Mark Zuckerberg nega la dipendenza da Instagram

Mark Zuckerberg nega la dipendenza da Instagram

Durante la sua testimonianza al processo californiano, Mark Zuckerberg ha dichiarato che Instagram non è stato progettato per creare dipendenza.
Mark Zuckerberg nega la dipendenza da Instagram
Durante la sua testimonianza al processo californiano, Mark Zuckerberg ha dichiarato che Instagram non è stato progettato per creare dipendenza.

Da fine gennaio è in corso un processo che potrebbe avere importanti conseguenze per i social media. Durante la sua testimonianza di ieri, Mark Zuckerberg ha negato che Instagram sia stato progettato per mantenere gli utenti incollati allo schermo dello smartphone. Il CEO di Meta ha tuttavia ammesso la difficoltà di far rispettare i limiti di età.

Instagram non crea dipendenza?

Il processo in California è nato dalla denuncia presentata da una ragazza (K.G.M., oggi 20enne) nel 2023 contro Meta, Google, TikTok e Snap. Le ultime due aziende hanno sottoscritto un accordo extragiudiziale, mentre Meta e Google dovranno difendersi in tribunale. Secondo le accuse, Instagram e YouTube utilizzano funzionalità che causano una vera e propria dipendenza, oltre a depressione, ansia, autolesionismo e tendenze suicide.

Dopo la testimonianza di Adam Mosseri (capo di Instagram), ieri è toccato a Mark Zuckerberg. Rispondendo alle domande dell’avvocato di K.G.M., il CEO di Meta ha dichiarato che Instagram non è stato progettato per aumentare il tempo trascorso online dai minori, ma per offrire “qualcosa di utile“.

L’avvocato ha quindi mostrato diversi contenuti pubblicati da K.G.M. fin da quando aveva 9 anni. Durante una precedente testimonianza al Congresso nel 2024, Zuckerberg aveva affermato che non viene consentita l’iscrizione ai minori di 13 anni. Se viene scoperto un utente con meno di 13 anni, l’account viene chiuso.

L’avvocato ha mostrato in aula vari documenti interni di Meta che la percentuale di utenti con meno di 13 anni è piuttosto alta. Zuckerberg ha quindi evidenziato che non è semplice far rispettare i limiti di età. I tool utilizzati da Meta non sono molto efficaci. L’azienda di Menlo Park sostiene da tempo che la verifica dell’età deve essere effettuata sugli store di Apple e Google.

Nei prossimi giorni verranno ascoltati alcuni dipendenti di Meta. Il processo durerà fino a metà marzo. Un simile procedimento legale è in corso nel New Mexico, dove Meta è accusata di non aver bloccato i predatori sessuali. Meta, TikTok, Google e Snap hanno ricevuto oltre 3.000 denunce solo in California. Se verranno ritenute responsabili dovranno pagare risarcimenti di centinaia di miliardi di dollari.

Fonte: Bloomberg
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Pubblicato il
19 feb 2026
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