Milano laboratorio di cibergoverno

Albertini firma un accordo con il ministero all'Innovazione che trasforma il capoluogo lombardo in una incubatrice per il prediletto del ministro Stanca: e-government. Che ha anche una gemellina: e-inclusion. Il parto è ormai prossimo


Roma – Se può funzionare per Milano allora può funzionare per tutto il paese. Questo il concetto ispiratore di un accordo tra il Comune e il ministero all’Innovazione che affida al capoluogo lombardo il ruolo di laboratorio di sperimentazione delle nuove tecnologie e dei nuovi servizi messi a punto nell’ambito dei progetti di e-government.

Il protocollo firmato ieri dal sindaco di Milano Gabriele Albertini e dal ministro all’Innovazione Lucio Stanca, infatti, prevede un coordinamento tra gli enti per avviare e valutare gli interventi di governo elettronico in settori specifici quali i progetti per il traffico, la Carta nazionale dei servizi in Rete, gli altri servizi sul territorio, le problematiche di sicurezza nonché la formazione tecnologica soprattutto per certe fasce della popolazione. Tutto ciò che funzionerà a Milano potrà poi essere riproposto in mezza Italia.

“Particolare attenzione – ha affermato Stanca – viene rivolta allo sviluppo della conoscenza e del sociale. Si tratta dell’e-inclusion che prevede pari opportunità di accesso alla conoscenza per tutti i cittadini, compresi i dipendenti comunali anche per l’e-learning; la formazione ICT per famiglie e fasce deboli, come anziani e disabili”.

Secondo Stanca, l’obiettivo non è limitato alla sola ottimizzazione dei processi nella Pubblica Amministrazione con i benefici conseguenti ma è esteso ad una “visione dei servizi al cittadino basata sulla sua vita quotidiana, consentendogli ad esempio di scegliere da casa il medico di famiglia, prenotare visite, pagare l’Ici e poi molto altro”.

“Con le iniziative intraprese – ha dichiarato Stanca – vogliamo contribuire a realizzare un federalismo efficiente mettendo in rete ben 80 servizi pubblici per 20 milioni di cittadini e imprese. Per questo le tecnologie digitali sono tra le condizioni essenziali per costruire la nuova architettura federale. Senza una diffusione consistente e adeguata dell’e-government, l’Italia non sarà infatti in grado di funzionare come Stato Federale, se non a prezzo di costi, diseconomie ed inefficienze che sarebbero insopportabili per cittadini ed imprese. Così, invece di realizzare un federalismo efficiente si corre il rischio di innescare un caos federale “.

Dei 138 “cantieri” dell’e-government sinora aperti a livello locale dal Ministero, quattro sono quelli del Comune di Milano per un valore complessivo di 7,4 milioni di euro, di cui 2 milioni di euro di cofinanziamento del MIT.

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