Miami contro i videogiochi violenti

Il consiglio comunale di North Miami vuole imporre sanzioni ai commercianti che vendono titoli violenti a minori privi di un permesso scritto dei genitori. In mezzo, ancora una volta, Grand Theft Auto: Vice City
Il consiglio comunale di North Miami vuole imporre sanzioni ai commercianti che vendono titoli violenti a minori privi di un permesso scritto dei genitori. In mezzo, ancora una volta, Grand Theft Auto: Vice City


Roma – Visto da qui può apparire come un atto illiberale e censorio ma quanto sta rapidamente approvando il City Council di North Miami, in Florida, non è frutto di un caso. Sta infatti per passare una ordinanza che sanziona i commercianti colti nell’atto di vendere titoli di videogiochi violenti a minori senza che questi siano accompagnati dai genitori o abbiano un loro permesso scritto.

La scelta del Consiglio, che sta sollevando le ire dell’associazione per i diritti civili ACLU perché non definisce cosa intende per “titolo violento”, prevede una multa di 250 dollari a carico dei negozianti. Nei fatti, però, rappresenta una denuncia dei contenuti del più contestato gioco del 2003, Grand Theft Auto: Vice City .

“Tutto questo non riguarda la censura, riguarda l’incitamento alla violenza. E noi andremo fino in fondo”. Così il sindaco Joe Celestin, un americano di origine haitiana, proprio quella etnìa che nella versione originale del gioco, solo di recente modificata , veniva presa di mira come gente a cui sparare per guadagnare qualche migliaio di dollari. “Se uno dicesse: uccidi il cattivo, io – ha dichiarato >Celestin ai reporter – non avrei alcun problema. Ma quando (nel gioco, ndr.) si prende di mira la razza di una persona e si dice: uccidi tutti gli haitiani perché sono spacciatori, gangster e seguaci voodoo, e ottieni 2mila dollari per ucciderli? beh quello è il genere di cose per il quale, se uno proprio vuole che i propri figli giochino con quel titolo, dovrebbe esserci il permesso esplicito dei genitori”.

La decisione di Miami suscita grande interesse a Washington, dove da lungo tempo alcuni parlamentari cercano gli appoggi necessari per varare leggi repressive contro la produzione e il commercio di certi titoli. Il problema dell’ordinanza comunale, che dovrà ancora sottostare ad un voto di approvazione prima di diventare definitiva, è la sua vaghezza. Un punto chiave, secondo ACLU, perché parlare di titoli violenti può significare censurare praticamente tutto con la sola eccezione, forse, di cose alla “Tom & Jerry”.

Quanto sta accadendo a Miami attira, naturalmente, pure tutte quelle amministrazioni locali che in questi anni negli Stati Uniti hanno tentato di porre vincoli a certi videogiochi, ritenuti pericolosi per la formazione dei giovani, una tesi da sempre contestata dai produttori dei game. Di vietare Grand Theft Auto, d’altra parte, si è parlato anche in Italia , dove il titolo è uno dei più venduti.

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18 01 2004
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