Meta Group: Linux non ha la stoffa del campione

La nota società di analisi giudica Linux immaturo e poco portato per il mercato dei mainframe, un settore dove vede invece vincente Windows


Stamford (USA) – “I mainframe basati su Linux rimarranno una nicchia di mercato, un mero ambiente di test su cui svolgere esperimenti”.
E’ questa, in estrema sintesi, la conclusione a cui è giunta la nota società di analisi Meta Group in un suo recente studio sulla validità di Linux come sistema operativo per i mainframe.

Un giudizio, quello di Meta Group, che va duramente a cozzare con la visione e le strategie di IBM e di altre aziende che, soprattutto con l’arrivo del kernel 2.4 , hanno investito molto sul Pinguino per renderlo una piattaforma adatta anche al lucroso mercato dei mainframe, i grossi elaboratori multiprocessore il cui mercato è oggi strettamente controllato dai sistemi Unix.

Meta Group sostiene che la crescita di Linux è oggi sostanzialmente alimentata dalla sfiducia degli utenti nei confronti di Windows 2000, una piattaforma che la società di analisi vede però vincente nel medio termine, prevedendo che questa possa dominare il mercato dei data center aziendali entro il 2007.

Meta Group riporta come Linux, fino ad oggi, avrebbe avuto una scarsa presa sul mercato dei mainframe, e questo soprattutto a causa della migliore facilità d’uso e di amministrazione che gli attuali sistemi basati su Unix e Wintel possono vantare nei confronti dell’OS open source. Accanto a ciò, la società di analisi sostiene che Linux non sarebbe ancora maturo per far girare applicazioni mission critical.

“Vogliamo mettere in guardia gli utenti – si legge nel documento di Meta Group – sul fatto che le attuali incarnazioni di Linux sono relativamente immature, come evidenziato dall’interminabile lista di errori/patch che appaiono sui siti dei fornitori di Linux”. Ragion per cui – sostiene la società – l’adozione di Linux è “limitata ad applicazioni semplici e meno critiche”.

Meta Group ha poi spiegato che se nel breve periodo Linux potrebbe godere di alcuni vantaggi, questi diverranno sempre meno rilevanti mano a mano che il prezzo dei server basati su architettura Intel scenderà e le loro funzionalità di gestione miglioreranno. Questo, secondo l’azienda, farà anche sì che IBM non riuscirà, nei prossimi anni, a competere con il sempre miglior rapporto prezzo/prestazioni offerto dai sistemi con architettura derivata da quella PC: gli stessi che, a breve, potranno avvantaggiarsi delle nuove CPU a 64 bit, Itanium 2 e Opteron , di Intel e AMD.

La società di analisi sembra dunque convinta del fatto che se le piattaforme di Intel e AMD eroderanno mercato a quelle Unix/RISC, ad avvantaggiarsene sarà esclusivamente Windows. Una previsione diversa da quella espressa proprio pochi giorni fa da Michael Capellas, presidente della nuova HP, il quale ha invece dichiarato che il mercato Unix verrà presto “sventrato” dall’avanzata congiunta di Linux e Windows.

A quanto pare Meta Group ritiene che l’attuale attrattiva di Linux consista quasi esclusivamente nella sua economicità, un bonus a suo avviso destinato a vaporizzarsi velocemente in assenza, in Linux, di altre solide basi di confronto: affidabilità, funzionalità e facilità di gestione.

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  • Anonimo scrive:
    controllo totale?? no grazie
    vedete..io non ho molto da nascondere...ma....vorrei potermi muovere nel paese senza essere necessariamente rintracciabile, vorreicontinuare a fare politica alla luce del sole senza rischiare che usino la mia presenza(anche passiva) a una manifestazione dove vi son stati disordini per incriminarmi ingiustamentequalcuno ha detto che cio che non e' pubblico e' immorale be..io direi che il conto bancario non deve esser segreto,il reddito,le tue proprietae gli acquisti sopra una certa cifra(dove hai preso i soldi??)ma gli spostamenti,i piccoli acquisti,lo stato di salute,i gusti sono strettamente personalie NON pubblici
  • Anonimo scrive:
    Re: id chip anche nei libri ????? mah...

    Perché, non hai mai visto in un negozio le
    merci 'protette'? In molti negozietti negli
    autogrill le merci sono protette dal
    furto...si ma non con un chip unico per ogni libro...e suppongo sia rintracciabile in qualche modo senno non serve a nulla...
    Per quanto riguarda i libri, spesso servono
    per evitare furti o danneggiamenti dei libri
    nelle biblioteche (ad esempio furti di
    pagine singole.. in alcune biblioteche ci
    sono volumi secolari che valgono milionate)se voglio rompere una pagina non c'e chip che tenga...e poi immagino danno accesso a tutti ai vecchi volumi secolari
    • Anonimo scrive:
      Re: id chip anche nei libri ????? mah...
      - Scritto da: blah

      Perché, non hai mai visto in un negozio le

      merci 'protette'? In molti negozietti
      negli

      autogrill le merci sono protette dal

      furto...
      si ma non con un chip unico per ogni
      libro...e suppongo sia rintracciabile in
      qualche modo senno non serve a nulla...
      Qualsiasi merce che vuoi proteggere da furti, devi per forza proteggerla una per una.E' chiaro che queste protezioni devono essere rimosse quando tu acquisti il bene.
      se voglio rompere una pagina non c'e chip
      che tenga...
      e poi immagino danno accesso a tutti ai
      vecchi volumi secolari
      Di fatti non c'è il solo chip: in queste biblioteche alla riconsegna del volume, esso viene pesato da bilance ad alta precisione che rilevano immediatamente se vi sono stati cambi nel peso (il peso "originale" del libro viene letto dal chip e confrontato con quello del libro). Può sembrare fantascienza, ma esiste, e la tecnologia è fornita dalla Texas Instruments.
  • Anonimo scrive:
    un'altro nemico invisibile ...
    Penso che molti giornalisti siano a caccia di nemici invisibili (o inesistenti) onde poter comodamente combattere battaglie (e vincerle) contro il nulla.Cosi' come gli anti-global si scagliano contro qualcosa che neanche loro sanno bene cos'e', i giornalisti allarmisti sono sempre alla ricerca di chissa' quali congiure contro il cittadino qualunque.Penso che non ci voglia molto a risolvere certi problemi (purche' tecnicamente risolvibili) e che non sia neanche il caso di prospettarli cosi' giganteschi , penso basterebbe affidarsi al buon senso.
    • Anonimo scrive:
      Re: un'altro nemico invisibile ...
      dimmi dove ti hanno lobotomizzato che ci vado anche io
    • Anonimo scrive:
      Re: un'altro nemico invisibile ...
      dimmi dove ti hanno lobotomizzato che ci vado anche io
    • Anonimo scrive:
      Re: un'altro nemico invisibile ...
      scrive mantellini:---------------con una capacità mediatica molto raffinata, ci viene ogni giorno "spiegato" come utile e irrinunciabile: come potremo in futuro fare a meno del riconoscimento facciale o dei sistemi di posizionamento dei terminali o del controllo delle comunicazioni e delle tracce elettroniche? Non potremo, e siccome siamo tutti cittadini che non hanno nulla da nascondere, la nostra scia di dati genererà solo sicurezza e grandiose opportunità di benessere. Questo almeno per quelli che ci credono.-----------------------a parte che non ho mai sentito parlare di alcuna campagna per la limitazione della privacy e delle liberta' personali, e poi non mi sembra chenoi italiani si sia noti per la fiducia con cui accogliamo le promesse e le illusioni dei governanti di turno. Ho semplicemente parlato di buonsenso, quello che almeno il novanta per cento delle persone dovrebbe avere. Io quando 15 anni fa sviluppavo software poer videoteche e simili, mi trovavo spesso a dovere fare i conti con i gestori dei club che erano molto riservati nell'aprire i loro archivi agli estranei. Tutto questo senza legge sulla privacy. Era solo questione di buonsenso, loro difendevano i loro clienti dalle curiosita' dela gente.scrive mantellini:---------------------------Gli allarmi e le invocazioni che il Prof. Rodotà ha lanciato sono spesso stati vere e proprie urla nel deserto, altre volte come nel caso dell'applicazione della legge italiana sulla Privacy, hanno consentito di iniziare a scardinare un universo di privilegi dei poteri forti (si pensi solo alle banche) che fino a pochi anni fa sembrava pacifico e inattaccabile. --------------------Rodota' ha fatto un ottimo lavoro ma senza invocazioni ed allarmismi. E poi non capisco cosa c'entrino le banche, notoriamente ipergelose dei dati dei loro clienti. Il segreto bancario è stato scardinato per alcune leggi contro la mafia ed il riciclaggio del denaro sporco, non certo per altri motivi. E sicuramente cio' non e' stato molto gradito dalle banche, tutt'altro !scrive mantellini:---------------------------E allora lascio ad una sua frase tratta da un intervento pubblicato (da Rodota') dopo l'11 settembre la spiegazione del come mai il nostro quotidiano affermare "non ho nulla da nascondere" sia una pratica ai limiti dell'autolesionismo: "Bisogna diffidare dell'argomento di chi sottolinea come il cittadino probo non abbia nulla da temere dalla conoscenza delle informazioni che lo riguardano. "L'uomo di vetro" è una metafora totalitaria, perché su di essa si basa poi la pretesa dello Stato di conoscere tutto, anche gli aspetti più intimi della vita dei cittadini, trasformando automaticamente in "sospetto" chi chieda salvaguardia della vita privata."---------------La frase è attribuita a Rodota': io non credo che lo stato voglia conoscere "tutto" del cittadino, ma solo quello che gli serve.A me non fa piacere che i miei dati possano essere conosciuti da altri anche se sono probo. Pero' è anche vero che se voglio ottenere qualcosa dalla societa' allora devo dare qualcosa in cambio. Quando voglio un lavoro, la prima cosa da fare è inviare un curriculum. E non mi risulta che chi chieda garanzie per la propria privacy sia automaticamente considerato un sospetto. scrive mantellini:--------------------------------Mi sentirei di aggiungere - per terminare - che il medesimo atteggiamento e la medesima pretesa sono anche uno dei cavalli di battaglia del commercio mondiale, la cui capacità di indirizzo è perfino superiore a quella dei governi nazionali. --------------------------------vedasi il discorso per le banche. Nessuno è piu' interessato alla protezione della privacy dei cittadini/consumatori dei colossi finanziari che gestiscono i circuiti internazionali delle carte di credito.Violare la privacy dei loro clienti, significherebbe per loro non avere piu' alcun cliente.scrive mantellini:------------------------------------Le tecnologie che scoprono l'uomo di vetro citato da Rodotà sono ormai fra di noi ed è vitale trovare un bilanciamento fra le possibilità di raccolta dati che offrono ed i limiti che dovranno essere loro imposti dal bene comune. Su di un piatto della bilancia stanno comodamente seduti oggi i governi nazionali con le loro esigenze di controllo della sicurezza pubblica; a fianco di essi siedono, in una curiosa sinergia, gli interessi del marketing mondiale, impegnato a escogitare le maniere più efficaci e remunerative per convincerci a comprare tutti i prodotti di cui abbiamo "bisogno". Resta da capire, una volta ovviamente esclusi tutti quelli che "non hanno nulla da nascondere" chi si siederà sull'altro piatto.---------------------------la curiosa sinergia di cui si parla in effetti non c'e'. Anzi c'e' una divaricazione tra i governi e le aziende in questo settore.E poi con tutto il marketing di questo mondo , se uno i soldi non ce li ha non vedo come possa comprarsi anche quello che non gli serve.Lo spamming non viene effettuato dalle grosse realta' commerciali, ma da quelle piccole e semi-illegali.
      • Anonimo scrive:
        Re: un'altro nemico invisibile ...

        Lo spamming non viene effettuato dalle
        grosse realta' commerciali, ma da quelle
        piccole e semi-illegali.AHAHAHAHHAHAHAHAoddio oddioAHAHAHAHHAHAHAHAokokokAHAHAHAHAHAHAHAHHAAnon riesco a trattenermibbbbbbbbbbbAHAHAHAHAHAHAHHHAHAAH
      • Anonimo scrive:
        Re: un'altro nemico invisibile ...
        - Scritto da: roby
        -----------------------
        a parte che non ho mai sentito parlare di
        alcuna campagna per la limitazione della
        privacy e delle liberta' personali...Eheheheh, lo voglio vedere il politico che viene a dirti "Io sono contro la privacy"...Come per il razzismo, nessuno mai e' razzista. Ma...
        Rodota' ha fatto un ottimo lavoro ma senza
        invocazioni ed allarmismi.Insomma... definiamoli come vogliamo, ma non erano certo dei "state tranquilli, va tutto bene"...
        La frase è attribuita a Rodota': io non
        credo che lo stato voglia conoscere "tutto"
        del cittadino, ma solo quello che gli serve.E qui sta il punto. Come dicevo prima, nessuno e' contro la privacy, ma...Come sempre, tutto si gioca su quel "ma".
        E non mi risulta che chi chieda
        garanzie per la propria privacy sia
        automaticamente considerato un sospetto.Dai tempo al tempo. Quella denunciata e' una tendenza che portera' proprio in questa direzione, se non bloccata in tempo.
        vedasi il discorso per le banche. Nessuno è
        piu' interessato alla protezione della
        privacy dei cittadini/consumatori dei
        colossi finanziari che gestiscono i circuiti
        internazionali delle carte di credito.
        Violare la privacy dei loro clienti,
        significherebbe per loro non avere piu'
        alcun cliente.Correggerei in "violare la privacy dei loro clienti ed essere cosi' babbei da farsi beccare dagli stessi".
        la curiosa sinergia di cui si parla in
        effetti non c'e'. Anzi c'e' una
        divaricazione tra i governi e le aziende in
        questo settore.Piu' che altro non e' affatto curiosa. Ricordo che siamo in un sistema capitalistico.
        Lo spamming non viene effettuato dalle
        grosse realta' commerciali, ma da quelle
        piccole e semi-illegali.Chi e' senza peccato... :)
      • Anonimo scrive:
        Re: un'altro nemico invisibile ...

        con una capacità mediatica molto raffinata,
        ci viene ogni giorno "spiegato" come utile e
        irrinunciabile: come potremo in futuro fare
        a meno del riconoscimento facciale o dei
        sistemi di posizionamento dei terminali o
        del controllo delle comunicazioni e delle
        tracce elettroniche? Non potremo, e siccome
        siamo tutti cittadini che non hanno nulla da
        nascondere, la nostra scia di dati genererà
        solo sicurezza e grandiose opportunità di
        benessere. Questo almeno per quelli che ci
        credono.
        -----------------------
        a parte che non ho mai sentito parlare di
        alcuna campagna per la limitazione della
        privacy e delle liberta' personali,il risultato finale non cambia...cambia solo la percezione del risultato finale...sai che in america vendono i cellulari solo con gps incorporato ???? ufficialmente per poterli trovare in caso di svenimento e roba cosi...
        avere. Io quando 15 anni fa sviluppavo
        software poer videoteche e simili, mi
        trovavo spesso a dovere fare i conti con i
        gestori dei club che erano molto riservati
        nell'aprire i loro archivi agli estranei.
        Tutto questo senza legge sulla privacy. Era
        solo questione di buonsenso, loro
        difendevano i loro clienti dalle curiosita'
        dela gente.si ma se non fosse cosi ???? questo "buonsenso" sta scomparendo...certo non da oggi a domani, ma ne riparliamo fra 20 anni...se saremmo ancora qua...
        Rodota' ha fatto un ottimo lavoro ma senza
        invocazioni ed allarmismi. E poi non capisco
        cosa c'entrino le banche, notoriamente
        ipergelose dei dati dei loro clienti. Il
        segreto bancario è stato scardinato per
        alcune leggi contro la mafia ed il
        riciclaggio del denaro sporco, non certo per
        altri motivi. E sicuramente cio' non e'
        stato molto gradito dalle banche, tutt'altrosai che le banche si scambiano informazioni tra di loro ???? sui clienti intendo...uno mette il tuo nome li e compare un po tutto...certo magari non hanno TUTTI accesso...pero e la stessa cosa...QUALCUNO c'e l'ha...A ME QUESTO NON VA BENE...non perche ho qualcosa da nascondere ma perche una banca deve interessarsi ad un conto che io ho presso un'altra banca ???? o altre informazioni del genere...perche a qualcuno deve interessare...se volevo avevo solo un conto e mettevo tutto in un solo conto...cosi la banca aveva le informazioni...no, qua si scavalca il singolo e le banche (e solo un'esempio vale per tanti altri) ottengono le informazioni con varie scuse come limitare le truffe, limitare i rischi, ecc...vai di fantasia qua...questo vale per i comuni mortali chi ha tanti soldi nel conto gode di altre condizioni...inclusa la privacy...allora immagina un mondo dove mettendo insieme i dati delle banche, della sanita, delle assicurazioni, tutto insieme si ha un profillo completo di una persona...quanto guadagna che gli piace cosa guarda in tv (immagina quello che hai guardato pay per view e fra poco apparecchi in grado di monitorare ogni secondo), a chi spedisce sms e cosa c'e scritto, e fra poco anche i suoi commenti su internet...tipo i post di usenet che google tiene in memoria da anni...come ti senti ???? tranquillo ???? beato te...naturalmente ci saranno i voti che hai preso a scuola, il tuo QI, la foto della patente, ecc...TUTTO...e chi non avra tante informazioni da offire verra automaticamente considerato sospetto...proprio perche e consuetudine avere qualsiasi informazione su un individuo...e perche TANTO NON C'E NULLA DA NASCONDERE...vedrai poi quando incomincieranno le modifiche genetiche e le relative basi dati...
        probo. Pero' è anche vero che se voglio
        ottenere qualcosa dalla societa' allora devo
        dare qualcosa in cambio. Quando voglio un
        lavoro, la prima cosa da fare è inviare un
        curriculum. anche qui si potrebbe migliorare la cosa...i dati personali dovrebbero essere forniti solo dopo essere stati assunti...
        E non mi risulta che chi chieda
        garanzie per la propria privacy sia
        automaticamente considerato un sospetto.con calma piano piano ci arriviamo...riparliamone fra 20 anni...
        vedasi il discorso per le banche. Nessuno è
        piu' interessato alla protezione della
        privacy dei cittadini/consumatori dei
        colossi finanziari che gestiscono i circuiti
        internazionali delle carte di credito.
        Violare la privacy dei loro clienti,
        significherebbe per loro non avere piu'
        alcun cliente.e perche ????
        la curiosa sinergia di cui si parla in
        effetti non c'e'. Anzi c'e' una
        divaricazione tra i governi e le aziende in
        questo settore.insomma...
        E poi con tutto il marketing di questo mondo
        , se uno i soldi non ce li ha non vedo come
        possa comprarsi anche quello che non gli
        serve.il fatto e questo...nessuno deve dirmi cosa devo comprare come e quando...ho bisogno di qualcosa ???? okey mi metto a cercare confronto varie alternative e in funzione delle mie necessita io decido...tutto con calma e rispettando la privacy...invece le imprese dicono dammi i tuoi dati, fammi leggere le tue preferenze, i tuoi interessi ed io ti riempio di roba...ignorando che chi ha un certo interesse gia conosce tutto del settore...un geologo conoscera gia tutte le pubblicazioni di geologia...ma intanto qualcuno di una rivista di geologia guarda il mio profillo (solo si fa per dire) per vedere che non lo sono...e si potrebbe andare avanti all'infinito...TUTTO QUESTO NON VA BENE...DISCORSO CHIUSO...
  • Anonimo scrive:
    Re: Privacy sì; ma con intelligenza!

    Infine, teniamo presente che tutte le
    istituzioni hanno già agevolmente aggirato
    l'ostacolo: se non firmi la liberatoria
    sulla privacy, non ti forniscono il
    servizio... Il solito sistema italiano:
    fatta la legge... Trovato l'inganno.ecco e qui che la legge va modificata...non si deve permettere una cosa simile...come facevo un esempio...non poter entrare in un supermercato se non hai un chip nella mano...quindi per comodita uno dice si...QUINDI NON E UNA LIBERA SCELTA...
  • Anonimo scrive:
    Re: id chip anche nei libri ????? mah...
    - Scritto da: blah
    non bastava l'uomo..ora pure nei libri...MA
    SI PUO ????Una soluzione...Compra il libro, vai a casa, apri il microonde, inserisci il libro e lo "cucini" per una 30ina di secondi...Il chip va a "farsi friggere" e le pagine rimarranno fresche :))))
    Stopping the book thievesMi ricorda come l'FBI tracciava (o lo fa tutt' ora), alcuni libri "sensibili", tipo il mein kampf ...
    (ti pareva che non veniva fatto per un
    nobile e alto scopo)...Il controllo totale della popolazione. I foschi scenari alla blade runner purtroppo stanno diventando realta'.
    • Anonimo scrive:
      Re: id chip anche nei libri ????? mah...
      Scusa la mia ignoranza, ma a quanti gradi arriva il microonde? Temo che fino a 250 gradi il cippetto regga senza problemi, anche per una settimana. Se consideri poi che ne garantiscono il corretto funzionamento fino a 120 gradi (l'id e' considerata piu' importante, quindi 120 gradi, non i classici 85!).
      • Anonimo scrive:
        Re: id chip anche nei libri ????? mah...
        - Scritto da: pig
        Scusa la mia ignoranza, ma a quanti gradi
        arriva il microonde? Non e' questione di gradi... in un forno a microonde se ci hai fatto caso, la plastica, carta e tutti i materiali non organici o non ferrosi, non producono calore.Il funzionamento di un microonde e' dovuto all' agitazione termica prodotta nella materia organica dall'acqua, irradiata dalla Radiofrequenza del magnetron del forno (il generatore di microonde).Le microonde fonderebbero quasi all' istante i circuiti del chip, per via delle correnti indotte prodotte dalla RF (ovviamente anche dall'energia termica conseguente).La carta rimarrebbe fredda (sempre che non sia bagnata) e il chip "bruciato" (nel gergo elettronico...).Puoi provare questo effetto tutti i giorni, per esempio inserendo la classica vaschetta di alluminio vuota nel forno (sconsigliabile farlo, danneggeresti il magnetron).Saluti.
        • Anonimo scrive:
          Re: id chip anche nei libri ????? mah...
          Guarda, se vuoi divertirti, senza sfasciare il microonde puoi fare un bell'esperimento che vale piu di 1000 parole:metti nel micro o la paglietta per grattare le pentole (e ridi vedendo l'acciaio bruciare!) o la carta delle sigarette (quella con la stagnola)
          • Anonimo scrive:
            Re: id chip anche nei libri ????? mah...
            Ti adoro!!!E adoro internet!porca vacca, erano settimane che non "surfavo" cosi!!Giovedi sfondo il mio microonde e venerdi mi faccio un pannello al plasma!!Ti ringrazio!!!! ;-))))))))P.S. Non e' che hai altri link fighi? Questo era spaziale!!
          • Anonimo scrive:
            Re: id chip anche nei libri ????? mah...
            - Scritto da: Talebano
            Ti adoro!!!
            E adoro internet!
            porca vacca, erano settimane che non
            "surfavo" cosi!!

            Giovedi sfondo il mio microonde e venerdi mi
            faccio un pannello al plasma!!
            Ti ringrazio!!!! ;-))))))))

            P.S. Non e' che hai altri link fighi? Questo
            era spaziale!![Ot]Eccoti accontentatohttp://www.amasci.com/tesla/tesla.htmlhttp://ghg.ecn.purdue.edu/~ghg/P.S.: Non provarci a casa :)))prova qui... ne avrai per giorni :)http://directory.google.com/Top/Recreation/Humor/Science/
        • Anonimo scrive:
          Re: id chip anche nei libri ????? mah...
          OK, grazie per la spiegazione. Fa piacere imparare qualcosa di nuovo ogni giorno!
    • Anonimo scrive:
      Re: id chip anche nei libri ????? mah...

      Una soluzione...
      Compra il libro, vai a casa, apri il
      microonde, inserisci il libro e lo "cucini"
      per una 30ina di secondi...
      Il chip va a "farsi friggere" e le pagine
      rimarranno fresche :))))poi arriveranno i chip intelligenti...non sottovalutare l'ingegno umano (indirizzato male)...

      Stopping the book thieves

      Mi ricorda come l'FBI tracciava (o lo fa
      tutt' ora), alcuni libri "sensibili", tipo
      il mein kampf ...bastava leggerlo in biblioteca...o farsi una copia con uno scanner portatile...ma si sa i pesciolini abboccano all'amo...

      (ti pareva che non veniva fatto per un

      nobile e alto scopo)

      ...Il controllo totale della popolazione. I
      foschi scenari alla blade runner purtroppo
      stanno diventando realta'.dicevo uno scopo alto e NOBILE...;-)dall'articolo sembra che ci siano 400 milliardi di danni all'anno da libri rubati...ma cazzo in inglittera rubano tutti ?????400 milliardi / 20.000 lire (prezzo un libro) = circa 2.000.000 di libri....MA COME CAZZO FANNO A RUBARE 2.000.000 DI LIBRI ???? ALL'ANNO...
  • Anonimo scrive:
    I flash te li fanno anche altrove
    A Lugano (CH) da _anni_ ai semafori ti fanno la foto se passi con il rosso (noi Italiani che andiamo la' lo sappiamo benissimo, specialmente dopo che sono arrivate le prime multe).Io sono piu' tranquillo se c'e' un apparecchio in grado di provare la mia innocenza se un imbecille passa con il rosso e centra la mia auto, anche perche', in mancanza di testimoni, un sinistro ad un semaforo e' sempre una brutta gatta da pelare.Le telecamere ai semafori fanno paura solamente a chi passa con in rosso, non a chi rispetta la legge.Ciao,luigi
    • Anonimo scrive:
      Re: I flash te li fanno anche altrove
      Concordo, ma se ci aggiungiamo un rivelatore di velocita' che ti assicura un esborso di 250 euro se passi a 51km/h anziche'
      • Anonimo scrive:
        Re: I flash te li fanno anche altrove
        scusa pig , ma dal tuo ragionamento si evince che piu' che fare a meno dei flash tu vorresti fare a meno dei semafori stessi !
    • Anonimo scrive:
      Re: I flash te li fanno anche altrove
      - Scritto da: luigi
      A Lugano (CH) da _anni_ ai semafori ti fanno
      la foto se passi con il rosso (noi Italiani
      che andiamo la' lo sappiamo benissimo,
      specialmente dopo che sono arrivate le prime
      multe).Passa a Zurigo (CH), e Lugano ti sembrera' il paradiso :-) Praticamente _tutti_ i semafori ti fanno la foto, e in piu' ci sono un centinaio di radar fissi sparsi nei punti piu' strategici della citta' ...
      Le telecamere ai semafori fanno paura
      solamente a chi passa con in rosso, non a
      chi rispetta la legge. C'era quel tale che si e' visto recapitare una multa per eccesso di velocita', sempre a Zurigo. Si e' rifiutato di pagarla, dato che sosteneva di non essere lui al volante (Dalla fotografia non si capiva). Quando gli hanno chiesto chi guidasse la sua automobile quel giorno, si e' rifiutato di rispondere dato che la legge Svizzera vieta di testimoniare a favore o contro un parente stretto (Genitore, _moglie_, fratello) :-) ...
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