Microsoft: brevetti, startup, IoT e patent troll

Microsoft mette a disposizione di startup e del LOT Network centinaia di brevetti e proprietà intellettuali: guerra dichiarata ai patent troll.

Il gruppo di Redmond annuncia oggi nuove iniziative rivolte in modo specifico al mondo delle startup: un totale pari a 500 brevetti depositati da Microsoft in tutto il mondo (dagli Stati Uniti all’Europa, fino alla Cina) vengono messi a disposizione dei team che avviano la loro avventura imprenditoriale e che dispongono dei requisiti necessari per entrare a far parte del LOT Network. In questo modo potranno scongiurare o quantomeno contenere il rischio di dover fare i conti con le cause legali intentate dai cosiddetti patent troll.

LOT Network: startup e brevetti

Il LOT Network, organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 2014 per far fronte al problema, vede già tra i propri 400 membri alcuni nomi di spicco come Amazon, Facebook, Google, Netflix, SAP, Epic Games, Ford, GM, Lyft, Uber e ovviamente la stessa Microsoft. Le startup che entrano a farne parte sono così in grado di mettere mano alle proprietà intellettuali condivise dagli altri membri, in base alle proprie esigenze.

Azure IP Advantage

La società di Nadella annuncia inoltre un’estensione del programma Azure IP Advantage che permette, sempre alle startup e più nello specifico a quelle impegnate nella realizzazione di prodotti o soluzioni riconducibili all’ambito della Internet of Things (ma non solo), di accedere a un massimo di tre brevetti appartenenti a un catalogo differente, a patto di soddisfare due requisiti. Il primo è essere clienti della piattaforma Azure con una spesa mensile pari ad almeno 1.000 dollari (per almeno tre mesi successivi), mentre il secondo è non aver intentato una causa legale per la violazione di brevetti nei confronti di un altro cliente Azure negli ultimi due anni.

La scelta di focalizzare l’attenzione sul settore IoT non è casuale: il mercato si appresta ad esplodere e i patent troll l’hanno già preso di mira, accaparrandosi brevetti e proprietà intellettuali non con l’obiettivo di impiegarli a livello commerciale, ma con la finalità di farli poi valere nelle aule di tribunale e ottenere così un profitto. È accaduto anche qualche anno fa in concomitanza con la crescita repentina dell’universo mobile.

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Fonte: TechCrunch
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