiunge una massa economica ed una
            condizione di mopolio tali da potersi
            arrogare il diritto di sfruttare, corrompere
            politici e magistrati, farsi fare leggi a
            proprio favore e soprattutto raggiungere una
            condizione di simile a quella di un virus
            che assorbe tutte le risorse dell'organismo
            che lo ospita. Che c'entra con i brevetti? Non stai forse enunciando uno dei credo dei liberali di tutto il mondo, cioè che bisogna evitare monopoli?Poi che per evitare problemi sarebbe meglio che ci fossero dei contrappesi che impediscono a chiunque di accumulare troppo potere è una regola base di tutte le democrazie.Che i brevetti siano uno strumento per accumulare potere non è scritto nelle stelle. Cambiando la legge, si può evitare.

            Non si tutelano gli interessi degli
            inventori coi brevetti, si tutelano gli
            interessi economici di un ristretto gruppo
            di inventori, i dipendenti dell'azienda che
            detiene questi brevetti.Che i dipendenti partecipino alla spartizione dei profitti derivanti dalle innovazioni mi giunge nuova (bonus a parte, per quei pochi che ce l'hanno -ma non è una parte dei profitti).Dimmi poi quale strumento alternativo tutela l'inventore.
            L'azienda smette di
            innovare quando ha raggiunto la condizione
            di monopolio e accumula soltanto capitali,
            non ne viene fuori un bene per tutti ma solo
            per pochi, pochi individui a capo di poche
            aziende che si trovano nel mondo
            occidentale, il 25% degli umani che vivono
            in paesi che detengono brevetti chiave e
            importanti e che fagocitano le risorse del
            restante 75% del mondo.Retorica terzomondista. Il terzo mondo è povero perchè manca di conoscenze, i loro cervelli migliori scappano, non possono intraprendere, sono schiacciati dalle rendite altrui, la LORO classe dirigente lavora per il proprio tornaconto, che è tenerli nella povertà (con grande piacere di certe multinazionali, te lo concedo).

            Eppure senza brevetti il mondo potrebbe
            funzionare meglio. Vuoi sapere come e
            perche'? Basta chiedermelo perche' qui c'e'
            un limite di caratteri per messaggio ed e'
            necessario scriverne un altro.Già chiesto. Mia mail: marlenus2k@NOhotmailSPAAM.com
            Ogni tanto mi piace sognare che non esistano
            e vedere come sarebbe il mondo...
            Mai provato anche ad analizzare la stabilità di quel mondo? Cosa succederebbe in qualche anno? Come reagisce alle forze che conosciamo esistere nella psiche umana?Come reagisce ai devianti?E' facile cadere nelle utopie.
          • Mechano scrive:
            Re: Hanno riaperto i manicomi? (1)
            - Scritto da: Marlenus
            Non si vive di sola aria. Sarà un caso che
            quando tutta l'innovazione si doveva a
            persone benestanti (come quelle che tu citi
            o i "mecenati") il progresso fosse più
            lento?Mio nonno diceva: "se ti piace il tuo lavoro non lavorerai un giorno in vita tua", il che significa che non troverai faticoso quel lavoro.Per il creativo non e' l'accumulo di denaro il fine ultimo della vita ma il poter fare cio' che gli piace. Programmare, modificare o elaborare motori (p.e. e uno dei miei hobby) e tante altre cose. Il massimo delle aspirazioni della vita di queste persone come anche mie non e' avere una Ferrari e/o "gnocche" a volonta', ma poter guadagnarmi da vivere facendo qualcosa che mi piaccia veramente.Tutti noi se possiamo cerchiamo lavoro in un campo che ci piace, non sempre lo troviamo in quel campo. Cio' che ci piace finiamo a farlo quindi solo nel tempo libero.Nel mondo ci sono miliardi di individui e tra questi forse qualcuno piu' fortunato ci sara', ad avere trovato un lavoro dove puo' fare cio' che gli piace.Nel mondo del software c'e' chi alterna alla programmazione, l'assistenza, la formazione, i servizi ecc.Io che sono stato sfortunato contribuiro' col 10-20% del mio tempo utile altri individui col 50-80-100%. Tutti possiamo accedere alle medesime conoscenze tramite Internet tutti apporteremo piu' meno qualcosa in base al nostro tempo.

            propria creazione?

            Ecco a cosa serve l'uomo! Avere qualcuno
            da

            stupire e a cui mostrare la propria

            creazione.

            E se io credessi nell'evoluzione?Spiegami meglio...Potrei anche crederti. Ma non sono ateo e penso che qualcosa di speciale l'uomo l'abbia. Sull'evoluzione non ci sputo, e do per buona la tesi del pollice opponibile come enorme slancio per l'ominide che riusci' a differenziarsi dai primati. Ma la creativita' e' una cosa misteriosa comunque.
            C'è anche chi dice che non tutte le persone
            sono aspiranti santi. Se lasciamo tutta
            l'innovazione nelle loro mani, forse
            GLOBALMENTE l'innovazione è minore che
            includendo nel sistema quelle persone, tante
            o poche che siano, che lavorano per denaro,
            non solo per la gloria. Più sono le persone
            a lavorare, meglio è per tutti.Ma infatti non le escludo a priori. Molte aziende che necessitano di qualche prodotto rapidamente possono accelerarne la progettazione. IBM, HP, Sun, e tante altre finanziano veri e propri laboratori che lavorano soprattutto al porting e sviluppo di tecnologie sul software libero e soprattutto sul kernel di Linux che lo adatti ai loro hardware e gli dia qualcosa da poter fornire in alternativa a prodotti di terzi e del monopolista Micro$oft in paticolare.Che poi di molte di queste tecnologie ne giovi tutta la comunita' collateralmente e' un bene; ma se mi permetti lo si deve grazie alla GPL che e' stata creata sfruttando tutti i cavilli delle licenze proprietarie, ma ritorcendoglieli contro!! E questa e' stata una genialata micidiale di un tizio che la sa lunga e ci ha rimuginato tanto sopra (Richard Stallman).
            Perchè i due sistemi (brevetti e GPL) non
            possono coesistere? Resta da capire come, e
            a mio parere un legislatore accorto può
            riuscirci.
            Possibili strade: licenza obbligatoria in
            caso di innovazioni derivate, limite
            diversificato alla durata del brevetto tra
            piccole e grandi realtà, licenza
            obbligatoria in caso di brevetto non
            sfruttato per tot anni, e per ora non mi
            viene in mente niente di meglio, ma sono
            certo che c'è.Io dico che i brevetti sono superflui, una volta capito e abbracciato il meccanismo non serviranno piu'. Ma se si vogliono ancora tenere per una fase di transizione, direi che valutarli bene sarebbe una cosa da prendere in considerazione. 1 anno al massimo per gli algoritmi, 3 per un software completo, da 3 a 10 anni per tecnologie dell'elettronica e della meccanica. Lo stesso per la chimica e farmacia, ma con la clausola di non validita' per i paesi poveri che di malattie curabili con quei farmaci ci muoiono...
            Un esempio non dimostra un teorema.
            Vedi sopra il mio ragionamento
            sull'inclusione dei gruppi nel sistema per
            una confutazione laterale. Il fatto che si
            inventi spontaneamente (non dimostrato) non
            implica che il maggior numero possibile di
            innovazioni si ottenga lasciando che la
            gente inventi nel tempo libero.No, ma dimostra innanzitutto che un'alternativa altrettanto valida al brevetto esiste, e che il mondo volendo ne puo' fare a meno. Questo e' o e' stato solo l'inizio per Linux, fino al 1998 e' cresciuto spontaneamente e in maniera relativamente rapida, e da quando ha avuto interessi commerciali da parte di molte aziende ha avuto un'impennata iperbolica. Segno che il meccanismo funziona, porta anche profitti ma soprattutto vantaggi per tutti. Quindi aziene si, ma senza brevetti, che vivono di servizi a valore aggiunto e/o prodotti derivati da progetti liberi. Si guadagna un po' meno ma si guadagna tutti e tutto costa un po' meno al punto che comunque non serve voler guadagnare di piu'.
            C'è chi preferisce uscire con la ragazza
            dopo una giornata di duro lavoro.Pure io!E concilio abbastanza bene lavoro, hobby e famiglia. Ma non nego che faccio sempre piu' fatica a potermi permettere molti beni e devo rinunciare a molte cose per il loro continuo aumento di prezzo ingiustificato.Se poi il mio hobby fosse solo "trombare" mi organizzerei per far concorrenza a Rocco Siffredi e trovarmi un lavoro in quel campo, magari potrei dare un contributo a raffinare quell'arte trombado si ma rilasciando libere le tecniche eheehe. :-))) Siccome mi piacciono anche informatica e meccanica, faccio un po' tutto.Collaborare per l'appunto significa anche che qualcuno faccia per me molto di quello che dovrei fare io. Se siamo di piu' come dici tu, produrremmo di piu' insieme e avremmo anche piu' tempo per hobby e famiglia. Nel senso che molto del mio lavoro e dei miei programmi lo troverei gia' fatto sotto forma di librerie e altri programmi che non dovro' riscrivermi. Se invece tutto e' proprietario e brevettato dovro' innanzitutto cominciare a pagare chi detiene tali brevetti perche' me li faccia usare o partire da zero per qualsiasi parte del mio progetto.Se una grande quantita' di risorse economiche finiscono nel remunerare brevetti, io dovro' produrre molto di piu' o vendere a prezzo piu' alto il mio prodotto per poter guadagnare denaro sufficiente a vivere e acquistare altri beni a me necessari, beni che avranno un sovraprezzo inevitabilmente dato dalla ricaduta su tutti noi di questi costi nascosti (i brevetti) che invece con la libera circolazione delle idee alla base della progettazione avranno i soli costi di produzione e distribuzione se si tratta di un bene materiale e solo quello di personalizazione e assistenza per il software. Io vivro' di sola assistenza, formazione e modifiche ad h
          • Mechano scrive:
            Re: Hanno riaperto i manicomi? (2)
            ... SEGUITO

            condizione di mopolio tali da potersi

            arrogare il diritto di sfruttare,
            corrompere

            politici e magistrati, farsi fare leggi a

            proprio favore e soprattutto raggiungere
            una

            condizione di simile a quella di un virus

            che assorbe tutte le risorse
            dell'organismo

            che lo ospita.

            Che c'entra con i brevetti? Non stai forse
            enunciando uno dei credo dei liberali di
            tutto il mondo, cioè che bisogna evitare
            monopoli?L'hai detto amico!Un'azienda con migliaia di brevetti li sfrutta per trarne il massimo profitto e/o raggiungere posizioni di monopolio, si fa aggiustare processi e fare leggi a favore, sfruttando il denaro che anche tali brevetti gli hanno permesso di accumulare.E proprio come un virus o cancro, crescera' e fara' soffrire il sistema in cui quest'azienda ruota, soffriranno i suoi clienti con prodotti scadenti e assistenza zero, e prelievi continui di denaro dovuti a continui aggiornamenti obbligati dall'obsolescenza programmata. Guarda a Win, Word, Office. E dimmi se non e' proprio come un virus, una malattia cronica...
            Poi che per evitare problemi sarebbe meglio
            che ci fossero dei contrappesi che
            impediscono a chiunque di accumulare troppo
            potere è una regola base di tutte le
            democrazie.E che fine ha fatto questa regola? Gli Stati fanno sempre piu' gli interessi delle aziende invece che degli individui che dovrebbero rappresentare e difendere...La chiamiamo corruzione o scarsa lungimiranza, o magari semplice incompetenza?
            Che i brevetti siano uno strumento per
            accumulare potere non è scritto nelle
            stelle. Cambiando la legge, si può evitare.Perche' le leggi invece li favoriscono sempre piu'?Se non li riusciamo a regolare, allora via, bruciamoli!Tanto se e' dimostrato che senza vi e' progresso comunque e comunque rapido e di qualita', che senso hanno?
            Che i dipendenti partecipino alla
            spartizione dei profitti derivanti dalle
            innovazioni mi giunge nuova (bonus a parte,
            per quei pochi che ce l'hanno -ma non è una
            parte dei profitti).Tutta l'azienda si arricchisce, e cio' che le ruota intorno, aumento di stipendi, consumi, dividendi ecc. ecc. Attenzione pero' che non cresceranno i posti di lavoro e progresso. Perche' chi vive di rendita da monopolio non ha nessuna interesse a investire per innovare veramente e quindi creando progresso.
            Dimmi poi quale strumento alternativo tutela
            l'inventore.L'inventore se conosce e rispetta la filosofia etica della creativita' e della condivisione avra' come miglior riconoscimento l'immortalita' del suo nome e della sua memoria, e licenze come la GPL obbligano all'elenco cronologico dei contributori.Poi che tipo di altra tutela deve avere l'inventore? Con musica e tante altre opere dell'ingegno qui sembra che tutti vogliano fare il "colpaccio" del vivere di rendita per il resto della vita dopo il solo atto creativo.Se l'atto creativo e' collettivo tutti ne giovano nel senso che vedono la loro creatura, invenzione, idea crescere come un figlio, usata da tutti e migliorata costantemente in ogni sua parte. E questo e' il miglior riconoscimento per un creativo. E poi se e' un qualcosa di utile ne giova anche a vedere l'opera migliorata e quindi se la riprende e la usa con dentro l'apporto di tutti gli altri. Ad esempio col software ma sarebbe cosi' anche con farmaci e prodotti chimici o altro.Se l'inventore ne e' anche il produttore e venditore da un'idea e invenzione iniziale, e miliorata da altri, ne avra' il miglior ritorno (chesso' parlo anche della formula per un detersivo).Questo permettera' anche ad un vicino di casa di aprire una fabbrica dello stesso prodotto e fare concorrenza. Ma non e' questo quello che tutti vogliamo? Disponibilita', concorrenza e costi sempre piu' bassi...Da qui io vedo sempre piu' come brevettatore e' spesso uguale a speculatore.Ogni paese si fara' quel detersivo in casa per il fabbisogno interno. Non si sperpereranno ricchezze che vanno verso i soliti paesi ricchi che detengono la quasi totalita' di ogni brevetto.CONTINUA...
          • Mechano scrive:
            Re: Hanno riaperto i manicomi? (3)
            ...SEGUITO

            per pochi, pochi individui a capo di poche

            aziende che si trovano nel mondo

            occidentale, il 25% degli umani che vivono

            in paesi che detengono brevetti chiave e

            importanti e che fagocitano le risorse del

            restante 75% del mondo.

            Retorica terzomondista. Il terzo mondo è
            povero perchè manca di conoscenze, i loro
            cervelli migliori scappano, non possono
            intraprendere, sono schiacciati dalle
            rendite altrui, la LORO classe dirigente
            lavora per il proprio tornaconto, che è
            tenerli nella povertà (con grande piacere di
            certe multinazionali, te lo concedo).La mia fidanzata e' Ghanese. Il suo paese ha immense miniere d'oro. Non e' un caso che il loro paese accetti i consigli del WTO e che il loro presidente sia ben gradito agli USA e abbia ricevuto cordiali visite da Bill Clinton e chi lo ha preceduto e le miniere sono sfruttate da multinazionali americane...Mancano di conoscenze? Gli serve Internet, e gli serve la conoscenza libera, proprio quella di cui io tanto decanto.Tre Stati vicini, faccio un esempio: Nigeria+Costa D'Avorio+Ghana potrebbero fare un satellite per telecomunicazioni con investimenti comuni, si pagano un passaggio su qualche razzo Arianne e dotano di un po' di parabolini bidirezionali a 2mbit/s ogni Universita' ed ente o azienda su cui si riversano i sogni di sviluppo del paese e vedrai come cambia la situazione, ma non deve esseci il brevetto a stroncargli le gambe, ecco perche' NO-PATENT.E il mondo occidentale potrebbe dire: "Io sono egoista, sono ricco perche' ho rubato a questi fessi e minchioni, perche' dovrei aiutarli abolendo i brevetti?". Che umanita' siamo se ragioniamo cosi'? Perche' tuttora e' cosi' che ragioniamo.E allora dico io, e bada che non sono comunista, a che gli servono a pochi individui Ferrari, Yacht, immensi palazzi, consumi esagerati di qualsiasi facezia e inutilita' che sommati insieme sono la causa di poverta' del terzo mondo?Si sopravvive, anzi pian piano si vivra' abbastanza bene ma lo si fara' tutti. E non il 25% degli esseri umani che non usano ma sprecano: acqua, energia, ricchezze e risorse, del restante 75% che vive in paesi poveri e derubati e negli stessi ghetti dei paesi ricchi.
            Già chiesto. Mia mail:
            marlenus2k@NOhotmailSPAAM.comGia' risposto qui, in fondo il discorso e' tutto questo...Se pero' ti va di fare amicizia e scambiare altre idee o socializzare in generale, manda pure a mechano@punto-informatico,it ogni tanto la leggo, oppure a mechano@technologist,com (attento alle virgole le ho messe apposta per lo spam).
            Mai provato anche ad analizzare la stabilità
            di quel mondo? Cosa succederebbe in qualche
            anno? Come reagisce alle forze che
            conosciamo esistere nella psiche umana?
            Come reagisce ai devianti?
            E' facile cadere nelle utopie.Ci penso, e solo etica ed educazione (culturale e sociale) potrebbero aiutare, ma siccome sarebbe utopistico pretendere di poterla dare a tutti quando pure noi italiani facciamo gia' abbastanza schifo se messi accanto ad olandesi e scandinavi, penso che si possono usare gli stessi difetti umani ritorcendoceli contro in una sorta di fenomeno di autocontrollo...Questa e' una cosa alla quale sto ancora pensando e ho solo qualche idea, anche se molti dei problemi con la fratellanza e condivisione ma soprattutto con la struttura della GPL sono stati risolti. Soprattutto se si viene a formare una coscienza collettiva che critica pesantemente e punisce in maniera non violenta tutto cio' che tradisce l'etica originaria. Vedi SCO, Lindows, la diatriba QT-GTK, hardware poco compatibile con Linux. La comunita' condanna cio' che non rispetta la sua etica di libero e disponibile per tutti, diffondendo l'idea di affossare ed evitare di seguire coloro che divergono.Per sempio le librerie QT (KDE) avevano una licenza simil GPL ma proprietaria, le GTK no, si parlo' tanto male su internet e si boicotto' tanto la Troll Tech (autrice delle QT che aveva grossi interessi nell'embedded) che Gnome si diffuse di piu' di KDE solo per tale motivo. Finche' Troll Tech fu praticamente obbligata a cambiargli licenza per non tracollare.Tutti gli uomini temono evidenza e giudizio se questi sono pesanti ed amplificati, specie a livello globale. Creata la coscienza collettiva tramite Internet, molte autoregolamentazioni e/o denunce di abusi verrano da sole e avranno un'amplificazione enorme.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
          • Marlenus scrive:
            Re: Hanno riaperto i manicomi? (3)
            - Scritto da: Mechano
            E il mondo occidentale potrebbe dire: "Io
            sono egoista, sono ricco perche' ho rubato a
            questi fessi e minchioni, perche' dovrei
            aiutarli abolendo i brevetti?". Che umanita'
            siamo se ragioniamo cosi'? Perche' tuttora
            e' cosi' che ragioniamo.E' un punto di vista. Qualcun altro potrebbe dire "Io mi sono fatto il culo per trovare questa soluzione, mentre gli altri erano al mare a giocare a palla. Perchè dovrebbero prendersi loro TUTTI i vantaggi del mio lavoro?"
            E allora dico io, e bada che non sono
            comunista, a che gli servono a pochi
            individui Ferrari, Yacht, immensi palazzi,
            consumi esagerati di qualsiasi facezia e
            inutilita' che sommati insieme sono la causa
            di poverta' del terzo mondo?Puoi dimostrare che la causa della povertà del terzo mondo è la ricchezza del primo?Mai pensato che lo stato economico di un paese africano (in media) non è diverso dalla condizione economica di un paese europeo nel medioevo? Dove si è creata quella conoscenza che ha portato poi a quella ricchezza?Quanto hanno contribuito le strutture sociali e legali dell'Occidente (tra cui i brevetti) a questa accumulazione di conoscenza?
            Si sopravvive, anzi pian piano si vivra'
            abbastanza bene ma lo si fara' tutti. E non
            il 25% degli esseri umani che non usano ma
            sprecano: acqua, energia, ricchezze e
            risorse, del restante 75% che vive in paesi
            poveri e derubati e negli stessi ghetti dei
            paesi ricchi.E' proprio questo il punto. Un elite sta derubando una massa. Ma l'elite è nei paesi poveri quanto in quelli ricchi. Anzi, spesso è proprio nei paesi poveri che si è formata (faccendieri e ladri dei paesi ricchi che sono andati nei paesi poveri, li hanno derubati, e ora usano quella ricchezza per abbattere le strutture che nei paesi ricchi hanno permesso a tutti di progredire, iniziando derubando i più poveri dei paesi ricchi).Combattendo contro il brevetto hai mai pensato che potresti (incosciamente) lavorare per loro?
            Ci penso, e solo etica ed educazione
            (culturale e sociale) potrebbero aiutare, ma
            siccome sarebbe utopistico pretendere di
            poterla dare a tutti quando pure noi
            italiani facciamo gia' abbastanza schifo se
            messi accanto ad olandesi e scandinavi,
            penso che si possono usare gli stessi
            difetti umani ritorcendoceli contro in una
            sorta di fenomeno di autocontrollo...E' esattamente quello che fa il brevetto (malamente, forse). Ti obbliga a rendere pubbliche le tue idee per vederle protette. L'alternativa sarebbe tenerle segrete.
      • Mechano scrive:
        Re: I brevetti affamano il mondo
        - Scritto da: Marlenus
        Risultato: io lavoro, invento, e qualcun
        altro ci fa i soldi sopra. Cos'è, il nuovo
        comunismo pro-capitale? Non credevo che la
        strategia di isolare i liberali tirandoli da
        destra e da sinistra fosse così efficace
        nell'ottenebrare le menti. Hanno ragione i
        markettari della politica, per controllare
        il mondo basta convincere la maggioranza a
        schiacciare le minoranze, cosa non
        difficile, sembra.Come mi fate ridere tu e quell'altro fregno che mi da del matto. Io non ho fatto altro che descrivere il modello di sviluppo aperto del software libero, quello che sta distruggendo M$ e tutto il mondo del software commerciale regalando a tutti sistemi operatvi e programmi usabili anzi eccezionali e aperti, sistema che sta dimostrando a tutto il mondo la sua forza e la sua validita' e voi mi date del matto, idealista e sognatore?Si puo' applicare anche al mondo dell'hardware e dei beni anche se il suo terreno ideale e dove poteva meglio attecchire era il volatile software fatto di bit.Pure Galileo Galilei fu preso per pazzo.Pure i primi piloti e meccanici che cominciarono a mettere delle strane marmitte a forma di pance che si chiamano espansioni, nei motori a 2 tempi furono presi per pazzi. E potrei continuare all'infinito con tanti esempi.L'unica via di salvezza per il mondo e' il NO-PATENT e vi posso anche descrivere il perche' e per come.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
        • Marlenus scrive:
          Re: I brevetti affamano il mondo
          - Scritto da: Mechano
          Come mi fate ridere tu e quell'altro fregno
          che mi da del matto. Non mi accomunare, io sono sarcastico ma cerco di non insultare.
          Io non ho fatto altro che descrivere il
          modello di sviluppo aperto del software
          libero, quello che sta distruggendo M$ e
          tutto il mondo del software commerciale
          regalando a tutti sistemi operatvi e
          programmi usabili anzi eccezionali e aperti,
          sistema che sta dimostrando a tutto il mondo
          la sua forza e la sua validita' e voi mi
          date del matto, idealista e sognatore?Perchè pensi di usare un martello con una vite invece del cacciavite. La situazione nel mondo del SW è MOLTO differente. Per dirla come un amante dei pattern, il contesto è diverso.Fatto il lavoro, creata l'innovazione, nel SW questa è ipso facto disponibile. Non servono linee produttive, impianti fantascientifici e investimenti miliardari per portarla a casa mia e tua. Tutto l'investimento è nell'attività creativa. Non a caso i brevetti non si applicano al SW (per ora e speriamo per sempre).Ma comunque GPL e OpenSource hanno i loro difetti. Sono un altro strumento a disposizione della libera scelta del legittimo detentore dei diritti (quello che lavora o che paga qualcuno perchè lavori per lui). Un ottimo strumento. A lui scegliere se utilizzarlo o no. Non deve essere l'unico (guai ai monopoli) ed è bene che ci sia.Al mercato (cioè a noi) scegliere quello che si adatta meglio alle nostre esigenze.Alla legge difendere la diversità.Per la cronaca, non credo che la M$ sia poi così in pericolo. Magari comincerà ad esserlo se il suo Palladium (Windows 2003) farà fiasco.Ma con tutti quei soldi, a me sembra più un pericolo per noi.

          Si puo' applicare anche al mondo
          dell'hardware e dei beni anche se il suo
          terreno ideale e dove poteva meglio
          attecchire era il volatile software fatto di
          bit.
          Qualche dubbio c'è l'ho. Vedremo se l'OpenHardware prenderà piede. Ma per produrre un auto, non ho dubbi che non ha futuro. Troppa ricerca. Troppi costi fissi. Troppi investimenti in impianti. C'è contesto e contesto.Ma è bene che nulla vieti di applicare questo modello (e gli altri!) a quel settore.
          Pure Galileo Galilei fu preso per pazzo.
          Pure i primi piloti e meccanici che
          cominciarono a mettere delle strane marmitte
          a forma di pance che si chiamano espansioni,
          nei motori a 2 tempi furono presi per pazzi.
          E potrei continuare all'infinito con tanti
          esempi.
          L'unica via di salvezza per il mondo e' il
          NO-PATENT e vi posso anche descrivere il
          perche' e per come.Avanti, please.Ciao,Marlenus
          • Mechano scrive:
            Re: I brevetti affamano il mondo
            - Scritto da: Marlenus

            L'unica via di salvezza per il mondo e' il

            NO-PATENT e vi posso anche descrivere il

            perche' e per come.

            Avanti, please.La gratuita' del software libero e' una conseguenza del fatto che il software non perde di qualita' e non ha costi fissi di produzione e trasformazione dalle materie prime. Certamente nessun bene materiale potra' essere gratuito ci sono operai da pagare, cosi' come energie da bruciare e materie prime da estrare e trasformare o riciclare.Ma il pensiero "libero" ossia la libera circolazione delle idee e delle invenzioni puo' aiutare a risparmiare un sacco di soldi ma soprattutto ad innovare veramente, oltre che aiutare tutti i paesi del mondo.Se tutte le tecniche produttive, le nozioni, le idee, lo stesso prototipo industriale teorico, ossia la simulazione automatica che stanno alla base di un qualsiasi oggetto dell'industria moderna fossero liberi e avessero uno sviluppo identico a quello del software libero qualsiasi azienda potrebbe prenderli e migliorarli, ma soprattutto focalizzarsi essenzialmente sulla sola produzione.Internet e' importantissimo in questo processo perche' e' proprio lo strumento che ci voleva per la condivisione della conoscenza e per il contatto veloce tra gli uomini per migliorarne la collaborazione.Se si lavorasse tutti insieme e direi tendenzialmente in maniera gratuitao cercando i proventi altrove invece che nell'atto creativo, o rispettando quella che e' la filosofia che vuole l'atto creativo come qualcosa di piacevole e spontaneo, tutta una miriade di progetti cosi' come avviene gia' con Linux e il software libero, sarebbero ampiamente diffusi e disponibili su Internet e a disposizione di tutti.Qualsiasi azienda o Stato potrebbero focalizzarsi sul solo investimento per la catena di montaggio e il reperimento delle materie prime. Gli investimenti si possono fare anche in R&D ma posono essere inferiori proprio perche' sarebbero fatti da tutti. Non dimentichiamoci che chi scrive software libero oggi, molto spesso trova tantissimo lavoro fatto da altri al quale aggiungere o correggere qualcosa, e rilasciando a sua volta tali modifiche ha prodotto benefici per gli altri cosi' come gli altri ne avevano dati a lui con tutto il materiale pronto che gli ha fatto risparmiare tanto tempo e fatica.A questo punto in qualsiasi Stato si possono creare fabbriche di qualsiasi cosa, gli investimenti saranno minori e soprattutto il costo dei prodotti finiti saranno solo quelli sufficienti a coprire i salari degli operai, i costi per materie prime ed energia, distribuzione e un discreto margine di guadagno per tutti distribuzione compresa. Non ci sono i costi di ricerca e sviluppo (R&D) e neppure quelli spesi per l'acquisto di brevetti detenuti da altri. Perche' chi ha un berevetto e lo fa pagare fa ricadere questo costo su tutto l'atto produttivo del bene.Si ma chi li paga gli inventori e la gente sviluppa questi progetti, dall'automobile al tostapane?Puo' non pagarli nessuno, possono essere persone che lavorano a cio' nel tempo libero, possono pagarli le aziende stesse che non possono aspettare che questi individui tirino fuori qualcosa di utile dal tempo libero, possono pagarli gli Stati che dovrebbero fare gli interessi della collettivita' aiutandoli ad avere rapidamente e sempre a costi piu' bassi tali beni.Non ci sarebbero eccessive poverta' nel mondo, perche' nessun'azienda potra' sfruttare i suoi brevetti per raggiungere una massa economica tanto grande. In ogni stato costerebbe meno metter su una fabbrica di qualsiasi cosa, si abbatterebbe un bel po' di poverta' ma soprattutto disoccupazione ed emigrazione.Imaggina un sistema di prototipazione on line collegato ad una catena di montaggio di una fabbrica in qualsiasi parte del mondo pronta ad accettare ordini di manufatti via Internet.Prendere su Internet un progetto di uno Swatch che prendo liberamente, al quale incollo la foto di mamma' e lo spedisco alla catena di montaggio con un numero che contrassegna il mio ordine, viene prodoto impacchettato e spedito Mr. Mechano, Via della Mechanica 999, Mechanolandia (MH)Ad un prezzo molto basso e senza intermediari per giunta.Se tutto arrivasse a costare cosi' poco non ci sarebbe neppure bisogno di essere tanto ricchi per potersi permettere tanti di questi beni, e quindi anche il mondo del lavoro e quello sociale ne gioverebbero. Non bisognerebbe sfacchinare, ne' commettere crimini particolarmente efferati per potersi permettere la maggior parte dei beni di prima necessita'.Non avrebbe tanto senso neppure perseguire bramosie di ricchezza alla base dello stesso desiderio di brevettare e proteggere da parte di molti individui che chiamano "sforzo" l'atto creativo e hanno solo gelosia e paura nei confronti di chi glielo vuole portar via.Se ci pensi un attimo sarebbe un mondo fattibilissimo e sicuramente piu' equo...--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
          • Marlenus scrive:
            Re: I brevetti affamano il mondo
            - Scritto da: Mechano
            La gratuita' del software libero e' una
            conseguenza del fatto che il software non
            perde di qualita' e non ha costi fissi di
            produzione e trasformazione dalle materie
            prime.Quindi l'atto creativo non è remunerato. I programmatori vivono d'aria. Nella scelta del lavoro da svolgere (spesso guidata ANCHE dalla quantità di denaro che ci aspetta di ottenere) programmare e inventare perde posizioni. Mancano i programmatori. Meno inventori. Quali incentivi usare per trovarne?
            Certamente nessun bene materiale
            potra' essere gratuito ci sono operai da
            pagare, cosi' come energie da bruciare e
            materie prime da estrare e trasformare o
            riciclare.Tutte le cose che hai detto sono altre parole per definire il lavoro. L'energia deve essere estratta, così come le materie prime, e ottenuta mediante lavorazioni che richiedono lavoro umano. Allora chi fa questi lavori è pagato, perchè è giusto, mentre chi crea no?
            Ma il pensiero "libero" ossia la libera
            circolazione delle idee e delle invenzioni
            puo' aiutare a risparmiare un sacco di soldi
            CUT
            Se tutte le tecniche produttive, le nozioni,
            le idee, lo stesso prototipo industriale
            teorico, ossia la simulazione automatica che
            stanno alla base di un qualsiasi oggetto
            dell'industria moderna fossero liberi e
            avessero uno sviluppo identico a quello del
            software libero qualsiasi azienda potrebbe
            prenderli e migliorarli, ma soprattutto
            focalizzarsi essenzialmente sulla sola
            produzione.Questo è, in parte, ottenuto con i brevetti. Rendo pubbliche le mie scoperte, invece di nasconderle sotto il materasso, in qualche scaffale in magazzino, di nasconderle come "trade secrets".
            Se si lavorasse tutti insieme e direi
            tendenzialmente in maniera gratuitao
            cercando i proventi altrove invece che
            nell'atto creativo, o rispettando quella che
            e' la filosofia che vuole l'atto creativo
            come qualcosa di piacevole e spontaneo,
            tutta una miriade di progetti cosi' come
            avviene gia' con Linux e il software libero,
            sarebbero ampiamente diffusi e disponibili
            su Internet e a disposizione di tutti.
            Qualsiasi azienda o Stato potrebbero
            focalizzarsi sul solo investimento per la
            catena di montaggio e il reperimento delle
            materie prime. Gli investimenti si possono
            fare anche in R&D ma posono essere inferiori
            proprio perche' sarebbero fatti da tutti.Mettere il solo vero processo creatore di ricchezza in condizione di non beneficiare DI UNA FETTA del frutto del suo lavoro mi sembra aberrante.
            Non dimentichiamoci che chi scrive software
            libero oggi, molto spesso trova tantissimo
            lavoro fatto da altri al quale aggiungere o
            correggere qualcosa, e rilasciando a sua
            volta tali modifiche ha prodotto benefici
            per gli altri cosi' come gli altri ne
            avevano dati a lui con tutto il materiale
            pronto che gli ha fatto risparmiare tanto
            tempo e fatica.

            A questo punto in qualsiasi Stato si possono
            creare fabbriche di qualsiasi cosa, gli
            investimenti saranno minori e soprattutto il
            costo dei prodotti finiti saranno solo
            quelli sufficienti a coprire i salari degli
            operai, i costi per materie prime ed
            energia, distribuzione e un discreto margine
            di guadagno per tutti distribuzione
            compresa.
            Non ci sono i costi di ricerca e sviluppo
            (R&D) e neppure quelli spesi per l'acquisto
            di brevetti detenuti da altri. Perche' chi
            ha un berevetto e lo fa pagare fa ricadere
            questo costo su tutto l'atto produttivo del
            bene.Non sta in piedi. Se non ci sono costi di R&D significa che non ci sono lavoratori pagati per creare nuovi prodotti, nuovi servizi, nuove cose utili a tutti. E' il mondo sarebbe ancora fermo al medioevo.
            Si ma chi li paga gli inventori e la gente
            sviluppa questi progetti, dall'automobile al
            tostapane?
            Puo' non pagarli nessuno, possono essere
            persone che lavorano a cio' nel tempo
            libero, possono pagarli le aziende stesse
            che non possono aspettare che questi
            individui tirino fuori qualcosa di utile dal
            tempo libero, possono pagarli gli Stati che
            dovrebbero fare gli interessi della
            collettivita' aiutandoli ad avere
            rapidamente e sempre a costi piu' bassi tali
            beni.Permettimi di escludere l'ultima. Lo Stato ha già compiti immani nel mantenere il sistema regolato. Non spetta a lui interferire nella libera allocazione del tempo e del denaro dei cittadini alla ricerca della felicità (che è una strada diversa per ciascuno), non ci sono motivi perchè debba decidere quali inventori devono essere pagati e quali no. O a chiunque si qualifichi inventore si da un tempo abbastanza grande per creare pagato da tutti?
            Non ci sarebbero eccessive poverta' nel
            mondo,eccessive? Cosa definisce una povertà accettabile? Il giudizio di qualcuno o peggio dello Stato?
            perche' nessun'azienda potra'
            sfruttare i suoi brevetti per raggiungere
            una massa economica tanto grande. In ogni
            stato costerebbe meno metter su una fabbrica
            di qualsiasi cosa, si abbatterebbe un bel
            po' di poverta' ma soprattutto
            disoccupazione ed emigrazione.Discutibile. La povertà è dovuta ad insufficiente accumulazione di conoscenza e/o insufficienti investimenti. Inoltre non si è mai vista un azienda che ha fatto massa (è diventata grande) solo sui brevetti. C'è ben altro dietro.Se gli stati "poveri" chiudessero le frontiere ai beni esterni (meno costosi e più avanzati perchè frutto di più anni di sistemi che premiano l'innovazione e l'imprenditorialità) penalizzerebbero la classe dominante (che in un modo o nell'altro riesce ad acquistarli) per permettere la nascita di aziende interne. Con il tempo arriverebbero al punto di poter competere (vedi le tigri asiatiche) e grazie anche all'enorme massa di conoscenza già accumulata che potrebbero usare (I brevetti scadono!). Resta da vedere se un paese che scegliesse questa strada non finirebbe male per altri motivi. Ma non fasciamoci la testa....

            Imaggina un sistema di prototipazione on
            line collegato ad una catena di montaggio di
            una fabbrica in qualsiasi parte del mondo
            pronta ad accettare ordini di manufatti via
            Internet.
            Prendere su Internet un progetto di uno
            Swatch che prendo liberamente, al quale
            incollo la foto di mamma' e lo spedisco alla
            catena di montaggio con un numero che
            contrassegna il mio ordine, viene prodoto
            impacchettato e spedito
            Ad un prezzo molto basso e senza
            intermediari per giunta.Mai pensato che TUTTA l'innovazione nel design, nella moda, viene dalla necessità di differenziarsi per fare profitti in un settore maturo? Che gli intermediari si pappino molto più del loro valore aggiunto mi trovi d'accordo.

            Se tutto arrivasse a costare cosi' poco non
            ci sarebbe neppure bisogno di essere tanto
            ricchi per potersi permettere tanti di
            questi beni, e quindi anche il mondo del
            lavoro e quello so
          • Mechano scrive:
            Re: I brevetti affamano il mondo
            - Scritto da: Marlenus

            La gratuita' del software libero e' una

            conseguenza del fatto che il software non

            perde di qualita' e non ha costi fissi di

            produzione e trasformazione dalle materie

            prime.

            Quindi l'atto creativo non è remunerato. I
            programmatori vivono d'aria. Nella scelta
            del lavoro da svolgere (spesso guidata ANCHE
            dalla quantità di denaro che ci aspetta di
            ottenere) programmare e inventare perde
            posizioni. Mancano i programmatori. Meno
            inventori. Quali incentivi usare per
            trovarne?Allora hai memoria corta.L'atto creativo e' spontaneo, non e' necessario alcun incentivo e l'incentivo e' spesso solo psicologico. Nel senso che vanita' e anche semplice soddisfazione proveniente dall'atto creativo per molte persone sono sufficienti remunerazioni. Che poi l'apporto di denaro abbia accelerato lo sviluppo del software libero e' un altro discorso. Ma ricorda sempre, e questo e' chiaramente descritto negli studi sull'etica hacker, che non ha accelerato perche' ha incentivato in se come simbolo il solo denaro, ma ha accelerato perche' ha permesso ad hacker in gamba di potere dimenticare il problema principale della sopravvivenza, ossia cercare un lavoro anche estraneo alla produzione di software libero, che permetta di sopravvivere, e dedicare allo sviluppo di software solo il tempo libero, come hobby.Questo ha permesso a queste persone in gamba di dedicare tutto il loro tempo a progetti del software libero.Poi nel mondo di Linux in particolare ci sono altri incentivi, che sono anche l'odio per Micro$oft e quello che rappresenta, e il cercare di abbattere monopoli ed etiche commerciali tradizionali del software.
            Tutte le cose che hai detto sono altre
            parole per definire il lavoro. L'energia
            deve essere estratta, così come le materie
            prime, e ottenuta mediante lavorazioni che
            richiedono lavoro umano. Allora chi fa
            questi lavori è pagato, perchè è giusto,
            mentre chi crea no?Chi lavora applica nozioni, se non potessero applicarle perche' il loro datore di lavoro (la loro azienda, loro stessi) non le puo' pagare a chi le ha brevettate e vuole compensi rivendicandone diritti questi non potrebbe lavorare. Tecniche di estrazione di combustibili e altre materie prime sono sempre conoscenza che dovrebbe essere libera.Si deve formare una coscienza collettiva per la quale sia eticamente riconosciuto che per l'atto creativo si possono anche chiedere soldi, ma che questo vada condiviso con tutti senza limitazioni, e con soltanto l'obbligo (e ti pare poco) per chi lo riceve di rilasciarlo alle stesse condizioni con cui l'ha ricevuto.Ricevo nozioni sull'estrazione di un minerale, durante l'uso di queste nozioni mi accorgo che alcune tecniche possono essere migliorate, miglioro queste nozioni me le uso per il mio fabbisogno reale, le rilascio libere cosi' come le ho trovate aggiungendovi le mie scoperte e migliorie. Chi verra' dopo di me potra' apportarvi altre migliorie, e magari l'inventore originario a sua volta le riprendera' evolute e anche lui migliorera' la qualita' dell'estrazione del minerale, cosi' tutti insieme usiamo la migliore tecnica possibile, senza estrattori di serie A e B solo perche' quello di serie B non aveva i soldi per acqusitare i diritti di sfruttamento di una tecnica particolare detenuti dall'azienda che l'aveva inventata inizialmente e ci continua a specularci e sfruttarla ancora economicamente.
            Questo è, in parte, ottenuto con i brevetti.
            Rendo pubbliche le mie scoperte, invece di
            nasconderle sotto il materasso, in qualche
            scaffale in magazzino, di nasconderle come
            "trade secrets".Sai benissimo che questa e' un'ipocrisia! Chi brevetta qualcosa lo fa per impedire che qualcun'altro arrivi alle stesse tecniche e le brevetti lui per primo. Chi brevetta per primo sfrutta dei diritti fittizi sull'invenzione su chi non e' riuscito ad arrivarci. Poi ci stanno tutta una serie di altri sporchi giochi su prezzi e scambi di brevetti, se un concorrente col mio brevetto fa qualcosa che possa pesantemente entrare in concorrenza coi miei prodotti, gli faccio pagare caro il diritto di sfruttamento del mio brevetto per impedirgli di esere concorrenziale rispetto ai miei prodotti. Che io sappia il mercato dei brevetti e senza regole fisse sui prezzi, e addirittura di possono negare gli usi di un brevetto senza fornire motivazioni o invendole pergiunta (vedi SCO vs IBM).
            Mettere il solo vero processo creatore di
            ricchezza in condizione di non beneficiare
            DI UNA FETTA del frutto del suo lavoro mi
            sembra aberrante.E a me sembra aberrante l'opposto, ossia il pretendere di sfruttare all'infinito diritti che spetteranno sempre meno.Ormai molto e' stato inventato in qualsiasi campo, la maggior parte del lavoro e' di miglioria e affinamento. Nel senso che non nel campo dei motori una vera nuova invenzione sarebbe un motore a propulsione alternativa (magnetica o altro) piu' che un rivoluzionario sistema di alimentazione per i comuni motori a ciclo 8.Se sempre piu' l'atto creativo si ridurra' ad un semplice miglioramento di progetti liberi gia' esistenti, non vedo di che FETTA di ricchezza debba essere remunerato l'autore che ha solo perfezionato inventandoci sopra qualcosa.Io direi che in un nuovo sistema di alimentazione bisognerebbe allora prevedere remunerazione anche per chi invento' il primo carburatore e poi le iniezioni meccaniche e cosi' via. E dato che tutti i progetti liberi riportano una vera e propria genealogia di autori e modificatori, sara' facile dividere questi proventi tra tutti non credi?Attenzione pero' che non tutto e' perduto al tuo modo di vedere le cose...Nulla vieta all'inventore di questo sistema di farsi pagare bene con anche un sovrapprezzo il suo prodotto, ma avendo lasciato libera la sua idea presto ci sara' chi la utilizzera' per produrre lo stesso oggetto senza quel sovrapprezzo. Oppure chi ha avuto l'idea la puo' vendere ad un'altra azienda che vuole produrre lo stesso oggetto. L'obbligo e' sempre li, essendo un bene dell'umanita' glielo devi, glielo devi dare cosi' come il resto dell'umanita' ti dara' altre nozioni e conoscenze.Deve diventare una specie di legge, prendo-ricevo quindi do-regalo. Il problema e' solo superare lo scetticismo iniziale, poi pian piano diventa una regola, come respirare, dire grazie quando ci si vede aprire la porta e far passare, come aiutare la vecchina ad attraversare la strada, deve entrare nel nostro codice genetico, come stanno facendo gli hacker che compongono numerose aziende di software libero.Spesso scrivono anche qui tra questi forum, e dicono, io sono contento di scrivere software libero e guadagno anche. Ricevo, trovo un sacco di materiale gia' pronto, con tutti i sorgenti, che spesso non devo pagare e che mi insegna tecniche nuove e mi risolve problemi importanti, ed in cambio ringrazio, rilasciando anche quello che ci ho aggiunto i
          • Mechano scrive:
            Re: I brevetti affamano il mondo
            SEGUITO...

            Non ci sono i costi di ricerca e sviluppo

            (R&D) e neppure quelli spesi per l'acquisto

            di brevetti detenuti da altri. Perche' chi

            ha un berevetto e lo fa pagare fa ricadere

            questo costo su tutto l'atto produttivo del

            bene.

            Non sta in piedi. Se non ci sono costi di
            R&D significa che non ci sono lavoratori
            pagati per creare nuovi prodotti, nuovi
            servizi, nuove cose utili a tutti. E' il
            mondo sarebbe ancora fermo al medioevo. Ma che dici? Ma se abbiamo detto che comunque ci sara' gente che vorra' sperimentare cose nuove, gente curiosa e che spontaneamente prova e riprova a migliorare le cose. E poi prima dell'arrivo della spinta dei grandi (IBM, HP ecc.) Linux per quasi dieci anni ha progredito da solo, questo che e' medioevo?E poi se ad un'azienda serve qualcosa puo' sempre finanziarla questa R&D, ma poi rilasciarla libera perche' altri la possano prendere ed usare e migliorare ancora e rilasciare a loro volta. Si deve abbattere la barriera dell'egoismo e dell'invidia. Non si devono pensare i propri investimenti come buttati via e per di piu' hanno aiutato altri ad avere la stessa cosa per la quale io ho pagato, gratis.Se si comincia non finira' piu', oggi io do una cosa in un campo, mi serve, la pago e pazienza gli altri l'avranno gratis. Ma io a mia volta quante cose avro' gratis dagli altri?Parliamo sempre di nozioni sia chiaro. Conoscenza, studi di fattibilita', progetti, ecc.
            Permettimi di escludere l'ultima. Lo Stato
            ha già compiti immani nel mantenere il
            sistema regolato. Non spetta a lui
            interferire nella libera allocazione del
            tempo e del denaro dei cittadini alla
            ricerca della felicità (che è una strada
            diversa per ciascuno), non ci sono motivi
            perchè debba decidere quali inventori devono
            essere pagati e quali no. O a chiunque siMa puo' finanziare gli studi, le universita', fornire gli strumenti come connettivita' ad internet, libri e tante altre cose utili affinche' ci sia un'alta e accessibile disponibilita' di ogni conoscenza.E ne difenda la condivisione. E che lo facciano tutti gli Stati!
            qualifichi inventore si da un tempo
            abbastanza grande per creare pagato da
            tutti?Ci potrebbero essere campi in cui una cosa utile a tutti potrebbe essere finanziata dagli Stati, per esempio software per le pubbliche amministrazioni, o qualche oggetto utile allo Stato, questi si sarebbe una buona idea finanziarli. Lo Stato non sarebbe molto divverso dalle aziende che finanziano per qualcosa che gli serve e naturalmente la rilasciano libera perche' altri Stati la sfruttino e la migliorino.
            eccessive? Cosa definisce una povertà
            accettabile? Il giudizio di qualcuno o
            peggio dello Stato?No, lo definisce il numero di pasti che servono per non rischiare la denutrizione le malattie e la morte.
            Discutibile. La povertà è dovuta ad
            insufficiente accumulazione di conoscenza
            e/o insufficienti investimenti. Inoltre non
            si è mai vista un azienda che ha fatto massa
            (è diventata grande) solo sui brevetti. C'è
            ben altro dietro.Philips e Sony vivono quasi essenzialmente di quelli!Microsoft similmente anche di qualcosa di chiuso che non vende ma da solo in licenza (il software), e sfrutta condizioni di monopolio che e' riuscita a raggiungere grazie a formati chiusi e ad un buco libero che ci fu negli anni '80 nel mercato desktop.Le case discografiche a loro volta di cosa vivono? E cosa sfruttano per decenni? Hai visto come la Disney e' riuscita a farsi rinnovare diritti di sfruttamento ormai decennali su tutti i suoi personaggi? Eppure quante aziende avrebbero sperato di poter utilizzarli per produrre tanti altri giocattoli, fumetti e prodotti per bambini? E invece i soldi hanno ancora vinto. Anche se c'e' lo zampino dello Stato americano perche' cosi' tutti i proventi dallo sfruttamento dei personaggi Disney vengono negli USA e non si disperdono anche verso aziende di altri paesi.Pensa che Time Warner sfrutta ancora diritti sulla camzone Happy Birthday to You. Dopo tanti anni se la vuoi mandare dagli altoparlanti di un Mc Donalds o un centro commerciale ci devi pagare i diritti a Time Warner.CONTINUA...
          • Mechano scrive:
            Re: I brevetti affamano il mondo
            ...SEGUITO
            Se gli stati "poveri" chiudessero le
            frontiere ai beni esterni (meno costosi e
            più avanzati perchè frutto di più anni di
            sistemi che premiano l'innovazione e
            l'imprenditorialità) penalizzerebbero la
            classe dominante (che in un modo o
            nell'altro riesce ad acquistarli) per
            permettere la nascita di aziende interne.Ne subirebbero azioni di rappresaglia. Ti ricordo che questi paesi dipendono per gran parte dei prodotti finiti dai paesi occidentali, e poi anche si vedrebbero negati prestiti e azioni di embargo per generi necessari. I paesi ricchi sanno essere molto convincenti per certe cose... E quando non ci riescono cosi' ci vanno con le bombe, in Iraq gli hanno portato la democrazia, ma va pagata x tonnellate di petrolio. E stanno gia' litigando con l'Europa per lo sfruttamento dell'etere: GSM o il sistema americano?
            Con il tempo arriverebbero al punto di poter
            competere (vedi le tigri asiatiche) e grazie
            anche all'enorme massa di conoscenza già
            accumulata che potrebbero usare (I brevetti
            scadono!). Resta da vedere se un paese che
            scegliesse questa strada non finirebbe male
            per altri motivi. Ma non fasciamoci la
            testa....Nessun brevetto scade se dietro ci sono interessi importanti. Il tubo Trinitron la Sony l'ha lasciato andare perche' il CRT e' in agonia e ormai il futuro e' plasma ed LCD.Tanto e' vero che invece Disney Topolino e i vari paperi non li ha mica mollati.Questo intendo io per massa economica critica di un'azienda. Il raggiungimento di poteri che le permettono di corrompere e causare una "distorsione" nelle leggi, che la favoriscano.
            Mai pensato che TUTTA l'innovazione nel
            design, nella moda, viene dalla necessità di
            differenziarsi per fare profitti in un
            settore maturo? E che cosa avrebbe fatto il mio Swatch per essere massificato? Non ce l'ha nessuno con la foto di mia mamma.Progetti liberi e modificabili disponibili anzi significano proprio l'opposto...Aziende piccole e dinamiche pronte ad offrire catene di montaggio e prototipazione finale a tutti i piccoli e medi clienti. Si prende un progetto, che so' un tostapane in acciaio inox con determinate caratteristiche di robustezza, l'utente finale se lo modifica per farlo entrare nella mensola della sua cucina, (un po' piu' basso e meno largo) e se lo fa produrre. Adesso invece se qualcosa non conviene farla se non in grandi volumi, non la si fa. Quel tostapane costera' piu' di quanto ne costa uno da grandi volumi, ma se la mia struttura libera da brevetti funziona oltre che nella mia mente bacata, allora costera' comunque abbastanza poco da potercelo permettere, dato che tutta la "scienza" che lo descrive e' li' libera e disponibile per tutti, non e' costata quasi nulla se non lo sforzo dei creativi che lo hanno prodotto e costera' solo le spese di materiali e produzione.Tra l'altro il bello di tutto cio' potrebbe essere anche l'abbattere le regole di mercato che vogliono il valore di un prodotto dato dal marketing e dallo studio di quanto una persona e' disposta a pagarlo per averlo piu' che da suo rapporto prezzo/prestazioni.
            Che gli intermediari si pappino molto più
            del loro valore aggiunto mi trovi d'accordo.I commercianti sono la "razza" piu' viscida ed inutile del mondo. Non sono creativi ma solo una sorta di parassiti che vogliono guadagnare il piu' possibile da un passaggio di consegne.
            Il concetto di ricchezza e povertà è
            relativo. Sotto molti aspetti un ricco
            antico romano godeva di meno vantaggi di un
            povero oggi (ospedali, possibilità di
            movimento, qualità del cibo, ecc..)Trasfiguralo nella nostra epoca con la differenza tra l'americano medio e gli abitanti di una metropoli indiana, africana o sudamericana, e ti accorgerai delle conseguenze e del significato del libero mercato in un mondo di brevetti quasi tutti americani (e giapponesi).
            Non ti offendere, ma quanti anni hai?31--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
      • Anonimo scrive:
        Re: I brevetti affamano il mondo
        - Scritto da: Marlenus
        Ma è nato per permettere ai deboli di
        difendersi dai prepotenti (e per incentivare
        l'innovazione).
        Come il copyright. Come la legge.Ehhh certo che ne hanno fatta di strada. 8)Pero' non sono proprio sicuro che siano nati cosi': pensavo che fossero nati per incoraggiare investimenti in campi che richiedevano un enorme investimento iniziale, a fronte di ricavi difficilmente quantificabili.
        Senza il brevetto molti deboli (le persone
        fisiche, le microaziende, ecc..) NON
        POTREBBERO occuparsi di innovazione perchè
        il bisogno primario di mangiare avrebbe la
        precedenza. Hmmmmmmm...be'... dire sostanzialmente che il brevetto serve a difendere la ricerca mi pare un pochino grossolano.
        E' vero che esiste il tempo
        libero, ma hai notato che tende a ridursi
        sempre più ai lavoratori?E gia'... hai mai visto le pubblicita' di un nuovo RAD? "Farai il doppio in un decimo del tempo!"...pero' se il mio capo l'acquista io lavoro sempre 40 ore, con la stessa paga, come mai? 8)
      • Anonimo scrive:
        Re: I brevetti affamano il mondo
        Forse il pensiero di Mechano sara' un po' ortodosso, ma di ortodossia ve n'e' anche troppa nel senso opposto.Porto come esempio quella azienda americana che ha brevettato il genoma di una razza di riso indiano (mi pare che si chiami Basmati, ma non sono sicuro).Adesso che cosa fara'?? Chiedera' a tutti i milioni di indiani che lo utilizzano da cinquemila anni di pagare le royalties per il suo brevetto??Secondo me i brevetti, come tutti gli strumenti legislativi, possono essere modificati a proprio favore da chi detiene il potere (economico) fino a stravolgerli.Regola aurea dei mercati:CHI HA L'ORO, FA LE LEGGI.
    • Anonimo scrive:
      Re: I brevetti servono
      - Scritto da: Anonimocut
      Io credo che non ci sarebbe innovazione
      senza la brevettabilità di un
      invenzione..... Certamente, non ci sarebbe ne innovazione ne progresso?Fortunatamente i brevetti sono stati la prima formidabile invenzione dell?uomo primitivo, ed e? per questo motivo che ci siamo evoluti, senza i brevetti staremmo ancore nelle caverne.P.s. una curiosità quanto hai pagato di royalty per la tua scoperta.
  • Goul_duKat scrive:
    Investimenti con rendita del 80% !!!
    ma da quando un investimento porta cosi' tanto guadagno ???ah si ho capito ... si pagano le aziende per far lavorare CONTRATTI A PROGETTO e CO.CO.CO. sotto pagati per il lavoro che fanno nell'ICT e cosi' l'azienda oltre a lucrare sul lavoro del poveretto sfruttato e sotto pagato ci lucra anche perche' lo stato lo sovvenziona !!! bella schifezza !!!io ultimamente mi pento che i miei genitori e parenti siano rimasti in italia dopo 30 anni di sinistra che ci ha dato questo bell'andazzo di industrie lavoro e mentalita' lavorativa.bho cmq sta gente non si rende ancora conto che il campo IT ICT e tecnologico in genere e' saturo di gente che non sa fare il loro lavoro, assunti solo perche' nel periodo di boom servivano scalda poltrone ... ed ora ... grazie alle leggi le societa' non si possono liberare di dipendenti fancazzisti per assumere invece gente che ha veramente passione del campo, ed invece e' costretta o a stare a casa o ad accettare contratti avvilenti castranti senza vie di uscita e senza crescita.
    • Anonimo scrive:
      Re: Investimenti con rendita del 80% !!!
      Trentanni di sinistra?? Ma dove hanno vissuto i tuoi? Ci sono stati caro mio 50 anni di DC che sinistra non era proprio, ora ce saranno altri 20 di Berluska che ci aggiusterà per le feste altro che sinistra......
      • Anonimo scrive:
        Re: Investimenti con rendita del 80% !!!
        - Scritto da: Anonimo
        Trentanni di sinistra?? Ma dove hanno
        vissuto i tuoi? Ci sono stati caro mio 50
        anni di DC che sinistra non era proprio, ora
        ce saranno altri 20 di Berluska che ci
        aggiusterà per le feste altro che
        sinistra......Togliti i prosciutti dagli occhi e smettila di credere alle favolette che ti raccontano: in tutti gli anni 70 fino ad ora l'Italia è stata governata dalle sinistre attraverso il consociativismo. Sono 30 anni di occupazione della vita sociale e istituzionale da parte di DC, PSI e PCI. Un governo ufficioso e non ufficiale, ma che ha tenuto le redini dell'Italia per 30 anni.Un esemipio. RAI3 è stata fatta per dare una televisione anche al PCI, dopo che RAI1 è stata attribuita alla DC e RAI2 al PSI, creando di fatto un monopolio televisivo dei partiti di governo. Quel monopolio è stato denunciato a gran voce dai radicali, perché non lasciava spazio agli altri partiti di comparire (l'attuale par condicio), ma che tutti hanno ignorato. Ora che quei partiti si sono visti sottrarre il monopolio, gridano allo scandalo, facce di *****!
        • Anonimo scrive:
          Re: Investimenti con rendita del 80% !!!
          Se proprio devi declamare con tanta grazia e rispetto la tua opinione telefona a radio radicale, è li per quelli come te
        • Anonimo scrive:
          Re: Investimenti con rendita del 80% !!!

          Togliti i prosciutti dagli occhi e smettila
          di credere alle favolette che ti raccontano:
          in tutti gli anni 70 fino ad ora l'Italia è
          stata governata dalle sinistre attraverso il
          consociativismo. ehm io nei 70 c'ero e non vedevo un governo tanto di sinistra (se vuoi guarda le leggi e dimmi se erano centrate sulla distribuzione equa dei profitti ) : a livello centrale il pentapartito metteva il pci in minoranza e faceva quel che voleva, nelle amministrazioni locali governava chi le vinceva diciamo 50 e 50 tra pentapartito e pciin pratica secondo te se ti picchiano in 5 e te cerchi di calmarli a parole visto che non hai forze per reagire, sei d'accordod'altra parte ti ricordo che gladio avrebbe cercato di impedire di governare alle sinistre anche se avessero vinto con maggioranza schiacciante
          Un esemipio. RAI3 è stata fatta per dare una
          televisione anche al PCI, dopo che RAI1 è
          stata attribuita alla DC e RAI2 al PSI,
          creando di fatto un monopolio televisivo dei
          partiti di governo. se passa la logica (sbagliata ) della lottizzazione , perche' un partito con il 30 % dei voti non deve avere un canale ?
          Ora che quei partiti
          si sono visti sottrarre il monopolio,
          gridano allo scandalo, facce di *****!ora che un unico partito-azienda ha acquisito il monopolio del pubblico (e non dire di rai3, se fosse in mano alle sinistre luttazzi non sarebbe stato cacciato) e con leggi ad hoc e accordi anche del privato a spese dei legittimi proprietari (vedi europa 7 occupata da rete 4 , la 7 affondata da provera per far piacere a mediaset) certo le cose vanno meglio e la democrazia impera
    • Anonimo scrive:
      Re: Investimenti con rendita del 80% !!!
      cmq guarda che si chiama Gul Dukat, non Goul :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Investimenti con rendita del 80% !!!
      - Scritto da: Goul_duKat

      io ultimamente mi pento che i miei genitori
      e parenti siano rimasti in italia dopo 30
      anni di sinistra che ci ha dato questo
      bell'andazzo di industrie lavoro e
      mentalita' lavorativa.
      Hahahahahahaha!!!Chiedo scusa, forse sono un po' in ritardo ma ho aperto solo ora.30 anni di sinistra?Goul_duKat, ma tu eri o no in Italia in questi 30 anni???Cosa intendi dire con "sinistra"?Ciao!!!:)
  • ACD scrive:
    Ancora con questi brevetti
    Oddio, ma qualcuno si vuole rendere conto che i brevetti sul software fanno piu' danno che altro???ACD
    • Goul_duKat scrive:
      Re: Ancora con questi brevetti
      - Scritto da: ACD
      Oddio, ma qualcuno si vuole rendere conto
      che i brevetti sul software fanno piu' danno
      che altro???

      ACDno qua' sono ottusi ... quando gli si dice se hai un idea la brevetti e poi ci lucri tutti ci si fiondano ...ma poi quando vai a vedere in sistemi del genere quelli che ci lucrano sono le multinazionali che con mille teste sotto brevettano tutto a loro nome, possono bistrattare i privati o le piccole aziende in cause millenarie, e che cmq fanno quello che vogliono cmq ...ah cmq sappiatelo piccoli capetti, piccole aziende che siete in italia con queste nuove regolette chiuderete tutte !!! vinceranno solo i grandi !!!quindi aprite gli occhi levate le fette di salame ed invece di recludere le idee lasciatele fruire a tutti condividetele e fate prosperare il genere umano non pensate in tempi brevi ad arricchirvi che tanto non servono a nulla i soldi ... hanno una durata effimera nella nostra storia, quindi se volete che i vostri figli dei vostri figli dei vostri figli dei vostri figli ... vivano bene e vi ringrazino di avergli regalato la vita, pensate bene a quello che fate oggi.per ora io non riesco a ringraziare il mio albero genialogico di avermi regalato sta vita di merda in un mondo di schiavi e di padroni dove sei schiacciato e soffocato e non puoi crescere nel campo che adori stando bene e regalando al mondo nuove soluzioni e migliorandolo.mi sa che qua' il 99% della popolazione e' nato con trisonomia di un cromosoma ... ed invece e' proprio quell'1% che e' l'umanita' vera.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ancora con questi brevetti

        mi sa che qua' il 99% della popolazione e'
        nato con trisonomia di un cromosoma ... trisonoche' ????
        • Goul_duKat scrive:
          Re: Ancora con questi brevetti
          - Scritto da: Anonimo

          mi sa che qua' il 99% della popolazione e'

          nato con trisonomia di un cromosoma ...

          trisonoche' ????la sindrome di down ...
          • Anonimo scrive:
            Re: Ancora con questi brevetti
            un po ot comunque credo si dica trisomiae l'albero dovrebbe essere genealogicoquando combatti con uno scaldapoltrone non licenziabile (come dici nel thread precedente) usa anche le armi della grammatica ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Ancora con questi brevetti
        Hai pienamente ragione. Se si vuole crescere bisogna condividere, non chiudere le innovazioni ma renderle pubbliche a tutti. Solo così si cresce tutti e tutti si beneficia del progresso. Coi brevetti e come vogliono estenderli sarà la fine.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ancora con questi brevetti
        - Scritto da: Goul_duKat

        - Scritto da: ACD

        Oddio, ma qualcuno si vuole rendere conto

        che i brevetti sul software fanno piu'
        danno

        che altro???



        ACD

        no qua' sono ottusi ... quando gli si dice
        se hai un idea la brevetti e poi ci lucri
        tutti ci si fiondano ...

        ma poi quando vai a vedere in sistemi del
        genere quelli che ci lucrano sono le
        multinazionali che con mille teste sotto
        brevettano tutto a loro nome, possono
        bistrattare i privati o le piccole aziende
        in cause millenarie, e che cmq fanno quello
        che vogliono cmq ...

        ah cmq sappiatelo piccoli capetti, piccole
        aziende che siete in italia con queste nuove
        regolette chiuderete tutte !!! vinceranno
        solo i grandi !!!

        quindi aprite gli occhi levate le fette di
        salame ed invece di recludere le idee
        lasciatele fruire a tutti condividetele e
        fate prosperare il genere umano non pensate
        in tempi brevi ad arricchirvi che tanto non
        servono a nulla i soldi ... hanno una durata
        effimera nella nostra storia, quindi se
        volete che i vostri figli dei vostri figli
        dei vostri figli dei vostri figli ... vivano
        bene e vi ringrazino di avergli regalato la
        vita, pensate bene a quello che fate oggi.

        per ora io non riesco a ringraziare il mio
        albero genialogico di avermi regalato sta
        vita di merda in un mondo di schiavi e di
        padroni dove sei schiacciato e soffocato e
        non puoi crescere nel campo che adori stando
        bene e regalando al mondo nuove soluzioni e
        migliorandolo.

        mi sa che qua' il 99% della popolazione e'
        nato con trisonomia di un cromosoma ... ed
        invece e' proprio quell'1% che e' l'umanita'
        vera.Prima di postare pensate a chi è appena arrivato al lavoro...Na mazzata di pessimismo così ti distrugge!Nonostante tutto concordo
    • Anonimo scrive:
      Re: Ancora con questi brevetti
      - Scritto da: ACD
      Oddio, ma qualcuno si vuole rendere conto
      che i brevetti sul software fanno piu' danno
      che altro???Piu' che altro tendono a cristallizzare il mercato, a favore di chi sta gia' davanti...Curioso che chi sta dietro sia cosi' ansioso di metterli in opera...Hmmm... bizarro come la storia si evolva, nevvero? Se qualcuno di voi ha mai letto Gibson, sapra' che parla di 'zaibatsu' come grandi grosse lente burocratizzate compagnie giapponesi, mentre quelle americane erano piccole e scattanti, concentrati di genio (eh eh eh).E' buffo vedere che nella realta' le grandi, grosse, lente e burocratizzate compagnie sono soprattutto americane... Ci sono anche quelle piccole e scattanti, per la verita', si chiamano 'litigation companies' e sono quelle che sulla base di brevetti fumosi minacciano cause a destra e a manca (verso bersagli piccoli, mica scemi ;) ) o il versamento di un obolo. Di solito gli versano l'obolo...Bah...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ancora con questi brevetti
      - Scritto da: ACD
      Oddio, ma qualcuno si vuole rendere conto
      che i brevetti sul software fanno piu' danno
      che altro???
      a chi fanno danno?al grande capitale...?....non credo..al piccolo capitale e all'utente? probabile....ma chissenefrega...dell'utente o del piccolo capitalista...come dice ferrara lo scopo del capitalismo e' il profittoe conoscendo il gioco i capitalisti ci giocano...tutti i discorsi contro la proprieta intellettuale sono "seghe" mentali idealiste che prescindono dalla prassi , in regime capitalistico qualunque cosa genera profitto e' funzionale al capitalismo quindi anche la proprieta intellettualeOpenCurcio*** Ora e Sempre Resistenza ***
  • Anonimo scrive:
    Che bello!
    Si!!!Finalmente anche noi avremo, a similitudine degli USA,una legge sui brevetti dove il primo che brevettera'l'acqua calda potra' goderne di tutti i privilegi!Tutto cio` mi riempie di gioia e di orgoglio nazionalista.Molto meglio cosi' che cercare una integrazione europea sui brevetti!!
    • Goul_duKat scrive:
      Re: Che bello!
      - Scritto da: Anonimo
      Si!!!
      Finalmente anche noi avremo, a similitudine
      degli USA,
      una legge sui brevetti dove il primo che
      brevettera'
      l'acqua calda potra' goderne di tutti i
      privilegi!
      Tutto cio` mi riempie di gioia e di orgoglio
      nazionalista.
      Molto meglio cosi' che cercare una
      integrazione europea sui brevetti!!si ma vuoi mettere quando poi la prima multinazionale di turno ti frega il progetto e tu muori in cause che non puoi vincere perche' e' come combattere contro i mulini a vento ???vi ricordate la storia del tamagochi ??? lo sapete quanto ha incassato la poveretta inventrice del pulcino dentro l'uovo digitale 0 !!!! ed anzi avra' perso milioni nel tentare cause !!!
      • ryoga scrive:
        Re: Che bello!
        Amico della giapponese? Non credo proprio.....Io sapevo che aveva incassato diversi milioni di yen....quindi non dire bugie :)
        • Goul_duKat scrive:
          Re: Che bello!
          - Scritto da: ryoga
          Amico della giapponese? Non credo
          proprio.....

          Io sapevo che aveva incassato diversi
          milioni di yen....quindi non dire bugie :)io invece ricordo notizie e petizioni di questa poveretta che si e' trovata ciulata sul progetto ...cmq puoi anche solo prenderlo come esempio
    • Anonimo scrive:
      Re: Che bello!
      - Scritto da: Anonimo
      Si!!!
      Finalmente anche noi avremo, a similitudine
      degli USA,
      una legge sui brevetti dove il primo che
      brevettera'
      l'acqua calda potra' goderne di tutti i
      privilegi!Ma dove vivi? Neanche negli USA e' cosi'.Diciamo che _qualcuno_ (e non il primo ca##one che passa per la strada) potra' brevettare l'acqua calda e goderne i benefici.
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