Londra perdona chi possiede webfoto pedofile

Le nuove regole di Scotland Yard prevedono che chi sul computer ha meno di 16 foto di pornografia infantile possa cavarsela con un avvertimento. E senza processo
Le nuove regole di Scotland Yard prevedono che chi sul computer ha meno di 16 foto di pornografia infantile possa cavarsela con un avvertimento. E senza processo


Londra – Sta destando scalpore la notizia riportata dal quotidiano britannico Sun, secondo cui le autorità inglesi hanno intenzione di non perseguire chi ha scaricato fotografie di pornografia infantile dalla rete, magari pagandole, e ne ha meno di 16 sul proprio computer.

Le nuove regole sono state decise da Scotland Yard e dai procuratori londinesi che quindi porteranno in tribunale soltanto coloro che dispongono di ampi database di questo genere di immagini illecite o quelli che hanno già dei precedenti in materia di abuso pedofilo.

La nuova policy, che sta suscitando già forti polemiche per il trattamento “buonista” riservato ai “piccoli scaricatori” di quelle immagini, è stata varata dopo l’operazione “Ore”, nella quale in tre anni sono stati individuati 7mila acquirenti di fotografie di pornografia infantile presso un sito ospitato da un server texano. La polizia ha rinvenuto sui computer di questi compratori, in molti casi, solo poche o pochissime foto pedopornografiche. Ed è quindi facile vedere una relazione diretta tra questa indagine e la decisione di non inquisire tutti indiscriminatamente.

Nella nuova policy c’è anche l’indicazione per la polizia di non informare la stampa degli arresti, evidentemente per proteggere gli indagati almeno fino all’inizio del processo o fino ad una sentenza.

Va detto che non tutti sono d’accordo con le nuove regole. L’ex direttore della divisione di Scotland Yard che si occupa di violenza pedofila, Bob McLachlan, ha dichiarato al Sun che limitarsi ad “avvertire questa gente vuol dire rimettere in libertà persone potenzialmente pericolose”. Secondo McLachlan proprio chi scarica poche foto e di non particolare brutalità rappresenta “il massimo rischio”. Lo direbbero gli esperti e l’esperienza.

Ma un portavoce di Scotland Yard ha risposto a McLachlan spiegando che “la policy prende in considerazione tutti i materiali a disposizione nonché le decisioni e le linee guida suggerite dal ministero dell’Interno”.

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16 06 2003
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