Merrill Lynch: Linux ci costa meno

L'azienda sostiene che se si va al total cost of ownership, allora le soluzioni Linux per le proprie necessità si rivelano le più adeguate. Una posizione che contrasta con le rilevazioni di IDC
L'azienda sostiene che se si va al total cost of ownership, allora le soluzioni Linux per le proprie necessità si rivelano le più adeguate. Una posizione che contrasta con le rilevazioni di IDC


Roma – L’importante banca d’affari Merrill Lynch è sul punto di sostituire con soluzioni Linux molti dei propri apparati di gestione aziendali, basati fino ad oggi su piattaforme Windows. E il motivo, secondo i responsabili, sta nei costi di gestione, in quel “total cost of ownership” (TCO) che si trova spesso al centro dei dibattiti sulle scelte Linux-Windows.

Secondo i responsabili IT di Merrill Lync , rispetto a Linux, Windows non rappresenta tanto un problema sul fronte delle licenze sul software quanto, appunto, sui costi di gestione dell’infrastruttura.

La ristrutturazione a cui sta pensando l’azienda si basa sullo spostamento delle proprie attività su server virtuali basati su Linux, rinunciando alle macchine Windows finora gestite in proprio. Al di fuori di questo quadro soltanto il messaging interno che continuerà ad essere gestito dalla piattaforma Exchange di Microsoft sebbene in outsourcing.

I responsabili della banca ritengono che sebbene la piattaforma Windows abbia fin qui offerto un maggior numero di funzionalità e applicazioni, la scelta Linux consentirà comunque di coprire le esigenze ritenute essenziali.

Va detto che la posizione di Merrill Lynch sui più alti costi di gestione di Windows sembra cozzare palesemente con le rilevazioni di IDC . L’autorevole osservatorio di ricerca nei mesi scorsi aveva affermato che, nel tempo, il TCO di Windows finisce per essere inferiore a quello di Linux.

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08 06 2003
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