Mi chiamo IBM, risolvo problemi

Gestire l'emergenza come fosse ordinaria amministrazione. Grazie ai potenti mezzi e ai brevetti messi in campo da Big Blue

Roma – Terremoti, inondazioni, disastri meteo inaspettati. Il caos monta tra la popolazione , tra le autorità, tra gli esperti e tra i soccorritori. Niente paura: arriveranno gli uomini IBM a risolvere i problemi. Un po’ come il Winston Wolf di Pulp Fiction . Tutto grazie ad una procedura, in corso di brevetto, per controllare l’incontrollabile, gestire l’ingestibile, arrivare là dove nessuno è mai giunto prima.

La procedura descritta da un diagramma di stato nel brevetto IBM Quanto contenuto nelle carte depositate dall’azienda di Armonk presso l’ufficio dei brevetti USA è in realtà un “sistema e metodo per ottimizzare la selezione, la verifica e la distribuzione delle risorse esperte in un momento di caos”. In altre parole, Big Blue sta studiando un sistema informatico in grado di gestire rapidamente le emergenze : se servono esperti di idrogeologia per un’alluvione, vulcanologi per un’eruzione, guardie del corpo per Naomi Campbell , basterà inserire alcune informazioni in un computer. Quest’ultimo unirà questi dati ad altri in suo possesso e fornirà una lista delle possibili persone da contattare e azioni da intraprendere.

La cosa è meno banale di quanto sembri. Se all’utente basterà inserire le sue richieste per veder spuntare automaticamente le risposte, il cervellone di Big Blue provvederà invece a “identificare le skill richieste (…) ottimizzarle in base a vincoli fissati (…) verificare la disponibilità dei profili selezionati (…) ri-ottimizzare quanto già ottimizzato basandosi sui dati fin qui elaborati”.

Sembra facile, ma non lo è. Le decisioni prese sul campo spesso sono dettate dalla fretta, e non sempre le persone giuste sono al posto giusto nel momento giusto. Il sistema di IBM dovrebbe consentire di gestire al meglio situazioni complesse come un attacco terroristico , un evento naturale distruttivo come uno tsunami o un uragano: niente più disorganizzazione dettata dal panico, da eventi che si succedono troppo rapidamente. Solo un freddo elaboratore che suggerisce chi convocare e cosa fare per uscire dall’impasse minimizzando i danni.

Se il brevetto di Big Blue verrà approvato e se l’azienda proseguirà nello sviluppo, questo potrebbe trasformarsi in un altro caso in cui ad un computer viene affidato un compito importante dal quale possono dipendere molte vite . E visto che pur sempre di emergenze si tratta, Techdirt si domanda : “È giusto che un marchio detenga il monopolio su un sistema di computer utilizzati per mettere ordine nel caos?”.

Luca Annunziata

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  • Cavallo GolOso scrive:
    internet e l'oblio immediato
    purtroppo questa notizia ci ricorda che è possibile far scomparire tutti gli articoli di un giornalista non più gradito.è un attimo.la carta stampata di buono aveva questo, la non volatilità.un milione di copie diffuse in un intero paese sono difficili da far scomparire, una volta stampate e comprate.un blog interno ad un giornale invece ... è un attimo.Meglio segnalare il proprio blog nel giornale, ma gestirlo da sé, oppure avere - sempre - una copia dell'articolo altrove.
  • bilop scrive:
    Speriamo non si accorgano di Bressanini
    Anche Bressanini, di Le Scienze, Gruppo L'Espresso, ha osato dire che forse si e' un po' esagerato:http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/04/04/vino-al-veleno/Speriamo non lo silurino!
  • Nilok scrive:
    La Guerra non è finita.
    Ave.Non illudiamoci, la Guerra tra Internet e le Televisioni/Giornali NON è ancora finita!Nonostante sia CHIARO che sarà vinta da Internet, le Televisioni/Giornali certo non mollano l'"osso" così facilmente.Di che "osso" stiamo parlando?Della libertà di espressione, della libertà di pensiero e sopratutto dell'Art. 21 della nostra Costituzione."Troppo" libera...Internet...troppo difficile "controllarla" e, di coseguenza, molte più persone potrebbero farsi delle opinioni PROPRIE che, invece, quelle pilotate dalle Televisioni/Giornali.Non sono certo io ad affermare e dimostrare QUANTO POCO LIBERI siano i nostri Mass-Nedia.Le persone non credono più alle Televisioni/Giornali.Troppe volte mentiscono e troppe volte danno dati parziali o "corretti" o addirittura sfacciatamente FALSI!!!E coloro che, con questo comportamente, discreditano, la Categoria Professionale dei Giornalisti, restano lì, al loro posto; nessuno li DEFENESTRA!Quindi le Televisioni/Giornali DEVONO adattarsi al livello di "Libertà" di Internet, alla possibilità (della velocità della luce) di SMASCHERARE i bugiardi, i diffamatori i calunniatori e sopratutto coloro che Giornalisti certo non sono.Quanto durerà questa Guerra dipende solo da noi: continuare a guardare la TV ed a comprare i Giornali significherà lasciare una scia più lunga di cadaveri sulla strada.Perchè la "strada" porta da una sola parte: INTERNET.A prestoNilok
    • Gandhi scrive:
      Re: La Guerra non è finita.
      Se vedi che fanno i grandi giornali amerikani tutta sta guerra non la vedo.....
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: La Guerra non è finita.
      - Scritto da: Nilok
      la Guerra tra Internet e le Televisioni/Giornali NON è
      ancora finita!Quale guerra?
      Le persone non credono più alle
      Televisioni/Giornali.In che mondo vivi?
      continuare a guardare la TV ed a comprare i
      Giornali significherà lasciare una scia più lunga
      di cadaveri sulla strada.Di solito significa informarsi. Informati, leggi i giornali.
    • Ah .... scrive:
      Re: La Guerra non è finita.
      Certo c'e' da stare attenti, visto che questo signore che regge la bandiera di Internet e' uno col cervello liquefatto dagli insegnamenti di Scientology e con la morale di una SpA
    • Nino_Plasti ca scrive:
      Re: La Guerra non è finita.

      Troppe volte mentiscono MENTONOma alla fine tu dici sempre tutto e niente, non esprimi mai delle vere idee nuove o sei capace di sostenere posizioni.a me' me pari un cazzaro, poi fate vobis.a dopoNino Plastica
  • Anonimo scrive:
    Mantellini
    Che Mantellini si metta a vaticinare sullo stato dell'Internet senza alcuna pretesa di empiricità... beh...insomma, faccia pure altro, ma questi argomenti li lasci a sociologi e altri scienziati sociali.
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Mantellini
      - Scritto da: Anonimo
      Che Mantellini si metta a vaticinare sullo stato
      dell'Internet senza alcuna pretesa di
      empiricità...??
      insomma, faccia pure altro, ma questi argomenti
      li lasci a sociologi e altri scienziati sociali.E che cosa c'entrano con blog e testate giornalistiche?
  • aghost scrive:
    Gilioli blogger? Ma quando mai

    come sottintende Gilioli, per altro uno dei giornalisti che
    maggiormente si è speso con autenticità e passione nel suo
    blog sul web de L'Espressodefinire "blogger" uno come gilioli mi pare temerario. Il blogger secondo me è colui che interagisce con chi legge, gilioli non lo fa mai e interviene rarissimamente.Lui usa il blog allo stesso modo del giornale: scrive i pezzi e ciao. Non basta aggiungere i commenti per fare un blog.Per il resto concordo: continuanao tutti a ragionare "alla vecchia", non si rendono conto che le linee editoriali granitiche non hanno più senso, e che le differenze sono un valorehttp://www.aghost.wordpress.com/
    • Francesco scrive:
      Re: Gilioli blogger? Ma quando mai
      Vi prego, non ricominciamo...! Ancora con a farci le seghette mentali con "blogger" "non blogger"?? A parte il fatto che mi è capitato diverse volte di avere delle risposte ai commenti di Gilioli, sia nei commenti che via mail...ma poi davvero è questo il punto? Avere il bollino di "blogger docg"?Con questo non vuol dire che concordo con Gilioli, ma che noia sentire sempre gli stessi discorsi in ogni situazione!
  • reXistenZ scrive:
    Caro Mantellini,perché si ferma al dito?
    Mi perdoni se quando scrive lei mi viene sempre in mente la storia del dito e della luna. Può sembrarle irriverente e forse offensivo, ma non lo è. Del resto, se devo proprio scegliere uno stolto tra noi due, mi candido senza tema, dal momento che lei, almeno così immagino, guadagna molto bene dai suoi articoli mentre io dai miei interventi non ricavo nulla.Orbene, lei si accorge che internet sta cambiando le nostre vite, e il modo di fare informazione, descrivendo un episodio assolutamente marginale e insignificante di diversità di vedute tra editore e articolista (od opinionista o blogger, come dice lei).Insomma, viviamo in mezzo a una pletora di mezzi di informazione formalmente differenti, ma sostanzialmente uniformati e sottoposti agli stessi interessi finanziari ed economici. Notizie alterate, o adulterate come preferisce dire lei in maniera sofisticata alla Eco, stravolte, manipolate, conformate. Altre notizie seppellite, ignorate, nascoste. Potrei fare mille e ancora mille esempi: dal Tibet al Kosovo, passando per i temi a noi più vicini (si fa per dire) della legge elettorale, dei richiami a Totti, della separazione delle carriere dei magistrati o della lotta alla precarietà ma anche del sostegno alla flessibilità.Ecco, tra tutti questi mille e mille oggetti di discussione, e altri ovviamenti più importanti per la gente comune, lei sceglie la diatriba su una copertina dedicata ai vini.Mi lasci dire una cosa che per me è a dir poco ovvia e banale: non è da una questione di così poco conto che si possono trarre indicazioni utili sul futuro dell'editoria e sui rapporti tra editori e opinionisti (e lettori). Questi dissidi, veri o finti che siano, non cambiano di una virgola le dinamiche di potere, ma contribuiscono semplicemente a distogliere l'attenzione da quelli che sono i veri problemi dell'informazione manipolata di oggi.Proprio qualche giorno fa avrei voluto proporle in privato di scrivere qualcosa sulla questione di "censura legale". Ora, dopo avere letto il tema di questo articolo, mi viene voglia di urlare a squarciagola la stessa domanda.Perché dedicare un articolo al "dimissionamento" di Vizzari, e non alla polemica tra Barnard e Gabanelli, alla censura di decine di messaggi sul forum di un ente pubblico, e addirittura alla sua chiusura per i visitatori non registrati?A me sembra che i due fatti siano imparagonabili rispetto alle possibili riflessioni sul mondo dell'informazione rispetto alle modalità partecipative di internet.Sicuramente, posso dire che nell'ambito del "politically correct" è molto più facile scrivere a proposito del primo che del secondo, soprattutto se si vuole continuare a collaborare con testate importanti.Non è ovviamente una risposta alla mia domanda, ma una semplice constatazione. Anch'io, forse, farei la stessa cosa. In una folla di dita, il dito con l'unghia curata e l'anello d'oro brilla su tutti gli altri, anche senza il riflesso della luna.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 aprile 2008 09.24-----------------------------------------------------------
    • zen scrive:
      Re: Caro Calamari, perché si ferma al dito?
      nulla da aggiungere.commento esemplare e scritto con perizia.
    • Zampogno scrive:
      Re: Caro Calamari, perché si ferma al dito?
      reXistenZ, il tuo intervento è falsato dal fatto che a scrivere è Mantellini, non Calamari. Non è che hai fatto un po' di confusione?
      • reXistenZ scrive:
        Re: Caro Calamari, perché si ferma al dito?
        - Scritto da: Zampogno
        reXistenZ, il tuo intervento è falsato dal fatto
        che a scrivere è Mantellini, non Calamari. Non è
        che hai fatto un po' di
        confusione?Certo che sì. A dimostrazione che oltre che stolto, sono anche un po' rincoglionito... :$
        • Ricky scrive:
          Re: Caro Calamari, perché si ferma al dito?
          Internet e' VIVA...non e' composta solo di macchine interconnesse ma di PERSONE e di SAPERE.Un sapere che non potresti gestire altrimenti.E' come se fosse una entita' formata da tante piccole celle interconnesse tra loro da miriadi di diramazioni, un po come il cervello che e' composto da neuroni e sinapsi.Questa nuova MENTE globale e' appena nata,deve crescere,perfezionarsi,ottimizzarsi e magari specializzarsi, proprio come il nostro cervello.Come crescera' e come si perfezionera' e' difficile prevederlo ma sicuramente NOI TUTTI contribuiremo in questo.Siamo ancora distanti dal poterla definire compiotamente per quello che e', figuriamoci per quello che sara'...ma gia' ora e' palese che diverra' una nostra estensione, in parte lo e' gia'.Facciamo in modo che cresca "sana"...ne va' del futuro di tutti.
    • filoberto scrive:
      Re: Caro Mantellini,perché si ferma al dito?
      - Scritto da: reXistenZ
      Perché dedicare un articolo al "dimissionamento"
      di Vizzari, e non alla polemica tra Barnard e
      Gabanelli, alla censura di decine di messaggi sul
      forum di un ente pubblico, e addirittura alla sua
      chiusura per i visitatori non
      registrati?
      A me sembra che i due fatti siano
      imparagonabili rispetto alle possibili
      riflessioni sul mondo dell'informazione rispetto
      alle modalità partecipative di
      internet.del caso "Barnard-Gabanelli" non so niente, puoi dare info piu' dettagliate o link? grazie!
      • reXistenZ scrive:
        Re: Caro Mantellini,perché si ferma al dito?

        del caso "Barnard-Gabanelli" non so niente, puoi
        dare info piu' dettagliate o link?
        grazie!http://www.google.it/search?hl=it&q=%22censura+legale%22+barnard+gabanelli&btnG=Cerca&meta=
        • filoberto scrive:
          Re: Caro Mantellini,perché si ferma al dito?
          - Scritto da: reXistenZ

          del caso "Barnard-Gabanelli" non so niente, puoi

          dare info piu' dettagliate o link?

          grazie!

          http://www.google.it/search?hl=it&q=%22censura+leggrazie, purtroppo il tempo (mio) non e' molto e dedicare tempo a queste cose non mi e' sempre possibile...i link che IMHO sono piu' utili sono: http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8662 (Censura legale - di Paolo Barnard)http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8662 (Cosa risponde Report - di Milena Gabanelli)http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8664 (Paolo Barnard risponde a Milena Gabanelli - di Paolo Barnard)comunque non per fare il difensore di PI, ma mi sembra che la questione sia diversa: nella debacle Bernard-Gabanelli si puo' discutere di (eventuali) forme/sistemi di censure dell'informazione, ma mi sembra che l'aspetto informatico sia tuttosommato in secondo piano, diversamente dal caso Vissani, in cui si parla di blog e differenze della "gestione" dell'infermazione "old way" e quella della rete.
          • reXistenZ scrive:
            Re: Caro Mantellini,perché si ferma al dito?

            comunque non per fare il difensore di PI, ma mi
            sembra che la questione sia diversa: nella
            debacle Bernard-Gabanelli si puo' discutere di
            (eventuali) forme/sistemi di censure
            dell'informazione, ma mi sembra che l'aspetto
            informatico sia tuttosommato in secondo piano,
            diversamente dal caso Vissani, in cui si parla di
            blog e differenze della "gestione"
            dell'infermazione "old way" e quella della
            rete.Oddio, non voglio pensare che PI abbia bisogno di un difensore, perché vorrebbe dire che ogni critica diventa un attacco. Non voglio pensare di dover fare pubbliche scuse come l'ultima volta solo perché un moderatore a caso ha sentenziato per tutti una critica che avevo espresso in forma dubitativa.PI può lasciar scrivere chi vuole, e Mantellini può scrivere ciò che vuole.Ciò su cui non sono d'accordo è l'enfasi dell'incipit e dell'epilogo:Magari non ce ne rendiamo conto ma Internet sta cambiando molto delle nostre vite. Dimenticate quanti vi dicono che si tratta solo di un altro strumento di comunicazione: la rete sta iniziando ad incidere nella determinazione dello scenario di fronte a noi come forse mai in passato è accaduto.Internet muta lo scenario informativo, abitua i lettori a nuove libertà e rende un grande servizio complessivo alla informazione: è un peccato che molti non lo abbiano ancora compreso del tutto.(nonche diversi aggettivi qualificativi altisonanti nel corpo dell'articolo) di fronte alla banalità del fatto accaduto. Formalmente, le cose potranno cambiare, e domani l'articolista blogger potrà esprimere il dissenso nei confronti di una scelta della testata per cui lavora senza paura di essere licenziato. Ma non di tutte le scelte Solo di quelle irrilevanti, trascurabili, che rappresentano solo una parvenza di libertà di espressione.Sulle scelte (e sulle non scelte) fondanti, essenziali, determinanti, ci sarà sempre e solo il silenzio. Questa rimarrà la sostanza delle cose.Se credi invece che un qualunque giornalista dell'Unità abbia la possibilità (oltre che la volontà) di criticare pubblicamente Veltroni perché è andato ad abbracciare Bassolino invece di lodarlo perché ha "scaricato" il suo conterraneo De Mita, allora viviamo in due mondi diversi.E poi: cosa hanno di così diverso i due casi? In entrambi c'è un fattore comune latente, ma determinante: la censura preventiva. Entrambi i casi sono serviti da esempio e da lezione a chi scrive per capire cosa gli succederà se dovesse toccare i fili sbagliati. Anche se formalmente sembrerà tutto rose e fiori, e si litigherà su vini, vestiti delle first lady, uso improprio di auto straniere e battute sconce.
            diversamente dal caso Vissani, in cui si parla di
            blog e differenze della "gestione"
            dell'infermazione "old way" e quella della
            rete.Nel caso di Report non diresti forse che si tratta di forum e differenze della "gestione" dell'informazione "old way" e quella della rete?
          • filoberto scrive:
            Re: Caro Mantellini,perché si ferma al dito?
            - Scritto da: reXistenZ
            Oddio, non voglio pensare che PI abbia bisogno di
            un difensore, perché vorrebbe dire che ogni
            critica diventa un attacco. Non voglio pensare di
            dover fare pubbliche scuse come l'ultima voltanaaa, calma, era solo per dire che volevo esprimere la mia opinione senza entrare in polemica, ne' con te ne' con PIcredevo di avere qualcosa da dire..
            Se credi invece che un qualunque giornalista
            dell'Unità abbia la possibilità (oltre che la
            volontà) di criticare pubblicamente Veltroni
            perché è andato ad abbracciare Bassolino invece
            di lodarlo perché ha "scaricato" il suo
            conterraneo De Mita, allora viviamo in due mondi
            diversi.francamente non vedo dove il mio intervento abbia dato adito ad una simile idea :|sono sicuro che problemi di questo tipo resisteranno a lungo (o per sempre), e anche che il potere, da chiunque sia rappresentato, non abbia intenzione di lasciare campi liberi ma cerchi di espandere la sua influenza dove puo' (la vedo come una legge di natura)se ne possono (cercare di) contrastare gli aspetti deleteri con la consapevolezza che non siamo nel paradiso in terra (cosi' va meglio?)
            Nel caso di Report non diresti forse che si
            tratta di forum e differenze della "gestione"
            dell'informazione "old way" e quella della
            rete?come ho detto ho avuto poco tempo per informarmi, e il dettaglio del forum mi era sfuggito..poi una qualche differenza la vedo, ma in fondo si tratta di un'opinione personale
          • reXistenZ scrive:
            Re: Caro Mantellini,perché si ferma al dito?


            Se credi invece che un qualunque giornalista

            dell'Unità abbia la possibilità (oltre che la

            volontà) di criticare pubblicamente Veltroni

            perché è andato ad abbracciare Bassolino invece

            di lodarlo perché ha "scaricato" il suo

            conterraneo De Mita, allora viviamo in due mondi

            diversi.

            francamente non vedo dove il mio intervento abbia
            dato adito ad una simile idea
            :|Scusa il mio "tu" pleonastico. Come ti sarai accorto, nessun giornale e perfino nessun blog mi accetterebbe mai come opinionista. :)
            poi una qualche differenza la vedo, ma in fondo
            si tratta di un'opinione
            personaleSì, concordo, esiste qualche differenza. E, soprattutto, Mantellini ha il diritto di parlare di ciò che vuole, e non rodersi il fegato proponendo continuamente denunce civili contro i gruppi di potere che soffocano l'informazione.Ma (lo dico solo per ribadire il mio pensiero, perché ho sempre l'impressione di non essere stato abbastanza chiaro) quando parla di editori che non vogliono, e non riescono, ad abituarsi ai nuovi "rivoluzionari" strumenti di informazione e di interazione con i lettori, risulta francamente molto debole ed evanescente nella sua scelta di citare l'episodio di un blog chiuso per colpa di un vino (ap)passito invece che di uno dei più importanti forum rai che viene chiuso perché i moderatori non sono più in grado di arginare le critiche e le proteste dei partecipanti verso una giornalista la cui immagine di paladina della libertà di informazione è stata messa in discussione.
  • picchiatello scrive:
    Sinceramente...
    Riportiamo il tutto ad un dato di fatto: beghe interne su di UN blog di UN settimanale (che alla luce dei fatti non va benino alla vendite).Poi possiamo stracciarci le vesti e parlare anche di libertà di opinione e di giornalismo ma si tratta di una rivista di un gastronomo.....mi sembra che la cosa stia venendo ingigantita.Ci sono siti e blogger non "firmati" molto piu interessanti, chi siamo noi per poter dire cosa e' la rete ?
    • MircoM scrive:
      Re: Sinceramente...
      quoto.un giornalista ha polemizzato con la propria testata, ha offerto le proprie dimissioni e le dimissioni sono state accettate. e allora?cosa c'è di strano?l'espresso avrebbe dovuto tenere aperto il blog del giornalista licenziato? e per quale motivo?se il giornalista vuole continuare a bloggare apra un altro blog.
      • zen scrive:
        Re: Sinceramente...
        concordo.se c'è una cosa che abbonda oramai in rete sono gli spazzi gratuiti per i blogs.
      • stefano scrive:
        Re: Sinceramente...
        Lo "scandalo" sta proprio nel fatto che si parla di un blog.Il punto di Mantellini sta proprio in questo: se un gruppo editoriale apre dei blog, deve accettare che questi vengano utilizzati dagli autori come tali, e non come semplice "estensione" degli articoli che scrivono.E quindi utilizzati dagli autori come se fossero ospitati su altre piattaforme "generaliste" ecc...Sennò non si tratta di blog, ma semplicemente di spazi online in cui giornalisti pagati dal gruppo scrivono pezzi magari meno "rifiniti"...Se blog sono, come blog vanno trattati...Stefano
        • picchiatello scrive:
          Re: Sinceramente...
          - Scritto da: www.aleksfalcone.org

          Non c'è alcuna 'responsabilità' da attribuire:
          non parliamo di un caso di diffamazione, ma
          semplice opinione differente. L'unico è l'editore
          che deve assumersi la responsabilità di gestire
          in modo adeguato i blog dei giornalisti,
          accettandone tutte le conseguenze, comprese le
          critiche alla
          copertina.Nella linea dei principi concordo al 100%Come ha gia'scritto Aghost piu' sotto mi pongo la domanda : e da considerare questi articoli scritti da giornalisti blog od altro?Secondo me non sono da considerarsi blog, scimmiottano i veri blogger ma alla fine per la loro natura "tecinica" (unico siti di riferimento) fanno piu' pensare ad una emanazione dell'edizione cartacea , come tale devono venir letti e come tale anno le stesse regole gerarchiche ( sei il caporedatoree non vuole pubblicare l'articolo non lo pubblichi).Ora c'e' spazio per opinioni proprie nei giornali-settimanali italiani? la risposta e' no e quindi non vedo da dove nasca la polemica dell'articolista in questione.Se voglio leggere qualcosa di diverso ho altre fonti purtroppo la questione nel nostro paese in questo settore e' oramai troppo scleratizzato la gabbia di oro che i giornalisti si sono costruiti li sta soffocando, ma lo hanno voluto loro.
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: Sinceramente...
            - Scritto da: picchiatello
            Nella linea dei principi concordo al 100%
            Come ha gia'scritto Aghost piu' sotto mi pongo la
            domanda : e da considerare questi articoli
            scritti da giornalisti blog od altro?
            Secondo me non sono da considerarsi blogBeh, molti lo sono, almeno dal mio punto di vista. La questione, però mi pare più sottile: gli editori li considerano blog (con le conseguenze del caso) oppure semplici 'emanazioni'?Non vedo una volontà polemica, solo una considerazione che parte da un caso specifico: la tendenza sembra essere il 'vecchio' modo di pensare all'editoria, come anche tu sostieni, mi pare. Quella che chiami 'gabbia', poi, penso sia dovuta in gran parte ad un mercato editoriale estremamente ristretto a poche grandi proprietà e scarsa concorrenza sulla qualità. I giornalisti forse non sono interessati a cambiare le cose mentre il lavoro 'sporco' viene svolto da praticanti sottopagati che non hanno modo di ribellarsi. E' una gabbia, ma forse non sono i giornalisti quelli rinchiusi, o non solo.
          • picchiatello scrive:
            Re: Sinceramente...
            - Scritto da: www.aleksfalcone.org
            - Scritto da: picchiatello?

            Non vedo una volontà polemica, solo una
            considerazione che parte da un caso specifico: la
            tendenza sembra essere il 'vecchio' modo di
            pensare all'editoria, come anche tu sostieni, mi
            pare.
            Beh gia' i giornali non si fanno guerra tra loro figuriamoci avere dei "guastatori" all'interno.Oddio anche io sono cascato nel definire "vecchio" qualcosa di attuale e magari questa forma di "controllo interno " (altro non so definirlo) dei giornalisti magari sopravviverà alle stesse libertà che ora molti di noi hanno con la rete.Riferendomi al mio post iniziale mi straccerei le vesti liberiste se questo fosse capitato ad un blogger "autonomo" ( e teniamoci in serbo le frecce ci serviranno), per me in casa propria l'editore ha diritto ad esercitare la podestà nei limiti della legge.
        • picchiatello scrive:
          Re: Sinceramente...
          - Scritto da: filoberto

          qua non si parla solo del giornalista, ma anche
          del giornale: se il giornale apre uno spazio blog
          o lo gestisce come blog oppure lo chiama in modo
          diverso,
          punto.

          sono d'accordo che se un giornalista di un
          giornale ha uno spazio fornitoli dal giornale non
          ha molto senso che passi il tempo a insultare il
          giornale per cui lavora, si apre un altro blog
          nella rete e
          amen.
          Ma non e' certo questo il caso, qua per una
          critica e soprattutto un'opinione espressa come
          tale si e' cacciato un
          giornalista.
          Che poi sia un giornalista che si occupa di una
          rubrica enogastronomica la dice lunga su quali
          censure possano essere sottoposti gli altri.
          Forse e'
          un'aggravante.

          Comunque non c'e' dolo, certo, ma mi sembra che
          su piu' livelli ci sia stata una figuraccia del
          giornale in
          questione.

          E penso anch'io che la tua alzata di spalle sia
          la conferma di una mentalita' diffusa e.. un po'
          antiquata! (spero che si capisca che questa
          affermazione e' senza cattiveria volutaCertamente qui si disquisisce in tutta sincerità e pacatezza, il mio pensiero non espresso a dir laverità nel primo intervento sta nella massina: il lupo perde il pelo ma non il vizio ".Cioe' se credete che in questi "similblog" di trovare qualcosa di diverso dalla versione cartacea lasciate ogni speranza, sono copie piu' o meno riuscite di quello che trovate nelle edicole.Perche' alla fine abbiamo davanti dei menager - capiredattori che non solo non capiscono le dinamiche della rete ma vogliono, con le loro 4 paginette html, e 4 volenterosi giornalisti far intendere di essere un punto di riferimento.Certo e' che nei prossimi 2 anni ne spariranno di testate...
        • MircoM scrive:
          Re: Sinceramente...
          io sono per la libertà in rete, e questo implica anche che l'espresso con i propri blog è liberissimo di fare quello che gli pare.il giornalista è liberissimo di aprire un altro migliaio di blog e scrivere quello che gli pare, ma non capisco per quale motivo l'espresso sarebbe obbligato a ospitare il blog di un giornalista che ha attaccato l'espresso mentre era pagato dall'espresso.
          • filoberto scrive:
            Re: Sinceramente...
            - Scritto da: MircoM
            il giornalista è liberissimo di aprire un altro
            migliaio di blog e scrivere quello che gli pare,questo e' verissimo, per fortuna
            ma non capisco per quale motivo l'espresso
            sarebbe obbligato a ospitare il blog di un
            giornalista che ha attaccato l'espresso mentre
            era pagato
            dall'espresso.forse io non ho percepito l'articolo del giornalista come un attacco, ma come una opinione, fortemente critica si' ma non un attaccopremesso che l'espresso ha fatto quel che ha fatto in modo del tutto lecito, come credo, sarebbe stato piu' bello (nel mio mondo idilliaco) avesse mostrato di accettare e permettere che "al suo interno" ci fosse una voce discordanteamen
          • MircoM scrive:
            Re: Sinceramente...
            ok, concordo.diciamo che a me non sembra una notizia degna di nota.
    • Phabio76 scrive:
      Re: Sinceramente...
      Quoto e divago un po':noto una fastidiosa tendenza a far passare "intrattenimento" per "informazione" e sempre più giornalisti che difendono a spada tratta il loro ruolo sociale credendo di muovere la coscienza dei popoli e rivendicando il fatto che il cittadino ha il diritto di essere informato (solo) da loro...
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