Meeting Nazionale di Scienze della Comunicazione

I mestieri della comunicazione al centro dell'incontro a La Sapienza Lunedì 13 maggio


Roma – Si svolgerà il 13 maggio al Centro Congressi dell’Università “La Sapienza” di Roma, via Salaria 113, il Secondo Meeting Nazionale di Scienze della Comunicazione, un incontro che vuole porre al centro i mestieri della comunicazione e consentire a tutti gli interessati di parlarne.

L’evento è organizzato dal Dipartimento di Comunicazione e Sociologia dell’Università La Sapienza di Roma diretto dal Mario Morcellini, attuale presidente del Coordinamento Nazionale dei corsi di laurea in scienze della comunicazione e dall’Aiscom – Associazione Italiana Sviluppo Scienze della Comunicazione – presieduta dallo stesso Mosetti. La manifestazione è patrocinata dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma, dall’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, dall’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Provincia di Roma e dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma.

I temi trattati andranno dalle opportunità occupazionali al giornalismo, ai problemi per l’ingresso nel mondo delle comunicazioni. Per parlarne interverranno, tra gli altri, anche Franco Frattini, Alberto Abruzzese, Francesco Giorgino, Igor Righetti e Piero Marrazzo.

Tutte le info sul sito Aiscom .

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  • Anonimo scrive:
    Nativi Americani: Un ridicolo mito liberale.
    Una delle bugie più grandi che gli storici abbiano detto mai è che il continente a cui ora ci riferiamo come l'America del Nord è stata abitata "dalle popolazioni autoctone" ai tempi della relativa scoperta da Colombo. Queste, come la vera storia ha indicato, sono pure stupidaggini; è una nefasta fantasia inventata nelle menti di coloro che desiderano controllare i nostri destini collettivi. Non soltanto non esistono documenti che sostengano l'esistenza di questi fantasiosi "nativi"; la gente che è responsabile di inventarli non è mai stata particolarmente reticente circa i loro veri motivi.È interessante notare che verso la fine degli anni 50, nessun americano (effettivamente, *nessuno*) aveva mai persino *sentito parlare* di questi cosiddetti "Nativi Americani". Ma poi, negli anni 60, le loro storie hanno cominciato improvvisamente a comparire apparentemente da nessun posto. Il vicino di casa cominciava a riferire la storia della sua bisnonna circa "gli attacchi degli Injun." Gli scolari cominciavano ad essere istruiti circa "le tribù" differenti e "le nazioni" di questa gente, eppure *nessun genitore richiedeva di vedere la prova della loro esistenza*. Agli scolari veniva insegnato come i grandi pionieri bianchi avrebbero saccheggiato questa gente e preso la loro terra, e si vergognavano.Naturalmente si vergognavano! Quello è il motivo per cui esiste questa fantasia dei "nativi Americani"! Sono stati inventati dagli agitatori radicali di sinistra a Berkeley nell'inizio degli anni 60. Lo scopo primario di questi mitici "indiani" era infondere falsi sensi di colpa nella gente. Esistevano per incitare gli americani a pensare male circa la loro propria storia ed eredità e questo è un crimine di pensiero. Il liberalismo riguarda (in primo luogo) l'odio del sé e l'amore del collettivo. A tale scopo, la sinistra USA ha ritenuto necessario inventare un'intera razza immaginaria di gente che "è stata saccheggiata" dagli scopritori inglesi del continente americano. L'obiettivo: incitare i cittadini americani a odiare ssé e la propria eredità ed ad essere simpatetici a quello che è straniero ed inaccettabile.La verità, naturalmente, è che nessuna di queste storia ha la minima punta di credibilità; malgrado le richieste ripetute dalla Comunità conservatrice, i liberali non hanno potuto produrre un singolo "nativo americano". E così dobbiamo archiviare questa bugia nello stesso cestino dei rifiuti delle storie (estremamente esagerate) della cosiddetta "schiavitù" dell'800. Gli americani devono custodire costantemente il loro paese dai relativi nemici e devono rendersi conto che oggi più che prima, i loro nemici vengono più probabilmente da dentro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Nativi Americani: Un ridicolo mito liberale.
      Non male il tuo troll-fu, ma se non parli d'informatica e' difficile che attacchi.....il Conte
    • Anonimo scrive:
      Re: Nativi Americani: Un ridicolo mito liberale.
      - Scritto da: 80md
      È interessante notare che verso la fine
      degli anni 50, nessun americano
      (effettivamente, *nessuno*) aveva mai
      persino *sentito parlare* di questi
      cosiddetti "Nativi Americani". Ma poi,
      negli anni 60, le loro storie hanno
      cominciato improvvisamente a comparire
      apparentemente da nessun posto.spero che tu stia scherzando...ci sono i superstiti, ci sono prove archeologiche (tecnicamente non falsabili), ci sono filmati e registrazioni documetaristiche fatte già alla fine del secolo scorso...si, spero proprio che tu stia scherzano
  • Anonimo scrive:
    Ridateci gli ETRUSCHI!
    Sono fortemente convinto che quello che è stato fatto agli indiani d'America (fino ad oggi) sia deplorevole, dal vecchio continente i nostri avi sono partiti e hanno fatto piazza pulita di tutto ciò che esisteva ed aveva una propria dignità sul territorio americano, da nord a sud.Vergogna su di loro, ma che dire in fondo? I romani hanno fatto scomparire altrettante civiltà autoctone. Ridateci gli italici e gli etruschi! :))
  • Anonimo scrive:
    Americani Barbari
    Gli indiani hanno dovuto adattarsi ad un conquistatore che non ha ammesso pieta' non ha ammesso diritti non ha ammesso compassione. Scandaloso come ora siano costretti a mendicare un dominio.
  • Anonimo scrive:
    Piccolo contentino
    Beh almeno questo pero' non glie lo toglie nessuno
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