Lotus rinuncia all'identità ma rilancia

L'azienda che creò Notes annuncia una ristrutturazione con cui di fatto abdica la propria indipendenza a favore della casa-madre IBM. Ma ne approfitta per lanciare nuovi prodotti rivolti al mercato della gestione wireless


Orlando (USA) – Che fine ha fatto Lotus? Dopo un processo disgregativo culminato con le dimissioni un anno fa dell’allora CEO Jeff Papows, l’azienda che ha creato Lotus Notes ha finalmente annunciato una ristrutturazione dalle fondamenta. Una riorganizzazione che sbiadisce i confini tra Lotus e IBM, che ne ha acquisito il controllo negli scorsi anni. Una revisione strutturale, dunque, che si accompagna però alle novità sul piano dei prodotti, tesi al mondo del wireless e in generale della gestione delle informazioni.

In occasione della conferenza annuale Lotusphere, l’azienda lancerà la famiglia di soluzioni server Domino Everyplace pensata per integrare le funzionalità di un server di accesso con un ambiente di sviluppo applicativo scalabile per imprese che puntano sulla comunicazione via wireless. Il “cuore” delle novità sarà il Wireless Access Server che fornirà i servizi di organizzazione, calendarizzazione e messaggistica Lotus su pressoché qualsiasi device di accesso.

Altre novità dovrebbero riguardare gli aggiornamenti realizzati da Research in Motion, partner Lotus, per portare Notes su formato wireless, il progetto Raven per la gestione dell’informazione comprensivo di K-station, un ambiente di indicizzazione e categorizzazione delle informazioni di lavoro.

Questi, ed altri, sono gli sforzi che Lotus ha intenzione di mettere in campo per cambiare rotta a quello che a molti è sembrato una sorta di “inesorabile declino”. La sfida, dopo le dimissioni di Papows, l’ha raccolta Al Zollar, CEO dell’azienda e per molti anni alto funzionario IBM. Zollar con questa strada sta chiaramente cercando di avvicinare Lotus al ruolo di “fiancheggiatore” della casa-madre…

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  • Anonimo scrive:
    2,4 milioni di utenti si ma...
    Non penso proprio che quei signoriutilizzino il WAP per navigare su internet.Questo penso sia stato l'errore concettualedi tanti ESPERTI (di che?).Penso che la spinta principale sia lacuriosità per qualche servizio.Poi sara' l'utilita' + qualita' dei servizia fare la differenza.Comunque se arrivasse un protocollo diversoin grado di interfacciarsi con HTML sarebberoguai per il WAP.
    • Anonimo scrive:
      Re: 2,4 milioni di utenti si ma...
      Ho lavorato sul progetto BT Genie e fa ancora abbastanza ridere, ma e' veramente un altro livello rispetto ai servizi offerti in Italia.Le critiche allo stato attuale di WAP sono sensate.1) I servizi sono costruiti non male... MALISSIMO... menu assurdi e un utilizzo scandaloso della cache che abbasserebbe enormente i costi di connessione. L'utente dovrebbe pagare solo per l'informazione che interessa i.e. invio email (al posto degli sms), quotazioni in tempo reale o... oroscopo programmi tv, meteo o altri servizi che moriranno... Non e' accettabile che l'utente si debba ripercorrere tutto il sito per arrivare al servizio di interesse2) La tecnologia in realtea' e' economica ma la fanno pagare molto, e' difficle da usare... non vorrei spendere 100K lire solo per capire come funziona un servizio, ergo i fornitori di telefonia dovrebbero far pubblicita' al servizio offrendolo gratis, o quasi, e non pagando Gaia o Megan Gale...3) Dovremo aspettare GPRS e i servizi di localizzazione per avere dei servizi utili (farmacia o ospedale o pub o live-music piu' vicino) e quindi a oggi e' inutilizzabile e lo vendono come qualcosa di indispensabile...Positivo: WAP e' lento? veramente negli stati uniti dopo 4 secondi ricevi le informazioni... perche' in Italia no?
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