L'utente guida, a rispondere ci pensa un software

Nessuna chiamata persa, massima concentrazione alla guida: il nuovo software si può usare solo se la macchina è completamente ferma, perché guida e cellulare non possono coesistere
Nessuna chiamata persa, massima concentrazione alla guida: il nuovo software si può usare solo se la macchina è completamente ferma, perché guida e cellulare non possono coesistere

Roma – Che parlare al cellulare sia rischioso è cosa nota : nonostante i divieti sembra comunque non diminuire il numero degli automobilisti che utilizzano il cellulare alla guida, con o senza dispositivi wireless. Cresce ancora il numero degli incidenti, ma dove non arrivano le leggi secondo i produttori può arrivare un software brevettato appositamente per disattivare il telefono mentre si guida, permettendo di effettuare solo le chiamate di emergenza.

un teen guida col cell Sviluppato dalla canadese Aegis Mobility , DriveAssist ricrea nel telefonino una sorta di assistente virtuale impegnato ad avvertire il chiamante che “l’utente da lei desiderato non può rispondere perché potrebbe essere impegnato alla guida”: tutto ciò è possibile grazie alla capacità del software di intuire che l’utente si muove ad una velocità consentita solo dall’utilizzo di un veicolo. Quando entra in funzione, DriveAssist smista le telefonate, fornendo al chiamante alcune opzioni come quella di lasciare un messaggio vocale, essere richiamati automaticamente, nonché quella di essere informati sulla posizione attuale del telefonino – e nel migliore dei casi – del proprietario, tramite il servizio GPS installato su alcuni modelli di cellulari o tramite l’identificazione della cella a cui il terminale è agganciato.

Va da sé che tali informazioni sono destinate solo ad una cerchia ristretta di persone, quali potrebbero essere i componenti del nucleo familiare. Stando a quanto si apprende dal sito di Aegis, le suddette opzioni sono configurabili: è quindi possibile gestirle a proprio piacimento, tenendo conto magari della priorità di alcune chiamate, permettendo così di inviare al guidatore messaggi di emergenza in cui è richiesto un contatto immediato.

Tante sono ancora le incognite sul prodotto annunciato di recente: al momento non si ha alcun elemento attendibile riguardo alla compatibilità con i modelli di telefoni già in commercio. Secondo alcune indiscrezioni il software sarà disponibile per device che supportano sistemi operativi come Symbian e Windows Mobile . Inoltre, per poter funzionare, il sistema deve essere adottato dal provider del servizio telefonico, il quale provvederà a rivenderlo al cliente: al momento non si possono stabilire con certezza cifre e costi. Sempre secondo i rumor circolati in rete a riguardo, il canone d’abbonamento mensile al servizio per un intero nucleo familiare dovrebbe – condizionale d’obbligo – oscillare dai 10 ai 20 dollari. Aegis Mobility ha inoltre stretto accordi economici con Nationwide , compagnia assicurativa statunitense, che offrirà sconti dal 3 al 10% sulle polizze assicurative delle famiglie che utilizzeranno il software.

Di sicuro il dispositivo va a posizionarsi sul sottile confine che divide l’idea di salvaguardare la sicurezza dal controllo automatico dei comportamenti umani: grazie all’accelerometro, il software entra in funzione ogni volta che la macchina si muove, impedendo di fatto di effettuare telefonate – salvo quelle di emergenza – con il veicolo in movimento. Ciò lo accomuna ad altri sistemi che obbligano il guidatore a proteggersi, come ad esempio il frenetico bip che risuona in alcune autovetture se al momento della partenza la cintura di sicurezza non è inserita. Stando a quanto dichiarato dal produttore, o si guida o si usa il telefono : a nulla servirebbero device wireless che permettono di parlare tenendo le mani sul volante, poiché il solo atto di seguire il filo della conversazione richiede molta della concentrazione che dovrebbe essere impiegata totalmente nella guida. Senza contare il condizionamento che ormai il cellulare instilla nella vita di molti, portandoli a scattare e a fiondarsi su qualsiasi cosa stia squillando. Di sicuro il libero arbitrio non è in discussione, l’intento di questo software non è quello di vietare, ma di condizionare le abitudini di chi si mette alla guida.

Vincenzo Gentile

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14 10 2008
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