L'SMS si paga di più? Parte la protesta

Sui newsgroup se ne parla sempre di più e c'è già chi lancia una campagna per impedire che da giugno un accordo tra gli operatori di telefonia mobile porti alla fine dell'invio di SMS gratuiti da Internet
Sui newsgroup se ne parla sempre di più e c'è già chi lancia una campagna per impedire che da giugno un accordo tra gli operatori di telefonia mobile porti alla fine dell'invio di SMS gratuiti da Internet


Roma – I primi segnali di maretta nel mondo degli SMS online li avevano avuti di recente i frequentatori di alcuni importanti siti di informazione e portali che, da un giorno all’altro, avevano iniziato a rimuovere il servizio di invio gratuito degli SMS dal computer. Nei giorni successivi sul fuoco è piovuta benzina, perché i messaggi comunque inviati attraverso i molti servizi “superstiti” hanno iniziato a subire spesso colossali rallentamenti. E mentre dubbi e domande iniziavano a rincorrersi sui newsgroup, è arrivata “la notizia”.

L’Autorità TLC, appunto, sta valutando in queste ore un accordo tra gli operatori wireless, che dovrebbe essere efficace già dal prossimo primo giugno, il quale introduce il riconoscimento di un prezzo non solo per l’invio degli SMS via Internet ma anche per la loro ricezione. Una situazione che porterebbe di fatto ad un raddoppio dei costi che gli operatori Internet oggi affrontano per fornire il servizio di invio dei messaggini e che, dunque, è destinata a spingere la maggioranza degli operatori stessi a chiudere il servizio.

L’accordo, che ricalca quanto già sta accadendo in Gran Bretagna e che sembra dovuto all’aumento costante ed esponenziale degli SMS trasmessi dagli utenti Internet italiani e al business ulteriore che tutto questo può generare, potrebbe però non riguardare tutti gli operatori italiani di telefonia mobile. In particolare, come riporta Globalcom, si può sperare che Blu si attenga a quanto dichiarato l’anno scorso allo SMAU dove, all’ipotesi di una intesa del genere, aveva fatto capire che non avrebbe seguito questa strada.

Ieri sera l’Autorità ha fatto sapere che sulla questione deciderà entro la fine di maggio. La regolamentazione della questione potrebbe rientrare nella manovra prevista sul fisso-mobile. Se l’Autorità dovesse decidere che gli SMS non sono un servizio di interconnessione allora il loro prezzo rimarrebbe nella libera contrattazione. Se decidesse in senso contrario, l’Authority dovrà stabilire un prezzo che sarà tarato sui costi e che dunque potrebbe portare ad oneri maggiori rispetto agli attuali..

Intanto Clarence.com, portale che ha deciso di non sostenere la battaglia contro la nuova legge sull’editoria, ha deciso di mobilitarsi invece su questo fronte. E ha colto la palla al balzo per lanciare una sottoscrizione-esposto da presentare all’Authority.

La protesta può essere firmata da tutti gli utenti che vogliano bloccare questo accordo e impedire che gli SMS gratuiti inviati da computer tramite Internet diventino un ricordo del passato. Lo stesso Clarence, che fornisce il servizio di invio degli SMS via Internet, rischia di dover chiudere il sistema. Il 2 maggio, secondo modalità ancora da definire, il portalone che fu della Spray Networks propone un “SMSstrike”, una manifestazione SMS contro questa intesa. In quella data verrà consegnato all’Autorità e all’Antitrust il testo dell’esposto, testo ancora da formulare, con le firme raccolte via Internet.

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26 04 2001
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