Miller: Linux è di nicchia

Uno dei primi dirigenti Microsoft ad aver aperto le danze della campagna anti-Linux difende ora un recente sondaggio del Gartner che ridimensiona sensibilmente le euforiche stime di IDC riguardanti il mercato dei server Linux
Uno dei primi dirigenti Microsoft ad aver aperto le danze della campagna anti-Linux difende ora un recente sondaggio del Gartner che ridimensiona sensibilmente le euforiche stime di IDC riguardanti il mercato dei server Linux


Roma – Negli ultimi anni le fazioni pro e contro Linux si sono azzuffate in numerose diatribe, dalle prestazioni alla sicurezza, dalla filosofia di sviluppo alle licenze. Questa volta a lanciare lo spunto per l’ennesima contesa sono due fra le più note società di analisi d’oltre oceano: Gartner Dataquest e International Data Corp (IDC).

I due osservatori sul mercato e le tecnologie, storicamente “rivali”, non sembrano davvero trovarsi d’accordo sulle stime di penetrazione di Linux sul delicatissimo e centrale “mercato server”.

Il Gartner, in un suo recente rapporto, sostiene che durante il terzo trimestre del 2000, in USA, la percentuale di server venduti con Linux ammonterebbe all’8,6%, una quota che si ridurrebbe al 6% nel caso in cui si considerino solo i server di marca. Sempre secondo questo rapporto, la distribuzione Linux di Red Hat si troverebbe installata sul 93% dei server venduti in quello stesso periodo.

“Linux continua ad essere un sentiero in crescita, ed il Gartner Dataquest crede che la domanda per i server basati su Linux raggiungerà il 10% del mercato dei server del 2001”, ha commentato il Gartner in una nota del suo rapporto. “La domanda, per questi server, sarà principalmente rappresentata da sistemi per Internet o server di infrastruttura”.

Le cifre divulgate dal Gartner raccontano però una storia ben diversa da quella che IDC ha esposto a eWeek: quest’azienda sostiene infatti che i dati da loro raccolti dimostrano come Linux, durante lo scorso anno, abbia rappresentato il 27% dell’intero mercato server.

Come si spiega una così abissale differenza con le stime del Gartner?


IDC sostiene che l’attuale mercato server è molto più esiguo rispetto a quello dei sistemi operativi di rete e che la cifra pubblicata dal Gartner potrebbe trovare una giustificazione solo nel caso in cui essa tenga conto esclusivamente dei nuovi server venduti con Linux pre-installato.

IDC afferma anche che, secondo i suoi calcoli, solo un 10-15% dei server viene venduto con Linux pre-installato, mentre un’altra grossa fetta del mercato è rappresentata da sistemi in cui Linux è stato installato successivamente, magari con una delle tante copie gratuite che si possono trovare in edicola o in Rete.

Il Gartner replica però sostenendo che il suo sondaggio è stato condotto sugli utenti finali, ai quali sarebbe stato semplicemente chiesto quale sistema operativo avessero installato sui loro server negli ultimi tre mesi.

Jeff Hewitt, uno degli autori del rapporto del Gartner, ha ammesso che potrebbero essere sfuggiti alle maglie della sua ricerca alcuni desktop e alcune workstation Linux configurate come server, ma afferma altresì che “semplicemente non credo che Linux sia venduto nel 25% o più dei nuovi server e dunque non posso credere ai numeri di IDC”, aggiungendo poi che “loro (IDC, NdR) stanno solamente esagerando il vero andamento di questo sistema operativo”.

Hewitt ha poi affermato che se davvero la maggior parte degli utenti ottengono Linux attraverso Internet od in altri modi alternativi a quelli dei canali di vendita ufficiali, allora il mercato del Pinguino potrebbe andare ancora peggio rispetto a quanto emerso dalla sua indagine: “questi sono consumatori – dice Hewitt – che in genere non spendono una lira in contratti di assistenza e supporto”.

I sostenitori dell’open source interrogati sulla vicenda si sono detti molto diffidenti nei confronti dell’indagine elaborata dal Gartner, soprattutto perché fra i suoi finanziatori figura anche Microsoft.


A difesa del Gartner è sceso in campo proprio uno degli strateghi di Microsoft, Doug Miller, colui che, sulla scia della campagna anti-Linux portata avanti dal colosso di Redmond, predisse la morte del Pinguino .

Intervistato da eWeek, Miller ha dichiarato che il sondaggio del Gartner è stato sponsorizzato con il solo obiettivo di capire esattamente chi usa Linux e quanto sia realmente diffuso sul mercato.

“C’è stata molta esagerazione su Linux l’anno scorso, e noi vogliamo tentare di scoprire la vera storia sulla sua diffusione”, ha dichiarato Miller. “Mentre ammetto che intorno a Linux c’è stato dell’interesse, questo non significa che esso si trovi su uno ogni quattro nuovi server venduti. Questo è semplicemente ridicolo”.

Miller ha poi aggiunto che lo studio del Gartner non ha fatto altro che dimostrare come Linux, dal lato server, “riguarda solo una nicchia di utenti”. Miller ritiene infatti assurdo che tutte le copie vendute di Linux si possano considerare installate: a suo avviso sarebbero moltissimi gli utenti che, dopo aver scaricato o acquistato Linux, lo avrebbero provato senza poi utilizzarlo più.

“Molti dei nostri clienti lo hanno testato (Linux, NdR), ma hanno trovato che non offre quanto richiesto da una piattaforma server orientata al business” ha detto Miller. “Windows ha una buona penetrazione sul lato server, ma la deformata quota di mercato attribuita a Linux disegna, ancor prima della nostra, una posizione attuale di Novell ed altri ingiusta (rispetto alla realtà)”.

Lo scorso febbraio Miller diede fuoco alle polveri dichiarando che il mercato Linux si sarebbe estinto entro la fine dell’anno: “Il gratuito non sostiene un’impresa. Lo sviluppo costa denaro, assicurare la qualità costa denaro e il supporto costa denaro. Dobbiamo ancora trovare un modello di business nel mondo Linux che abbia una qualsiasi possibilità di successo sul lungo periodo”. Amen.

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12 06 2001
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