Londra nei guai per un dominio

Londra nei guai per un dominio

Il governo non sa come muoversi per appropriarsi del dominio che serve per fare il Portale della Pubblica Amministrazione. Il dominio appartiene, legalmente, ad un provider. Che non molla
Il governo non sa come muoversi per appropriarsi del dominio che serve per fare il Portale della Pubblica Amministrazione. Il dominio appartiene, legalmente, ad un provider. Che non molla


Londra – “UK Online”? No, è già occupato. Il Governo britannico si trova dinanzi ad uno dei molti problemi che concernono i domini e le regole di registrazione. Volendo realizzare un portale per la Pubblica Amministrazione, i ministri di Blair hanno già lanciato il nome, UK Online appunto, ma si sono anche già scontrati con i legittimi proprietari del dominio .

Si tratta di un provider di servizi internet sul modello freenet, che pare non abbia alcuna voglia di cedere il dominio con cui ha costruito la propria attività al governo, che troppo tardi si è messo alla caccia di un dominio dove piazzare un sistemone di link ai siti governativi.

L’idea di Downing Strett, del tutto diversa da quella del Portale Italia emersa da noi negli ultimi due mesi, è quella di un facile riferimento in rete per tutti i cittadini che vogliano interagire con la Pubblica Amministrazione e, soprattutto, sfruttare il numero crescente di servizi online messi a loro disposizione. Per UK Online, il Governo ha già realizzato una bozza di campagna promozionale, un logo e via dicendo. Come a dire: è tardi per tornare indietro.

Stando ad Alex Allan, “l’ambasciatore elettronico” del premier Tony Blair, “il Governo sta discutendo della cosa con l’azienda che dispone del dominio”. Ma questa è già scesa sul piede di guerra: “Siamo decisamente stupiti che il Governo voglia utilizzare il nome del nostro marchio. Alla lettera che ci è arrivata abbiamo risposto che stanno violando il nostro trademark. Sarei davvero sorpreso se andassero fino in fondo”. Secondo il proprietario di UK Online: “Non solo stanno utilizzando un nome commerciale identico, ma persino il logo è simile”.

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Pubblicato il
26 apr 2000
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