Mamma Jammie contrattacca

La guerra RIAA-Jammie Thomas-Rasset è giunta al terzo atto. La donna si è opposta alla sentenza

Roma – Jammie Thomas-Rasset ci riprova. La sua avventura contro la RIAA era iniziata due anni fa quando, alla fine di un primo processo, la trentenne del Minnesota era stata accusata di infrazione del diritto di autore per aver condiviso 24 file audio sul network KaZaa ed era stata condannata a corrispondere all’associazione statunitense 222 mila dollari. Il primo processo è stato, poi, ripetuto e si è giunti un mese fa ad una richiesta di risarcimento pari a 1,92 milioni di dollari, circa 60mila euro a canzone.

Ieri, però, mamma Jammie ha deciso di riprovarci e di chiedere una riduzione del risarcimento. Unica e prevedibile mossa, date le condizioni economiche della donna, madre di quattro figli ed economicamente dipendente da un sussidio dello Stato.

Secondo le motivazioni addotte dai suoi legali, la cifra di 1,92 milioni di dollari sarebbe eccessivamente alta e, dunque, sproporzionata rispetto al danno arrecato. Si tratterebbe, inoltre, di una decisione contraria alla norma del giusto processo. La richiesta che i legali di Thomas sono intenzionati a fare è quella di ridurre il risarcimento al minimo legale, che corrisponde a 18 mila dollari (750 dollari per ogni brano).

Ricorrerà in appello, dunque, la donna americana, diventata ormai simbolo della guerra al file sharing. F.R.

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  • pippuz scrive:
    antitrust alla corte del presidente USA
    una cosa che non riuscirò mai a capire: nel regno del libero mercato (per molte cose, non tutte), chi il libero mercato lo deve tutelare (l'antitrust, fulgido esempio) è in pratica sottoposto al potere politico, questo è un esempio. non l'unico, certo: MS con l'amministrazione Clinton stava per essere smembrata, poi è arrivato Bush.. il libero mercato non è solo soggetto regole (giustissimo, anzi è il minimo), ma pure alla politica.seconda considerazione:non è che, paradossalmente, i conservatori (nel caso USA) non vogliono, come dicono, tutelare il libero mercato, ma soltanto una versione di questo che vada bene a loro? ho la sensazione che non siano l'unico Paese dove ciò accade...
  • lufo88 scrive:
    da noi?
    Da loro indagini antitrust? e da noi? NULLA. Loro a metà anni '80 hanno preso il monopolista di stato e l'hanno smebrato, perché era la cosa giusta da fare.Qui? No, perché si licenziava gente! Diamo Telecom in mano al tronchetto dell'infelicità. Lui licenzia la gente, però rimane monopolista Telecom!BAH!
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