Manhunt, in arrivo censura australiana

Dopo la Nuova Zelanda anche il paese dei canguri si appresta a mettere fuorilegge il violentissimo videogame. Una storia che ricorda un altro titolo: GTA
Dopo la Nuova Zelanda anche il paese dei canguri si appresta a mettere fuorilegge il violentissimo videogame. Una storia che ricorda un altro titolo: GTA

Canberra (Australia) – Il Comitato di Classificazione che si occupa in Australia di affibbiare un rating ai videogiochi potrebbe mettere al bando un titolo ben noto perché assai truculento: Manhunt .

La censura contro il gioco, in passato già stigmatizzata da più parti (vedi “Caccia al gioco” su HighScore ), ha già avuto la meglio in Nuova Zelanda, dove Manhunt condivide con alcuni altri pochi titoli il ruolo di videogioco indesiderato sull’isola.

La commissione censoria ha trasmesso i propri rilievi al governo federale chiedendo che la posizione del titolo della Rockstar Games venga rivista e si approdi alla messa al bando sul territorio australiano.

Una schermata da Manhunt Da diversi mesi Manhunt è in vendita sugli scaffali australiani con un rating di MA15+, che impedisce ai negozianti di farlo acquistare ai minori di 15 anni. Sulla confezione viene applicato una sorta di disclaimer, come si usa in questi giochi, che recita “violenza animata di livello medio”.

Secondo i membri del Comitato si tratta di un “gioco perverso di omicidi e abusi”.

Il motivo per il quale la pratica passa ora al Governo federale sta nel fatto che spetta ad esso, per conto degli Stati che vi si rivolgono, a dover gestire il rating su tutte le opere che arrivano sul mercato.

La censura su Manhunt, gioco malvisto anche perché citato nel tristissimo caso di un omicidio tra giovanissimi , ricorda da vicino quella che non solo in Oceania ma anche in altri paesi ha preso di mira Grand Theft Auto , uno dei titoli più popolari tra i giovani e malvisti dai censori .

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01 09 2004
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