Microsoft se la prende con la bufala italiana

Ancora una volta un'email fasulla ha tirato in ballo la divisione italiana della softwarehouse di Redmond. E anche in questa occasione l'azienda è costretta a smentire. La bufala avverte: se hai un software pirata, Microsoft lo sa
Ancora una volta un'email fasulla ha tirato in ballo la divisione italiana della softwarehouse di Redmond. E anche in questa occasione l'azienda è costretta a smentire. La bufala avverte: se hai un software pirata, Microsoft lo sa


Roma – L’ultima bufala che ha preso di mira Microsoft Italia, e che è girata in questi giorni, ha provocato la reazione dell’azienda che tramite le agenzie è stata costretta a smentire il contenuto dell’email fasulla.

Costruita da quelli di Sbobba.com, la bufala è pensata come una sorta di “spam terrorizzante”. Chiunque può inviare a chiunque altro quel messaggio con un “semplice clic”. Un messaggio nel quale si afferma che con sistemi investigativi “sotterranei” Microsoft Italia avrebbe saputo che sul computer dell’utente (la vittima della bufala) si trovano software non-originali, cioè copiati illegalmente. E si avverte l’utente che presto gli verranno recapitate notizie sui conseguenti provvedimenti e sanzioni.

Uno scherzo, dunque, che risulta del tutto simile ad un’altra vecchia bufala che ha girato sulla Rete per molto più tempo, creando non pochi imbarazzi alla divisione italiana della softwarehouse di Redmond. In quel caso Microsoft aveva smentito attraverso Punto Informatico qualsiasi legame con l’email fasulla.

Anche oggi l’azienda si è trovata costretta a smentire. E ha tenuto a sottolineare di non avere “alcun collegamento con la comunicazione suddetta. Si tratta di una falsa comunicazione, ingannevole per gli utenti e lesiva della nostra immagine”.

Secondo Microsoft Italia l’utilizzo di questi strumenti, in questo caso votati allo “scherzo”, non contribuisce a far emergere sulla Rete una “cultura della legalità” ponendo invece sul campo elementi di confusione e di preoccupazione.

La grande differenza tra una bufala e l’altra sta nel fatto che nel primo caso era impossibile risalire all’autore originale dell’email fasulla mentre oggi gli autori sono certi. Ormai da tempo la home page di Sbobba.com riporta un invito all’uso del suo “tool terrorizzante”: “Hai un amico che possiede software crakkati? Vuoi farlo cagare sotto? Se la tua vittima non è proprio un esperto di computer, la riuscita dello scherzo è garantita!! NB. Per qualsiasi reazione che ne consegue (infarti, incazzature, vaff*****i, ecc.ecc.) Sbobba.com non si assume alcuna responsabilità. In altre parole sono cavoli vostri.CLICCA ”

Ma ecco il testo che è arrivato ad alcune centinaia di utenti Internet.


Ecco il contenuto dell’email-bufala:

“Questo messaggio le è stato inviato in self-automatico tramite sistemi SunForms da lei stesso tramite il suo client di posta elettronica in modalità ghostnet.

Egr. Utente sistemi internet, a seguito di indagini telematiche automatizzate, siamo venuti a conoscenza di installazioni software non originali all’interno del suo computer. L’indagine è stata svolta tramite server socket inizializzato con i seguenti codici:

==Return-path:
Received: from xxxxxx@xxx 195.130.224.125)
by siml1ca-3v.fst.it (Sun Internet Mail Server sims.4.0.1999.10.29.10.36.p4)
with ESMTP id for
-#-sun@sims-ms-daemon (ORCPT rfc822;); Sun,
(MET DST)
Received: (from yourself@localhost)by microsoft &.org (8.9.3/8.9.3)
id TAA06610; Sun, 19:37:26 +0200

Subject: Autenticazione Softwares originali.
To: xxxxxx@xxx
Message-id:
Status: ===RECIDIVE===

Sono state pertanto inizializzate le procedure finalizzate agli accertamenti reali riguardanti il reato di manomissione e duplicazione illegale di software informatico. Le verranno inviate ulteriori informazioni nei prossimi giorni.
Distinti saluti.
legals.dept.microsoft.org/italy/2000/2001″

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20 05 2001
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