Milioni di piccoli utenti sciamano online

Il ministro Stanca racconta l'infanzia europea online. Gli italiani meno precoci degli inglesi e attirati dai portali generalisti, ritenuti più sicuri. Tiscali rinuncia al nudo. Ecco i dati salienti snocciolati dal Ministro.
Il ministro Stanca racconta l'infanzia europea online. Gli italiani meno precoci degli inglesi e attirati dai portali generalisti, ritenuti più sicuri. Tiscali rinuncia al nudo. Ecco i dati salienti snocciolati dal Ministro.


Roma – Sono circa 2,4 milioni i bambini italiani al di sotto dei 13 anni che vivono in famiglie che dispongono di un computer e accesso ad internet. Ad affermare che il 35 per cento degli infanti nostrani vive in un ambiente informatizzato è stato ieri il ministro all’Innovazione Lucio Stanca, in occasione di un incontro-convegno sull’uso consapevole di internet.

La ricerca “Internet e i bambini” di cui ha parlato Stanca è stata svolta in quattro paesi europei, vale a dire Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna. E, dal campione di 4.800 bambini coinvolti nel progetto, è emerso che utilizzano in qualche modo il computer il 35 per cento dei bimbi italiani mentre il 15 per cento almeno una volta nei primi tre mesi del 2002 si è connesso ad internet.

Il dato più elevato per la connettività dei minori in Italia è quello dei 13 anni. Il 66 per cento dei minori di questa età, infatti, ha avuto accesso alla rete in diverse occasioni.

Secondo Stanca “la nostra realtà propone un bambino online simile nella sua curva di esperienza a Francia e Germania, ma meno precoce del suo coetaneo inglese”. In Gran Bretagna, con la probabile complicità della lingua inglese, la più “parlata” sulla rete, sotto i 13 anni sono il 56 per cento i minori che hanno accesso al computer e il 30 per cento coloro che hanno avuto occasione di collegarsi.

Altri dati affermano che, tra quelli “connessi”, i bambini italiani sotto i 12 anni hanno visitato mediamente 47 siti internet, un numero che scende a 10 per chi ha meno di 7 anni.

Secondo i dati di Stanca, inoltre, la maggiorparte dei minori naviga sui portali più noti, quelli generalisti, ritenuti generalmente più sicuri. “Ne deriva – ha affermato il Ministro – un ruolo fondamentale di tali operatori nel guidare il traffico dei bambini verso punti di riferimento sicuri sia per le attività di apprendimento che in quelle di gioco”.

A questo proposito va detto che ieri Tiscali ha ufficialmente rinunciato a pubblicare banner che presentassero nudi femminili. Renato Soru, intervenuto al medesimo convegno, ha spiegato che quei banner rappresentano poco meno del 10 per cento del fatturato pubblicitario dell’azienda.

Stanca ha anche parlato di un “software di filtraggio” che aiuterà le famiglie a proteggere le navigazioni dei propri figli, software sul quale non si è però dilungato.

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29 05 2002
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