Londra attacca i dialer traditori

Per la prima volta autorità europee si muovono con forza contro ultranote pornotruffe spam e telefoniche che invadono Internet. Sanzioni pesanti per i colpevoli. Qualcuno spera in un futuro meno aggressivo
Per la prima volta autorità europee si muovono con forza contro ultranote pornotruffe spam e telefoniche che invadono Internet. Sanzioni pesanti per i colpevoli. Qualcuno spera in un futuro meno aggressivo


Londra – Per la prima volta in Europa un organismo ufficiale che si occupa di TLC ha deciso di prendere seri provvedimenti, per quanto di propria competenza, nei confronti di due operatori che – insieme ad altri – stanno invadendo in questi mesi tutta Europa con truffe telefoniche promosse con lo spam su Internet.

ICSTIS , vale a dire l’Independent Committee for the Supervision of Standards of Telephone Information Services, un organo di autoregolamentazione dell’industria britannica del settore, ha deciso che non può essere tollerato uno spam che attraverso un linguaggio esplicitamente pornografico spinge l’utente su siti a pagamento attraverso dialer, cioè software di connessione, installati sul computer dell’utente senza che questi ne sia avvisato.

Per queste ragioni, sottolineando anche il fatto che molte descrizioni contenute nelle email promozionali facevano persino riferimento ad atti sessuali con minori, ICSTIS ha deciso di sanzionare la spagnola Greenock e la Premium Call tedesca, due delle numerose aziende che in tutta Europa stanno approfittando dell’ingenuità di molti utenti e dell’assenza delle autorità regolamentari.

La multa per Greenock è di 75mila sterline e di 50mila sterline quella per Premium Call. I servizi telefonici a pagamento di entrambe le aziende saranno inoltre irraggiungibili da parte degli utenti britannici per almeno due anni. Inoltre ICSTIS, che ha evidentemente inteso creare un importante precedente che potrebbe rivelarsi utile anche al di fuori dei confini britannici, ha richiesto alle aziende di rifondere i danni agli utenti che lo richiedessero e ha segnalato l’intera questione alla Polizia criminale inglese.

I servizi proposti dalle due “imprese” sono quelli con cui anche in Italia si è dovuto fare i conti e di cui si è più volte parlato su Punto Informatico. I programmini per connettersi a siti a pagamento, spesso con tariffe da 1 o 2 euro al minuto, venivano “infilati” surrettiziamente sui computer di utenti scelti a caso, bombardati di pubblicità pornografica: spot offensivi secondo ICSTIS almeno quanto il non fare sapere all’utente quale software-mostro veniva infilato sul proprio computer.

Va detto che a consentire all’ICSTIS di muoversi sono state le nuove normative britanniche note come “Electronic Commerce Regulations 2002” sebbene l’uso sconsiderato della posta elettronica e le altre caratteristiche di certe operazioni fossero già sanzionabili in passato, come lo sono anche in altri paesi.

“L’uso di tariffe premium rate come modo per pagare su internet – ha voluto specificare ICSTIS – ha un potenziale importante ma il cliente deve poter utilizzare il meccanismo con fiducia. Tutti i servizi dipendono dalla fiducia dell’utente e tutti soffrono quando si abusa di quella fiducia. Le sanzioni imposte su Greenock e Premium Call riflettono i seri danni al mercato causato dai loro servizi e rappresentano un avvertimento agli altri: non esiteremo a intraprendere azioni significative per proteggere da tali abusi i consumatori britannici”.

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23 10 2002
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