Microsoft infonde la Forza negli UMPC

Dopo il tavolo multitouch i labs di Redmond lavorano su dispositivi che reagiscono alle pressioni e ai movimenti applicati dall'utente alla loro scocca
Dopo il tavolo multitouch i labs di Redmond lavorano su dispositivi che reagiscono alle pressioni e ai movimenti applicati dall'utente alla loro scocca

Dopo Surface , nei laboratori di ricerca di Redmond si sperimentano dispositivi ancora più interattivi e interfacciati in maniera armonica con l’uomo. L’idea che arriva da Microsoft Research punta a sfruttare il case e la forma fisica di un dispositivo portatile come vettore di input con cui fruire in maniera nuova dei contenuti .

Il dispositivo Condotta da James Scott, Lorna Brown e Mike Molloy, la ricerca prevede la possibilità di applicare una forza ai lati di un apparecchio tenuto con le mani per far sì che il software deformi una pagina di testo visualizzata sullo schermo, facendola restringere, attorcigliare, piegare a seconda dell’input.

Partendo dal presupposto che i dispositivi mobili si stanno trasformando in interfacce “pure” dotati di un quantitativo minimo di pulsanti, i ricercatori sono convinti del fatto che la loro tecnologia possa lavorare di concerto con quelle attualmente esistenti, come il multitouch o gli accelerometri preposti all’individuazione dei movimenti e del cambio di posizione.

Quattro sensori, installati direttamente nel case, si occupano di recepire gli input fisici dell’utilizzatore, e fanno sì che non sia necessario adoperare materiali dotati di particolari caratteristiche di flessibilità o malleabilità per sfruttare la tecnologia. “Con la percezione della forza – scrivono i ricercatori – l’utente interagisce con l’involucro del dispositivo, trasformando un componente altrimenti passivo che si limita a rivestire il dispositivo, in una superficie attiva di controllo”.

Fino ad ora la “vittima” degli esperimenti di Microsoft è stato un UMPC di Samsung, su cui gli scienziati hanno implementato un feedback audio e visivo in risposta della forza applicata dall’utilizzatore. Per ora un suono avverte che è stato raggiunto il limite di un’animazione o deformazione della grafica, ma in futuro si prevede la possibilità di arricchire l’esperienza con suoni in grado di simulare cose come l’attorcigliamento di una pagina di carta e non solo.

Alfonso Maruccia

( fonte immagine )

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20 04 2008
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