MacBookPro in panne? Tutto normale

La chiamano schermata nera della morte. Trasforma un prezioso laptop di fascia alta in un soprammobile di alluminio. Di chi è la colpa? E occhio pure all'odore del Mac Pro

Roma – Si allarga in queste settimane, e torna di attualità, la vicenda legata ad una partita di GPU prodotte dalla californiana Nvidia destinate ai computer portatili , e risultate per lo più difettose. Tanto da spingere alcuni produttori a prevedere delle speciali procedure di estensione di garanzia per alcuni laptop, nonostante le rassicurazioni del produttore. A fare le spese del problema sono ora anche gli acquirenti dei MacBook Pro venduti a partire da giugno 2007 , che talvolta si scontrano in queste ore con schermi improvvisamente neri e garanzie ormai scadute.

“Ho riavviato il mio MacBook Pro ieri notte, ed è andato avanti con lo shut down e il riavvio. Il suono in partenza si è sentito, ma non c’era alcuna immagine sullo schermo: solo nero”. Così sui forum di supporto Apple uno degli utenti affetto dal problema: non è il solo a narrare di schermi (interni ed esterni) che smettono di funzionare, con il resto del computer perfettamente in forma. In molti si sono rivolti al servizio di assistenza della casa madre per trovare una soluzione, con il risultato che a garanzia scaduta l’unica possibilità è pagare per una riparazione.

La garanzia dei primi modelli MA895LL, MA896LL e MA897LL (se non corredata di estensioni legate a pacchetti extra a pagamento) è infatti scaduta 12 mesi dopo l’acquisto: esattamente lo scorso giugno. Per questi esemplari, a meno che non ci si presenti proprio sul limitare del termine ultimo e ci si trovi davanti un commesso disponibile, l’unica alternativa è ordinare una nuova Logic Board (come Apple chiama la mother board sin dalla notte dei tempi), sobbarcandosi un costo che si aggira sui mille dollari.

Per chi fosse ancora coperto dalla garanzia, esistono alcuni indizi che possono preannunciare un problema imminente: se ad esempio l’applicazione System Profiler alla voce Grafica/Monitor indica una GPU Intel X3100 in luogo della corretta 8600M GT , può essere opportuno effettuare un backup dei propri dati e portare il MBP a fare un tagliando dal proprio rivenditore o all’Apple Store. In alternativa si può pensare di attivare la Condivisione schermo nelle Preferenze di Sistema , così da poter essere certi di continuare ad avere accesso al proprio sistema – in questo caso via Ethernet – anche nell’eventualità che la GPU volga al peggio.

Gli utenti Apple, in ogni caso, non sono i soli ad essere coinvolti nella faccenda. Anche HP e Dell avrebbero incontrato alcune difficoltà con i propri notebook equipaggiati con i chip G84 e G86 disegnati a Santa Clara, tanto da spingere entrambe le aziende a fornire chiarimenti sui rispettivi siti, alcune soluzioni software consistenti in aggiornamenti al BIOS che consentono una maggiore ventilazione del chip e, in altri casi , una estensione della garanzia limitata a gestire l’eventuale rottura della GPU stessa.

Manca al momento una posizione ufficiale di Apple sull’argomento, nonostante siano in molti a chiedere a gran voce sui forum dell’azienda un pronunciamento da Cupertino sul problema, che pare in alcuni casi non sia stato neppure risolto da una riparazione: Punto Informatico ha chiesto ad Apple chiarimenti in merito alla vicenda e non mancherà di riportarli non appena disponibili. Nel frattempo c’è chi in rete si organizza per raccogliere adesioni e fare numero, in modo da poter guadagnare in credibilità e fare il punto sulle dimensioni del fenomeno. Sembra invece sia stata fatta rapidamente luce su un problema del principe della famiglia desktop della Mela, il Mac Pro : secondo le rivelazioni di un anonimo esperto al quotidiano francese Liberation , il tower di Cupertino emetterebbe durante il funzionamento pericolose particelle di benzene , una sostanza ritenuta cancerogena e in grado di causare nei soggetti esposti per lunghi periodi di tempo patologie quali la leucemia. Ma non sarebbe certo il primo a lamentare un certo odore permeante emesso apparentemente dalla ventola posteriore del computer.

Ad essere interessate sarebbero le unità prodotte prima del 2008 , che emetterebbero un curioso odore “di nuovo” sin dalla prima accensione, in alcuni casi eliminato con la sostituzione dell’alimentatore. Altri utenti lamenterebbero fastidi di vario tipo legati a questa fragranza persistente, tra cui mal di testa e irritazione delle vie aeree.

Qualcuno si spinge anche oltre, forse colorando un po’ la realtà: “Di recente mi è morto misteriosamente un uccello che tenevo in una gabbia vicino al mio Mac Pro, che ha avuto quel terribile odore per mesi. Il veterinario mi ha detto che sembrava che l’animale avesse inalato qualcosa di tossico”. Il computer incriminato sarebbe per altro finito già tre volte in riparazione, gli sarebbero stati cambiati alimentatore e Logic Board , senza tuttavia rimuovere il problema dell’odore.

Apple è intervenuta prontamente per smentire l’intera vicenda : “Non abbiamo trovato nulla che supporti questa tesi, ma continueremo a investigare per conto dei consumatori” ha riferito a MacWorld un portavoce dell’azienda. Evidentemente Apple non intende lasciare spazio ad eventuali polemiche sulla presenza di materiali pericolosi all’interno dei suoi prodotti, dopo aver dovuto dimostrare il proprio impegno ecologico in seguito alla pubblicazione di un ormai famoso rapporto di Greenpeace , lo scorso anno.

Luca Annunziata

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  • panda rossa scrive:
    E' una grande idea, ma ...
    E' davvero una grande idea, ma c'e' un ma: moltissimi videogiochi del passato sono spesso e volentieri strettamente legati ad un hardware che oggi non esiste piu'.Metteranno anche l'hardware in esposizione?E molti, per non dire tutti i games del passato, per poterne gustare la bellezza, la giocabilita' e l'arte che i progettisti/programmatori/disegnatori hanno infuso, devono essere giocati per poterli gustare.Tante cose si scoprono solo negli alti livelli di un gioco, o nei livelli segreti, non so...Io pure mi sono fatto il mio piccolo museo dei miei videogames in casa, recuperando tutte le versioni originali di alcune serie, dal 1980 in poi.Alcune di queste girano sotto emulatore, altre invece devo fare il boot in DOS (col dosemu saltellano un po')...E' una buona idea comunque.E lo sara' ancora di piu' quando questi giochi verranno liberati dalla catena del copyright e potranno finalmente venire distribuiti a tutti.
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