Microsoft Office, ora anche su Chrome

Se non puoi batterli, colonizzali. La suite di Redmond sbarca sul marketplace della concorrenza, per contrastare l'avanzata di Google Docs. E non è l'unica apertura alle tecnologie altrui

Roma – I Chromebook non sono neppure un vero computer: era questa la cifra della comunicazione Microsoft solo qualche settimana fa, ma era un’altra epoca, c’era ancora Ballmer sulla poltrona di CEO. Oggi, con Nadella al comando, addirittura Office sbarca prima su iPad e ora pure su Chrome: il nuovo approccio di Redmond, bene espresso nella conferenza inaugurale di Build 2014 a San Francisco, è che gli strumenti e i servizi Microsoft devono essere ovunque i consumatori possano desiderare di usarli . E tanti saluti alla controversa campagna “scroogled”.

Ecco dunque l’ annuncio : accanto a una serie di aggiornamenti alle funzioni di Word, Excel, Powerpoint e OneNote Online (ovvero le controparti su Web del pacchetto software Office tradizionale), aggiornamenti che comprendono soprattutto novità per quanto riguarda la collaborazione con note e commenti sui documenti, Microsoft cala anche l’asso e annuncia l’ imminente disponibilità di Office Online su Chrome Web Store . Chi decidesse di installare le apposite estensioni nel suo browser (su un PC con Windows a bordo o su un Chromebook), altro non avrebbe che un link alle webapp integrato nel launcher: l’utilizzo dello strumento è gratuito, e in questo modo Nadella e i suoi collaboratori sperano di recuperare terreno e appeal presso i consumatori.

Non si tratta comunque dell’unica apertura alla concorrenza di Microsoft: nelle pieghe della developer preview di Windows Phone 8.1 è stata scovata una funzione inedita, non pubblicizzata, che ripropone le stesse capacità dell’app Passbook di iOS. Così come sui telefoni Apple si possono conservare biglietti aerei, tessere fedeltà e pass dei concerti in formato digitale, Windows Phone 8.1 è in grado di aprire i documenti in formato “.pkpass” che contengono le informazioni normalmente stivate in un iPhone . Vista la mancata comunicazione della funzione agli sviluppatori e al pubblico, è possibile che Microsoft abbia compiuto un’operazione di reverse engineering per decodificare il contenuto di tali documenti e permettere al proprio sistema operativo mobile di utilizzarlo: non è improbabile che a Cupertino siano tutto meno che entusiasti della notizia, dunque difronte a una eventuale richiesta ufficiale Microsoft potrebbe decidere di rimuovere la funzionalità nella versione finale che sarà rilasciata in estate.

Luca Annunziata

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