Ma ai privati la PEC serve a qualcosa?

Questa la domanda che Punto Informatico ha rivolto agli operatori del settore e agli esperti. Il sostituto elettronico della raccomandata viene perlopiù offerto alle aziende, ma ora arrivano le proposte per i privati. Il quadro

Roma – Posta Elettronica Certificata (PEC) al prezzo di cinque euro più iva all’anno: è l’offerta che Aruba ha lanciato da qualche giorno per conquistare la clientela privata. Vale a dire il target principale dello strumento voluto dal legislatore per rivoluzionare i rapporti con la Pubblica Amministrazione e consacrato nel Codice dell’Amministrazione Digitale (4 marzo 2005). Ma al tempo stesso la fascia di mercato fino a questo momento meno considerata dall’offerta. Anche perché sull’utilità dello strumento per famiglie e singoli cittadini non tutti sono d’accordo.

Quindici i gestori certificati
Aruba è stato inserito dal Cnipa in un elenco di 15 gestori , autorizzati a offrire PEC sul territorio italiano. Un servizio nato per sostituire le raccomandate cartacee che si sviluppa attraverso quattro passaggi.

Quando il mittente possessore di una casella PEC invia un messaggio ad un altro utente certificato, il messaggio viene raccolto dal gestore del dominio certificato che lo racchiude in una busta (virtuale) e vi applica una firma elettronica in modo da garantire inalterabilità e provenienza. Fatto questo, il terzo passaggio consiste nell’invio del messaggio al gestore destinatario, il quale verifica la firma e lo consegna al destinatario. Per finire, il gestore destinatario invia una ricevuta di avvenuta consegna all’utente mittente, che può essere quindi certo che il suo messaggio è giunto a destinazione.

Le ricevute certificano che il messaggio è stato spedito, che è stato consegnato e che non presenta alterazioni. Nell’avviso inviato dai gestori è apposta anche una marca temporale che certifica data e ora dell’operazione. Se il mittente dovesse smarrire le ricevute, la traccia informatica delle operazioni svolte, conservata dal gestore per 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse. “La PEC può essere utilizzata dall’utente privato alla stregua di una comune casella di email, sia attraverso una interfaccia webmail, sia attraverso i più comuni client per la posta elettronica”, spiega Cinzia Villani, responsabile dei servizi di certificazione digitale di IT Telecom (gruppo Telecom Italia ) e presidente di Assocertificatori . “L’unica differenza è nel valore legale della comunicazione che, nel caso della PEC, assume un pieno rilievo giuridico e probatorio in forza della stringente normativa che ne regola l’utilizzo”.

Pochi gestori puntano sui privati
Nonostante le promettenti prospettive, tuttavia, sono pochi i gestori che fin qui hanno puntato a far breccia tra gli utenti privati, preferendo piuttosto orientarsi sulla clientela business, e ancor meno quelli che rendono pubblici i costi del servizio. Così, ad esempio, la parmense Cedacri , ha messo a punto un’offerta solo per banche e Pubblica Amministrazione e non ha stabilito un tariffario, rimandando la decisione sull’ammontare alla contrattazione tra le parti.

Stessa posizione di Numera che, intervistata in proposito, si è limitata a far sapere che “il costo annuale di una casella di PEC è allineato con quello di una casella professionale di posta elettronica”. I privati sembrano non interessare, almeno direttamente, I.Net , che ha messo a punto un’offerta per aziende e Pubblica Amministrazione, con la previsione di costi personalizzati per le istituzioni finanziarie che acquistano un blocco di caselle certificate per i propri clienti.

Maggiore interesse verso il target privato è dimostrato da Infocamere e da Poste Italiane .
La società consortile delle Camere di Commercio italiane offre il servizio “Legalmail” al prezzo di 49 euro all’anno senza distinzioni per tipologia di clientela (pubbliche amministrazioni, imprese, privati o professionisti): l’attivazione può essere effettuata direttamente via Internet, con la possibilità di fruire da subito di un servizio di messaggi illimitati, con l’unico tetto rappresentato da 100 Mb di capienza. In abbinamento con l’abbonamento annuale, si ricevono anche il manuale operativo e quello utente che consentono di cominciare a operare da subito.

Più articolata l’offerta dell’altro gestore istituzionale, Poste Italiane: il kit minimo di “PostCert”, che contiene l’identificazione presso uno degli sportelli postali accreditati, costa 43,2 euro, mentre il kit completo con l’utilizzo del certificato per 24 mesi e lettore usb di smart card costa 87,6 euro. Seppure limitata rispetto ad altri paesi occidentali, l’offerta è in crescita e viene da chiedersi come mai la Posta Elettronica Certificata sia ancora così poco diffusa tra l’utenza consumer . Su questo punto i pareri raccolti da Punto Informatico tra gestori ed esperti sono divergenti.

Secondo Umberto Ferrara, amministratore delegato di Exentrica , è solo una questione di tempo. “Come accaduto per altre tecnologie, ci vorrà ancora un po’ perché la posta certificata conquisti il cuore degli utenti privati. Del resto, fino a poco tempo fa l’offerta di servizi per questa fascia di clientela era piuttosto limitata e i prezzi più alti rispetto ad oggi”. Exentrica opera nel business della PEC con un’ottica di consulenza open source attraverso la piattaforma OpenPec. In sostanza, l’attività consiste nell’estendere mail server aperti come Postfiv, Sendmail e Qmail e nell’assistenza agli aspiranti gestori della PEC per l’ottenimento del certificato. Secondo Ferrara, “una spinta alla diffusione dello strumento potrebbe arrivare dall’eventuale previsione di incentivi all’utilizzo”, politica fin qui mai adottata.

Più scettico sull’utilità della PEC per i privati è Riccardo Genghini, tra i pionieri della sicurezza giuridica e rappresentante per l’Italia di Euronotaries , associazione di notai che certifica le nuove tecnologie nel campo legale: “La PEC è utile per alcune categorie professionali come notai, avvocati, imprese e alcuni settori della Pubblica Amministrazione, ma difficilmente si svilupperà su larga scala perché non ci sono grandi vantaggi per i privati “. Genghini nota che la PEC consente solo una presunzione di legge dell’avvenuta consegna di un messaggio di posta elettronica. “Il suo principale punto debole”, osserva, “risiede nel fatto che costituisce una firma non tanto del documento sul quale è applicata, quanto piuttosto dei dati di spedizione e di ricezione”.

Secondo Genghini, i limiti tecnologici e la necessità di non compromettere rapporti di business in corso fanno sì che su Internet possa avere una diffusione più ampia la raccomandata rispetto alla notifica giudiziaria. “Quali aziende”, si chiede infatti, “possono essere interessate a sollecitare online il pagamento da parte dei propri clienti ricorrendo a una notifica?”. Dall’altra parte, “Che tipologia di cliente potrà mai accettare di dovere consultare quotidianamente il proprio indirizzo di PEC per evitare le decadenze che conseguono a una notifica?”

In ambito professionale Euronot@ries ha messo a punto una tecnologia alternativa, denominata MailWtness, che permette ai notai di rilasciare copie autentiche delle ricevute di consegna messaggio generate all’interno del protocollo S/Mime (Secure/Multipurpose Internet Mail Extensions). “In questo modo”, afferma, “si offre una prova conclusiva della avvenuta consegna di un messaggio elettronico, combinando l’uso del Ssi con il S/Mime. La consegna del messaggio elettronico si conclude quando il destinatario clicca su un apposito link, che quindi prova la lettura, e non solo la ricezione, del messaggio”.

La PEC in azienda e nella PA
Se i privati stentano, aziende e uffici della Pubblica Amministrazione adottano con maggiore frequenza la PEC. “La posta certificata”, precisa Villani “può consentire un notevole sviluppo della comunicazione aziendale in tutti quei casi in cui occorra o si voglia utilizzare la posta elettronica invece della tradizionale posta cartacea e sia necessario avere il riscontro probatorio delle comunicazioni in transito. Oltre a questo, consente di trasferire i dati in un formato predefinito e direttamente elaborabile dal destinatario, grazie all’impiego di codici xml. Notevoli vantaggi possono derivare dall’utilizzo della PEC nei cicli di comunicazione legati alla fatturazione elettronica”.

Per quanto riguarda la PA, infine, Villani indica i dati emersi da una ricerca NetConsulting: “La sola spedizione per via telematica dei tradizionali certificati cartacei, consentirebbe di risparmiare fino a 472,6 milioni di euro l’anno. Credo basti per dare un’idea della sua portata innovativa”.

Luigi dell’Olio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Re: La moltiplicazione dei Cd e dei DVD
    Molto carina come idea :D
  • Anonimo scrive:
    solo il 15% circa utilizza P2P?
    Ma dove?In base alla gente che conosco che possiede un accesso a banda larga direi che almeno l'80% utilizza sistemi P2P. E non conosco solo gente appassionata di informatica... o pirati accaniti...
  • manfrys scrive:
    Era Luglio 2004
    ... e su PI qualcuno scrisse:http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=544045&m_id=544310
    • mr_setter scrive:
      Re: Era Luglio 2004
      - Scritto da: manfrys
      ... e su PI qualcuno scrisse:

      http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=544045&m_id
      Repetita iuvant...soprattutto per i discografici che qualche problema auditivo sembrano averlo! (geek)LV&P O)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 gennaio 2007 20.07-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    Chi mi ha rubato il formaggio
    Testo consigliato ai fonografici ;)
  • Anonimo scrive:
    Forse dimenticano che...
    quando si compra un CD o DVD VERGINE , e sottolineo VERGINE , senza alcuna traccia incisa , abbiamo già pagato la nostra brava tassa . E adesso ? Cosa vogliono ? Cari disgografici , se volete vedere i vostri guadagni in crescita puntate su artisti talentuosi e meno sul glamour . Saluti :D
  • Anonimo scrive:
    Re: La moltiplicazione dei Cd e dei DVD
    EHEHEHEHEHE(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
  • yojimbo scrive:
    E' ora di finirla con queste menate!!!
    Ma cosa credete, che la gente sia stupida, finchè continuerete in questo modo siete destinati solo al fallimento.Svegliatevi e abbassate i prezzi, se vendeste i cd a massimo 10 li comprerebbero un sacco di gente, altro che le offerte speciali che ho visto a 29,90!!!Poi c'è il discorso dei download, per forza nessuno compra le vostre canzoni, sono di pessima qualità, tipo wma 128k, (anche il windows media player rabbrividisce a riprodurli!!!), non si possono portare su + apparecchi, e costano ben 1!!! Volete risolvere la vostra crisi....1)vendete i cd a 102)vendete canzoni a 0,10 in formato mp3 con qualità minimo 192k o legalizzate il p2p con una piccola quota mensile da versare.Se non intendete farlo almeno fateci un piacere..SMETTETELA DI SCASSARCI IL C***o OGNI MESE DICENDO CHE SIETE IN CRISI!!!AUGURI!!!p.s.: gli unici muli informatici sono gli eMuli e sono molto + intelligenti di voi.
  • Anonimo scrive:
    industria della musica? piagnoni!
    Scusate, ma solo a me continua a sembrare ridicola la posizione della discografia ?!Normalmente se un settore n tipo di industria, o un'azienda subisce un calo delle vendite e dell'interesse del consumatore cosa fa???Stressa il governo incitando a denuce, leggi più severe, persecuzioni degli utenti e restrizioni sui dispositivi ?Oppure si interroga sui propri fallimenti e cerca di trovare strade e strategie nuove per riaquisire l'interesse del consumatore e lanciare sul mercato idee nuove, prezzi conpetitivi e servizi a valore aggiunto cercando di riaquistare la fiducia della gente ?BahErC
  • stb scrive:
    sono pazzi!
    Il mercato ormai è cambiato, i CD continuano ad avere gli stessi prezzi da rapina. Il CD si, forse sta morendo.E in tutto questo come possono pensare di continuare a rubare come hanno sempre fatto?Proviamo a togliere il guadagno delle case discografiche dal prodotto finito e vediamo cosa succede.Non mi stancherò mai dirilo ma secondo me sono proprio le major che fanno muro ai possibili sviluppi della musica impedendo a qualsiasi artista comune di emergere e proporsi al grande pubblico.La casa discrografica grosso modo serve a produrre, distribuire e promuovere. Ma le promozioni le fanno solo per i big che già vendono(e anche li cosa vendono?), le produzioni con l' avanzo della tecnologia sono diventate nettamente meno costose di un paio d' anni fa, certo avere la qualità di un cd prodotto con milioni di dollari è sempre dura ma siamo molto più vicini.La distribuzione ormai è una cosa quasi superata, ormai ogni artista può autodistribuirsi il proprio disco.A me sembra che alla fine gli unici che ci perdano siano i negozi di dischi che oltre al fatto di guadagnare già una miseria sul singolo cd si trovano in una situazione di totale abbandono, sono loro ad avere maggiori incertezze sul futuro.
  • Guybrush scrive:
    Fonografico
    Individuo che accampa diritti sul lavoro altrui.Il fonografico non e' l'editore. Non e' "esso" che cura la pubblicazione dei contenuti, quello e' l'editore, non e' esso che si occupa della promozione del disco e non fa niente, in merito alla creazione dell'opera, che fissarla su un supporto fisico di qualche tipo.Operazione che la moderna tecnologia ha semplificato al punto da renderla semplice anche per un vecchio rinc... rincitrullito di 102 anni (a arrivarci, ad essere cosi' rincitrullito... ci metto la firma per i prossimi 2000 anni).Eppure un CD, pur essendo stato regolarmente pagato, pur avendo assolto gli obblighi morali nei confronti di autori ed editori, non puo' essere eseguito in pubblico se non si paga il pizzo pure allo stampatore.I fonografici, come tutti gli altri imprenditori, dovrebbero ricordare che c'entrano con l'arte quanto il fabbricante di tela per quadri c'entra con l'urlo di Munch e se un disco di Lara Pausoni, edito da "sarcazz record" e stampato da "Officine grafiche Pasquiniello Cacace, CS" passa in radio... va bene pagare i diritti a chi detiene i diritti di sfruttamento economico, ma Pasquiniello Cacace che c'entra? E' stato pagato da Sarcazz Record per stampare 1000 CD e basta, non dovrebbe poter vantare altri diritti perche', merceologicamente parlando, tra un frullatore e un piattello in policarbonato non c'e' nessuna differenza.A quanto pare, tuttavia, non e' cosi'.
    GT
  • falcone scrive:
    Il CD è finito.
    Si è voluto mungere la musica fino allo spasimo.Prezzi da strozzo, tasse da beni di lusso, repressioni da anti-terrorismo.A questo prezzo si fa anche senza.La musica è bella, ma minestra, casa, scuola, medicine e riscaldamento vengono prima.Al diavolo!
  • Anonimo scrive:
    Ma perché non gettano la maschera?
    Perché invece di continuare su questa strada che li sta portando alla rovina (loro economicamente e noi sul piano dei diritti civili e digitali), non la smettono una buona volta di raccontare balle e finalmente gettano anche loro la maschera, rivelandosi per quello che sono:http://arstechnica.com/news.ars/post/20070115-8616.html
  • Anonimo scrive:
    Santo Graal???
    E chi vogliono mettere in croce!?
  • Rex1997 scrive:
    IFPI e FIMI....
    e quant'altro...Ma a qualcuno dei loro dirigenti, è mai passato per la testa che le priorità di acquisto in una famiglia sono cambiate in questi ultimi anni?Forse scordano che a fronte della conversione 1Euro = 1936,27 Lit gli stipendi della maggior parte degli italiani è stato brutalmente convertito in 1.000.000 di lire = 516 Euro, mentre TUTTI i venditori hanno fatto 1000 Lire = 1 Euro?Chi si ricorda i CD pre Euro? Costavano tra le 25.000 e le 40 Mila lire, ma oggi costano tra i 25 Euro e i 40 Euro!Ladro a chi?Ovviamente un padre di famiglia, cui hanno praticamente dimezzato il potere d'acquisto, prima pensa al mangiare, alla casa (mutuo..fortunatamente qui le banche non hanno potuto fare 1Euro=1000 Lire...), ai vestiti, energia elettrica, gas, riscaldamento ove necessario...e se avanza qualcosa dopo il DISSANGUAMENTO dubito fortemente che acquistino al doppio del prezzo di una volta un pezzetto di plastica variamente colorato di forma rotonda...Però leggendo i bilanci reali, non quelli sbandierati ai media, sembrerebbe che abbiano solo una diminuzione di introiti dovuti come a tutte le aziende, alla situazione in atto...Non mi sembra corretto farsi fare una legge ad hoc o pretendere comportamenti liberticidi per i consumatori (!), solo perché qualche mega industriale non può comprarsi la 22^ Ferrari con i suplus dei dividendi, ma si deve accontentare solo di una Mercedes ultimo modello, auto che comunque non è alla portata del Sig. Rossi rappresentante dell'italiano che lavora, ma non riesce a salire la scala sociale e anzi deve solo tacere! @^ @^ @^-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 gennaio 2007 09.04-----------------------------------------------------------
    • soulista scrive:
      Re: IFPI e FIMI....
      - Scritto da: Rex1997
      Chi si ricorda i CD pre Euro? Costavano tra le
      25.000 e le 40 Mila lire, ma oggi costano tra i
      25 Euro e i 40
      Euro!

      Ladro a chi?D'accordo che siano ladri... ma non esagerare! CD a 25-40 euro? e dove li compri? da Chanel?Se c'é una cosa da dire é che, a differenza del vestiario e degli immobili (per dirne due) gli audio/visivi e i prodotti tecnologici sono tra quelli che non hanno sfruttato la conversione 1 = 1000 Lire: ricordo il mio primo dvd, Matrix, lo pagai 44900 lire e oggi un dvd warner costa 22 .Ciao.
    • Anonimo scrive:
      Re: IFPI e FIMI....
      a me risulta che costino 20 euro al massimo, poi ci sono cofanetti che magari costano 29 euro ma sono di tre cd
      • Anonimo scrive:
        Re: IFPI e FIMI....
        - Scritto da:
        a me risulta che costino 20 euro al massimo, poi
        ci sono cofanetti che magari costano 29 euro ma
        sono di tre
        cdVeramente costano 20 euro al minimo, in certi negozi (v. Feltrinelli). Sono un appassionato di Pink Floyd, e la Feltrinelli a meno di 20-22 euro non ti dà nemmeno i loro album più vecchi. Per non parlare delle raccolte floydiane con doppio CD (tipo "Echoes"), o degli album con CD doppio (tipo "The Wall" o "Ummagumma"), che vengono 40 euro!
  • Anonimo scrive:
    Solo 3 considerazioni
    Ma negli ultimi anni che musica che meritava una 20°(se non di piu)di euro hanno fatto?Io ho sempre comprato cd ma se devo comprare il cd del revival di Vasco Francamente faccio n mix dei vecchi che chiaramente sarà illegale ma francamente se vogliono 30 giornate lavorative al mese delle mie per stare (a quanto dicono loro) in piedi frncamente allora è ora che si ritirino.Poi tutta ste etichettatura ha rotto.Qualcuno paga i diritti all'inventore della ruota,della lampadina?allora perchè devo pagarla su una cosa che da sempre è stata free cioè l'arte!!!Se io compro un quadro e poi lo rivendo posso farlo e se lo copio e lo rivendo non sarà mai come l'originale!!!la discografia a oggi la compro gia degradata(il digitale a me sempra meno costosa da riprodurre ma anche di qualità inferiore)la degrado ulteriormente e poi mi dicono ah devi pagare?E in ultimo ricordate che quello che uno fa con la propria connessione sono fatti suoi e chi guarda cosa sta facendo viola la privacy punto e basta!!!è come se una persona sta fuori dalla vostra porta e guarda quante volte uscite se avete fatto la spesa e se avete pagato con lo scontrino o se state camminando sul marciapiede piuttosto che in casa.NON SONO CAZZI LORO.Se uso messenger per mandare dei messagi a chi voglio i messaggi sono miei se poi un ente li intercetta per scopi di sicurezza civile(polizia o chi di loro)mi puo stare bene ma le major non sono autorizzate e non devono essere autorizzate a niente loro non fanno gli interessi della popolazione ma solamente i loro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Solo 3 considerazioni
      - Scritto da:
      Ma negli ultimi anni che musica che meritava una
      20°(se non di piu)di euro hanno
      fatto?
      Io ho sempre comprato cd ma se devo comprare il
      cd del revival di Vasco Francamente faccio n mix
      dei vecchi che chiaramente sarà illegale ma
      francamente se vogliono 30 giornate lavorative al
      mese delle mie per stare (a quanto dicono loro)
      in piedi frncamente allora è ora che si
      ritirino.Poi tutta ste etichettatura ha
      rotto.Qualcuno paga i diritti all'inventore della
      ruota,della lampadina?allora perchè devo pagarla
      su una cosa che da sempre è stata free cioè
      l'arte!!!Se io compro un quadro e poi lo rivendo
      posso farlo e se lo copio e lo rivendo non sarà
      mai come l'originale!!!la discografia a oggi la
      compro gia degradata(il digitale a me sempra meno
      costosa da riprodurre ma anche di qualità
      inferiore)la degrado ulteriormente e poi mi
      dicono ah devi
      pagare?
      E in ultimo ricordate che quello che uno fa con
      la propria connessione sono fatti suoi e chi
      guarda cosa sta facendo viola la privacy punto e
      basta!!!è come se una persona sta fuori dalla
      vostra porta e guarda quante volte uscite se
      avete fatto la spesa e se avete pagato con lo
      scontrino o se state camminando sul marciapiede
      piuttosto che in casa.NON SONO CAZZI LORO.Se uso
      messenger per mandare dei messagi a chi voglio i
      messaggi sono miei se poi un ente li intercetta
      per scopi di sicurezza civile(polizia o chi di
      loro)mi puo stare bene ma le major non sono
      autorizzate e non devono essere autorizzate a
      niente loro non fanno gli interessi della
      popolazione ma solamente i
      loro.Non nascondiamoci dietro un dito: la lingua italiana è MORTA. :'(
  • Anonimo scrive:
    chiedono INTERCETTAZIONI
    tanto per non essere troppo morbidi, dato che comunque loro danno dei LADRI a tutti.Che direbbero se noi chiedessimo che la finanza li controllasse senza avvertire? TRAC! Ispezione! A tappeto e a sorpresa! E senza preavviso e non si discute. E non ci sono scuse.eh?Che direbbero se una ditta di prosciutti dicesse che (scusa a caso) per compensare il mancato guadagno (ovvero una cosa assurda) dovuto alla concorrenza illegale del prosciutto non-IGP che si spaccia per IGP devono essere messi sotto controllo i telefoni di tutta l'italia e che di questo si deve accollare l'onere la compagnia telefonica?Oppure che le poste devono controllare tutta la corrispondenza per vedere se la SIAE froda il fisco?Oppure tutte le comunicazioni elettroniche E NON di tutti i dipendenti IFPI, perchè ci sono mancati introiti nelle finanze dello stato e quindi si suppone che loro frodino il fisco?Si indignerebbero, giusto? E ovviamente NON si riuscirebbe a farlo. Perchè? Perchè è incivile, è violento, è barbaro, è PREPOTENTE, è contro lo stato di diritto.Vogliono forzare la mano.Chiunque lavori in una azienda sa quanto sensibile l'azienda sia alle intrusioni nei propri affari, proprio da parte delle guardie di finanza che - molto rispettosa e mai prepotente, mai se lo permetterebbe - viene a fare ispezioni MIRATE e LIMITATE e sempre CON PREAVVISO e se necessario con permessi vari. Insomma, non esiste quello che vogliono quelli di IFPI. I provider forniscono connettività. Quello e SOLO QUELLO è il loro mestiere.
    • Anonimo scrive:
      Re: chiedono INTERCETTAZIONI
      Il problema è un altro.... siamo in ITALIA. Qui in italia la SIAE, per contrastare le "perdite" degli ultimi anni, ha fatto inserire una tassa su ogni supporto magnetico. HA fatto inserire una tassa, capite ? Non scordatevi inoltre che la SIAE prende soldi per canzoni i cui autori sono già belli sepolti.Poi siamo in Italia, dove viene imposto di pagare un canone rai a qualunque residente (indipendentemente se si è in possesso della televisione).Ovviamente siamo in italia dove al governo ci sono pregiudicati per falso in bilancio, truffa, etc etc
      • Anonimo scrive:
        Re: chiedono INTERCETTAZIONI
        - Scritto da:
        Poi siamo in Italia, dove viene imposto di pagare
        un canone rai a qualunque residente
        (indipendentemente se si è in possesso della
        televisione).Se non possiedi una TV, il canone non lo devi pagare. Se la possiedi, puoi non pagarlo lo stesso, ma devi consentire che ti mettano i sigilli al televisore.
        • Anonimo scrive:
          Re: chiedono INTERCETTAZIONI

          Se non possiedi una TV, il canone non lo devi
          pagare. Se la possiedi, puoi non pagarlo lo
          stesso, ma devi consentire che ti mettano i
          sigilli al
          televisore.La RAI dice che non fa differenza se tu possiedi un televisore od un PC, perché anche con un computer puoi vedere la televisione... E' il cavillo dell'apparecchio "ADATTABILE" a ricevere trasmissioni televisive, che dice la legge sul canone.Alla RAI hanno già fatto notare che non ha senso e che anche un frullatore tecnicamente è "ADATTABILE" a ricevere trasmissioni, basta saldargli un'antenna ed uno schermo, e la RAI ha risposto: "...appunto! Quindi paga!"...morale, la faccenda del canone è abbastanza controversa e poco chiara... come tutto qui in Italy...
  • Anonimo scrive:
    Ma com'è che...
    ... non ho ancora sentito nessuna major che manda in "cassa integrazione"? Com'è che non ci sono dipendenti delle major che occupano strade e stazioni perchè i loro posti di lavoro sono in pericolo? Eh?
  • uguccione500 scrive:
    ...e certo...
    Ingordi come pochi... fanno una cippa di niente SIAE e compagnie belle, finanziate da noi che acquistiamo i dischi (che nella maggior parte poi rimangono un furto bello e buono: almeno 15 euro per una decina di canzoni di cui le belle rimangono le due scampanate in radio e le altre si rivelano sempre delle MERD@TE UNICHE) e con i supporti vuoti usati per le foto dei nostri bimbi o delle vacanze...e ancora non gli basta: vogliono di più nonostante online il mercato sia in continua crescita A LORO VANTAGGIO e le vendite dei dischi non siano poi così fallimentari COME DIMOSTRANO STATISTICHE PIU CHE ATTENDIBILI!Ma che vadano in malora loro e il loro FANKAZZISMO!
  • Anonimo scrive:
    Scroccate Scroccate
    Che tra un pò andiamo a finire nella merda come un paese del 3° mondo. Siete degli ignoranti e pirati.Vi rendente conto che così a lungo andare torniamo indietro?(idea)
    • uguccione500 scrive:
      Re: Scroccate Scroccate
      - Scritto da:
      Che tra un pò andiamo a finire nella merda come
      un paese del 3° mondo. Siete degli ignoranti e
      pirati.

      Vi rendente conto che così a lungo andare
      torniamo
      indietro?(idea)AAHAHHAH! sissì, attenderemo con impazienza che Jovanotti non canti più: è vero che il mercato andrà in malora, ma almeno eviteremo di diventare sordi con uno che canta come il mio povero cane... :-)Senza rancore, Lorenzo, ma la verità è sempre da dire, lo sai! :P
    • Anonimo scrive:
      Re: Scroccate Scroccate
      Ci siamo gia', emminenza grigia.Taci!!!
    • mr_setter scrive:
      Re: Scroccate Scroccate
      - Scritto da:
      Che tra un pò andiamo a finire nella merda come
      un paese del 3° mondo. Siete degli ignoranti e
      pirati.

      Vi rendente conto che così a lungo andare
      torniamo
      indietro?(idea)Post ironico? Tra l'altro mi sfugge il tornare indietro...indietro DOVE?!? (newbie)LV&P O)
  • Anonimo scrive:
    E così doveva andare
    Il mercato digitale non gli rende semplicemente perchè non gli finisce nella scarsella il "valore aggiunto".Ma ci pensate, niente più cresta sul cd, sulla copertina, sul trasporto, sul assurdo passaggio di mani dai grossisti ai negozietti.Per me...i discografici possono tranquillamente fare a meno della limousine.Non comprate i loro prodotti...devono scendere a patti!
  • Anonimo scrive:
    Non capisco...
    ...dove sta il problema. Non mi risulta che necessariamente chi produce una canzone deve essere una delle persone più ricche al mondo . Lo è stato in tempi recenti ma non è detto che questo sia replicabile in futuro. Io acquisto solo musica originale (cd dagli stati uniti - senza bollino SIAE) dei gruppi che a me piacciono. Sono disposto per il momento a pagare loro un prezzo "giusto" per le emozioni che mi trasmettono. Probabilmente molti invece non sono più disposti a pagare per vedere degli artisti (e i loro produttori) navigare nell'oro. Non li biasimo. Non sopporto però che qualcuno pretenda che per tenere in piedi il loro giocattolo (il business della musica) noi consumatori dobbiamo accettare le loro regole.
    • interceptor scrive:
      Re: Non capisco...
      - Scritto da:
      ...chi produce una canzone deve
      essere una delle persone più ricche al mondo... .Non so in che senso l'hai usato PRODUCEPerchè qua non vuole guadagnare un pozzo di soldi chi la musica la CREA ma chi la COMMERCIALIZZA.Molte volte spingendo e reclamizzando autentica FUFFASaluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Non capisco...
      Giusto.Aggiungo soltanto che attorno a questi sig. che "navigano nell'oro" c'è gente come me che distribuisce musica e offre servizio di merchandising sul nord-est in centri commerciali.Non ho mai vissuto nell'oro, è da anni che faccio questo lavoro e ora me ne sto andando.Non sono un dipendente ma un agente di commercio, vengo pagato a provvigioni e quindi, piu' si vende piu' prendo a fine mese.I danni a questo business musicale non danneggia solo i signori ma anche i poveri cani come me che deve mantenere una famiglia e pagare affitto e bollette varie.Vi auguro che l'azienda per cui lavorate riesca sempre a fornirvi il denaro per pagarvi la vostra busta paga.Detto questo saluto, vado a cercarmi un lavoro ( Mirko 31 anni )
      • Anonimo scrive:
        Re: Non capisco...
        - Scritto da:
        Non sono un dipendente ma un agente di commercio,
        vengo pagato a provvigioni e quindi, piu' si
        vende piu' prendo a fine
        mese.
        I danni a questo business musicale non danneggia
        solo i signori ma anche i poveri cani come me che
        deve mantenere una famiglia e pagare affitto e
        bollette
        varie.
        Vi auguro che l'azienda per cui lavorate riesca
        sempre a fornirvi il denaro per pagarvi la vostra
        busta
        paga.
        Detto questo saluto,
        vado a cercarmi un lavoro triste ma inevitabile...anche i riparatori di carrozze hanno avuto i loro problemi con l'introduzione delle automobili...Se se stufo del lavoro cambialo, hai una età che te lo permette.Se sei un bravo agente di commercio credo basti cambiare invece merce, non lavoro...
      • Anonimo scrive:
        Re: Non capisco...
        - Scritto da:
        un dipendente ma un agente di commercio,
        vengo pagato a provvigioni e quindi, piu' si
        vende piu' prendo a fine
        mese.Quindi non CREI musica, ma solo la COMMERCI.Io anni fa facevo lo stesso, per una ditta di cartotecnica artistica, principalmente carta da lettere e accessori (buste, falsariga, carta carbone, sigilli). Poi un po' di anni fa ho dovuto smettere perché la gente scriveva sempre meno lettere e le cartolerie ne compravano sempre meno. Avessimo pensato allora di chiedere una compensazione minima, un cent su ogni email spedita per compensare il calo dei nostri prodotti...
        Detto questo saluto,
        vado a cercarmi un lavoro
        ( Mirko 31 anni )Ah, ancora giovane. Ne cambierai di lavori: nessun piazzista (vecchio nome meno eufemistico) è mai morto vendendo quello vendeva in gioventù. E' il mercato, bellezza. Se becchi l'articolo giusto si fanno soldoni, se ti capita in mano quello sbagliato, lo cambi.Mio zio una volta vendeva ghiaccio porta a porta. Poi sono arrivati i frigoriferi e un po' per volta ha visto sparire i clienti. Mica si è lamentato: si è messo a vendere "Refrigeratori" della Westinghouse che un ex-marine rimasto in Italia aveva cominciato ad importare.E' questo che mi da sui nervi delle Major: gli altri devono cambiare mestiere quando cambia il mercato, mentre loro vorrebbero essere esentati.
  • yojimbo scrive:
    Dicorgafici vi amo troppo TVTB IFPI !!!
    Poveri discografici O), non riuscite più a vendere i cd o farli scaricare legalmente.... su dai non abbattetevi, d'altronde che colpa ne avete voi...avete sempre fatto di tutto per fare in modo che la gente li compri, li avete sempre venduti a prezzi accessibili a tutti, non avete mai messo sistemi che impediscano di ascoltarli sulla propria autoradio o su più di un pc. Quindi? Non vi preoccupate vedrete che è solo un brutto periodo perchè alla gente non piace più la musica ma fra qualche tempo avrete vendite record sopratutto mi raccomando continuate sempre a fare delle belle denunce....vedrete che tutto si risolleverà....un abbraccio...con tanto amore (love)(love)(love)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 gennaio 2007 00.52-----------------------------------------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: Dicorgafici vi amo troppo TVTB IFPI
      Ladroni ! Tagliatevi gli stipendi, e vedrete che i conti vi torneranno meglio !!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Dicorgafici vi amo troppo TVTB IFPI
        Per me non si insisterà mai abbastanza sul fatto che la musica di oggi fa un pò schifo. Cosa devo comprare per forza? Se non compro Robbie Wiliams vuol dire che sono per forza un ladro? Ma cari ragazzi, non vi viene il dubbio che forse la musica:a) non ci piace piùb) i tempi sono grigi, i soldi pochi, si risparmia per affrontare il futuro e per potersi curare la salute.c) gli anni 80, dove bastava che un pistola ballava con gli zombie e ti faceva vendere un sacco di dischi, sono passati da un pezzo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Dicorgafici vi amo troppo TVTB IFPI
          - Scritto da:
          c) gli anni 80, dove bastava che un pistola
          ballava con gli zombie e ti faceva vendere un
          sacco di dischi, sono passati da un
          pezzo.Beh, "Thriller" almeno non era male: di certo, sempre meglio di SuperSanremo venduto a millemila euro.
          • Anonimo scrive:
            Re: Dicorgafici vi amo troppo TVTB IFPI

            Beh, "Thriller" almeno non era male: di certo,
            sempre meglio di SuperSanremo venduto a millemila
            euro.E siamo d'accordo, ma quanto venderebbe se uscisse oggi "thriller"? Il problema è che oggi siamo prossimi alla saturazione di stili musicali e di idee. Come conseguenza c'è anche un certo disinteresse da parte della gente a consumare musica. Ti giuro che certa roba non la vorrei neppure gratis. Mi capita ogni tanto di prendere qualche cd a 9.90 euri, ma spesso rimangono sotto la polvere ancora imballati nella plastica, altre volte non superano il primo ascolto e vengono dimenticati. Il fatto è che molta musica di oggi è poco interessante mentre quella del passato (da 9.90 euri) ha fatto il suo tempo ed è più la nostalgia che altro a fartela comprare.
  • Anonimo scrive:
    Business dalle suonerie del cellulari?
    Quando i ragazzini si accorgeranno di lasciare un sacco di soldi per delle musichette idiote che scaricano sul cellulare finalmente vedremo sparire dalla faccia della terra i pidocchi della MAJOR. A quanto pare ormai fanno soldi solo sui fessacchiotti che scaricano canzonette cretiXe sui celluari, penoso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Business dalle suonerie del cellular
      - Scritto da:
      Quando i ragazzini si accorgeranno di lasciare un
      sacco di soldi per delle musichette idiote che
      scaricano sul cellulare finalmente vedremo
      sparire dalla faccia della terra i pidocchi della
      MAJOR. A quanto pare ormai fanno soldi solo sui
      fessacchiotti che scaricano canzonette cretiXe
      sui celluari,
      penoso.Puffana che ha 32 anni, ha speso 25 euro in una botta sola per 4 suonerie.(geek)
      • Anonimo scrive:
        Re: Business dalle suonerie del cellular

        Puffana che ha 32 anni, ha speso 25 euro in una
        botta sola per 4
        suonerie.(geek)Io invece mi sono assicurato che il mio cellulare riproducesse file MIDI, me li sono cercati su Internet, ho dovuto spendere per una chiavetta USB Bluetooth ma con una decina di euro mi sono caricato una quarantina di MIDI e bella lì...
  • Anonimo scrive:
    non conta la quantita
    scelta ce n'è già troppa... evidentemente è una questione di prezzo ancora alto, e di aspettative esagerate... quando si cabia tipo di business, si devon mettere in conto una certa quantità di perdite, che verranno grazie al'espansione del futuro mercato (no mi pare che i tassi di crescita siano malvagi)... in alternativa c'è la morte dell'azienda...
  • Anonimo scrive:
    FALLITE PURE IN SANTA PACE
    Nessuno vi rimpiangerà. Amen. RIP. W I PITRATI! ABBASSO LE MAJOR DEL MAGNA-MAGNA!!
  • Anonimo scrive:
    Discografici datevi una svegliata!!!
    Cari discografici, poveri, non riuscite a vendere musica. Su non abbattetevi e sopratutto ve lo dico con tutto il mio cuore...
    • Anonimo scrive:
      Re: Discografici datevi una svegliata!!!
      scusate ma premendo invio spara discussioni a manetta, spero risolviate al + presto il problema il mio thread giusto è quell' altro con lo stesso titolo...ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Discografici datevi una svegliata!!!
      - Scritto da:
      Cari discografici, poveri, non riuscite a vendere
      musica. Su non abbattetevi e sopratutto ve lo
      dico con tutto il mio
      cuore...Giusto! Iniziassero da artisti validi e buona musica.
    • Angelone scrive:
      Re: Discografici datevi una svegliata!!!
      eh vabbeh, io fatico ad arrivare a fine mese...in bocca al lupo anche a voi!
  • Anonimo scrive:
    FATE I TEST CON IE
    CONGRATULAZIONI, ORA CON IL NUOVO "CODICE DI CONTROLLO" NON SI RIESCE PIU' A SCRIVERE DUE PARAGRAFI... ABBENA SI PREME INVIO IL FORUM SPARA "CODICE DI CONTROLLO NON VALIDO"...... FATE I TEST SU IE ALTRO CHE SUI VARI BROWSER CANTINARI!!
    • Anonimo scrive:
      Re: FATE I TEST CON IE
      si anke a me succede la stessa cosa..
      • robbie scrive:
        Re: FATE I TEST CON IE
        lo fa anche con FireFox... tanto rumore per nulla.
        • Anonimo scrive:
          Re: FATE I TEST CON IE
          - Scritto da: robbie
          lo fa anche con FireFox... tanto rumore per nulla.Ma NON con Safari... (rotfl)Oooops, controllato, Opera e Firefox su Mac sono immuni dal problema.Tenetevi pure IE (come screensaver andrà benissimo) ma buttate quel cesso di sistema inoperativo... @^
    • Anonimo scrive:
      Re: FATE I TEST CON IE
      - Scritto da:
      CONGRATULAZIONI, ORA CON IL NUOVO "CODICE DI
      CONTROLLO" NON SI RIESCE PIU' A SCRIVERE DUE
      PARAGRAFI... ABBENA SI PREME INVIO IL FORUM SPARA
      "CODICE DI CONTROLLO NON VALIDO"...... FATE I
      TEST SU IE ALTRO CHE SUI VARI BROWSER
      CANTINARI!! poi mi chiedo chi è quel coglione che ce l'ha messo il codice di controllo, NON SERVE A UN CAZZO!!!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: FATE I TEST CON IE
        (troll)(troll)
        • Anonimo scrive:
          Re: FATE I TEST CON IE
          - Scritto da:
          (troll)(troll)avanti inelligentone, dimmi te a cosa serve allora?
          • Anonimo scrive:
            Re: FATE I TEST CON IE
            cross posting mai sentito nominare?ebay lo usa cosi come paypal....ecc...ecc...ecc...ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: FATE I TEST CON IE
            Prima di tutto siete maleducati e secondo il codice di verifica detto anche CHAPTA serve per evitare spamm o messaggi automatici da parte (spambot) di malintenzionati.
          • Anonimo scrive:
            Re: FATE I TEST CON IE
            - Scritto da:
            codice di verifica detto anche CHAPTA forse captcha, che dici?
          • Anonimo scrive:
            Re: FATE I TEST CON IE
            - Scritto da:

            codice di verifica detto anche CHAPTA

            forse captcha, che dici?Scusa, ma dove lo vedete questo captcha?
    • AnTanico scrive:
      Re: FATE I TEST CON IE
      ok risolto grazie della critica costruttiva...(rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: FATE I TEST CON IE
      - Scritto da:
      CONGRATULAZIONI, ORA CON IL NUOVO "CODICE DI
      CONTROLLO" NON SI RIESCE PIU' A SCRIVERE DUE
      PARAGRAFI... ABBENA SI PREME INVIO IL FORUM SPARA
      "CODICE DI CONTROLLO NON VALIDO"...... FATE I
      TEST SU IE ALTRO CHE SUI VARI BROWSER
      CANTINARI!!Leva lo stecchino dal capslock, impedito :@
  • Anonimo scrive:
    Poveri disgraziati
    La pirateria sarebbe il problema? Sarebbe questo, per l'ennesima volta, l'ormai logoro, reiterato ritornello che lascia un'eco beffarda nelle orecchie di chi ha assistito anche quest'anno ad un attacco massiccio, disperato, alla copia privata, alle libertà di comunicazione ed informazione degli utenti, alla natura stessa del digital domain? DRM, Trusted Computing, Broadcast Flag, alla fine i consumatori si sono accorti di qualcosa, che comprare un brano protetto da DRM è meno conveniente che scaricarselo dalla Rete, e non per una mera questione di prezzo, ma di qualità e di garanzie. Un tempo i prodotti "piratati" erano quelli fallati, ora i prodotti fallati sono gli originali: brani come bombe ad orologeria, giochi che si rifiutano di partire, DVD pieni zeppi di errori di lettura mentre il materiale pirata ti dà la libertà di scegliere come usare cio' che hai acquisito e non ti secca con una sequela infinita di avvisiti, protezioni e controlli. Hanno messo on line 4 milioni di tracce? Si sono scordati di aggiungere FASULLE, avrebbero dato un quadro piu' concreto della situazione. Ancora una volta si stanno legando ad un modello di business perdente. Ancora una volta la difesa dei loro interessi rischia di costarci cara sul piano delle libertà digitali. Evitare di acquistare i loro prodotti è l'unica risposta possibile, che si voglia scaricare dal mulo o meno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Poveri disgraziati
      giustissimo, io aggiungo, se vogliono che mi rimetta ad acquistare qualunque cosa devono inginocchiarsi e baciarmi il cul*.
    • Anonimo scrive:
      Re: Poveri disgraziati
      - Scritto da:
      La pirateria sarebbe il problema? Sarebbe questo,
      per l'ennesima volta, l'ormai logoro, reiterato
      ritornello che lascia un'eco beffarda nelle
      orecchie di chi ha assistito anche quest'anno ad
      un attacco massiccio, disperato, alla copia
      privata, alle libertà di comunicazione ed
      informazione degli utenti, alla natura stessa del
      digital domain?


      DRM, Trusted Computing, Broadcast Flag, alla fine
      i consumatori si sono accorti di qualcosa, che
      comprare un brano protetto da DRM è meno
      conveniente che scaricarselo dalla Rete, e non
      per una mera questione di prezzo, ma di qualità e
      di garanzie.


      Un tempo i prodotti "piratati" erano quelli
      fallati, ora i prodotti fallati sono gli
      originali: brani come bombe ad orologeria, giochi
      che si rifiutano di partire, DVD pieni zeppi di
      errori di lettura mentre il materiale pirata ti
      dà la libertà di scegliere come usare cio' che
      hai acquisito e non ti secca con una sequela
      infinita di avvisiti, protezioni e controlli.


      Hanno messo on line 4 milioni di tracce? Si sono
      scordati di aggiungere FASULLE, avrebbero dato un
      quadro piu' concreto della situazione. Ancora una
      volta si stanno legando ad un modello di business
      perdente. Ancora una volta la difesa dei loro
      interessi rischia di costarci cara sul piano
      delle libertà digitali. Evitare di acquistare i
      loro prodotti è l'unica risposta possibile, che
      si voglia scaricare dal mulo o
      meno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Poveri disgraziati
      - Scritto da:
      La pirateria sarebbe il problema? Sarebbe questo,
      per l'ennesima volta, l'ormai logoro, reiterato
      ritornello che lascia un'eco beffarda nelle
      orecchie di chi ha assistito anche quest'anno ad
      un attacco massiccio, disperato, alla copia
      privata, alle libertà di comunicazione ed
      informazione degli utenti, alla natura stessa del
      digital domain?


      DRM, Trusted Computing, Broadcast Flag, alla fine
      i consumatori si sono accorti di qualcosa, che
      comprare un brano protetto da DRM è meno
      conveniente che scaricarselo dalla Rete, e non
      per una mera questione di prezzo, ma di qualità e
      di garanzie.


      Un tempo i prodotti "piratati" erano quelli
      fallati, ora i prodotti fallati sono gli
      originali: brani come bombe ad orologeria, giochi
      che si rifiutano di partire, DVD pieni zeppi di
      errori di lettura mentre il materiale pirata ti
      dà la libertà di scegliere come usare cio' che
      hai acquisito e non ti secca con una sequela
      infinita di avvisiti, protezioni e controlli.


      Hanno messo on line 4 milioni di tracce? Si sono
      scordati di aggiungere FASULLE, avrebbero dato un
      quadro piu' concreto della situazione. Ancora una
      volta si stanno legando ad un modello di business
      perdente. Ancora una volta la difesa dei loro
      interessi rischia di costarci cara sul piano
      delle libertà digitali. Evitare di acquistare i
      loro prodotti è l'unica risposta possibile, che
      si voglia scaricare dal mulo o
      meno.Straquoto in pieno!!!! :)
    • Brontoleus scrive:
      Re: Poveri disgraziati
      - Scritto da:
      La pirateria sarebbe il problema? Sarebbe questo,
      per l'ennesima volta, l'ormai logoro, reiterato
      ritornello che lascia un'eco beffarda nelle
      orecchie di chi ha assistito anche quest'anno ad
      un attacco massiccio, disperato, alla copia
      privata, alle libertà di comunicazione ed
      informazione degli utenti, alla natura stessa del
      digital domain?


      DRM, Trusted Computing, Broadcast Flag, alla fine
      i consumatori si sono accorti di qualcosa, che
      comprare un brano protetto da DRM è meno
      conveniente che scaricarselo dalla Rete, e non
      per una mera questione di prezzo, ma di qualità e
      di garanzie.


      Un tempo i prodotti "piratati" erano quelli
      fallati, ora i prodotti fallati sono gli
      originali: brani come bombe ad orologeria, giochi
      che si rifiutano di partire, DVD pieni zeppi di
      errori di lettura mentre il materiale pirata ti
      dà la libertà di scegliere come usare cio' che
      hai acquisito e non ti secca con una sequela
      infinita di avvisiti, protezioni e controlli.


      Hanno messo on line 4 milioni di tracce? Si sono
      scordati di aggiungere FASULLE, avrebbero dato un
      quadro piu' concreto della situazione. Ancora una
      volta si stanno legando ad un modello di business
      perdente. Ancora una volta la difesa dei loro
      interessi rischia di costarci cara sul piano
      delle libertà digitali. Evitare di acquistare i
      loro prodotti è l'unica risposta possibile, che
      si voglia scaricare dal mulo o
      meno.
    • soulista scrive:
      Quoto (non leggete)
      - Scritto da:
      La pirateria sarebbe il problema? Sarebbe questo,
      per l'ennesima volta, l'ormai logoro, reiterato
      ritornello che lascia un'eco beffarda nelle
      orecchie di chi ha assistito anche quest'anno ad
      un attacco massiccio, disperato, alla copia
      privata, alle libertà di comunicazione ed
      informazione degli utenti, alla natura stessa del
      digital domain?


      DRM, Trusted Computing, Broadcast Flag, alla fine
      i consumatori si sono accorti di qualcosa, che
      comprare un brano protetto da DRM è meno
      conveniente che scaricarselo dalla Rete, e non
      per una mera questione di prezzo, ma di qualità e
      di garanzie.


      Un tempo i prodotti "piratati" erano quelli
      fallati, ora i prodotti fallati sono gli
      originali: brani come bombe ad orologeria, giochi
      che si rifiutano di partire, DVD pieni zeppi di
      errori di lettura mentre il materiale pirata ti
      dà la libertà di scegliere come usare cio' che
      hai acquisito e non ti secca con una sequela
      infinita di avvisiti, protezioni e controlli.


      Hanno messo on line 4 milioni di tracce? Si sono
      scordati di aggiungere FASULLE, avrebbero dato un
      quadro piu' concreto della situazione. Ancora una
      volta si stanno legando ad un modello di business
      perdente. Ancora una volta la difesa dei loro
      interessi rischia di costarci cara sul piano
      delle libertà digitali. Evitare di acquistare i
      loro prodotti è l'unica risposta possibile, che
      si voglia scaricare dal mulo o
      meno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Poveri disgraziati
      - Scritto da:
      La pirateria sarebbe il problema? Sarebbe questo,
      per l'ennesima volta, l'ormai logoro, reiterato
      ritornello che lascia un'eco beffarda nelle
      orecchie di chi ha assistito anche quest'anno ad
      un attacco massiccio, disperato, alla copia
      privata, alle libertà di comunicazione ed
      informazione degli utenti, alla natura stessa del
      digital domain?


      DRM, Trusted Computing, Broadcast Flag, alla fine
      i consumatori si sono accorti di qualcosa, che
      comprare un brano protetto da DRM è meno
      conveniente che scaricarselo dalla Rete, e non
      per una mera questione di prezzo, ma di qualità e
      di garanzie.


      Un tempo i prodotti "piratati" erano quelli
      fallati, ora i prodotti fallati sono gli
      originali: brani come bombe ad orologeria, giochi
      che si rifiutano di partire, DVD pieni zeppi di
      errori di lettura mentre il materiale pirata ti
      dà la libertà di scegliere come usare cio' che
      hai acquisito e non ti secca con una sequela
      infinita di avvisiti, protezioni e controlli.


      Hanno messo on line 4 milioni di tracce? Si sono
      scordati di aggiungere FASULLE, avrebbero dato un
      quadro piu' concreto della situazione. Ancora una
      volta si stanno legando ad un modello di business
      perdente. Ancora una volta la difesa dei loro
      interessi rischia di costarci cara sul piano
      delle libertà digitali. Evitare di acquistare i
      loro prodotti è l'unica risposta possibile, che
      si voglia scaricare dal mulo o
      meno.Io acquisto solo musica originale (mi piace avere il cofanetto, il testo con le canzoni e tutto il resto), ma è giustissimo che così non si può andare più avanti.(Anche prima di comprare un gioco, devo controllare che non ci sia su quella schifezza dello Starforce, altrimenti devo rinunciare; se anche non c'è lo Starforce, magari il gioco è pieno di bug e funziona male, e le recensioni da parte di tanti compiacenti giornali, online e non, raramente parlano di tali difetti)Compro un DVD musicale, come il "Live at Pompeii" dei Pink Floyd, trovato in offerta dalla Feltrinelli a 10 euro, ed il mio lettore non lo legge perchè è protetto da Macrovision.... con la conseguenza che devo farmi una copia di backup (spendendo ben 4,50 euro per un DVD dual layer vergine, tassato) per potermelo vedere. Senza contare che, magari, i discografici si lamenterebbero che mi sono fatto una copia di backup!Vado a comprare CD musicali, ed anche se sono del 1967 (!!) non costano meno di 20 euro. Scorro un po' di titoli, e di artisti, e sono sempre minimo 20 euro. A 5-10 euro ci trovi solo il primissimo Nino D'Angelo, quando aveva ancora il caschetto, o Mino Reitano, o Nilla Pizzi...Conclusione?SIAE, va' in malora, e prima di andarci invita i tuoi cosiddetti artisti (artisti? non ne esiste uno) ad andare a suonare nelle trattorie con il mandolino, come si faceva una volta. Sono sicuro che guadagneranno più soldi.I miei, tra un po', li vedrete con il binocolo: acquisterò veri artisti (Pink Floyd :p) solo online e da siti esteri, e mi darò alla musica indipendente (http://www.jamendo.com , se interessa a qualcuno: 2000 album rilasciati sotto Creative Common License).
  • Anonimo scrive:
    Nihil Novi Sub Soli
    Nulla di nuovo sotto al sole.. Le major continuano a considerare come unica ragione delle diminuzioni dei loro introiti lo scambio di files musicali via P2P. Ma siamo così sicuri che tutti quelli che scaricano un brano da internet comprerebbero realmente il CD che lo contiene? Io non ne sono così convinto..
    • Hermes73 scrive:
      Re: Nihil Novi Sub Soli
      tu non ne sei convinto, ma io ti quoto in pieno. non e vero che per ogni cd scaricato ci sia un cd invenduto. idem dicasi per i film.
      • Anonimo scrive:
        Re: Nihil Novi Sub Soli
        Inoltre penso che i prezzi correnti siano ormai fuori mercato.. poi la realtà questa è: la collettività non ritiene che sia antisociale scaricare per es. un film.. diverso sarebbe chi scarica e poi rivende.. ma secondo me la condivisione gratuita non può essere vista come un male.. che poi è lo stesso principio del: "presto un libro ad un amico, lui lo legge e poi non se lo compra"
    • Anonimo scrive:
      Re: Nihil Novi Sub Soli
      Ecco, mi hai tolto le parole di bocca. Uno i CD che davvero desidera li compra comunque. Quello che scarica è roba a cui non darebbe un centesimo. E' vero che il rapporto produzione/vendite è sceso notevolmente, ma certo non è colpa degli utenti finali se metà della musica che si trova in giro non merita di essere ascolata più di una volta...E comunque è ora che i discografi si accorgano che il mondo è cambiato. L'offerta è da aggiornare. Se mancano le idee, chiamatemi pure...chiaramente ve le vendo al prezzo di un CD (ve lo potete permettere?) ;)cheers!Matteo
    • epikuros scrive:
      Re: Nihil Novi Sub Soli

      Ma siamo così sicuri che tutti
      quelli che scaricano un brano da internet
      comprerebbero realmente il CD che lo contiene? Io
      non ne sono così
      convinto..Ehm... credo che sia "sub solE"... comunque il resto del messaggio lo condivido in pieno!
      • mr_setter scrive:
        Re: Nihil Novi Sub Soli
        - Scritto da: epikuros

        Ma siamo così sicuri che tutti

        quelli che scaricano un brano da internet

        comprerebbero realmente il CD che lo contiene?
        Io

        non ne sono così

        convinto..

        Ehm... credo che sia "sub solE"... comunque il
        resto del messaggio lo condivido in
        pieno!Quotum in pienum!!!! (rotfl)LV&P O)
  • Anonimo scrive:
    A fare musica di m@#*
    Certo che le vendite on line non compensano il calo dei CD!
    • Anonimo scrive:
      Re: A fare musica di m@#*
      Concordo e mi pare anche assai scontato !
    • Anonimo scrive:
      Re: A fare musica di m@#*
      Certo che le vendite on line non compensano ilcalo dei CD!Anche lasciando stare il P2P, invece che acquistare un intero CD a 15 la gente al massimo si compra l'unico brano decente dell'album ad 1. Se producessereo buona musica magari venderebbero tutto l'album.
  • Anonimo scrive:
    Ho le lacrime agli occhi
    Vi prego aiutateli, comprate CD, fate qualcosa!!! Lancio un appello: Salviamo i fonografici!
    • burlone scrive:
      Re: Ho le lacrime agli occhi
      Forse i marocchini impietositi faranno loro la carità :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Ho le lacrime agli occhi
      - Scritto da:
      Vi prego aiutateli, comprate CD, fate qualcosa!!!
      Lancio un appello: Salviamo i
      fonografici!mah si poverini... non possono comprarsi la loro ultima serie di auto jaguar da mettere in garage....
      • Anonimo scrive:
        Re: Ho le lacrime agli occhi
        no infatti, ne comprano DUE di jaguar perchè più loro si lamentano, più gli danno retta e più gli danno MEZZI PERICOLOSI E INSENSATI! E questi più fan la faccia dei mendicanti, più guadagnano! Per quel che mi riguarda possono morire di fame e da me non prenderanno mai un centesimo =D il jaguar se lo comprino con i soldi degli stolti...P.S.: Piratebay... salvaci tu... come hai salvato il tuo paese potresti darci una manina...
Chiudi i commenti