Mega e Mail.ru, la sproporzione dei sequestri italiani

Il servizio di hosting e la piattaforma russa lamentano la modalità dell'intervento italiano. Che ha preferito l'inibizione ad una richiesta di rimozione circostanziata
Il servizio di hosting e la piattaforma russa lamentano la modalità dell'intervento italiano. Che ha preferito l'inibizione ad una richiesta di rimozione circostanziata

Nelle scorse ore l’ordine di inibizione del Tribunale di Roma si è abbattuto su 24 domini, fra nomi noti della condivisione illecita, le cui diverse incarnazioni online erano già state già colpite da provvedimenti, e domini di fatto neutrali, come il servizio di file hosting Mega.co.nz e il popolarissimo dominio russo Mail.ru, snodo per contenuti e servizi di ogni genere. Mentre i responsabili di Mega e di Mail.ru tuonano nei confronti delle autorità italiane, emerge qualche dettaglio in più riguardo al procedimento che è culminato con l’inibizione.

È l’avvocato Fulvio Sarzana a chiarire la motivazione dell’inibizione: la Procura di Roma avrebbe agito su segnalazione di quello che viene definito da Sarzana “un piccolo distributore italiano indipendente che ha debuttato nel mercato nel 2012”. Si tratterebbe di Eyemoon Pictures, distributore per l’Italia di “The Congress” e di “Prossima fermata Fruitvale Station”: avrebbe denunciato la presenza dei film, sotto forma di link o di file di cui fruire, sui siti che ora risultano inaccessibili.

I responsabili di Mega e Mail.ru, che si dichiarano estranei a qualsivoglia dinamica pirata, denunciano l’inadeguatezza della misura adottata dalle autorità italiane . Il CEO di Mega Stephen Hall ritiene che il sequestro sia “illegale” e “sproporzionato” e ricorda ai propri utenti che è sufficiente cambiare DNS, scegliendo servizi diversi da quelli adottati dai fornitori di connettività italiani, per tornare a fruire della piattaforma di file hosting. Riferisce inoltre che l’azienda sta valutando di combattere il provvedimento in Tribunale, nel tentativo di abbattere i filtri disposti dalla Procura di Roma.

Mail.ru lamenta invece l’inadeguatezza del blocco comunicando che né Eyemoon Pictures né le autorità italiane avrebbero mai tentato di mettersi in contatto con il portale per chiedere la rimozione dei file condivisi illecitamente: “crediamo che questa situazione arrechi danno agli interessi dei nostri utenti e illustri chiaramente il fatto che alcune leggi nazionali in questo ambito non considerino la specificità delle aziende di Internet e non adottino una procedura chiara e trasparente per risolvere questi problemi”.

Gaia Bottà

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21 07 2014
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