Ma quanto cervello in quella telecamera!

Arriva la prima cam che simula il cervello umano e segue oggetti in movimento. Ma non distingue ancora un uccello da un aereo
Arriva la prima cam che simula il cervello umano e segue oggetti in movimento. Ma non distingue ancora un uccello da un aereo


Champaign (USA) – Il massimo che le telecamere digitali di oggi possono fare, grazie al software, è quello di “accorgersi” se nella scena inquadrata vi sono stati dei cambiamenti ed in tal caso, ad esempio, iniziare a registrare il video.

Un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois si è spinto ben oltre ed ha mostrato un progetto che, simulando il cervello umano, potrebbe rendere le telecamere capaci di mirare e seguire automaticamente un oggetto di interesse.

“Il nostro primo obiettivo è quello di simulare una parte del cervello umano chiamata colliculus superiore, una zona dove vengono prese le decisioni per dirigere gli occhi in risposta ad un’azione nel mondo reale”, ha detto Sylvian Ray, professore presso ll’Università dell’Illinois.

Il gruppo di ricerca in cui lavora Ray, formato anche da scienziati dall’istituto di ricerca Beckman, ha appena testato un primo prototipo di telecamera in aule dove vengono portati avanti corsi di formazione remota. Ray si dice convinto che questa telecamera in grado di mirare da sé il “bersaglio” da inquadrare potrà essere impiegata anche nel campo militare e della sicurezza.

Il “sistema sensoriale” della rete neurale impiegata per la simulazione del cervello umano può contare anche sull’input di un microfono. Ray sostiene che la telecamera, proprio come il nostro cervello, si avvale dell’aiuto di entrambi i sensi, visuali e sonori, per “mirare” un oggetto.

La telecamera potrà essere “istruita” per inquadrare solo determinati tipi di oggetti, come automobili o persone: nella maggior parte dei casi questa saprà distinguere le scene di maggior interesse.

Il lavoro che questo progetto richiederà, prima di poter essere commercializzato, sembra però ancora lungo. Su stessa ammissione di Ray “al momento attuale il sistema non fa distinzione tra un uccello ed un aereo”.

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17 06 2001
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