Minori al cellulare nel mirino dell'UE

Quali rischi corrono gli utenti di minore età utilizzando telefonini che offrono ogni tipo di contenuto multimediale, anche vietato? La Commissione europea lo chiede a genitori, consumatori ed aziende interessate

Bruxelles – Viviane Reding, Commissaria UE per la società dell’informazione e dei media, vara una nuova iniziativa dedicata agli utenti di minore età: una consultazione finalizzata ad aprire un dibattito a livello europeo per favorire un sistema di autoregolamentazione del settore.

“La responsabilità della tutela dei minori nel campo della telefonia mobile spetta a tutti gli attori del settore: imprese, associazioni per la tutela dell’infanzia e organismi pubblici” afferma la Commissaria. Il dibattito partirà da una valutazione dei potenziali rischi corsi dai minori nell’utilizzo dei telefoni cellulari.

L’iniziativa è a tutti i soggetti interessati: associazioni di genitori, di consumatori, produttori di cellulari, compagnie telefoniche, enti regolatori. L’esigenza nasce dall’aumento, rilevato soprattutto negli ultimi anni, della quota di minore età nel complesso del numero degli utenti. Il fattore scatenante è il livello tecnologico raggiunto dagli apparecchi, in grado di offrire, oltre alle prestazioni telefoniche, contenuti ludici e multimediali.

Contenuti che in molti casi si rivelano nocivi, diseducativi o illegali (ancorché, appunto, vietati ai minori). La Reding esorta ad una self-regulation: “Migliorando l’efficacia dell’autoregolamentazione si ridurrà la necessità dell’intervento istituzionale”. La consultazione mira quindi a chiedere agli enti interessati informazioni ed opinioni sui rischi concreti per bambini ed adolescenti nell’utilizzo di tutti i servizi accessibili da un telefonino e sulle possibili soluzioni di prevenzione e protezione.

D.B.

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