McKinnon, torna in ballo l'estradizione?

Il rapporto di un ex giudice dà una dimensione legale alle questione che sembrava ormai diventata esclusivamente politica. Riaprendo le porte per l'hacker della NASA
Il rapporto di un ex giudice dà una dimensione legale alle questione che sembrava ormai diventata esclusivamente politica. Riaprendo le porte per l'hacker della NASA

Uno studio sul trattato relativo alle estradizioni USA-UK sembra poter riaprire la strada al passaggio alle autorità a stelle e strisce dell’hacker Gary McKinnon, responsabile di una serie di offensive informatiche ai danni del sistema della NASA e attualmente nel Regno Unito.

McKinnon è per il momento stato salvato dall’estradizione perché, in quanto affetto dalla sindrome di Asperger, la situazione per lui potrebbe risultare troppo stressante. Inoltre il suo caso sembra diventato un paragone intorno a cui ricostruire gli accordi statunitensi-britannici relativi alle estradizioni e che al momento gli osservatori britannici ritengono sbilanciati a favore di Washington.

Tuttavia, a tal proposito si è espresso da ultimo il giudice in pensione Scott Baker, che ha analizzato la questione concludendo che tale impressione sarebbe sbagliata.

Secondo l’analisi, infatti, tra il gennaio 2004 e luglio 2011 sono state effettuate dagli Stati Uniti 130 richieste di estradizioni (sette delle quali sono state rifiutate), mentre il Regno Unito ha fatto 54 richieste senza ottenere nessun no.

Questo rapporto, insomma, rischia di riaprire la strada all’estradizione di McKinnon, contro cui si continua a schierare il gruppo per i diritti umani Liberty.

Claudio Tamburrino

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