Macchie nel mondo della ricerca

Lo sostiene un lettore che ricostruisce la vicenda del fisico Schoen, candidato Nobel, una vicenda importante di cui si è parlato troppo poco


Roma – Gentile redazione di PI, vi scrivo perchè vorrei mettere in evidenza una notizia che ha avuto poco risalto sui mezzi d’informazione. Si tratta della falsificazione di dati scientifici compiuta da un ricercatore che sino a poco tempo fa veniva considerato candidabile al Nobel per la fisica. Questa notizia dovrebbe far riflettere chi lavora nel campo della ricerca e più ancora coloro che pur non essendo ricercatori, o forse proprio perchè non lo sono, sembrano avere scambiato la scienza per una religione con tanto di sacerdoti (gli scienziati) e di sacre scritture (le riviste scientifiche).

Anche la scarsa rilevanza data alla notizia al di fuori dell’ambiente scientifico dovrebbe far riflettere. Ho letto la notizia per la prima volta sul numero di luglio 2002 di IEEE Spectrum. Spectrum è la rivista della IEEE (di cui sono membro, lavorando come ricercatore di Elettrotecnica all’Università). L’articolo, intitolato “Identical Graph Chart, A Dubious Picture”, parlava di un giovane ricercatore tedesco, di nome Jan Hendrik Schoen, dei laboratori Lucent Bell, che negli ultimi due anni sembrava avere rivoluzionato la nanoelettronica.

A 31 anni Schoen risultava già autore o coautore di circa 200 lavori scientifici, traguardo al quale una persona normale arriva solo alle soglie della pensione lavorando duramente. Ben 17 di questi lavori sono stati pubblicati su Nature e Science, le due riviste più prestigiose.

I risultati sperimentali riportati da Schoen erano eclatanti, tanto da far sperare nella prossima realizzazione di circuiti molecolari. Di Schoen si diceva che sarebbe andato a Stoccolma per il Nobel, era un divo nel suo campo, ed il management della Lucent era ben felice di avere un tale genio per fare buona pubblicità ad un’impresa boccheggiante.

Ma nessuno era mai riuscito a replicare i risultati di Schoen. Chi aveva cercato di farsi dare informazioni più dettagliate su come erano stati condotti gli esperimenti aveva avuto indicazioni imprecise, a volte non si riusciva nemmeno a sapere dove un certo esperimento era stato condotto.
Tuttavia nessun fisico che lavorava nel campo e non riusciva a replicare gli esperimenti applicò uno dei principi alla base della fisica, secondo il quale un esperimento deve essere replicabile. E se non lo è i risultati sono da scartare.

A quanto pare si preferiva mormorare “Io non ci riesco, e tu ?”, ma nessuno aveva il coraggio di dire che il re era nudo. Finché qualcuno non si accorse che c’erano 3 grafici identici in 3 diversi articoli che pretendevano di descrivere il comportamento di dispositivi diversi. Una coincidenza passi, ma due no.

Qualcuno cominciò a esporre apertamente i propri dubbi, e qualcun altro invece disse che era vicino ad ottenere risultati simili a quelli di Schoen. La Lucent ordinò un’indagine interna. E qui si chiude l’articolo di Spectrum. A settembre leggo sul televideo di Mediaset che un possibile candidato al Nobel di nome Schoen ha ammesso di avere falsificato i suoi esperimenti.

Dopo qualche giorno cerco in rete, mettendo la stringa “Jan Hendrik Schoen” in Google. Circa 100 pagine web, molte sono pagine di conferenze alle quali aveva partecipato Schoen, o articoli su Schoen quando era ancora un “outstanding researcher”. Negli altri si legge che l’inchiesta si è conclusa, i risultati di Schoen erano falsi. Ha perso il posto e la reputazione e probabilmente verrà espulso dagli USA, perché il suo visto non è più valido non avendo un lavoro. Ben 16 le falsificazioni palesi più altre 8 probabili. Spectrum ha ripreso l’argomento solo recentemente e nella versione online, fornendo il link al report dell’indagine . Credo sia apparso anche qualche trafiletto sulla stampa, ma nulla di rilevante.

Molti pensano che l’ascesa e la caduta di Schoen dimostrino come l’ambiente scientifico sia in grado di correggere i propri errori e quindi sia fondamentalmente sano e meriti tutti i soldi che vengono spesi per la ricerca.


Io non sono d’accordo. Troppo comodo scaricare tutte le colpe su Schoen e non guardare all’ambiente che gli ha permesso e lo ha indotto al falso. Non dico che sia innocente, ma non è l’unico colpevole. Schoen è la punta dell’iceberg, non l’iceberg.

Primo punto. Perché nessuno ha pubblicato dei lavori nei quali si smentiva Schoen sulla base dell’impossibilità di replicare gli esperimenti? Chissà, qualcuno ha tentato, ma qualche solerte revisore lo ha stroncato. Nella comunità che si pretende scientifica il criterio sperimentale è stato rimpiazzato dal criterio del divismo. E se Schoen fosse stato più accorto con il taglia e incolla forse sarebbe ancora in lizza per il Nobel.

Secondo punto. Schoen ha pubblicato sulle migliori riviste, che si suppone abbiano i migliori revisori. I revisori, che dovrebbero essere degli esperti, non ripetono gli esperimenti. Ma controllano che gli articoli siano originali, rilevanti scientificamente nell’ambito della rivista e che non contengano errori evidenti. E dovrebbero essere tanto più attenti quanto più i risultati sono eclatanti.

Invece non si sono accorti che un grafico nell’articolo che esaminavano era identico ad un altro in un articolo già pubblicato, mentre doveva essere diverso. Sulla base delle mia esperienza con le riviste direi che i revisori hanno letto solo il nome dell’autore. Ancora il criterio del divismo.

Terzo punto. Un divo non si costruisce da solo, occorre l’ambiente adatto ed uno sponsor. Nel caso in questione lo sponsor è senza dubbio la Lucent la quale ha ripetuto il vecchio trucco di John Law, che nel ‘700 di fronte all’imminente crollo delle azioni della compagnie delle Indie, fece diffondere la voce della scoperta di immensi giacimenti d’oro nelle colonie. Il crollo ci fu ugualmente e Law morì esule in miseria.

Non dico che i manager Lucent sapessero che Schoen era un falsario e facessero finta di niente. Ma non mi pare abbiano fatto troppe domande finché non hanno capito che la reputazione del loro intero gruppo di ricerca rischiava di andare in pezzi.

Quarto punto. Invece delle notizie abbiamo annunci, e non soltanto nel campo scientifico. Un giorno c’è l’annuncio sul PIL americano in crescita del 6% secondo le prime stime, sull’arresto di un bidello inglese accusato di avere assassinato due bambine, sul gene XY45 che è causa di qualcosa. Non c’è la notizia sui dati definitivi del PIL USA, sulla colpevolezza o innocenza del bidello, sul fatto che l’XY45 è un errore di laboratorio.

Qualche tempo fa ho letto il libro di Duesberg sull’AIDS. Non so se le sue affermazioni sull’HIV e l’AIDS sono tutte attendibili, ma l’analisi che fa della comunità scientifica (o presunta tale) è corretta. Troppi soldi, troppi ricercatori ed una credibilità che rischia di implodere come la new economy.

Concludo con un appello agli scettici che ogni tanto ci spiegano che i maghi sono dei truffatori: lasciate perdere i maghi e chi si rivolge a loro, è inutile. Concentrate la vostra attenzione sulla scienza ufficiale, potrebbe rivelarsi utile.

Lettera Firmata

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  • Anonimo scrive:
    Se è sito privato no, se è pubblico...forse.
    Credo si debba distinguere tra siti di aziende private e siti di aziende della pubblica amministrazione o di servizi pubblici.Nel primo caso le scelte tecniche di accessibilità e compatibilità rappresentano la summa di parecchi fattori tra i quali principalmente il costo marginale di ogni nuovo utente raggiunto. Mi spiego meglio: se per raggiungere il 95% degli utenti devo spendere 100 (tra costi iniziali e di aggiornamento del sito) è chiaro che non ho alcuna convenienza economica se per coprire il 95.5% degli utenti devo spendere 120, il costo marginale diventa troppo elevato.Per un'azienda privata è sacrosanto poter decidere liberamente con quale sistema informativo sarà possibile raggiungere il proprio sito o servizio, anche solo con Windows IE, estremizzando, si tratta poi di vedere a posteriori se quella scelta è stata proficua in un'ottica strategica più generale.Diverso il discorso sui siti di emanazione statale, è diritto dei cittadini disabili poter accedere con sistemi idonei almeno ai servizi di base offerti ai cittadini normodotati.La soluzione più indolore dovrebbe consistere nel creare siti specializzati paralleli per gli utenti disabili che offrano un range minimo di funzionalità.Ma ovviamente tutto ciò ha comunque un costo aggiuntivo ed è per questo che il problema divanta squisitamente politico: quante risorse allocare per questo,come trovare la copertura finanziaria?Risolto questo punto (sempre e solo un problema di soldi purtroppo) sarebbe pensabile allocare delle risorse anche ai siti privati come contributo statale all'accessibilità dei loro siti (ricevi un contributo statale se rendi il tuo sito accessibile a un non vedente per esempio).Tamerlano
    • Anonimo scrive:
      Re: Se è sito privato no, se è pubblico...forse.
      probabilmente economicamente hai ragione, ma probabilmente discriminare una persona perche' questa non riesce a vedere bene o non vede del tutto e quindi escluderla dalla fruizione di un servizio quando ci sono i mezzi per evitare questo problema non e' eticamente giusto...Mettiamo il caso che i "bianchi" evessero una diversa scala di percezione dei colori per cui per loro risulti possibile distinguere due sfumature leggerissime di un colore e il sito della mia azienda sfruttasse come colori di testo e sfondo queste due sfumature in modo da renderlo leggibile solo ai "bianchi" non verrei accusato di discriminazione, razzismo, apartheid?Lo so che l'esempio e' inventato ma perche' si puo' discriminare un ipovedente mentre gli altri no?Se non esistono leggi in questa materia bisognerebbe introdurle invece che pensare a come spillare piu' soldi ai cittadini..saludos
  • Anonimo scrive:
    ragazzi, ragionate...
    siamo in America, dove ogni pretesto e' buono per fare causa a qualcuno.Ho visto con i miei occhi un costume da superman, con su scritto "l'uso di questo costume non abilita al volo"....come se non lo sapessero tutti...ma magari qualche bambino si e' lanciato dal balcone con il costume indosso e i genitori hanno ottenuto dei soldi dalla casa produttrice perche' mancava l'avvertenza...E poi bisogna considerare anche cosa offre il sito.Un sito pubblico (i siti ministeriali ad esempio) dovrebbero essere accessibili a tutti, ma non il mio sito, anche se pubblico.In un ospedale mi aspetto di trovare tutto quanto serva a migliorare l'accessibilita' ai portatori di handicap, ma nel giardino di casa mia faccio quello che voglio, anche se fosse aperto a tutti...Ci sono cose ben piu' importanti da fare per i portatori di handicap in Italia...ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: ragazzi, ragionate...
      Concordo con te... ma un sito di pubblica utilità come quello di una compagnia aerea deve essere accessibile.
      • Anonimo scrive:
        Re: ragazzi, ragionate...
        - Scritto da: Roberto Scano
        Concordo con te... ma un sito di pubblica
        utilità come quello di una compagnia aerea
        deve essere accessibile.Se la compagnia aerea fosse posseduta dallo stato sarei d'accordo, altrimenti no, anche i giornali online sono di pubblica utilità informativa ma non per questo devono pagare di tasca loro i maggiori costi si sviluppo e manutenzione dei siti. Per loro deve essere una scelta economica e strategica.Tamerlano
      • Anonimo scrive:
        Re: ragazzi, ragionate...
        - Scritto da: Roberto Scano
        Concordo con te... ma un sito di pubblica
        utilità come quello di una compagnia aerea
        deve essere accessibile.Forse bisognerà chiarire il concetto di pubblica utilità.....
        • Anonimo scrive:
          Re: ragazzi, ragionate...
          - Scritto da: matteooooo


          - Scritto da: Roberto Scano

          Concordo con te... ma un sito di pubblica

          utilità come quello di una compagnia aerea

          deve essere accessibile.

          Forse bisognerà chiarire il concetto di
          pubblica utilità.....spostarsi da milano a roma in aereo puo' essere un optional ma spostarsi da new york a los angels in areoplano credo sia un'esigenza... certo che in carrozzina a manetta sulla route66 sarebbe una bella scena a vederla dal di fuori ma chi spinge?alcuni servizi una volta offerti vanno garantiti...es pensate al vostro provider che di colpo vi taglia la connessione...
          • Anonimo scrive:
            Re: ragazzi, ragionate...
            - Scritto da: click'n'run

            - Scritto da: matteooooo





            - Scritto da: Roberto Scano


            Concordo con te... ma un sito di
            pubblica


            utilità come quello di una compagnia
            aerea


            deve essere accessibile.



            Forse bisognerà chiarire il concetto di

            pubblica utilità.....

            spostarsi da milano a roma in aereo puo'
            essere un optional ma spostarsi da new york
            a los angels in areoplano credo sia
            un'esigenza... ???
            alcuni servizi una volta offerti vanno
            garantiti...es pensate al vostro provider
            che di colpo vi taglia la connessione...Non mi risulta che una qualsiasi compagnia aerea rifiuti di risponderti al telefono, non mi risulta che una agenzia di viaggio ti rifiuta una prenotazione...Un sito internet è un bene accessorio non certo primario altrimenti non si capisce come riuscivamo a vivere tre o quattro anni fà.Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: ragazzi, ragionate...
          - Scritto da: matteooooo
          Forse bisognerà chiarire il concetto di
          pubblica utilità.....Qualsiasi servizio rivolto al pubblico in sostituzione, collaborazione o in concorrenza allo Stato.
    • Anonimo scrive:
      Re: ragazzi, ragionate...
      - Scritto da: maks
      siamo in America, dove ogni pretesto e'
      buono per fare causa a qualcuno.
      Ho visto con i miei occhi un costume da
      superman, con su scritto "l'uso di questo
      costume non abilita al volo"....
      come se non lo sapessero tutti...
      ma magari qualche bambino si e' lanciato dal
      balcone con il costume indosso e i genitori
      hanno ottenuto dei soldi dalla casa
      produttrice perche' mancava l'avvertenza...No molti lo mettono per pararsi memori di casi precedenti similari.Nel caso è un esagerazione inutile perchè non era il costume a dare i super poteri a superman diverso sarebbe il caso non so dell' anello di Lanterna Verde o del martello di Thor.Inoltre un genitore prima di avere un risacimento dovrebbe fiondare il bimbo dalla finestra e rischierebbe molti più anni di galera di quanti soldi di risarcimento prenderebbe.Anni fà c'era una promozione della pepsi cola dove si vincevano diversi premi a seconda dei vuoti consegnati e la pubblicità televisiva finiva con un paradosso : Diceva schersosamente e se poi ne consegnate 10'000 e mostrava uno Space Shuttle.Un ragazzino americano mettendosi d'accordo con tutti i suoi amici e con quasi tutta la scuola raccolse le 10000 bottiglie e le invio alla pepsi recriminando indicando l'indirizzo di casa dove recapitargli la sua nuova navicella spaziale.La pepsi replico inviandogli una cassa di pepsi in omaggio e informandolo che l'allusione allo Space Shuttle era uno scherso.Il ragazzino fece giustamente causa per pubblicità ingannevole rivendicare il suo diritto al premio visto che la pubblicità non menzionava che si trattava di uno scherso.Non so come sia finita la causa poi o se abbiamo trovato un accordo extragiudiziale ma temo che visto che non se ne sia più parlato la legge sia piegata ancora una volta alle prepotenze del più potente non facendo rispettare il diritto del consumatore.
  • Anonimo scrive:
    Mah...
    E' la classica battaglia legale al fine di tentare di beccare qualche dollaro delle società in sede extra giudiziale.Probabilmente tra un po qualcuno farà causa alla Bianchi perchè da ipovedente non riesce ad andare in bicicletta...Cominciamo a permettergli di girare per le città senza grossi ostacoli...già sarebbe un passo in avanti mostruoso...
  • Anonimo scrive:
    Non è obbligatorio, ma...
    E' vero che negli USA non è obbligatorio rendere un sito accessibile, ma vi sono degli standard federali che, di fatto, obbligano enti pubblici, scuole, università, agenzie del governo, ecc. a rendere accessibile i propri siti web. Questi standard sono descritti nella "Section 508" (vedi http://www.section508.gov/).
  • Anonimo scrive:
    Inutile parlare di AccessibilitA'
    Perche' se un sito e' accessibile ha piu' accessi e non solo da parte dei disabili. Se non lo e' vuol dire che ha scelto di non essere accessibile ai disabili. Non e' discriminazione, e' una scelta strategica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Inutile parlare di AccessibilitA'

      Perche' se un sito e' accessibile ha piu'
      accessi e non solo da parte dei disabili. Se
      non lo e' vuol dire che ha scelto di non
      essere accessibile ai disabili. Non e'
      discriminazione, e' una scelta strategica.Non è una scelta strategica, è una scelta commerciale.Chi fa siti web risparmia molto tempo se non tiene conto dell'accessibilita'.Poi c'è chi i siti web non li sa fare, e li' e' un'altro discorso.
      • Anonimo scrive:
        Re: Inutile parlare di AccessibilitA'

        Non è una scelta strategica, è una scelta
        commerciale.
        Chi fa siti web risparmia molto tempo se non
        tiene conto dell'accessibilita'.
        Poi c'è chi i siti web non li sa fare, e li'
        e' un'altro discorso.quanti negozi hanno strutture adatte ai disabili?quasi nessuno...se non sono obbligati loro a metterle, perche' dovrebbe esserlo un sito web?ripeto, solo i siti istituzionali dovrebbero essere obbligati a farlo, gli altri fanno come vogliono.In questo modo, ovviamente, rinunciano a una clientela potenziale...ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Inutile parlare di AccessibilitA'
          - Scritto da: maks
          quanti negozi hanno strutture adatte ai
          disabili?
          quasi nessuno...
          se non sono obbligati loro a metterle,
          perche' dovrebbe esserlo un sito web?
          ripeto, solo i siti istituzionali dovrebbero
          essere obbligati a farlo, gli altri fanno
          come vogliono.
          In questo modo, ovviamente, rinunciano a una
          clientela potenziale...

          ciao"Obbligati"... nessuno parla di obblighi.Tu ti poni un problema economico-commerciale, quello di eventuali clienti persi, e la vedi tutta in questa chiave.Ma il Web non e' nato per fare soldi, e soprattutto mi sembra ingiusto mettere gli obiettivi economici davanti a quelli morali (Es.: sacrificare l'accessibilita' per risparmiare tempo).By Rock Keyman!PS: Ci sono leggi che regolano l'accessibilità anche nei luoghi pubblici come negozi, ecc. anche se purtroppo molti se ne fregano.
          • Anonimo scrive:
            Re: Inutile parlare di AccessibilitA'

            PS: Ci sono leggi che regolano
            l'accessibilità anche nei luoghi pubblici
            come negozi, ecc. anche se purtroppo molti
            se ne fregano.
            appunto..questo dicevo!molti se ne fregano parcheggiando nei posti per disabili, o davanti alle pensiline per le carrozzinealtri lo fanno slo per risparmiare.. quindi niente bagni per portatori di handicap e scale ovunque...credo che il problema sia culturale, non tecnico.Se esistessero incentivi per queste cose, tutti le farebbero. Se ne buttano tanti di soldi in cazzate..E' brutto dover "comprare" i propri diritti, ma i soldi sono l'unica cosa che tirano in questa societa'.ciao
  • Anonimo scrive:
    sono per l'accessibilità TOTALE: '70
    idee vecchie, ormai ci rulleranno sotto le scarpe
  • Anonimo scrive:
    Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciechi!
    E' inammissibileche un'azienda decida di risparmiaresacrificando l'accessibilità al suo sito nei confronti degli ipovedenti (ciechi)Boicottiamo quelle aziende!
    • Anonimo scrive:
      Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
      Senza considerare che non si tratta di risparmiare, basta fare una versione testuale del sito, e credo costi meno delle animazioni flash
      • Anonimo scrive:
        Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
        i costi ci sono cmqe' difficile che volendo ad esempio fare una versione html di un sito flash un'azienda si accontenti di qualche semplice paginetta, piuttosto vorra' un risultato simile al flash.Il costo variera' da sito a sito ok...ma si tratta comunque di farne uno nuovo
        • Anonimo scrive:
          Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
          ..tornando al topic della notiziasono convinto anche io che i siti che offrono servizi pubblici debbano essere accessibili da tutti.
          • Anonimo scrive:
            Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
            - Scritto da: P.O.W.
            ..tornando al topic della notizia
            sono convinto anche io che i siti che
            offrono servizi pubblici debbano essere
            accessibili da tutti.Si. Dovrebbero fare anche una versione in Braille.
          • Anonimo scrive:
            Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
            - Scritto da: Alberto
            - Scritto da: P.O.W.

            ..tornando al topic della notizia

            sono convinto anche io che i siti che

            offrono servizi pubblici debbano essere

            accessibili da tutti.

            Si. Dovrebbero fare anche una versione in
            Braille.Esistono delle particolari interfacce che sono in grado di leggere i testi apparsi nello schermo e trasformarle in testo Braille tramite apposito apparecchio. Ecco a cosa servono i siti solo testuali. O forse voleva essere pessima una battuta molto (poco) divertente?Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
      - Scritto da: Alessandro Spizzirri
      E' inammissibile
      che un'azienda decida di risparmiare
      sacrificando l'accessibilità al suo sito
      nei confronti degli ipovedenti (ciechi)

      Boicottiamo quelle aziende!Sei un talebano? Ma che dici? Hai idea di quanto oggi si possa spendere per un sito? E per farlo accessibile devi pure rinunciare a tutta una serie di cose.
      • Anonimo scrive:
        Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
        - Scritto da: No Osama Grazie
        - Scritto da: Alessandro Spizzirri

        E' inammissibile

        che un'azienda decida di risparmiare

        sacrificando l'accessibilità al suo sito

        nei confronti degli ipovedenti (ciechi)



        Boicottiamo quelle aziende!

        Sei un talebano? Ma che dici? Hai idea di
        quanto oggi si possa spendere per un sito? E
        per farlo accessibile devi pure rinunciare a
        tutta una serie di cose.Cose non indispensabili e cmq riproducibili con metodi accessibili, basta essere un pochino svegli...Il tuo commmento credo sia in linea con l'andamento attuale del mercato del software.. perche' ottimizzare il software? che l'utente si compri un pc piu' potente o in questo caso che "impari a vedere o si attacchi".E, lasciamelo dire, il "talebano" e' passato di moda...
        • Anonimo scrive:
          Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
          E' la classica battaglia legale al fine di tentare di beccare qualche dollaro delle società in sede extra giudiziale.Probabilmente tra un po qualcuno farà causa alla Bianchi perchè da ipovedente non riesce ad andare in bicicletta...Cominciamo a permettergli di girare per le città senza grossi ostacoli...già sarebbe un passo in avanti mostruoso...
          • Anonimo scrive:
            Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
            scusatemi ho risposto ma volevo aprire una nuova discussione....
      • Anonimo scrive:
        Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
        - Scritto da: No Osama Grazie
        - Scritto da: Alessandro Spizzirri

        E' inammissibile

        che un'azienda decida di risparmiare

        sacrificando l'accessibilità al suo sito

        nei confronti degli ipovedenti (ciechi)



        Boicottiamo quelle aziende!

        Sei un talebano? Ma che dici? Hai idea di
        quanto oggi si possa spendere per un sito? E
        per farlo accessibile devi pure rinunciare a
        tutta una serie di cose.1) FARE siti web VUOL DIRE considerare anche l'accessibilita', e se non lo sai probabilmente i siti non li sai fare.2) Hai mai avuto un amico cieco? Sai cosa vuol dire?3) Il discorso di boicottare i siti non accessibili e' giusto e sacrosanto, non rendere (anzi, non progettare) i siti accessibili rispecchia una societa' consumistica e in alcuni casi razzista, o comunque che non da' pari opportunita' a tutti.4) Per "fare" un sito accessibile non si deve rinunciare a nulla che non sia un sito web.Se fai siti web interamente in Flash non fai un sito web, realizzi soltanto una creazione grafica.by Rock Keyman!
        • Anonimo scrive:
          Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
          - Scritto da: Rock Keyman
          - Scritto da: No Osama Grazie

          - Scritto da: Alessandro Spizzirri


          E' inammissibile


          che un'azienda decida di risparmiare


          sacrificando l'accessibilità al suo
          sito


          nei confronti degli ipovedenti (ciechi)





          Boicottiamo quelle aziende!



          Sei un talebano? Ma che dici? Hai idea di

          quanto oggi si possa spendere per un
          sito? E

          per farlo accessibile devi pure
          rinunciare a

          tutta una serie di cose.

          1) FARE siti web VUOL DIRE considerare anche
          l'accessibilita', e se non lo sai
          probabilmente i siti non li sai fare.

          2) Hai mai avuto un amico cieco? Sai cosa
          vuol dire?

          3) Il discorso di boicottare i siti non
          accessibili e' giusto e sacrosanto, non
          rendere (anzi, non progettare) i siti
          accessibili rispecchia una societa'
          consumistica e in alcuni casi razzista, o
          comunque che non da' pari opportunita' a
          tutti.

          4) Per "fare" un sito accessibile non si
          deve rinunciare a nulla che non sia un sito
          web.
          Se fai siti web interamente in Flash non fai
          un sito web, realizzi soltanto una creazione
          grafica.Volevo scrivere una risposta ribattendo punto su punto, ma tanto non la capiresti.Per te basta un: PIRLA!
        • Anonimo scrive:
          Re: Boicottiamo chi fa siti discriminanti per ciec
          Lo ha già detto quello sopra.....
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