Microsoft: in Italia più professionisti IT

Diminuisce lo skill shortage, aumentano le professionalità IT a disposizione delle aziende in Italia. Si lavora molto sulla formazione IT ma in modo ancora insufficiente. Al centro XML e web services. Microsoft e NetConsulting
Diminuisce lo skill shortage, aumentano le professionalità IT a disposizione delle aziende in Italia. Si lavora molto sulla formazione IT ma in modo ancora insufficiente. Al centro XML e web services. Microsoft e NetConsulting


Roma – In Italia è meno difficile di un tempo per le imprese trovare le professionalità che servono per i propri progetti informatici. Ad affermarlo è Microsoft Italia, che ha presentato i risultati dell’osservatorio sull’occupazione nell’IT realizzato da NetConsulting con il patrocinio del ministero del Welfare.

Secondo Microsoft, si evidenza una riduzione del numero di posizioni scoperte per i professionisti IT, unita a una domanda di competenze informatiche più complesse e indispensabili per supportare gli investimenti delle aziende in Information Technology. Come a dire che la domanda di lavoratori specializzati trova risposta più facilmente ma cresce anche il livello di specializzazione richiesta.

“Nonostante il generale rallentamento dell’economia e il ridimensionamento di una visione estremamente euforica della new economy – ha affermato Umberto Paolucci, vicepresidente di Microsoft Corporation – non ci sono stati come in passato drastici tagli alla spesa in Information Technology, piuttosto un rallentamento dei processi di investimento da parte delle aziende e un cambio nelle risorse IT richieste. Pertanto, come emerge dall’Osservatorio, la riduzione dei livelli dello skill shortage – legata alla congiuntura economica più che ai risultati delle iniziative in corso – non deve nascondere il problema ben più consistente del gap di competenze informatiche che caratterizza attualmente l’Italia e che incide profondamente sul nostro Sistema Paese. La possibilità di disporre di risorse umane qualificate rappresenta oggi lo strumento fondamentale per l’uso strategico della tecnologia e per la competitività delle imprese”.

Stando all’analisi degli esperti, dunque, le imprese dimostrano una maggiore consapevolezza dell’importanza delle nuove tecnologie per la propria produttività e competitività.

“Se nel 2000 – afferma una nota – gran parte degli investimenti era orientata alla realizzazione di siti Web e verso il front office, come mezzo privilegiato per aumentare market share e ricavi, nel 2001 la spesa IT si è focalizzata principalmente sul sistema informativo interno. L’obiettivo è di integrare le architetture e le applicazioni di back office e front office esistenti, creare Web Service, sviluppare soluzioni per il controllo, l’analisi e la salvaguardia dei dati e delle informazioni, proteggere l’azienda da attacchi di hacker o virus”.

Conseguenza di questa mutazione è dunque la richiesta da parte delle aziende di nuove figure professionali, con competenze diverse rispetto al passato. Secondo Microsoft, se due anni fa le risorse più richieste erano professionalità come “Web Designer” o “WebMaster”, oggi le imprese richiedono professionisti che si occupino di sicurezza informatica, analisti e programmatori di applicazioni Internet aggiornati a novità come l’XML, specialisti di infrastrutture di rete, esperti di Business Intelligence e Knowledge Management.

Secondo Microsoft, nel 2001 la mancanza di professionalità qualificate rispetto alla domanda si è attestato su 85mila unità e nel 2002 la previsione è di 32.500 figure mancanti. L’Osservatorio ritiene inoltre insufficiente la spesa in formazione IT, cresciuta del 9,8 per cento nel 2001 e di un altro 10,9 per cento nei primi mesi del 2002. “Il problema dello skill gap – sostiene il rapporto – continua a generare, secondo le aziende, un ritardo sia nell’adozione di tecnologie a supporto del business, sia nella realizzazione e nella consegna dei progetti, perdendo in questo modo competitività sul mercato”.

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22 05 2002
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