Locali notturni: si cambia bio-ritmo?

Breve viaggio nel futuro della nightlife: chip sottopelle per acquistare drink e riconoscimento facciale all'entrata delle discoteche. La biometria cambierà (anche) le regole del tempo libero


Roma – Sul rituale del sabato sera s’è detto praticamente di tutto: tonnellate di scritti, kilometri di pellicola e migliaia di tragici incidenti ci ricordano che le persone, arrivati alla fine di una lunga settimana, vogliono divertirsi da morire . Le tecnologie biometriche potrebbero però presto rivoluzionare ed condizionare la gioia di un’uscita “in libertà”.

Il mondo del divertimento notturno, negli ultimi anni, è infatti diventato un interessantissimo laboratorio per esperimenti biometrici , in grado secondo molti di anticipare comportamenti che diventeranno via via sempre più comuni. Nei prossimi anni potremmo assistere ad un cambio di paradigma e non solo nella vita notturna. Una rivoluzione che coinvolgerà tutti i settori della società, dovuta alla diffusione sempre più capillare di tecnologie digitali, ma soprattutto ad esigenze di carattere istituzionale, legate a questioni di sicurezza interna ed instabilità internazionale.

Basta andare oltreoceano per rendersi conto che i dispositivi di riconoscimento facciale , comparsi solo poche decine d’anni fa nell’ irrealtà della filmografia fantascientifica, sono ormai uno strumento affidabile e poco costoso per gestire la sicurezza di un locale notturno.

La BioBouncer , giovane azienda statunitense, propone già da qualche tempo un sistema di identificazione biometrica dal costo di appena 7500 dollari: una cifra assai inferiore rispetto a quanto viene richiesto da una squadra di buttafuori palestrati ed arrabbiati. L’apparecchio, costituito da piccole telecamere e da un apposito software compatibile con Windows, viene utilizzato all’entrata di una discoteca o di un bar e serve per riconoscere a vista un qualsiasi avventore. Basta schedare i clienti non appena varcano la soglia del locale, trascriverne i dati et voilà : ogni potenziale guastafeste è immediatamente riconoscibile, anche a distanza di anni.

Già, perché se uno dei clienti schedati dovesse far scattare una rissa, il proprietario di BioBouncer può stare sicuro che non lo vedrà mai più nel suo locale – anche se il teppista si rasa i capelli o cambia completamente vestito. Questo perché BioBouncer utilizza un sistema d’ analisi matematica del volto: un dato unico, difficilmente confondibile anche in un raffronto tra due gemelli omozigoti.

Ma questo è solo un anticipo di ciò che potrebbe presto accadere nella maggior parte dei luoghi pubblici, come le ultime notizie di cronaca britannica lasciano ampiamente presagire. Non serve andare fino negli Stati Uniti per vedere la tecnologia biometrica in azione. Basta andare nella vicina e visitatissima Barcellona, capitale del divertimento sulle coste spagnole del Mediterraneo.

Già da qualche anno, in un noto club notturno della movida cittadina, vengono utilizzati chip sottopelle per identificare immediatamente tutti i frequentatori. Niente code all’entrata, niente problemi con minorenni che si spacciano per adulti: uno scanner, rapido e precisissimo, è tutto quello che serve per avere una clientela decisamente selezionata ed altrettanto controllata.

L’uso degli impianti subdermali prenderà sempre più piede non appena potrà essere abbinato a sistemi biometrici di pagamento e transazione bancaria , simili a Pay by Touch . Così, grazie ad ingegnosi ed altrettanto semplici software, i baristi potranno sapere con esattezza il quantitativo di alcool consumato da ogni singolo avventore. Alla stessa maniera, sarà possibile marchiare e riconoscere immediatamente tutti quei clienti che hanno più volte alzato il gomito. E via dicendo, all’infinito – l’unico limite è la fantasia. La sicurezza aggiuntiva offerta dalle tecnologie biometriche non ha praticamente confini.

L’unico vero limite all’impiego della biometria, strumento poliedrico nelle mani di qualsiasi inventore, politico o imprenditore, è la privacy . Tuttavia la libertà non va mai troppo d’accordo con la sicurezza – mai, come in questo caso, si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Tanto più che di privacy in molti neppure vogliono sentir parlare.

Tommaso Lombardi

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  • Akiro scrive:
    dubbio
    non credo faccia molta differenza dove stanno i dati... (in pratica intendo).Tanto s'è visto che per mettere dei filtri non hanno impiegato molto...sicuramente c'è dietro dell'altro, altro che difesa della privacy degli utenti.
  • cla scrive:
    Ok, 1/2 problema l'hanno risolto
    Ora dove traslocheranno per evadere la richiesta che gli ha fatto il congresso americano?Già mi vedo "i ragazzi di mountain view" chiamati "i ragazzi delle cayman" ...Scherzi a parte, mossa furbissima e sicuramente più intelligente di quello che sembri, in una mossa sola:- Risolto il problema di immagine di "collaborazionisti" dei cinesi- Creato un precedente in cui possono dire: Siamo andati via da quei *comunistacci* cinesi perché non tutelavano i diritti umani, non vorrete voi *congresso* fare come loro vero????Che figata! Larry Page e Sergey Brin sono due draghiInchino e doppio inchinoCla!
  • Anonimo scrive:
    Re: da una dittatura ad un'altra...
    - Scritto da: Anonimo
    non so se preferirei avere i miei dati a Pechino
    o a New York...Prova la differenza..Mettiti a fare falung gong ( che e' una specie di ginnastica simile allo Joga,senza nessun altra cosa particolare) a Pechino...e prova a farla a New York..poi Se hai provato a farla a PEchino,ci rivediamo ( se ci rivediamo) tra una ventina d'anni..Sarai senza denti,con le braccia e il corpo pieno di piaghe per le scosse elettriche della tortura,con le ossa rotte dalle botte che ti hanno dato..Se vuoi,vai..e goditi il miracolo Cinese!!!
  • Anonimo scrive:
    un pò meno Goolag...
    ...per ora. Ma quando i cinesi minacceranno di fargli chiudere bottega e rispedirli a Mountainview se non gli danno i dati, mi sa che cederanno.
  • Anonimo scrive:
    Re: da una dittatura ad un'altra...
    sempre lì a lamentarsi di tutto...
  • Anonimo scrive:
    Re: da una dittatura ad un'altra...
    - Scritto da: Anonimo
    Usa motori di ricerca Iraniani ;)
    HammerOnTheNetDacci qualche link.
  • Anonimo scrive:
    Re: da una dittatura ad un'altra...
    Usa motori di ricerca Iraniani ;) HammerOnTheNet
  • Anonimo scrive:
    da una dittatura ad un'altra...
    non so se preferirei avere i miei dati a Pechino o a New York...
  • Anonimo scrive:
    Re: Una cosa buona
    - Scritto da: Anonimo
    Quel che si dice un buon esempio..e anche di piu', visto che lo hanno fatto per primi.oh, non puoi parlar male di google che subito te ne fanno pentire :) se continua cosi' a natale mando le cartoline a loro invece che a papa rex noel.
  • Anonimo scrive:
    Re: Una cosa buona
    Quel che si dice un buon esempio..
  • QW scrive:
    Re: Una cosa buona
    - Scritto da: otacu
    Non che li trasformi automaticamente in degli
    eroi ma almeno hanno fatto questo. Braviconcordo
  • Anonimo scrive:
    Re: Una cosa buona
    Io ho molta fiducia in google oltre al fatto che sviluppano software meglio di chiunque altro.Le loro alfa version sono migliori delle release finali di molte altre aziende!
  • otacu scrive:
    Una cosa buona
    Non che li trasformi automaticamente in degli eroi ma almeno hanno fatto questo. Bravi
    • Anonimo scrive:
      Re: Una cosa buona
      - Scritto da: otacu
      Non che li trasformi automaticamente in degli
      eroi ma almeno hanno fatto questo. BraviAspetta quando chiederanno a Pechino un-miliardo-di-dollari per ridarglieli. :-)
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