L'UNCTAD promuove l'open source

La Conferenza ONU sul Commercio e lo sviluppo nel suo Rapporto 2003 sull'e-com indica nel modello open source una importante opportunità per i governi di tutto il mondo, in particolare quelli dei paesi in via di sviluppo


Roma – “Il software libero e a codice aperto (FOSS) sfida i nostri preconcetti su come il software sia prodotto e distribuito”. Così il Rapporto 2003 dell’ UNCTAD su E-commerce e Sviluppo affronta una questione che ritiene centrale per l’innovazione e lo sviluppo dell’ICT, ossia la diffusione dell’open source.

Nel quarto capitolo del suo rapporto, la “United Nations Conference on Trade and Development” spiega che il FOSS è “software che ha reso pubblico il suo codice sorgente e consente, forse persino induce, gli utenti a cambiare il codice e ridistribuirlo come software derivato”.

Secondo UNCTAD, dunque, rispetto al software proprietario, l’apertura del codice sorgente del software “spinge allo sviluppo di una collaborazione più ampia, offre migliore supporto a programmi di sviluppatori indipendenti e alla personalizzazione del software affinché si adatti alle diverse necessità commerciali, regolamentari, culturali e linguistiche”. Uno dei punti forti dell’open source, secondo UNCTAD, sta anche nel fatto che “consente agli esperti e ai dirigenti dell’IT di oggi e domani di acquisire rapidamente nuove conoscenze”.

Non convince, invece, afferma il rapporto, il modello del software proprietario perché “richiede un forte investimento iniziale in licenze per installazioni e aggiornamenti, non è sempre adattabile alle necessità locali e il suo uso dominante o esclusivo non può sostenere lo sviluppo locale della conoscenza specializzata e degli skill necessari ad abbracciare pienamente l’economia dell’informazione”.

“Sebbene il software proprietario – continua il rapporto – abbia il suo posto e il suo ruolo, i governi dovrebbero considerare il proprio approccio a FOSS in un contesto generale e nell’ambito dei loro obiettivi di superare il digital divide e utilizzare l’ICT per un migliore sviluppo e un migliore commercio”.

Nel capitolo dedicato all’argomento un certo spazio è dedicato anche al processo di produzione del software aperto, laddove secondo UNCTAD è capace di dimostrare che “software complesso può essere realizzato, mantenuto, sviluppato ed esteso ad ambienti non proprietari dove molti sviluppatori lavorano seguendo strade spesso parallele e non strutturate, spesso senza una immediata o diretta compensazione economica”.

“Questo capitolo – afferma ancora UNCTAD nell’introduzione – si basa sulla premessa che il processo open source rappresenti una via possibile alla produzione di software che si pone come scelta reale per aziende e governi in particolar modo nei paesi in via di sviluppo”.

Il rapporto “E-commerce and Development Report 2003” è disponibile in formato PDF a questo indirizzo: http://www.unctad.org/en/docs/ecdr2003ch4_en.pdf

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  • Anonimo scrive:
    e il kernel 2.6 ?
    vorrei sapere se ciò può avere ripercursioni sull'imminente kernel 2.6.Grazie,Daniele.
    • Anonimo scrive:
      Re: e il kernel 2.6 ?
      No, non c'e' alcuna specifica sulla versione del kernel da utilizzare. Se leggi un po' il lsb, ti renderai conto che sono specifiche a basso/bassissimo livello, che assicurano la compatibilita' binaria. Ancora pochino a livello di file di configurazione e pacchettizzazione. Il prossimo passo potrebbe essere l'integrazione con le specifiche di www.freedesktop.org ; allora se ne vedranno davvero delle belle!
      • Anonimo scrive:
        Re: e il kernel 2.6 ?

        specifiche di www.freedesktop.org ; allora
        se ne vedranno davvero delle belle!penso che rimarranno progetti separati ma effettivamente non vedo l'ora di vedee tutte le applicezioni x che usano cairo per la grafica, d-bus per comunicare, gstreamer per il multimedia... sarebbe veramente un passo avanti.
    • Anonimo scrive:
      Re: e il kernel 2.6 ?

      ripercursioni sull'imminente kernel 2.6.Imminente?Va che siamo alla 2.6.1!
      • KerNivore scrive:
        Re: e il kernel 2.6 ?
        - Scritto da: Anonimo

        ripercursioni sull'imminente kernel 2.6.

        Imminente?
        Va che siamo alla 2.6.1!quasi 2.6.2 :-)
    • hoff scrive:
      Re: e il kernel 2.6 ?
      - Scritto da: Anonimo
      vorrei sapere se ciò può avere
      ripercursioni sull'imminente kernel 2.6.
      Grazie,
      Daniele.Queste specifiche non riguardano il Kernel ufficiale che, almeno di base, è uguale per tutte le distribuzioni. Deve seguirle chi, invece, apporta modifiche a livello di Kernel per la propria distribuzione.
  • MemoRemigi scrive:
    e gentoo ???
    sarà LSB 2.0 compliant ?sperem...
    • Anonimo scrive:
      Re: e gentoo ???
      LSB prevde come la pacchettizzazione RPM, quindi Debian , Gentoo e Slack son tagliate fuori, anche se si possono installare gli RPM, non sempre e' gestita appieno.Diciamo che saranno si LSB compilant in teoria, ma nella pratica non saranno certificate e quindi non potranno forgirarsi del patacchino LSB !!
      • Anonimo scrive:
        Re: e gentoo ???

        LSB prevde come la pacchettizzazione RPM, quindi Debian ,
        Gentoo e Slack son tagliate fuori, anche se si possono
        installare gli RPM, non sempre e' gestita appieno.
        Diciamo che saranno si LSB compilant in teoria, ma nella
        pratica non saranno certificate e quindi non potranno forgirarsi
        del patacchino LSB !! Non è che in fondo mi dispiaccia tanto. non avere i patacchio. Cosi' significa che con debian non debbo essere costretto ad usare quel cesso di meccanismo degli rpm che ti trasforma in un ottimo trainer per i disk jockey. con i .deb è tutta un'altra musica :-)
      • stevie scrive:
        Re: e gentoo ???
        - Scritto da: Anonimo
        LSB prevde come la pacchettizzazione RPM,
        quindi Debian , Gentoo e Slack son tagliate
        fuori, anche se si possono installare gli
        RPM, non sempre e' gestita appieno.Sono un branco di r*n*o*l*o*i*i...tagliano fuori le tre migliori distribuzioni mai concepite, e si aspettano che qualcuno li caghi?mah... nutro seri dubbi sull'effettiva utilità della LSB, per quanto le sue intenzioni siano buonissime...
    • Anonimo scrive:
      Re: e gentoo ???
      LSB prevede SOLO la pacchettizzazione RPM, quindi Debian , Gentoo e Slack son tagliate fuori, anche se si possono installare gli RPM, non sempre e' gestita appieno.Diciamo che saranno si LSB compilant in teoria, ma nella pratica non saranno certificate e quindi non potranno forgirarsi del patacchino LSB !!
      • Anonimo scrive:
        FALSO! Leggere + attentamente
        http://www.linuxbase.org/spec/book/Packaging/Packaging_lines.txt 1409[2] The distribution itself may use a different packaging format for its own 1410 packages, and of course it may use any available mechanism for installing 1411 the LSB-conformant packages. 1412Il fatto che una distribuzione deve usare rpm di default per essere certificata e' un mito da sfatare. Debian sara' certificata lsb 2.0, probabilmente post-sarge, ma lo sara' (con l'aiuto di Xandros, se ne parlava sulla ml debian-devel..)! Gentoo sara' costretta a farlo prima o poi. Per il momento no.
        • Anonimo scrive:
          Re: FALSO! Leggere + attentamente

          Gentoo sara'
          costretta a farlo prima o poi. Per il
          momento no.LSB o meno la trovo la miglir distro in circolazione.
    • hoff scrive:
      Re: e gentoo ???
      Non vedo perchè non dovrebbe. Chiaramente non è detto che lo sia già dalla prossima versione.
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