MandrakeSoft chiede aiuto agli utenti

La società che sviluppa la celebre distribuzione Linux Mandrake versa in una condizione finanziaria difficile e, per coprire i debiti, chiede aiuto a utenti e investitori. Chi raccoglierà l'appello?


Parigi – Per la seconda volta nel giro di un anno MandrakeSoft, azienda che sviluppa la più diffusa distribuzione di Linux sul mercato desktop, ha chiesto aiuto ai propri clienti e agli investitori per superare una situazione finanziaria molto difficile, caratterizzata da un bilancio in rosso e dalla necessità di racimolare 4 milioni di dollari per pagare i debiti e coprire le spese.

Non è la prima volta che la piccola società francese naviga in acque burrascose: in seguito a scelte strategiche sbagliate, nel marzo dello scorso anno MandrakeSoft si ritrovò a dover fronteggiare un incremento delle spese del 400%.

Per risolvere quello che il co-fondatore di MandrakeSoft, Gael Duval, giudica “un momento davvero difficile”, l’azienda ha pubblicato un documento dal titolo “MandrakeSoft’s future” in cui delinea l’attuale situazione economica e i progetti da attuare nell’immediato futuro per colmare i buchi in bilancio.

“Se siete preoccupati per il futuro di MandrakeSoft – si legge sul sito della società – questo è il momento di mobilitarsi!”.

L’azienda sostiene che i clienti possono offrire il proprio aiuto abbonandosi al MandrakeClub o acquistando i prodotti e il supporto venduti attraverso il sito MandrakeStore.com. Agli investitori MandrakeSoft chiede invece di partecipare ad un aumento del capitale societario, ricordano loro come “MandrakeSoft sia un’azienda vicina alla redditività, con un valore attraente, con una crescita d’affari impressionante in mercati promettenti, e con prodotti di buona fama venduti in più di 135 paesi”.

MandrakeSoft non è l’unica azienda dell’open source ad attraversare difficoltà economiche: SuSE, che nel 2002 prevedeva di raggiungere la redditività, ha dovuto invece registrare una flessione delle entrate, e così TurboLinux, che si è vista costretta ad abbandonare alcuni rami del proprio business per rifocalizzare la propria attenzione sul mercato giapponese.

A dimostrare che sul mercato Linux non tutto va storto c’è Red Hat, il più grande distributore del sistema operativo free: proprio pochi giorni fa l’azienda dal cappello rosso ha infatti registrato per la prima volta dei profitti che, seppur modesti (poco più di 300mila dollari), sono accompagnati da un incoraggiante incremento delle entrate, pari al 14%.

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  • Anonimo scrive:
    Bellissimo :-)
    I colossi Cisco ed Oracle che cadono con una cosa del genere? Non è il primo sentore di mancanza di sicurezza...Le cose solide non ci sono + :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Bellissimo :-)
      - Scritto da: Anonimo
      I colossi Cisco ed Oracle che cadono con una
      cosa del genere? Non è il primo sentore di
      mancanza di sicurezza...

      Le cose solide non ci sono + :-)L'importante e' la tempestivita' con cui i problemi vengono corretti. A quanto pare solo in un caso su tre la cosa e' stata ritenuta importante.duh!
      • Mela Marcia scrive:
        Re: Bellissimo :-)
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        I colossi Cisco ed Oracle che cadono con
        una

        cosa del genere? Non è il primo sentore di

        mancanza di sicurezza...



        Le cose solide non ci sono + :-)

        L'importante e' la tempestivita' con cui i
        problemi vengono corretti.
        A quanto pare solo in un caso su tre la cosa
        e' stata ritenuta importante.il discorso e' che che con gli XSS (e non CSS come riporta erroneamente l'articolo, acronimo che genera confusione con i Cascading Style Sheet) la sicurezza del sito non e' intaccata e pochi amministratori si prendono la briga di fixare codice che non danneggia direttamente il server, e' naturale pensare che se i siti Oracle, Cisco ecc.. sono vulnerabili agli XSS probabilmente lo sono anche il 100% dei programmini php ed asp ed e' (guardacaso) cosi'.. ci sono talmente tanti siti / programmi vulnerabili che ho dovuto mettere un filtro alle mailing list di sicurezza perche' questo genere di messaggi superavano la quantita' di spam che giornalmente ricevo (ed e' tanta) Mela Marcia (c)
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