LSB 3.0, Linux è più standard

La terza versione della nota specifica Linux Standard Base promette un ulteriore livello di compatibilità tra le distribuzioni certificate e una maggiore partecipazione allo standard da parte di vendor e sviluppatori

San Francisco (USA) – “Un elemento essenziale per il successo di Linux sul mercato”. Così l’organizzazione non profit Free Standards Group ( FSG ) ha definito la nuova versione 3.0 della Linux Standard Base (LSB), una specifica mirata ad incrementare l’interoperabilità fra le varie distribuzioni di Linux.

Sviluppata da un gruppo di lavoro interno all’FSG, la LSB comprende un insieme di librerie, API, linee guida e tool che gli sviluppatori possono utilizzare per creare applicazioni in grado di funzionare su tutte le distribuzioni conformi allo standard.

La FSG ha anche annunciato che Red Hat, Novell, Debian Common Core Alliance e Asianux stanno già certificando la conformità dei propri sistemi operativi alla nuova versione della FSB.

“Senza l’adozione di uno standard comune, Linux si frammenterà, e le conseguenze sono note: maggiori costi di sviluppo e porting delle applicazioni che finiranno per ripercuotersi su utenti finali e vendor”, ha ammonito l’FSG. “Con LSB tutte le parti — vendor di distribuzioni, sviluppatori indipendenti e utenti finali — beneficeranno della possibilità di rendere disponibili nuove applicazioni per Linux a costi inferiori. La visione di un Linux standard bilancia la necessità dei vendor di diversificare i propri prodotti da quelli della concorrenza con l’esigenza degli utenti finali e degli sviluppatori indipendenti di disporre di prodotti interoperabili”.

LSB 3.0 arriva a un anno quasi esatto dalla pubblicazione della versione 2.0 e, come quest’ultima, supporta tutte le principali piattaforme hardware su cui oggi è disponibile Linux: IA32, IA64, PPC32, PPC64, S390, S390X e X86_64. LSB 3.0, introduce diverse migliorie, la più importante delle quali consiste in una nuova application binary interface (ABI) per il linguaggio C++ che, secondo l’FSG, “è per la prima volta supportata da tutte le maggiori distribuzioni di Linux sul mercato”.

Il gruppo di lavoro della FSG ha anticipato che la futura release 4.0 dello standard si focalizzerà soprattutto sulle interfacce utente e sulla manageability, due componenti chiave nel segmento desktop.

Attualmente fanno parte della FSG molti dei più importanti vendor di applicazioni open source e di produttori hardware, tra cui Red Hat, Novell, MandrakeSoft, IBM, Intel, HP, AMD, Dell, Sun, Google, Trolltech, MySQL e le neo arrivata Computer Associates.

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  • Anonimo scrive:
    Se ci mettono le universita'
    Se ci mettono le universita' italiane che sono un covo di raccomandati e scalda sedie siamo come al solito a cavallo.Io prenderei tutti sti gran professoroni e li manderei a lavorare!!!!
    • AndreaMilano scrive:
      Re: Se ci mettono le universita'
      - Scritto da: Anonimo
      Se ci mettono le universita' italiane che sono un
      covo di raccomandati e scalda sedie siamo come al
      solito a cavallo.

      Io prenderei tutti sti gran professoroni e li
      manderei a lavorare!!!!Se ci mettiamo quelli buoni ci salviamo! e togliamo anche dai giornali i titoli sulla "fuga dei cervelli dall'Italia" cosi si occuperanno anche del Darfur, ammesso che sappiano dove sia ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: Se ci mettono le universita'
      - Scritto da: Anonimo
      Se ci mettono le universita' italiane che sono un
      covo di raccomandati e scalda sedie siamo come al
      solito a cavallo.

      Io prenderei tutti sti gran professoroni e li
      manderei a lavorare!!!!E a fare ricerca chi ci mandi? I muratori?L'universita' italiana sara' anche messa male, non ne dubito, ma il mondo privato e' addirittura peggio anche a livello di scaldasedie e raccomandati (chiamati comunemente management).
      • shevathas scrive:
        Re: Se ci mettono le universita'
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Se ci mettono le universita' italiane che sono
        un

        covo di raccomandati e scalda sedie siamo come
        al

        solito a cavallo.



        Io prenderei tutti sti gran professoroni e li

        manderei a lavorare!!!!

        E a fare ricerca chi ci mandi? I muratori?
        L'universita' italiana sara' anche messa male,
        non ne dubito, ma il mondo privato e' addirittura
        peggio anche a livello di scaldasedie e
        raccomandati (chiamati comunemente management).e così rimarrà fino a quando le aziende conteranno più sui finanziamenti pubblici e nei soldi dello stato per rimediare alle loro ca te che nelle loro forza :(
        • Anonimo scrive:
          Re: Se ci mettono le universita'
          Altro ENTE altri soldi da BUTTARE!!!,e altri burocrati che mangiano come lupi!!!e poi che fine faranno quelli nazionali come il nostro,saranno scatole vuote??!!LA ricerca facciamola davvero,non giochiamo a chi munge la vacca più forte!!! :@ :D
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