Microsoft è il futuro dell'eGovernment italiano

O almeno così spera l'azienda che ha presentato le tecnologie che intende mettere a disposizione per la realizzazione dei megaprogetti di Stanca. L'iniziativa eGovernment .NET pone al centro la nuova piattaforma Microsoft. Tutti i dettagli


Roma – Microsoft al centro dei progetti italiani di “governo elettronico”: questo il senso dell’iniziativa eGovernment.NET presentata ieri mattina dalla divisione italiana di Microsoft, una iniziativa che pone al centro tecnologie e piattaforme Microsoft per la Pubblica Amministrazione italiana.

Le linee guida dell’iniziativa Microsoft corrispondono punto per punto a quelle del progetto di eGovernment varato dal Governo e in particolare dal ministero all’Innovazione di Lucio Stanca. Un Piano d’Azione che Microsoft intende abbracciare in prima persona.

Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati numerosi progetti di e-government già realizzati nel nostro Paese su tecnologia Microsoft. Tra questi, quello del Ministero Affari Esteri che ha standardizzato la piattaforma tecnologica per lo scambio delle informazioni e delle comunicazioni tra tutti gli uffici della Farnesina; quello della Regione Marche, che ha realizzato un portale di servizi ai cittadini; del Policlinico Gemelli che ha sviluppato un progetto per consentire al personale sanitario di aggiornare su dispositivi di tipo mobile le informazioni relative ai pazienti; del Consip, la Concessionaria Servizi Informativi Pubblici, che ha realizzato un progetto per ottimizzare le attività di approvvigionamento della Pubblica Amministrazione.

Nell’ambito dell’iniziativa, Microsoft ha definito anche le competenze tecniche che consentiranno ai professionisti IT della Pubblica Amministrazione di utilizzare le tecnologie e i relativi percorsi di formazione sulle soluzioni che l’azienda metterà a disposizione delle istituzioni italiane.

All’iniziativa aderiscono partner quali Accenture, Avanade, Bull, Compaq, EDS, Etnoteam Adriatica, Getronics e Saga, che offrono soluzioni specifiche per la PA su piattaforma Microsoft.

In una nota, Microsoft ha spiegato che eGovernment.NET comprende una strategia per la realizzazione delle applicazioni volute dal Governo; un progetto per coinvolgere partner e fornitori di servizi; un insieme di servizi di supporto; un Competence Center in collaborazione con Compaq per diffondere il know-how tecnologico a agenzie della PA e alle aziende IT che operano nel settore; a supportare il personale tecnico nell’implementazione di progetti di eGovernment con la piattaforma.NET Enterprise Server e con l’ambiente di programmazione Visual Studio.NET.

Al centro di eGovernment.NET si trova poi quella che Microsoft ha definito “EASI”, ovvero “EGovernment Acceleration Solutions per l’Italia”.

Si tratta di un insieme di linee guida di supporto all’architettura IT, documentazione tecnica, codice di esempio riutilizzabile e indicazioni architetturali sull’utilizzo dei prodotti Microsoft per sviluppare soluzioni di eGovernment considerati in linea con gli obiettivi e il piano del Governo.


I partner coinvolti nell’operazione e le organizzazioni del settore pubblico che adotteranno questi strumenti potranno gratuitamente utilizzare EASI per accedere a tutte le informazioni tecniche e architetturali come supporto alla realizzazione di progetti, applicazioni e soluzioni di eGovernment. Un insieme di dati che Microsoft afferma siano diretta conseguenza delle esperienze già maturate presso enti pubblici in Italia e all’estero.

“Insieme ai prodotti, alle soluzioni, ai servizi di consulenza e supporto di Microsoft e dei suoi partner – si legge in una nota di Microsoft – EASI rappresenta un valido strumento per aumentare l’efficacia e la qualità dei progetti di eGovernment in Italia e per permetterne una più rapida realizzazione”.

Vediamo nei dettagli di che si tratta visto che, con ogni probabilità, si tratta di sistemi con cui i cittadini italiani sono destinati a doversi “interfacciare”.

EASI comprende:

– Soluzioni di Front-end

Portale dei servizi ai cittadini e alle imprese
Microsoft offre alle Pubbliche Amministrazioni l’architettura e le componenti tecnico-funzionali per realizzare un sistema per la gestione dei contenuti e l’erogazione di servizi online 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana. Con l’obiettivo di automatizzare le procedure di approvazione, archiviazione e pubblicazione dei contenuti e offrire livelli di sicurezza nelle transazioni.

Gestione della firma e dell’identità digitale
1. Il collegamento con Carta Elettronica al Portale dei Servizi EASI comprende linee guida per offrire un ambiente di sicurezza e per lo sviluppo di applicazioni e portali compatibili con qualsiasi tipo di Smart Card (incluse la Carta di Identità Elettronica e la Carta Nazionale dei Servizi);

2. Il collegamento con Carta del Dipendente EASI comprende linee guida per permettere un accertamento sicuro e inequivocabile dell’identità tramite una Smart Card e per garantire l’autorizzazione ad accedere in modo sicuro ai sistemi informativi interni.

Soluzioni per l’interoperabilità e la cooperazione applicativa
Porta di dominio
Questa componente di EASI comprende documentazione tecnica, linee guida e codice di esempio riutilizzabile per realizzare le cosiddette “porte di dominio”, adattatori che permettono ai sistemi informativi esistenti di affacciarsi sulla Rete Unitaria Nazionale e partecipare allo scambio telematico delle informazioni.

Directory dei servizi
E’ una sorta di registro pubblico che, da un lato, elenca i servizi pubblici disponibili per le diverse amministrazioni e, dall’altro, ne descrive le modalità tecniche di accesso. La soluzione Microsoft, con supporto dello standard UDDI, fornisce linee guida, esempi e documentazione tecnica per identificare i servizi disponibili, individuando le Amministrazioni di competenza (e le porte di dominio per accedervi), e per definire le modalità di accesso e il formato di codifica dei messaggi.


Sistema di notifica eventi
Si tratta di un prototipo software per la gestione del cosiddetto modello “publish & subscribe”. Questo modello consente di registrare le variazioni presso una Pubblica Amministrazione comunicando l’avvenuto cambiamento delle informazioni ad altri enti pubblici in modalità automatica. “Esempio classico per l’utilizzo di tale funzionalità – afferma la nota Microsoft – è il cambio di residenza, dove una variazione anagrafica apportata in un Comune può essere automaticamente notificata ad altre Amministrazioni”.

Acceleratore per la Porta di Protocollo
E’ una soluzione per la gestione degli aspetti di interoperabilità del Protocollo Informatico nel passaggio dei documenti da un’Amministrazione all’altra, garantendo il rispetto della normativa AIPA vigente. EASI contiene un documento di linee guida per l’utilizzo di BizTalk Server in questo scenario.

Sistema di cooperazione applicativa
Si tratta di una piattaforma abilitante, basata sul protocollo standard XML, che punta all’interoperabilità e alla sicurezza delle transazioni tra i sistemi informativi delle diverse Amministrazioni (G2G), l’integrazione dei nuovi servizi con le applicazioni già esistenti e la salvaguardia degli investimenti già effettuati a livello IT.
Microsoft offre alle Pubbliche Amministrazioni l’architettura e le componenti tecnico-funzionali per realizzare questo tipo di sistema.
L’architettura descritta è stata già utilizzata in un progetto di e-government del governo inglese e in un progetto, realizzato da EDS PA per il Ministero della Giustizia, volto alla creazione del Punto Centrale di Accesso e di Instradamento nel contesto del “Processo Telematico”.

– Soluzioni per la gestione degli enti pubblici

Portali per i dipendenti pubblici
Microsoft offre alle Pubbliche Amministrazioni e ai loro partner il modello architetturale e le componenti tecnologiche per accelerare la realizzazione di portali Intranet, con integrazione dei sistemi interni e con i domini esterni.
“In questo modo – afferma l’azienda – il personale, identificato tramite carta elettronica, dispone di una piattaforma evoluta per accedere alle applicazioni destinate a promuovere la condivisione delle informazioni, come il protocollo informatico e la firma digitale dei documenti”.

Questa piattaforma intende ottimizzare la gestione dei processi per mezzo di metodologie di project management, di business intelligence e di fruire di formazione online personalizzata (e-learning). Operazioni a cui parteciperà la “rete dei partner” Microsoft, che progettano e implementano “specifiche soluzioni applicative”.

Gestione degli acquisti in rete
Questa soluzione è pensata per spingere all’utilizzo del commercio elettronico quale strumento per l’acquisto di beni e servizi da parte della PA (e-procurement).
La piattaforma Microsoft da un lato consente di disegnare i processi operativi per la negoziazione telematica, dall’altro di integrare la piattaforma di e-procurement con l’infrastruttura IT esistente e con quella di fornitori, in modo da facilitare lo scambio dei dati e delle transazioni.

“Questa soluzione – sostiene Microsoft – consente di realizzare veri e propri marketplace, dove confrontare prodotti simili e complementari, consultare cataloghi dei vari fornitori, attivare forme di contrattazione, come aste online, e concludere il processo di acquisto direttamente in Rete. In questo modo le Pubbliche Amministrazioni possono ridurre le spese di approvvigionamento, snellire le procedure burocratiche, rendere più trasparenti le operazioni di gara con grande risparmio di tempi e risorse”.

Porta di Rete
Questa soluzione permette un collegamento di sicurezza alla Rete Unitaria Nazionale attraverso un qualsiasi Internet Service Provider certificato.
Microsoft offre una serie di linee guida ed esempi che consentono alle Pubbliche Amministrazioni Locali la realizzazione di una Porta di Rete dotata dei dispositivi e delle specifiche di sicurezza richiesti dagli organi competenti.

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  • Anonimo scrive:
    il cry + veloce?
    io sono rimasto al cry 1000
  • Anonimo scrive:
    una risposta
    questa è una risposta, se mai ce n'era ancora bisogno, a chi sminuiva il valore del software open source come LINUX affermando che non ci si ricava reddito.Investire nell'Open Source è redditizio.Chi dice il contrario è evidente che non ne trae alcun vantaggio (LUI) e pretrende che passi la sua possizione personaleE' il caso delle persone che hanno puntato tutto sul successo del monopolista microsoft: costoùro (e solo LORO) hanno tutto da perdere con l'avvento del software open source,
    • Anonimo scrive:
      Re: una risposta

      questa è una risposta, se mai ce n'era
      ancora bisogno, a chi sminuiva il valore del
      software open source come LINUX affermando
      che non ci si ricava reddito.Questo e' solo un simbolo e una bella furbata di immagine per chi lo ha fatto.
      • Anonimo scrive:
        Re: una risposta
        - Scritto da: YesMan

        questa è una risposta, se mai ce n'era

        ancora bisogno, a chi sminuiva il valore
        del

        software open source come LINUX affermando

        che non ci si ricava reddito.

        Questo e' solo un simbolo e una bella
        furbata di immagine per chi lo ha fatto.sul ritorno di immagine sono d'accordo, mentre sul fatto che sia SOLO questo è tutto da dimostrare da parte TUA.Del resto, nel fare questa valutazione, non prendi in considerazione un elemento importante riportato nell'articolo:
        • Anonimo scrive:
          Re: una risposta
          - Scritto da: zap
          Rassegnatevi, win-maniac. L'invasione
          dell'open source è in atto.Speriamo che l'open source non venga prima soffocato dall'arroganza...
          • Anonimo scrive:
            Re: una risposta
            - Scritto da: Amigo
            - Scritto da: zap


            Rassegnatevi, win-maniac. L'invasione

            dell'open source è in atto.

            Speriamo che l'open source non venga prima
            soffocato dall'arroganza...di sicuro non dalle capacità personali dei win-maniac, così dediti a difendere le briciole che prendono dal monopolista...
          • Anonimo scrive:
            Re: una risposta
            - Scritto da: zap
            di sicuro non dalle capacità personali dei
            win-maniac, così dediti a difendere le
            briciole che prendono dal monopolistaForse sara' abbattuto dalla sciatteria delle distribuzioni, al contrario di Amiga che e' un OS serio anche se non e' opensource.
          • Anonimo scrive:
            Re: una risposta
            - Scritto da: Amigo
            - Scritto da: zap


            di sicuro non dalle capacità personali dei

            win-maniac, così dediti a difendere le

            briciole che prendono dal monopolista

            Forse sara' abbattuto dalla sciatteria delle
            distribuzioni, al contrario di Amiga che e'
            un OS serio anche se non e' opensource.invece è proprio dalla grande varietà delle distribuzioni e dalla loro CONCORRENZA, che deriva la vitalità di LINUX e del movimento open sourceSenza questa concorrenza non ci sarebbe stato alcun fenomeno-LINUX.La tua immagine di UNICITA' migliore di VARIETA' va contro tutte le logiche di mercato
          • Anonimo scrive:
            Re: una risposta
            - Scritto da: zap
            invece è proprio dalla grande varietà delle
            distribuzioni e dalla loro CONCORRENZA, che
            deriva la vitalità di LINUX e del movimento
            open source

            Senza questa concorrenza non ci sarebbe
            stato alcun fenomeno-LINUX.Senza la gratuità non ci sarebbe stato il 90% del "fffenomeno"...

            La tua immagine di UNICITA' migliore di
            VARIETA' va contro tutte le logiche di
            mercatoEh sì: infatti abbiamo visto tutti come le logiche del mercato hanno "piegato" (ROFL) sistemi unici, basati sull'unicità ed assolutamente vincenti, da AIX a SAP, a SGI, fino al vecchio ed immarcescibile VMS... possibile che tu concepisca come "mercato" solo quelle 4 cagate di SOHO che conosci ???
      • Anonimo scrive:
        Re: una risposta
        Esatto... una bella furbata per trarre vantaggio dallo hype che c'è ora intorno a Linux. Penso che alla HP questo supercomputer serva soprattutto per mostrarsi non inferiore a IBM soprattutto dopo la campagna pubblicitaria sui mainframe con Linux.Comunque non credo ci sia nulla più che una bella mossa pubblicitaria dato che su architettura i386 Windows 2000 Datacenter ha dimostrato di essere molto più scalabile di Linux e adattabile a server con ben più di 8 processori (che per il pinguino e' illimite invalicabile, pena l'instabilita' o performance pietose)... non si vede perche' le prestazioni in ambito i386 non dovrebbero essere confermate anche in IA-64. E non dimentichiamo che Intel ha sempre lavorato gomito a gomito con Microsoft nella definizione di nuovi chip e che solo in Microsoft sono a conoscenza delle migliori ottimizzazioni del codice per Intel... gli altri si devono accontntare dell'obsoleto gcc per compilare gli eseguibili.Inoltre solo per os Microsoft è possibile programmare applicazioni *realmente* multithreading (l'altro os che lo permetteva sarebbe stato OS/2). Con Linux e in generale con tutti i sistemi POSIX i thread possono solo essere "imitati" da semplici processi, ma i sistemi POSIX non possono certo essere definiti thread-safe in quanto il PID ritornato da un thread non e' quello del programma che lo ha iniziato ma quello del processo stesso. Credo proprio che per l'utilizzo che si intenderebbe fare di quel computer HP la programmazione multithreading farebbe abbastanza comodo... o no?- Scritto da: YesMan

        Questo e' solo un simbolo e una bella
        furbata di immagine per chi lo ha fatto.
        • Anonimo scrive:
          Re: una risposta
          - Scritto da: Michele Porta
          Esatto... una bella furbata per trarre
          vantaggio dallo hype che c'è ora intorno a
          Linux. Penso che alla HP questoOra Linux e' solo fuffa commerciale senza piu' sostanza, al contrario di Amiga che con la MUI dava la polvere ai vari Gnome e KDE.Come sempre viene scelta la soluzione meno performante (tecnicamente) e preferita dalle masse pigre e incolte.Fateci caso, Amiga non e' opensource e i risultati si vedono infatti vive ancora oggi.
        • Anonimo scrive:
          Re: una risposta
          Intel ha rilasciato il suo compilatore per i386 e IA64 per Linux, quindi su quelle piattaforme (IA64 di Intel) è il miglior compilatore, ovviamente.Linux non solo su IA arch. ma anche su Risc, Sparc e altre gira con ben oltre 8 Chips, e a differenza di win che rimane ancora ancorato a IA, sfrutta appieno il MPP (di cui l'SMP è una parte), e credo che solo tu lo vedi instabile, visto che proprio stamattina ho installato Linux SuSe per S/390 su una partizione logica dedicata a Linux S/390; senza che il sistema avesse problemi d'instabilità o performance (pensa un pò gli unici problemi sono state le informazioni di conf. di rete sbagliate che sono state passate). Per la cronaca la macchina S/390 ha 12 processori e non sono processori come RISC, Sparc, o IA. A tua informazione a lavorare al porting di Linux su S/390 e zSeries oltre a università blasonate tra cui Princeton (sede principale e guida del progetto) vi è la stessa IBM; se vai sul sito: www.linuxvm.org/penguinvm che è il sito del gruppo di Princeton hai un bell'esempio di Linux/Apache su S/390, stabile, funzionante, solido.Se poi guardiamo allo sviluppo degli o.s. per IA64, tutti, ma proprio tutti, gli UNIX che girano su IA32 e che si sono proposti il porting dell'o.s. su IA64, già lo fanno e sono stabili, win a 64 bit ancora no. Senza considerare poi che M$ ha l'aiuto di Compaq che con l'acquisto di Digital ha la tecnologia Alpha da cui Intel ha preso per il suo Chip a 64 bit. Molto probabile che il problema per win è l'MPP.Linux, *BSD, UNIXWare (OpenUNIX), OpenServer (Caldera con l'acquisto dei 2 o.s. da SCO ha deciso da poco di ridistribuirli Open), sono da tempo su IA64 a 64 bit, win ancora non sfrutta i 64 bit poichè è instabile (per fortuna di M$ che attualmente il mercato degli IA64 di Intel e AMD non richiede massicciamente applicazioni a 64 bit, anche perchè ve ne sono poche e chi ha investito in applicazioni per IA32 non vuole rispendere subito).Parliamo di scalabilità, certo parliamone; togli a un "cluster" (chiamiamolo cosi) win data center o non data, i nodi e i master Solaris con la tecnologia Sun per i cluster ad alta affidabilità, e poi vedrai se esiste il data center win. Non esisterebbe neanche i server win/iis ad Hotmail. Se Sun si comportasse come M$ che nelle ultime licenze di 2 suoi prodotti impone di non associare gli stessi a tecnologie Open source (non potrebbe farlo per legge, ma lei lo fà), e licenziasse il suo sw per i cluster alta affidabilità solo in associazione con sw UNIX o Solaris, ad Hotmail dovrebbero reimpiegare Apache dappertutto invece che tenerlo solo per la presenza di problemi di security di iis.Infine, nota che oltre che per Linux suddette considerazioni sono valide anche per altri o.s, anzi con i *BSD non ci sarebbe confronto.
          • Anonimo scrive:
            Re: una risposta
            per BSD_like:concordo pienamente, il post di Alberto Porta infatti è pieno di inesattezze e si inserisce perfettamente nella linea del F.U.D. pro-M$.Su una cosa sola pero' ha ragione (e infatti nella tua replica non ne hai fatto cenno): è il multithreading, campo nel quale confermo che OS/2 era assolutamente grande, mentre i problemi di implementazione dei thread nei sistemi posix citati da Alberto Porta sono reali.Non conosco abbastanza approfonditamente Windows (di cui non ho una grande opinione) ma per esperienza personale posso confermare che il porting verso Linux /*nix di applicazioni sviluppate a suo tempo per OS/2 è molto difficoltosa proprio per la differenza concettuale nell'implementazione dei thread, che sui sistemi posix è piuttosto involuta a paragone con quanto era consentito fare sul prematuramente pensionato OS/2.
          • Anonimo scrive:
            Re: una risposta
            Il vero problema nel campo, è che i sistemi UNIX non sono nati su architetture IA da quelle a 8 a quelle a 32 bit, ma sui processori di fascia alta (parliamo dell'era moderna). OS/2 è nato già sulla famiglia di processori per PC IBM, poi portato su IA; ma la vicinanza arch. tra le 2 architetture è forte, molto più di quella del RISC sempre IBM su cui gira AIX (gran bel sistema).Daltronde il primo UNIX ad essere scritto su IA è stato Linux; che ha una struttura a shell simile a quella degli UNIX anni 70 lontanissimi dalle arch. IA (che a dire la verità giudico la migliore).Si nota difatti come i processori della fascia RISC, Sparc, Alpha, sottoposti a molti processi si comportino bene, a parte le risorse che via via si consumano; portati verso pochi processi questi non si comportino bene. Ciò perchè sono studiati per ottimizzare molti processi, al contrario degli IA fino ai 32 bit (non credo cmq che i primi IA64 si distaccheranno molto da ciò); è normale che gli UNIX forgiati la sopra, hanno i kernel che risentono di questa situazione.E' anche il motivo che li vede pronti già al passaggio da IA32 a IA64.Quindi lo standard POXIS ne risente essendo scaturito dagli UNIX; daltronde quando ahi a disposizione processori come il RISC che reggono processi in numero notevolmente sup agli IA, che motivo hai d'implementare un multith.?Sicuramente una posizione da ripensare per il mercato degli IA; ma detto tra noi, IA a 32 o 64 bit sono poco davanti ai RISC, Sparc, Alpha; un sistema con quest'ultime CPU fà veramente sognare.
          • Anonimo scrive:
            Re: una risposta
            Si, effettivamente è corretto quello che affermi.In effetti io non ti volevo fare una critica ma soltanto una precisazione (limitatamente all'architettura IA), dato era stato citato un problema che avevo riscontrato personalmente nel portare su Linux (ma anche altri unix avrebbero portato gli stessi problemi) alcune applicazioni sviluppate in origine su OS/2.Comunque fa piacere quando si entra nel merito di argomentazioni tecniche senza limitarsi ad un superficiale "tifo calcistico" per un sistema o per l'altro: motivo per il quale in genere preferisco non intervenire nei forum di PI, dato che spesso il tono della discussione è semplicemente sconfortante.Per la cronaca: abbandonato il caro OS/2 ormai anch'io mi occupo esclusivamente di piattaforme unix (sia free che proprietarie).
          • Anonimo scrive:
            Re: una risposta
            Devo precisare, che quando ho detto giudico la migliore, intendo la struttura a shell UNIX stile anni 70, non l'arch. IA; altrimenti non avrebbe senso la frase finale del post.
          • Anonimo scrive:
            Re: una risposta
            L'ultima frase corretta è che le CPU IA sono lontane dalle cpu RISC, Alpha, etc.Chi ha letto questo post gli dev'essere apparso strano: avrei dovuto rileggerlo e mi scuso.
  • Anonimo scrive:
    playstation3?
    ho appena letto su un numero arretrato di OPSM2(UK) che la play3 dovrebbe avere una potenza di picco di 1 trilione di FLOPS(play2=
    6.2GFlops), cioe' millemiliardi di flops... cioe' un TFlops... mi voglion dire che per al piu' 2 milioni di lire mi porto a casa un ottavo di un computer da 24.5 milioni di dollari?... uhm...
    • Anonimo scrive:
      Re: playstation3?
      ma certo, solo che la play3 è ancora un progetto...è solo marketing dare le presumibili specifiche per un prodotto che uscirà tra anni quando la potenza dei dispositivi digitali raddoppia ogni anno o meno : )PS Se vuoi puoi prenotarti per acquistare il mio cellulare usato (che venderò nel 2050) con una potenza di calcolo di un trilione di mflops!
      • Anonimo scrive:
        Re: playstation3?
        - Scritto da: :)
        ma certo, solo che la play3 è ancora un
        progetto...o' saccio...
        è solo marketing dare le presumibili
        specifiche per un prodotto che uscirà tra
        anni quando la potenza dei dispositivi
        digitali raddoppia ogni anno o meno : )
        PS Se vuoi puoi prenotarti per acquistare il
        mio cellulare usato (che venderò nel 2050)
        con una potenza di calcolo di un trilione di
        mflops!no, grazie, come cavolo faccioa d attaccarci il joypad? o per giocare a Soul Calibur XX devo muovermi come uno scalmanato travestito da Seung mina, in nmezzo alla strada?ps: se vuoi ti vendo il mio cervello, e' quasi nuovo, mai usato... :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: playstation3?
      Che cosa sono di preciso codesti FLOPS?Uno shift di un numero binario a 32 bit in notazione floating point di una posizione a dx e' un flop? O devo pensare che sono flop solo le ADDIZIONI di 2 num. floating point da 32 bit? Ma in questo caso: una differenza tra 2 num. FP e' un flop o sono 2 flops? E la moltiplicazione? E la divisione? (Forse sono 4 flops?).Ed il fatto di prendere numeri a 32 bit e' valido per i Pentium? O gia' qui abbiamo numeri a 64 bit? E alcune schede video usano FP da 128?Alla mia ignoranza rispondete con illuminante precisione!
      • Anonimo scrive:
        Re: playstation3?
        - Scritto da: ignorante
        Che cosa sono di preciso codesti FLOPS?
        Uno shift di un numero binario a 32 bit in
        notazione floating point di una posizione a
        dx e' un flop? O devo pensare che sono flop
        solo le ADDIZIONI di 2 num. floating point
        da 32 bit? Ma in questo caso: una differenza
        tra 2 num. FP e' un flop o sono 2 flops? E
        la moltiplicazione? E la divisione? (Forse
        sono 4 flops?).
        Ed il fatto di prendere numeri a 32 bit e'
        valido per i Pentium? O gia' qui abbiamo
        numeri a 64 bit? E alcune schede video usano
        FP da 128?

        Alla mia ignoranza rispondete con
        illuminante precisione! ma va cagher
      • Anonimo scrive:
        Re: playstation3?
        FLOPS: Floatong Point Operation Per Second. Qualsiasi operazione in virgola mobile quindi
        • Anonimo scrive:
          Re: playstation3?
          Ok, ma che interessa un solo operando? Oppure 2? Oppure in sistemi pensati per la grafica vettoriale, che interessa una certa matrice di numeri floating point?Possibile che nessuno sia capace di darmi risposte chiare ed esaustive?Caspita, parlate tutti cosi' difficile, ma mi viene il sospetto che moltissimi tra voi non sappiano neanche di cosa si parla!
  • Anonimo scrive:
    Top Ten 500
    Per la precisione, Linux figura nella Top Ten 500; cioè dei 500 supercalcolatori (in realtà la maggioranza sono cluster) esistenti.Il progetto di HP lo spinge in una zona più alta di questa Top Ten.
    • Anonimo scrive:
      Re: Top Ten 500
      Scusa, ma "Linux" non è un calcolatore, è un S.O.Giusto?Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: Top Ten 500
        Si, è solo una precisazione; anche se va detto che molti di questi super computer sono cluster paralleli, campo in cui win è notevolmente handicappato rispetto agli UNIX.
  • Anonimo scrive:
    nessun singolo computer sara' + potente di tanti +
    piccoli messi insieme.
    • Anonimo scrive:
      Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +
      si ma gli mettiamo insieme ????;-)- Scritto da: Virtuoso
      piccoli messi insieme.
      • Anonimo scrive:
        Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +
        - Scritto da: blah
        si ma gli mettiamo insieme ????
        ;-)
        ignorante si dice "li mettiamo insieme" e piantala di mettere le faccine ad ogni messaggio che tanto sei simpatico come un calcio nel culo
        • Anonimo scrive:
          Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +


          si ma gli mettiamo insieme ????

          ;-)
          ignorante si dice "li mettiamo insieme" guarda l'ora a cui ho postato...
          piantala di mettere le faccine ad ogni
          messaggio che tanto sei simpatico come un
          calcio nel culosenti ignorami e basta e che cazzo;-);-);-);-);-);-);-)
          • Anonimo scrive:
            Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +


            ignorante si dice "li mettiamo insieme"
            guarda l'ora a cui ho postato...Mezzanotte e venti, wow, tardisssssimo. Dai dai, adesso ci dirai che eri ubriaco, che la fidanzata ti ha lasciato e che ti è morto il gatto bonsai. Così ti è scappato un errore che "se lo sapevi non lo facevi". Ma sempre con il sorriso sulle labbra ;);) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;) ;)
          • Anonimo scrive:
            Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +

            Mezzanotte e venti, wow, tardisssssimo.io vado a letto presto...e poi veramente tutti questi che per una lettera in piu o in meno rompono hanno veramente ROTTO...
            dai, adesso ci dirai che eri ubriaco, che la
            fidanzata ti ha lasciato e che ti è morto il
            gatto bonsai. Così ti è scappato un errore
            che "se lo sapevi non lo facevi".;-)
            Ma sempre
            con il sorriso sulle labbra ;)ovviamente...;-)
        • Anonimo scrive:
          Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +
          Pensavo di essere l'unico a non reggere "mister faccina sorridente di circostanza" o "mister commento scontato".Tipico esempio di utente che nella "real life" prenderebbe ceffoni in gran quantità.:-D ;-) ;-)
          • Anonimo scrive:
            Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +

            Pensavo di essere l'unico a non reggere
            "mister faccina sorridente di circostanza" o
            "mister commento scontato".e bello sapere di essere cosi popolare...
            Tipico esempio di utente che nella "real
            life" prenderebbe ceffoni in gran quantità.come fai a dirlo ????
            :-D ;-) ;-)pr...
    • Anonimo scrive:
      Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +
      mah, non ne sono sicuro..i canali delle schede sono + veloci e + vicini di kilometri di tcp
      • Anonimo scrive:
        Re: nessun singolo computer sara' + potente di tan

        i canali delle schede sono + veloci e +
        vicini di kilometri di tcpSi, ma sono tanti ....Inoltre, sempre piu' banda larga .....Politica o informatica ?
    • Anonimo scrive:
      Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +
      - Scritto da: Virtuoso
      piccoli messi insieme.Vorrei che fosse vero, ma non e' cosi'. Un conto sono i bus su schede e un altro quello fatto da cavi.Le problematiche sono complesse, ma ormai e' normale preferire sistemi di super computer quando il budget non e' un problema.
    • Anonimo scrive:
      Re: nessun singolo computer sara' + potente di tanti +
      - Scritto da: Virtuoso
      piccoli messi insieme.Forse non sai come sono fatti questi computer
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